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  1. #11
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    Predefinito

    no ma il discorso è un altro: fino all'esito delle elezioni, la richiesta di manganello e spray urticante era stata fatta SOLO dalle forze di opposizione, trovando SEMPRE il NIET della maggioranza.
    Oggi, quando il PDS ha visto come sono andati gli scrutini, fa comunicati tutti i giorni in cui si prende il merito della proposta. Infatti leggendo i quotidiani, se uno non sa la storia, appare proprio che la proposta sia del PDS e che gli altri debbeno solo decidere se dare il consenso o no.

    Io penso che ciò che porta sicurezza alla città va benissimo, però certuni dovrebbero VERGOGNARSI di tirare fuori certi argomenti fino a ieri osteggiati, solo per provare a riprendersi un elettorato scappato in massa. I politici sono gente veramente schifosa

  2. #12
    Mulino Bianco
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    Predefinito Sicurezza, una ronda non fa primavera

    BOLOGNA città di ronde.
    Ci sono quelle dei pensionati a Borgo Panigale, sono allo studio quelle degli studenti, quelle dei leghisti.
    Hanno annunciato ronde anche i seguaci di Beppe Grillo.
    In realtà siamo davanti a una tradizione bolognese; data, infatti, dal 1820 l’istituzione del Corpo delle pattuglie cittadine.
    Erano anni turbolenti e i gendarmi pontifici non ce la facevano a mantenere l’ordine pubblico.
    Fu allora che nacque il Corpo, un‘istituzione che, attraverso molte traversie, dura anche oggi.

    MA QUESTO proliferare (almeno annunciato) di ronde induce a qualche riflessione.
    La prima riguarda, ovviamente, lo stato della sicurezza cittadina. Uno stato non eccellente.
    E poco importa se ci si trovi di fronte a uno stato di cose reale o a uno percepito.
    La gente non si sente sicura, soprattutto la sera e soprattutto, e questo anche deve fare riflettere, nel centro storico.
    Non è un caso che i vigili urbani, imitando i colleghi di Modena, stiano per essere dotati di spray e di manganelli.
    Ma, tornando alle ronde, noi ci sentiamo di condividere in pieno l’opinione espressa su queste pagine da Marco Leonelli.
    Più che alle ronde il tutelare la pubblica quiete spetta alle forze dell’ordine: polizia e carabinieri.
    Proprio per questo vorremmo fare un’osservazione: mantenere la sicurezza pubblica non vuol dire semplicemente presidiare il territorio, ci vuole di più, bisogna intervenire.

    CI RIFERIAMO in particolar modo alla zona universitaria.
    Che senso ha presidiare in forze piazza Verdi se, a pochi metri di distanza, il clamore notturno, l’ubriachezza molesta, l’usare le strade come toilettes non vengono repressi?
    Abbiamo già raccontato l’episodio di un abitante della zona che - erano le 3 del mattino - disperato per il frastuono è sceso in strada, raggiungendo una pattuglia in piazza Verdi per chiedere aiuto e si è sentito rispondere. «Spiacenti, siamo pochi, non ce la sentiamo».
    Ora le cose potrebbero peggiorare, con la pedonalizzazione dell’intera zona universitaria, i portici e le strade potrebbero diventare asilo di altri fracassoni, teppisti, sporcaccioni e simili.
    La pedonalizzazione non si può imporre a freddo, ma andrebbe accompagnata da una politica di licenze, di provvidenze, di consultazioni.
    Ma così non sarà, almeno pare.
    Non resta che sperare (la speranza è sempre l’ultima a morire).
    Intanto, invece, si parla di ronde, di appaltare, cioè, ai privati una responsabilità pubblica come l’ordine.
    Forse è un segno dei tempi. Non un gran bel segno, ci pare.

    di: Marco Guidi

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 27/04/2008


    -----


    Bellissimo, e verissimo, questo commento di Marco Guidi.
    Sono completamente d'accordo con la Sua analisi.

  3. #13
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    Predefinito

    ma, dico io, non basterebbe un bell'autobotte con idrante? piazza pulita senza violenza in pochi minuti.

    Perchè non si vuole fare? forse perchè chi governa Bologna ama di più i comunicati stampa, che le decisioni concrete, con la paura di scontentare qualche decina di elettori (meridionali) punc-bestie?

    pedonalizzare le piazze del centro è bellissimo, se queste diventano un camminatoio per la gente per bene, magari con le vetrine illuminate anche di notte e le attività aperte 24 ore su 24 come in tutte le altre realtà del mondo evoluto! basta eliminare definitivamente la feccia schifosa che anima le nostre vie. Fargli capire che Bologna non è più il loro bengodi. Mettergli in testa che i loro tamburi se li devono andare a suonare al loro paesello terremotato e non qui. semplice no?

  4. #14
    Mulino Bianco
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    Predefinito «Cofferati? Solo proclami, noi agiamo»

    La ricetta-sicurezza del sindaco di Verona:
    «Così sono spariti vu’ cumprà e lavavetri»


    dall’inviato RITA BARTOLOMEI
    — VERONA —

    UN GIORNALE
    cittadino titola così: «Tosi s’ispira al collega Cofferati, in città ronde armate di cellulare».
    Ma il sindaco leghista non ci sta. «Qui le cose si fanno, non s’annunciano soltanto. La sinistra c’insegue. Non mi preoccupa la concorrenza. Cofferati non ha inventato niente, le pattuglie c’erano già nell’Ottocento. Faccio quello che sento come mio dovere. Questo avevo promesso ai cittadini. M’interessa che la città sia sicura. Ho preso l’ordinanza sulla prostituzione da Padova e quella sul decoro da Venezia. Le ronde? Saranno un corpo civico di volontari. Porterò la delibera in giunta questa settimana. Il bando sarà aperto a tutti, chiaro anche agli immigrati. Gli stranieri sono 30mila su 260mila residenti. Che problema c’è, se sono in regola?».

    ALLE dieci di ieri mattina Flavio Tosi, 39 anni, giacca e fazzoletto verde nel taschino, ha ricevuto una scolaresca delle materne e sbrigato due ore di carte.
    In ufficio tiene la foto di Pertini e quella di papa Ratzinger.
    Dov’è il presidente Napolitano, scusi?
    Il sindaco si alza, apre la porta, cerca qualcosa nell’angolo, per terra, solleva un ritratto e dice: «E’ qui, non mi sta tanto simpatico». Il portavoce avverte: «Guardi che questa cosa ha già fatto polemica, è stata sulle prime pagine dei giornali». Il sindaco ci dev’essere abituato, al rapporto dialettico.
    Della Soprintendenza dice: «Ci scontriamo tutti i giorni. Lo abbiamo chiesto ai nostri parlamentari, quei poteri devono andare alle Regioni».

    DEV’ESSERE anche per questo che la Lega nord vuole portare Tosi in città.
    Ieri mattina è partito da lui il tour dei lumbard bolognesi — guidati da Norma Tarozzi — che, rincuorati dai risultati elettorali, vogliono mettere a confronto i problemi di casa con le soluzioni adottate dai primi cittadini del Carroccio.
    Insomma il candidato che un anno fa veniva presentato come «leghista modello Gentilini» e che ha sconfitto il sindaco uscente del centrosinistra, oggi potrebbe fare da testimonial in trasferta, sostegno alla campagna elettorale del centrodestra sotto le Due Torri.
    E’ stato così a Brescia, la città del miracolo verde.
    «A Bologna non si conoscono amministratori del nostro partito — ragiona il segretario del Carroccio, Manes Bernardini —. Per questo vorremmo organizzare banchetti che spiegano alla gente i loro programmi, per un confronto vero sulle cose. Ad esempio attraverso serate a tema. Vorremo invitare il sindaco di Verona a parlare di sicurezza».

    SU QUELLO Tosi dice di aver vinto le elezioni.
    «E’ un’emergenza nazionale — non ha dubbi il primo cittadino, che ha in giunta anche un assessore dell’Udc —. Come amministratori dovremmo avere più poteri di ordine pubblico, lo vorrei chiedere a Maroni se diventasse ministro dell’Interno. Come faccio a combattere la prostituzione se posso fare al massimo una multa da 36 euro? Lo stesso vale per il giardino dei tossicodipendenti».
    Ma non dovrebbero essere compiti di polizia?
    «Il degrado ricade su di noi e le risposte sono inadeguate», obietta.
    Rivendica ottimi rapporti con le forze dell’ordine.
    Luigi Merolla, il nuovo questore bolognese, arriva proprio da Verona.
    «C’è una differenza notevole tra noi e il centrosinistra — è l’analisi di Tosi —. Noi diciamo: l’integrazione si fa con le regole».
    Veramente lo dichiara anche Veltroni.
    Risposta: «Sì, però non lo fa».
    E lei, invece?
    «Qui, in un anno, abbiamo fatto sparire lavavetri e vu’ cumprà. Non si trova un solo venditore, e siamo la quarta città d’arte in Italia. Nessuna ordinanza particolare. Abbiamo mandato i vigili per i controlli, le identificazioni. Noi li impieghiamo soprattutto così, in compiti di sicurezza. E quando fanno uno sgombero ci vado anch’io, magari all’alba».

    CONFERMA Luigi Altamura, che comanda 252 uomini della municipale, poliziotto in aspettativa voluto dal sindaco precedente e confermato: «A ottobre dell’anno scorso c’erano 150 venditori abusivi, nel fine settimana. Abbiamo fatto gli appostamenti, anche notturni. Abbiamo chiesto alla procura perquisizioni negli appartamenti che erano le loro basi. Tre sono stati sequestrati. C’erano vigili in borghese che seguivano queste persone a mezzanotte. Così abbiamo sconfitto il problema, lavorando insieme. Lo stesso per i lavavetri».


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 29/04/2008


    ----


    Inutile dire che questa cosa mi rende molto triste, perchè da noi, se continua così, tutto questo non accadrà mai.
    E' una dura realtà, ma finchè si voterà a sinistra assisteremo ai proclami di Cofferati o di chi per lui sulla (falsa) legalità, sui lavavetri con il risultato che ormai non c'è un solo semaforo a Bologna senza stropi, zoppi, invalidi, lavavetri, accattoni in genere.


  5. #15
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    Predefinito Piazza Carducci a luci rosse «La polizia faccia di più»

    L’assessore Mancuso attacca le forze dell’ordine

    NON SOLO la Pioppa a Borgo Panigale o via del Tuscolano, all’estrema periferia del Navile.
    Anche piazza Carducci è dominio incontrastato delle prostitute. E i residenti sono in rivolta.
    Tanto che, già il 25 settembre scorso, una quarantina di cittadini che abitano tra la piazza e via San Giuliano hanno inviato un esposto-denuncia al prefetto, al questore, al comandante dei Carabinieri e al comandante della Polizia municipale.
    E ieri sono arrivati a parlarne in commissione Affari istituzionali del Comune, su invito del capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella.

    DI FRONTE al quadro di «assoluta invivibilità nelle ore serali e notturne» dipinto dai residenti, l’assessore alla Sicurezza, Libero Mancuso, ha promesso: «Convocherò il comandante dei Vigili urbani, perchè venga effettuato un monitoraggio più frequente della zona, in collaborazione con le altre forze dell’ordine».
    Ed è proprio a polizia e carabinieri che l’assessore si rivolge in particolare, non senza qualche accenno polemico.
    «Io vorrei sapere quale idea della città hanno le forze di polizia — manda a dire Mancuso — perchè a loro deve essere affidata la città di notte. Non è possibile che carabinieri e polizia non conoscano queste cose — insiste l’ex magistrato — poichè si tratta di situazioni incancrenite».
    Dal canto suo, il presidente del Quartiere Santo Stefano, Andrea Forlani, che si dice a conoscenza da tempo delle condizioni in cui versano piazza Carducci e dintorni, promette: «Non appena avremo in gestione come Quartiere le pattuglie dei vigili di prossimità anche di notte, li invieremo in quella zona per fare maggiori controlli».
    Ma «il grosso deve essere svolto da polizia e carabinieri — aggiunge il presidente del Santo Stefano — anche se mi risulta oscuro come mai, nonostante la zona sia sempre pattugliata, non sia funzionato nessun deterrente».

    I RAPPRESENTANTI dei residenti di piazza Carducci, infatti, in commissione hanno parlato senza mezzi termini di un vero «bordello a cielo aperto»: non solo devono fare i conti con la sporcizia lasciata ai giardini pubblici vicino alla piazza (fazzoletti di carta, assorbenti e profilattici usati), ma anche con escrementi in mezzo al marciapiede.
    Per non parlare degli «episodi di sesso — raccontano i residenti — consumati sotto le finestre delle case che si affacciano sulla strada».
    E non mancano le visite quotidiane del ‘protettore’, del quale i residenti, che non stanno certo con le mani in mano, hanno individuato anche la targa e il modello di auto con cui si sposta.
    Il tutto è scritto nell’esposto consegnato alle forze dell’ordine e al Quartiere Santo Stefano. E Forlani ricorda anche che il Quartiere si è impegnato nei mesi scorsi a mettere lampadine nuove per l’illuminazione pubblica e a sollecitare Hera a intensificare la pulizia delle strade. Ma, concludono amaramente i residenti, «il problema non è stato ancora risolto».


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 30/04/2008

  6. #16
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    Predefinito Sicurezza

    Galletti: «Un accordo bipartisan»

    UN ORDINE del giorno bipartisan per dotare la polizia municipale di spray e manganello.
    Ne ha accennato ieri in Comune, alla riunione dei capigruppo, Cristina Marri, segretario dell’Udc, con proposta di aprire il dibattito in commissione.
    I documenti per chiedere nuovi strumenti di difesa per i vigili sono due: uno del Pd, cofirmato dall’Udc, e uno della lista civica La tua Bologna.
    «Visto che sono molto simili — afferma Gianluca Galletti, deputato dell’Udc — chiedo a tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale che, con senso di responsabilità, diano pieno mandato alla presidenza di scrivere un unico ordine del giorno da approvare poi all’unanimità».
    Perché questa proposta?
    «Per dimostrare che la sicurezza non è né di destra né di sinistra. E’ una cosa buona per i bolognesi».
    Crede davvero possibile un voto unanime?
    «Sarebbe la dimostrazione di un vero senso di responsabilità da parte dei partiti. E credo anche che darebbe più sicurezza ai vigili che domani si trovassero nella necessità di usare lo spray o il manganello».
    Nel caso non se ne facesse nulla?
    «L’Udc firmerà entrambi gli ordini del giorno, proprio per dare senso a questa nostra posizione di responsabilità».
    Il Pd e il sindaco, su questo tema, hanno invertito la rotta originaria.
    «L’odg del Pd è la riprova di una politica sbagliata in questi anni. Così come lo sono la decisione sulla moschea, le ronde di Mancuso. Dopo la sconfitta elettorale, la giunta ha preso atto degli errori commessi su un tema particolarmente sensibile, come quello della sicurezza. E si prepara alle elezioni del 2009 per il sindaco cavalcando proposte avanzate dall’Udc e dal centrodestra in questi anni».


    di: Luca Orsi

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 01/05/2008

  7. #17
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    E MONACO (LTB) ATTACCA IL CINESE «UN GUAZZABUGLIO DI PROCLAMI»

    «LA QUESTIONE della sicurezza non è affatto un problema di percezione ma un dato reale».
    Il coordinatore de La Tua Bologna Carlo Monaco interviene sul problema più sentito dai cittadini e attacca il sindaco Sergio Cofferati: «I reati — prosegue — commessi in città nel 2007 sono stati 78.534 rispetto ai 76.200 del 2006, ben 2.334 reati in più. E’ evidente che le politiche per la sicurezza dell’amministrazione Cofferati sono solo un guazzabuglio di proclami. Benché il sindaco sia assiduamente presente nei programmi televisivi nazionali e nei tg con il suo cliché di sceriffo, la realtà è ben lontana dall’essere confortante».


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 01/05/2008

  8. #18
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    Predefinito

    premesso che conosco GALLETTI e devo dire che è una persona di altissima levatura morale, un uomo per bene e un buon politico, però con questa dichiarazione ha preso una cantonata colossale.
    Come si può gettare salvagenti a questo PDS allo sbando totale? Che porti avanti la SUA linea senza stare con un piede di qua e uno di là. Non vorrei che fosse un modo per non chiudere la porta a nessuno, in vista delle elezioni del 2009....
    Mi dispiace, perchè, ripeto, GALLETTI è un politico serio e intelligente e ha da sempre la mia stima.

    Viceversa Monaco, che in genere mi causa un certo ribrezzo (è una questione "di pelle" diciamo...) ha centrato benissimo la questione.
    La risposta all'insicurezza non può essere quella di appoggiare una coalizione (che sta colando a picco) che è la principale responsabile della situazione attuale!
    Il cOFFERATI è bravissimo a parlare e a fare comunicati altisonanti, ma nei fatti è espressione di un partito che ci sguazza fra maomettani, punc-bestie, drogati di vario calibro, suonatori di tamburi, eccetera. E' perfettamente inutile (e i bolognesi lo stanno capendo, appoggiando sempre di più la Lega Nord) che vada in TV a raccontare le favole agli itagliani, perchè chi abita a Bologna sa bene qual'è la realtà della nostra città!

    Speriamo che il CDX faccia un atto di coraggio e decida di candidare a Sindaco Manes.

  9. #19
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    Predefinito Spray ai Vigili, Garagnani attacca l’Udc

    Ronde, FI prende le distanze da An e Lega

    LA LEGA le ha annunciate, An le farà dal 6 maggio in zona universitaria.
    FI invece frena.
    Le ronde di cittadini dividono il Pdl, dopo che la giunta Cofferati ha ‘aperto’ all’utilizzo di volontari antidegrado.
    Fabio Garagnani, deputato di FI, spinge sul freno: «Si deve essere molto cauti nel favorire ronde di qualsiasi tipo, ricordandosi invece che il ruolo di tutela della sicurezza del cittadino spetta solo a Stato e forze dell’ordine, che devono essere aiutate con supporti organizzativi ed economici».
    Garagnani invoca «un maggior controllo su questi temi da parte di prefetto e questore, ai quali esprimo solidarietà e appoggio».
    Una mossa che scuote il Pdl, portando a galla visioni differenti sull’argomento. Critiche, invece, alla Procura, «intervenuta ad adiuvandum» l’azione di Cofferati «con l’ennesima interferenza in compiti che non le competono».
    Quanto invece a spray e manganelli ai vigili, Garagnani chiude la porta a Gianluca Galletti, deputato dell’Udc, che dopo l’asse con il Pd propone un’intesa bipartisan in consiglio comunale.
    «Respingo nettamente come sintomo di un nuovo consociativismo ambiguo e pericoloso le riflessioni di Galletti», dice il berlusconiano.
    Si tratta infatti di temi che sono «un netto spartiacque fra centrosinistra e centrodestra».


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 03/05/2008

  10. #20
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    Predefinito Arriviamo noi, i City Angels. Saremo degli amici sicuri

    di: Mario Furlan *


    ERA GENNAIO quando, per la prima volta, un gruppo di City Angels - basco blu e giubba rossa - mise piede a Bologna.
    Era un sabato sera, stavo camminando dalle parti di piazza Verdi con alcuni Angels di Milano, Torino e Roma, città dove siamo presenti da anni. Ero stato contattato da un bolognese, Giancarlo Zecchini, desideroso di aprire una sede dell’associazione. Come sempre in questi casi mi riservai di dargli una risposta. Prima voglio conoscere la situazione a Bologna, dissi; voglio capire in che modo potremmo essere utili. Bastarono pochi minuti per capire che avremmo potuto essere molto utili.

    I SENZATETTO ci vennero incontro festosi: «Siete anche qui! Ci aiuterete come fate nelle altre città, vero? Avete cibo, vestiti, coperte, sacchi a pelo?».
    Facemmo amicizia con i punkabbestia, circondati dai loro cani, e con i ragazzi con le birre in mano. Perché il City Angel è un amico dei cittadini. Di tutti. Di quelli che fanno casino di notte, come quei giovani; e di quelli che hanno paura a uscire la notte. Parecchie persone, soprattutto donne e anziani, si avvicinarono a noi: «Benvenuti a Bologna! Abbiamo bisogno di voi, ci sentiamo insicuri». E una signora: «Non è che venerdì prossimo a mezzanotte potreste accompagnare mia figlia dalla stazione a casa? Mi sentirei più tranquilla...».

    GIANCARLO e i suoi volontari hanno terminato il corso di formazione.
    E da domani saranno su strada. Partendo da via dei Bibiena, accanto a piazza Verdi: lì c’è la sede degli Angels.
    Che faranno ciò che fanno da 14 anni in sei città italiane, e che ci ha fatti definire «gli scout del Terzo millennio» dal cardinale Ersilio Tonini e «angeli di strada in carne e ossa» da Enzo Biagi: i volontari di strada d’emergenza.
    Daranno cibo e vestiti ai clochard: abbiamo distribuito tre milioni di pasti e 900mila capi d’abbigliamento, e abbiamo trovato un alloggio a 450 di loro.
    E contrasteranno la criminalità di strada: abbiamo sventato oltre 300 furti, 250 borseggi e 120 scippi.

    COME ci riusciamo? Con un’attenta selezione dei volontari. Con un corso di formazione rigoroso, in cui si impara tutto quanto serve sulla strada: dal primo soccorso all’autodifesa, dalla psicologia alle tecniche di squadra, dalle nozioni su dove indirizzare gli emarginati (dormitori, mense, ambulatori) a quelle sul soccorso degli animali.
    E con il nostro essere un gruppo multirazziale e multietnico, con Angeli di 17 nazionalità: oltre a italiani anche marocchini, romeni, albanesi, ucraini, africani, sudamericani...
    Serve a svolgere funzioni di mediazione culturale con gli immigrati sbandati, ad aiutarli e, quando serve, a dissuaderli dal rubare o spacciare. E a lanciare un messaggio di tolleranza e di integrazione. Per una società accogliente e solidale, in cui anche l’ultimo degli immigrati si senta a casa.

    * fondatore dei City Angels, www.cityangels.it


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 04/05/2008

 

 
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