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Rif: URSS
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Originariamente Scritto da
Mc Queen
Hai travisato. Non era un ennesimo qesito di storia alternativa. Il senso era se sarebbe cosa buona il riformarsi, oggi, di una unione multinazionale come l'URSS (sotto un Putin o altro, non necessariamente su basi marxiste).
E' la scoperta dell'acqua calda la tua, scusa i toni eh... ma è quello che tutti nell'ambiente della Destra Radicale si auspicano, una Grande Russia alleata dell'Europa (magari un'Europa capace di mostrare i denti e non la molle UE) come alternativa al blocco atlantista.
Poi riguardo l'URSS non saprei, ora che lo spettro del comunismo è scomparso è facile parlarne bene, in effetti la caduta dell'Unione Sovietica ha lasciato il mondo nelle mani degli USA, però se il totalitarismo sovietico avesse vinto in Europa ci avrebbe incatenati in quel mondo dove tutti erano carcerati e secondini allo stesso tempo, un mondo di schiavi tutti uguali per nulla migliore di questo, un bel 'paradiso' socialista (guardarsi sempre da chi promette il paradiso in terra).
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Rif: URSS
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Originariamente Scritto da
Mc Queen
Naturalmente, ma sebbene in mutata veste ideologica tale istinto a mantenere unito tale spazio geopolitico non è MAI venuto meno. Per queste ed altre ragioni una frazione dei circoli nazionalisti russi (non quelli ultraortodossi certamente) considera l'URSS come il successore dell'Impero russo. Una linea di basilare continuità metapolitica tra la creatura dei Romanov e la creatura di Lenin esiste. Il nazionalismo grande russo (non ufficializzato in Urss ma esistente de facto).
Il Kazakistan sarebbe un grande inizio : Nazarbayev potrebbe essere fondamentalmente favorevole ad una federazione sotto Mosca, e questo in un solo colpo metterebbe fine all'espansionismo cinese e costituirebbe una grande avanzata verso il resto dell'Asia centrale. Potrebbe innescarsi un effetto domino nei confronti di chi è titubante.
Il Kirghizistan fino a prima del golpe non era così sfavorevole all'ipotesi di maggiore integrazione con Mosca (timoroso dell'espansione cinese) : si era dimostrato interessato alla tanto attesa unione doganale che diventerà realtà questa estate tra Kazakhstan, Russia e Bielorussia. Tanto quanto il Tagikistan.
Chissà come si comporterà il nuovo presidente. Putin vedo sta gà facendo dei passi verso la nuova amministrazione. Si muove bene.
Quanto all'Uzbekistan.........è la chiave. Il più popoloso paese dell'Asia centrale. In realtà ha già accettato di entrare a far parte del CSTO (precludendo alla Nato ulteriori passi avanti in Asia centrale). Occorrerebbe maggiore integrazione economica :adesione subito all'unione doganale.
Concordo.
La Bielorussia puà entrare in qualsiasi momento : in realtà era GIA' addirittura stato creato lo "Union state" tra MINSK e MOSCA (che non è diventato ancora operativo solo per questioni burocratiche e formali.
Se sulla spinta degli eventi tale unione avvenisse, allora l'Ucraina (caso assai più difficile, ma MENO di quanto lo facciano i media occidentali) si troverebbe a portata di mano.
Janukovich per ora si è detto equidistante ma solo per prendere tempo e non sembrare palesemente filo-russo : presto aderirà al CSTO, chiudendo le porte ad ogni espansione Nato nell'area post sovietica in Europa. Poi si vedrà.
Se rientra l'Ucraina, allora la Moldavia la segue a ruota.
Sì, è il nodo più dolente. Dove gli USA infatti han giocato più sporco. Lì sì che il Cremlino si dovrebbe dar da fare per far cadere Sakashvili. Del resto Putin ha iniziato a parlare sempre più spesso (sebbene non ufficialmente) di "reintegro" dell'entità georgiana a partire dai sui lembi pro-russi (Abkhazia etc.) e così via. Ma c'è da combattere e molto.
L'Azerbaijan non è in situazione ottimale.
L'Armenia è quella delle tre republiche trans-caucasiche più affidabile e pro-russa.
Vero. non soltanto sono già in orbita NATO, ma se anche questa non dovesse più esistere un giorno, allora entrerebbero nell'orbita UE.
Anche Zjuganov già in una sua riflessione (del 1998), riteneva irrecuperabili le epubbliche baltiche (massimo scetticismo per l'ESTONIA , minimo per la Lettonia ad essere precisi).
Putin dal canto suo, ha però difeso l'onore del vecchio stato affermando come la scissione baltica non sia avvenuta in maniera non legale.
Il patriottismo grande-russo era ufficiale comunque. Espresso e chiarito da Lenin nel suo "L'orgoglio nazionale dei grande-russi" del 1914.
Ottima analisi comunque. Bravo McQueen. :)
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Angelus Mortis
E' la scoperta dell'acqua calda la tua, scusa i toni eh... ma è quello che tutti nell'ambiente della Destra Radicale si auspicano, una Grande Russia alleata dell'Europa (magari un'Europa capace di mostrare i denti e non la molle UE) come alternativa al blocco atlantista.
Poi riguardo l'URSS non saprei, ora che lo spettro del comunismo è scomparso è facile parlarne bene, in effetti la caduta dell'Unione Sovietica ha lasciato il mondo nelle mani degli USA, però se il totalitarismo sovietico avesse vinto in Europa ci avrebbe incatenati in quel mondo dove tutti erano carcerati e secondini allo stesso tempo, un mondo di schiavi tutti uguali per nulla migliore di questo, un bel 'paradiso' socialista (guardarsi sempre da chi promette il paradiso in terra).
Al di là della critica ideologica (che tollero in quanto la pensi a modo tuo), la critica storica non è esatta. Anzitutto questo mondo dei secondini e carcerati è un mito da sfatare. Il tasso d'incremento demografico, il livello medio di garanzia sociale (con relativo aumento della speranza di vita) e la sobrietà dei costumi anche morali degli ex Paesi Socialisti è lì a dimostrare che non c'erano nè schiavi nè carcerati.
Oltre a somigliare molto alle critiche di una Emma Bonino o di un Paolo Guzzanti, la tua analisi non contempla il fatto che in realtà c'era soltanto un Patto (simile alla Nato, dunque con sovranità limitata) tra l'Europa dell'Est e l'Urss. Ma Mosca mai si è sognata di inglobare o annettere Albania, Romania, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia ecc...
Dunque l'Europa poteva stare tranquilla e beata. Non c'era alcuna "paura". Spesso era tutto stigmatizzato ad arte (come oggi con l'imminente "pericolo islamico alle porte").
Senza polemica eh. Era solo per chiarire.
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Rif: URSS
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Originariamente Scritto da
Stalinator
Al di là della critica ideologica (che tollero in quanto la pensi a modo tuo), la critica storica non è esatta. Anzitutto questo mondo dei secondini e carcerati è un mito da sfatare. Il tasso d'incremento demografico, il livello medio di garanzia sociale (con relativo aumento della speranza di vita) e la sobrietà dei costumi anche morali degli ex Paesi Socialisti è lì a dimostrare che non c'erano nè schiavi nè carcerati.
Oltre a somigliare molto alle critiche di una Emma Bonino o di un Paolo Guzzanti, la tua analisi non contempla il fatto che in realtà c'era soltanto un Patto (simile alla Nato, dunque con sovranità limitata) tra l'Europa dell'Est e l'Urss. Ma Mosca mai si è sognata di inglobare o annettere Albania, Romania, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia ecc...
Dunque l'Europa poteva stare tranquilla e beata. Non c'era alcuna "paura". Spesso era tutto stigmatizzato ad arte (come oggi con l'imminente "pericolo islamico alle porte").
Senza polemica eh. Era solo per chiarire.
Quando parlavo di carcerati e secondini mi riferivo alla delazione.
Comunque inutile discutere più di tanto, la vediamo in due modi diversi.
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Rif: URSS
Citazione:
Originariamente Scritto da
Stalinator
Al di là della critica ideologica (che tollero in quanto la pensi a modo tuo), la critica storica non è esatta. Anzitutto questo mondo dei secondini e carcerati è un mito da sfatare. Il tasso d'incremento demografico, il livello medio di garanzia sociale (con relativo aumento della speranza di vita) e la sobrietà dei costumi anche morali degli ex Paesi Socialisti è lì a dimostrare che non c'erano nè schiavi nè carcerati.
La sobrietà dei costumi era dovuta unicamente al rigido controllo repressivo, appeno questo si è allentato, in pochissimo tempo hanno colmato tutto il divario con l'occidente, forse superandolo.
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Oltre a somigliare molto alle critiche di una Emma Bonino o di un Paolo Guzzanti, la tua analisi non contempla il fatto che in realtà c'era soltanto un Patto (simile alla Nato, dunque con sovranità limitata) tra l'Europa dell'Est e l'Urss. Ma Mosca mai si è sognata di inglobare o annettere Albania, Romania, Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia ecc...
Vabhe quei paesi erano il loro giardino di casa, come il Sud America lo è per gli Usa.
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Dunque l'Europa poteva stare tranquilla e beata. Non c'era alcuna "paura". Spesso era tutto stigmatizzato ad arte (come oggi con l'imminente "pericolo islamico alle porte").
Senza polemica eh. Era solo per chiarire.
Il venir meno del metus hostilis è stato forse il danno più grave portato dalla dissoluzione dell'Urss.
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DuxLupus
La sobrietà dei costumi era dovuta unicamente al rigido controllo repressivo, appeno questo si è allentato, in pochissimo tempo hanno colmato tutto il divario con l'occidente, forse superandolo.
Questa è una tua deduzione opinabile, sinceramente. Il rigido controllo repressivo (cosa che comunque avviene in ogni totalitarismo) non era così stringente, ma si fondava su una concezione "essenziale" della vita, basata sulla partecipazione comunitaria, sul patriottismo, sulla felicità del lavoro e dell'autosufficienza necessaria. Poteva essere forzata e "fuori dal tempo" se vista dalla parte occidentale, ma di certo non mi sarei mai atteso certe critiche qui dentro. :giagia:
Magari avrei pensato ad altro, ma questo aspetto ipotizzavo potesse essere apprezzato.
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Rif: URSS
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Originariamente Scritto da
Stalinator
Questa è una tua deduzione opinabile, sinceramente. Il rigido controllo repressivo (cosa che comunque avviene in ogni totalitarismo) non era così stringente, ma si fondava su una concezione "essenziale" della vita, basata sulla partecipazione comunitaria, sul patriottismo, sulla felicità del lavoro e dell'autosufficienza necessaria. Poteva essere forzata e "fuori dal tempo" se vista dalla parte occidentale, ma di certo non mi sarei mai atteso certe critiche qui dentro. :giagia:
Magari avrei pensato ad altro, ma questo aspetto ipotizzavo potesse essere apprezzato.
Beh, certo, se non c'erano rossetti o tanga nei negozi, difficilmente le donne si sarebbero potuti pittare come mignotte o vestirsi da pornozoccole.
Oh, 12 secondi dopo che è crollato il muro, le slave si son riversate per le tangenziali.
Se la virtù era civile ed autosussistente, ciò non sarebbe dovuto avvenire.
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Rif: URSS
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Originariamente Scritto da
Stalinator
Questa è una tua deduzione opinabile, sinceramente. Il rigido controllo repressivo (cosa che comunque avviene in ogni totalitarismo) non era così stringente, ma si fondava su una concezione "essenziale" della vita, basata sulla partecipazione comunitaria, sul patriottismo, sulla felicità del lavoro e dell'autosufficienza necessaria. Poteva essere forzata e "fuori dal tempo" se vista dalla parte occidentale, ma di certo non mi sarei mai atteso certe critiche qui dentro. :giagia:
Magari avrei pensato ad altro, ma questo aspetto ipotizzavo potesse essere apprezzato.
Se fosse stavo veramente così finito il comunismo non sarebbero diventati immediatamente un popolo di puttane e bruti alcolisti.
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Rif: URSS
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Originariamente Scritto da
DuxLupus
Se fosse stavo veramente così finito il comunismo non sarebbero diventati immediatamente un popolo di puttane e bruti alcolisti.
Ma non è esattamente avvenuto questo. Diciamo pure che Eltsin aveva anche perso le elezioni, modificate da brogli.
Migliaia di persone scesero in piazza contro Gorbaciov, ci furono intere manifestazioni con morti, due tentativi di golpe, manifestazioni musicali usate come teatro di scontri di piazza, tra il 1991 (anno del crollo definitivo dell'URSS) e il 1993.
La transizione così come la vedete voi, c'è solo nelle vostre teste.
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Rif: URSS
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Originariamente Scritto da
Mc Queen
Anni fa il presidente PUTIN ha definito il collasso dell' URSS come "la maggiore catastrofe geopolitica del 20° secolo".
Ora, riflettendoci benea prescindere dall'istinto anti-sovietico della maggior parte di voi : converrebbe al mondo (e soprattutto all'Europa) che ancora esistesse l'URSS ? Magari non più su basi strettamente comuniste, bensì in quanto patria e superpotenza militare-economica (come la CINA).
Quanti, oggi, sarebbero favorevoli alla resurrezione di una nuova URSS ("putiniana" più che "comunista") sullo scacchiere geopolitico mondiale ?
La maggiore catastrofe geopolitica del 20° secolo è stata la sconfitta dell'Asse e le sue principali conseguenze, spartizione bipolare dell'Europa e perdita della supremazia coloniale e planetaria a favore degli U$A.
Detto ciò, l'URSS non serve geopoliticamente, mentre ideologicamente deve essere vista come spazzatura ideologico-filosofica e come tale essere buttata nel cesso.