«Noi, ostaggi di punkabbestia e barboni»
Gli abitanti di via Belle Arti: «Spaccio e bivacchi a ogni ora del giorno»
di ENRICO BARBETTI
«SE UNO non li ha sotto gli occhi tutti i giorni, non ci può credere. Così, con le foto, è più chiaro per tutti». I bivacchi di sbandati sono un minimo comune denominatore per diversi angoli della città, e specialmente in zona universitaria, ma la situazione che denunciano i residenti di via Belle Arti è oltre il livello di allarme. E, per rendere meglio l’idea, corredano le loro lamentele con un ampio reportage fotografico. Non sono stati necessari lunghi appostamenti per raccogliere decine di immagini, più che eloquenti: «Basta affacciarsi alla finestra, a qualsiasi ora». Gli autori della protesta preferiscono mantenere l’anonimato, perché ogni giorno si trovano a passare sotto quei portici. Si firmano ‘i residenti di via Belle Arti’ e da qualche giorno hanno avviato una raccolta di firme per dire che sono «esausti».
IN PARTICOLARE, secondo i cittadini, il luogo in cui si concentra il maggior numero di sbandati e punkabbestia con animali al seguito è l’incrocio tra via Belle Arti e via del Guasto, uno ‘scorcio’ di centro storico al quale si riferiscono le cartoline pubblicate in questa pagina. «La situazione ormai è insostenibile — spiega una residente della zona —. Da una parte ci sono i tunisini che spacciano, dall’altra barboni e punkabbestia, in mezzo noi cittadini». Uno dei condomìni nei pressi dell’incrocio incriminato ha installato delle telecamere sotto il portico, «e guarda caso è l’unico che non ha tutti i muri imbrattati di scritte».
«A un professionista che abita qui è capitato di tornare a casa e trovare due persone che dormivano nell’androne, come niente fosse, circondate da cartoni della pizza e lattine di birra», ricordano i cittadini. Che aggiungono: «Soprattutto la sera la situazione diventa insopportabile: gli schiamazzi durano fino a tardissima ora, e la gente ha paura a passare vicino ai punkabbestia a causa dei grossi cani che possiedono. Molti che prima stavano nella zona di piazza Verdi ora si sono spostati qua». I firmatari dell’appello sono contrari anche alla chiusura della strada che, dicono, «porterà a un’ulteriore ghettizzazone della zona». Oltre a incidere sulla qualità della vita dei residenti, il degrado tocca pure il portafogli: «Noi paghiamo le tasse come in via Rizzoli o via Indipendenza ma non è certo la stessa cosa: chi ha un appartamento qui fa fatica ad affittarlo. Se una persona tranquilla viene a vedere un’abitazione si spaventa e rinuncia». «I controlli delle forze dell’ordine ci sono — concludono i cittadini —. Polizia e carabinieri intervengono spesso ma, anche se arrestano qualcuno, dopo due giorni lo ritroviamo di nuovo sotto il portico».
da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 11/04/2008
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Ci sono molte foto sul Carlino, molto eloquenti, che non posso prendere dalla mia versione online del giornale.
Ma sono sicuro che ogni bolognese sa perfettamente di cosa si sta parlando.
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