Eccolo lí il teppistello che sognava di essereZorro chiamato a realizzare gli incubi di Oriana Fallaci e della soubrette Irene Pivetti che, il 27 marzo 1997 sul Corriere della Sera dichiarava che “bisogna ributtarli tutti a mare”. Il giorno dopo era accontentata da Fabrizio Laudadio, comandante della Sibilla che speronó in mare aperto la Kater I Rades condannando a morte 108 persone senza processo. (1) (2) (3).
La sua biografia è di una semplicitá disarmante.
Prima di diventare terrorista, Sandalo fa l’ufficiale negli alpini. A causa di questo fatto, qualcuno lo ha sospettato di essere un infiltrato fin dall’inizio della sua militanza in Lotta Continua. Sconosciuto alle cronache fino a quel momento, Sandalo è arrestato il 29 aprile 1980, in una retata di militanti di Prima Linea, alla quale sfugge Marco Donat Cattin, che riesce a rifugiarsi in Francia. Sembra che all’interno dell’organizzazione fosse soprannominato ”Roby il pazzo” per la sua propensione alla violenza. Sandalo si pente subito e comincia a collaborare con gli inquirenti. Le sue rivelazioni sono fondamentali per smantellare Prima Linea, un gruppo terroristico che raccoglieva soprattutto ex militanti di Lotta Continua e Potere Operaio, organizzato in maniera molto meno rigida rispetto alle Brigate rosse. In seguito sarà uno di quelli che accuseranno Lotta Continua dell’omicidio Calabresi. Nonostante fosse accusato di tre omicidi e di diversi altri gravi reati, Sandalo riesce a cavarsela con poco. Dopo poco più di due anni di cella, nel carcere di Alessandria, è liberato grazie alla legge sui pentiti. Dopo la scarcerazione, Sandalo cambia cognome, prima in Ranieri, poi in Severini. Questo fatto provoca anche polemiche per il fatto che i cambi sono pubblicati in Gazzetta Ufficiale, contro tutti i principi di sicurezza. Nel 1999, il leghista Mario Borghezio denuncia l’infiltrazione di Sandalo nelle Guardie Padane con il
nome di Roberto Severini: ”E’ un classico tentativo di infiltrazione da parte dei servizi” dichiara Borghezio. Lui dichiarerà in seguito di essere uscito dalle Guardie Padane perchè Bossi aveva rinunciato alla secessione in cambio di denaro. A novembre 2002, Sandalo e’ arrestato dai carabinieri di Canelli (Asti) per una serie di rapine commesse nell’astigiano, non per ”finalita’ terroristiche” A giugno del 2006 Sandalo, in un’intervista al Giornale afferma che nel passato di Sergio D’Elia c’e’ anche una rapina finita nel sangue, ”che e’ sempre sfuggita alla contabilità delle azioni” di Prima linea. L’inchiesta che parte archivierà le accuse. Sandalo aderisce alla campagna del Sap, sindacato autonomo di polizia, per le dimissioni di D’Elia da segretario alla presidenza della Camera. A settembre del 2007, in un’intervista alla Repubblica, Sandalo, che dice di lavorare in un’agenzia investigativa, dice di battersi, da ex terrorista, contro il nuovo terrorismo islamico e di aver aderito a ”Sos Italia” per raccogliere il testimone delle ”battaglie iniziate da Oriana Fallaci”. (4)
Non ho la possibilitá di verificare se Sandalo sia o no al servizio di qualche agenzia governativa o meno. Del resto non ha nessuna importanza. Sandalo rimane un prodotto della campagna di odio di cui ho scritto ripetutamente su queste pagine. Non certo un protagonista di prima linea (!), ma anche lui un Rigoletto al servizio del malvagio duca di Mantova. Ora, grazie a Dio, il suo percorso sembra arrivato ad una battuta d’arresto e per qualche tempo non dará piú fastidio a nessuno. Restano in libertá gli istigatori e i predicatori dell’odio che hanno dato una ragione alla sua fobia e che non desisteranno dalle loro intenzioni fino a quando il prossimo teppistello di provincia riempirá il cofano della sua automobile di bottiglie molotov per andare a compiere un’altra sciagurata azione nella convinzione di dare cosí sfogo ai desideri nascosti di un’opinione pubblica martellata dai messaggi degli squilibrati della politica e dei media
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Zorro chiamato a realizzare gli incubi di Oriana Fallaci e della soubrette Irene Pivetti che, il 27 marzo 1997 sul Corriere della Sera dichiarava che “bisogna ributtarli tutti a mare”. Il giorno dopo era accontentata da Fabrizio Laudadio, comandante della Sibilla che speronó in mare aperto la Kater I Rades condannando a morte 108 persone senza processo. (1) (2) (3).
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Milano, 5 novembre 2008 - Roberto Sandalo, ex attivista di Prima Linea, è stato condannato dal tribunale di Milano a 9 anni e 9 mesi di carcere per alcuni attentati a moschee e sedi islamiche.
