



Credo che veramente non ci siamo.
Io rispetto la volontà di alcuni popoli del centro di vedersi accomunati a territori Padani, ma non si può fare di ogni erba un fascio!
Noi Ferraresi siamo un vero territorio di frontiera tra cultura "emiliana" (sic.) e cultura veneta (molto radicata), non potremo MAI accettare una macroregione che ci unisca alla toscana o alle marche.
Da sempre, addirittura, il nostro territorio di riferimento è il basso veneto piuttosto che l'emilia!




La Romagna Estense (sostanzialmente il territorio intorno a Lugo) è stato per secoli parte del Ducato Estense da qui il nome.
Senza volermi addentrare in lunghe analisi storiche, la citta di Ferrara deve le sue fortune (artistiche, culturali, economiche e anche militari) ad una famiglia di nobili provenienti da Este che succedettero ai Salinguerra e che ebbero dal Papa la potestà sul Ducato per circa 450 anni.
Del Ducato ha fatto parte oltre all'attuale territorio Ferrarese tutto il Polesine di Rovigo, la Romagna Estense, e Cento portata in dote da Lucrezia Borgia.![]()


Guarda, sono il primo a dire che esistono affinità tra certi territori della Lunezia.
Le vedo però concentrate a cavallo del crinale appenninico, faccio fatica a vedere affinità tra un massese e uno di Volta mantovana o Soresina...posso capire (ed è logico) che Parma abbia affinità con entrambi i territori (bassa lombardia e liguria/lunigiana) ma mi fermerei qui...non sono neppure convinto che mantovani e cremonesi siano così favorevoli a questa regione: le uniche province che probabilmente accetterebbero di farne parte sono Parma e Spezia, forse Massa (solo la Lunigiana penso, che infatti gravita più sullo spezzino) e forse nemmeno Piacenza è interessata al progetto. Per Mantova e Cremona la vedo proprio dura, almeno per larga parte di quelle province.


per non parlare di Verona!!!! io da autonomista convinto sono favorevole ad ogni spinta per l'autodeterminazione di territori affini però devo dire che sono anche profondamente europeista. Sinceramente, quando a Bruxelles si parla dei problemi della Baviera, già stona fare l'accostamento alla piccola "emilia-romagna"... se poi andiamo a staccare piccole aree, il paragone con le grandi regioni europee diventa davvero impari.
Ecco perchè sono favorevole ad un progetto di macroregione padana, confederata in tutti i territori omogenei che si vuole


Paul, andiamo al sodo! E' per questioni di "affinità" o perchè vedi il progetto di difficile realizzazione? Se sono questioni di affinità io ne vedo molto meno tra CasteSanGiovanni e Lido degli Estensi oppure tra Mantova e Sondrio eppure sono tutte nella stessa regione e se si dovessero fare regioni solo ed esclusivamente per questioni di affinità occorerebbe una regione ogni 10...20 comuni. Mai sentito perlare di geocomunità?
Sulla scorta delle forti spinte competitive, si va delineando oggi un ulteriore modello di geocomunità non più fondata su una profonda affinità bensì sulla necessità di alleanze strategiche che impone ai territori nuove geometrie relazionali rimodulate in funzione di interessi ed obiettivi comuni. Pure in assenza di una coesione sociale generata da una comune matrice culturale, le alleanze danno luogo ad una ricomposizione del territorio in forme diverse rivedendo le gerarchie soggettuali, trasformando le vocazioni e facendo laboratorio delle energie progettuali e finanziarie.
La presenza di macro-sistemi territoriali, fondati su presupposti di alleanze strategiche, conferma una tendenza già in atto da alcuni anni. L'avere assunto grande rilevanza le sinergie territoriali che hanno preso corpo su una più ampia scala (corridoi, quadranti, macrodistretti) appare significativo.
Ne sono un esempio le sette regioni adriatiche (Corridoio Adriatico) che già da tempo si proiettano all'esterno come un unicum territoriale per sostenere l'infrastrutturazione di corridoio e rilanciare così la piattaforma adriatica
Sarebbe quindi il momento di addentrarsi nella questione in modo evolutivo anzichè rimanere aggrappati alle "affinità" tra "un massese e uno di Volta mantovana o Soresina". Intanto il mondo va avanti!!!!! Se invece quello che non ti convince è la difficoltà di ottenere una tale regione....beh....scalare una montagna qualche difficoltà la richiede, la storia l'ha sempre insegnato, ma se pensi di potercela fare, di avere anche una minima possibilità di riucirci, allora meglio provarci al posto di rimpiangere di non averlo fatto quando ti si è presentata l'occasione.
Quanto manca alla vetta? Tu sali e non pensarci! ( Nietzsche)
http://it.wikipedia.org/wiki/Lunezia


Non sono sicuro che sia un progetto voluto da tutti i cittadini di tutti i territori che fanno parte della Lunezia. Pochi lo conoscono (se non qualcuno a Parma e in Lunigiana), e pochi lo capirebbero, soprattutto dei territori limitrofi.
Bene o male cremonesi e mantovani (tranne forse quelli di Suzzara e compagnia) stanno abbastanza bene in Lombardia, altrettanto dicasi per i reggiani in Emilia-Romagna (sempre che Reggio ne debba fare parte).
Frequento da 20 anni lo spezzino e la lunigiana, specie tra Spezia e Carrara, e non mi sembra ci sia tutto questo desiderio di passare sotto Parma, alla fine.
Le uniche province interessate sarebbero Parma (soprattutto) e Piacenza, per le quali oggettivamente la permanenza in E-R (almeno nel tipo di regione che abbiamo conosciuto finora) è deleteria. Ma Piacenza ha Milano come "ancora di salvezza", essendo quasi nell'hinterland, e il problema, paradossalmente, per i piasintein si pone meno.
Alla fine, penso sia più facile per Parma e Piacenza passare in blocco in Lombardia (almeno la bassa lombardia è un territorio sicuramente più conforme al tessuto economico e sociale parmense e piacentino che non la Romagna) che formare la Lunezia...
Pramsan, se alla fine il progetto va in porto andrò in giro col capo chinato cospargendomi di cenere: certamente sarebbe una soluzione per Parma migliore dell'attuale, questo non lo nego affatto!
E comunque, se vogliamo dirla tutta, io penso che il problema di fondo non sia tanto Bologna o Milano o Genova...ma territori di altre latitudini: letto tra le righe, utopisticamente baratterei volentieri la Lunezia con l'indipendenza da tutto ciò che sta sotto l'Appennino (tranne alcuni territori).
Stam ben!![]()




paul, paul, paul.... il fatto che una cosa non si conosca non vuol dire che non sia valida e che non debbe essere fatta conoscere; Tu segui molto bene le questioni riguardanti l'ovest emiliano e l'asse tirrenobrennero tirandone spesso delle conclusioni molto logiche e condivisibili, è chiaro che oggi le province da te menzionate aspirino ognuna allo status quo o al massimo a cambiar regione; Ma non credi che si tratti di elemosina in mancanza di altro? Si cerca quello che offre il mercato e se ne fa una ragione per sopravvivere in mancanza di meglio; Dovresti essere al corrente dei dibattiti in corso tra le varie realtà territoriali. A differenza tua e del caro FNLE (che saluto con amicizia), io sono un tradizionalista italiano che crede nel potenziale di una nazione italiana unica e unita da nord a sud (senti i fischi arrivare, ma non me ne vogliate) inserita in europa e nel mondo occidentale. Cio' non toglie che oggi apprezzi un eventuale riorganizzazione federalista (in particolare "fiscale") perchè ho avuto modo di conoscere e studiare gli aspetti pratici e di sviluppo di un tale sistema applicato nel nostro Paese. Perchè quindi non cercare di andare oltre le proprie convinzioni e conoscenze anche per la questione Emilia Lunense? Perchè non gettare le basi di una riforma più adatta ai territori che tu stesso menzioni uno ad uno? la questione da porre quindi è: Potrebbe una regione di questo tipo possedere quei requisiti che le permetterebbero di distinguersi tramite uno sviluppo più coerente e strategico? Potrebbe questa regione iniziare a ragionare su un possibile dinamismo che fino ad oggi ha preso solo marginalmente in considerazione i territori da essa composti? Potrebbe questa regione diffondere crescita anzichè pretenderla tramite disgregazione e aggregazione ad altre regioni? E' giusto continuare a tessere rapporti fra queste province o è tempo perso? Se si per quale motivo dal momento che ognuna non vorrebbe cambiare niente? Se no per quale motivo dal momento che tu stesso, nel tempo, hai potuto di constatare che esiste effettivamente un interesse strategico comune ? Iniziamo a porre ai cittadini queste domande e a cercare di svolgerne le risposte in modo concreto e costruttivo, altrimenti sono daccordo con te, oggi a Piacenza vedono Milano quale ultima spiaggia e a Spezia si accontentano di arrivare a fine mese. Ma esiste solo questa alternativa e questo limite alle nostre capacità di ragionamento? Dimmi di no per favore!![]()