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  1. #11
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    Fausto Bertinotti ha purtroppo distrutto la sinistra
    di Leonardo Masella esecutivo nazionale de l'ernesto

    su L'ERNESTO del 15/04/2008

    da www.lernesto.it

    Siamo di fronte ad un disastro completo della Sinistra Arcobaleno, peggiore delle più pessimistiche previsioni. Il risultato elettorale è l’effetto della delusione profonda nel popolo della sinistra per la partecipazione fallimentare al governo, che si è accompagnata alla sistematica opera di liquidazione del Prc e del comunismo portata avanti dalla maggioranza del gruppo dirigente di Rifondazione Comunista.

    Il gruppo dirigente nazionale del Prc ha chiesto i voti alla Sinistra Arcobaleno per trasformarla da coalizione elettorale in un soggetto politico, in un nuovo partito della sinistra. Poiché alla prova dei fatti il progetto è fallito, il gruppo dirigente deve rassegnare immediatamente le dimissioni e avviare il congresso, senza ulteriori forzature antidemocratiche.

    Il Congresso nazionale dovrà cambiare radicalmente la linea governista e liquidatoria assunta al congresso scorso di Venezia e dovrà pronunciarsi per la salvezza di Rifondazione Comunista e per la ricostruzione di una forza comunista di massa in Italia.

  2. #12
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    La stampa israeliana riferisce con richiami in prima pagina ed articoli informativi all'interno della vittoria elettorale di Silvio Berlusconi.

    HAARETZ pubblica anche un commento firmato dal giornalista di Repubblica Vincenzo Nigro, titolato 'Silvio III'. ''Una cosa è sicura: - scrive Nigro ai lettori israeliani - Israele può essere contento perché Berlusconi mostrerà come in passato una grande amicizia verso Gerusalemme...Per Israele dovrebbe essere un sollievo tornare a trovare a Roma un caro alleato''.

    YEDIOT AHRONOT pubblica una grande foto di Berlusconi, colto in atteggiamento esultante, e rileva che la vittoria ha arriso ''a un miliardario, amico di Israele''.

    MAARIV
    , da parte sua, manifesta una certa preoccupazione per il successo della Lega Nord, di carattere ''razzista e xenofobo''...il bue che dice cornuto all'asino...

  3. #13
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    ''E' stato uno schiaffo ai patriarchi del comunismo'': questo il commento del card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio giustizia e pace al voto delle politiche di ieri. ''Nel governo litigavano sempre'', ha aggiunto parlando con i giornalisti all'aeroporto di Fiumicino, prima della partenza del volo papale per gli Stati Uniti...

    Dalla tornata elettorale emerge ''una maggioranza chiara e netta che permette una piena governabilità''. Così il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo all'indomani del voto. Per il numero uno degli industriali ''c'è un positivo dato di stabilità che può consentire in questa Legislatura l'approvazione di riforme necessarie e ineludibili''. Altrettanto importante, puntualizza Montezemolo, ''è la netta sconfitta delle forze politiche portatrici di una cultura anti-impresa, anti-mercato e anti-sviluppo''...aleeee....
    ''Mi sembra - si legge in una nota del presidente di Confindustria - che dai risultati elettorali emergano tre elementi molto significativi. Il primo, ed è il più importante, è che abbiamo una maggioranza chiara e netta, che permette una piena governabilità. C'è un positivo dato di stabilità che può consentire in questa Legislatura l'approvazione di riforme necessarie e ineludibili. Il secondo è che si ha finalmente una forte semplificazione dei gruppi parlamentari e questo ci avvicina agli altri paesi europei. Il terzo elemento è la netta sconfitta delle forze politiche portatrici di una cultura anti-impresa, anti-mercato e anti-sviluppo''. ''Dobbiamo avere tutti - conclude Montezemolo - la consapevolezza che i problemi del paese sono gravi ed urgenti, a cominciare dalla mancanza di crescita economica, e vanno affrontati con decisione. Ognuno deve contribuire facendo con grande determinazione e senso civico la propria parte perché si raggiungano in tempi brevi risultati importanti per il Paese e per il bene comune. Le imprese italiane assicurano tutto il loro impegno perché l'Italia riprenda con forza il cammino dello sviluppo''.

    ''Umberto Bossi sta lavorando da tempo a una nuova legge sull'immigrazione, che noi chiamiamo Bossi/Bossi'': il giorno dopo la chiusura dei seggi Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord, illustra ai microfoni di Radio R101 le priorità del Carroccio. ''Bisogna varare subito provvedimenti severi per mettere fine allo sconcio di espulsioni solo sulla carta, di entrata in massa di clandestini da valichi che sembrano buchi di groviera, a tutto questo buonismo a spese dei cittadini italiani. Noi - sostiene - non vogliamo che i padani a casa loro si sentano cittadini di serie B a spese di zingari ed extracomunitari''. L'altro obiettivo primario della Lega Nord, secondo Mario Borghezio, rimane il federalismo fiscale: ''Chiederemo giustizia nella ripartizione delle risorse. Il denaro che i padani, con molta sofferenza, versano con le tasse, deve rimanere in gran parte nel nostro territorio, che ne ha bisogno, soprattutto in tema di infrastrutture''.

  4. #14
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    Sulla debacle della Sinistra Arcobaleno

    La Sinistra Arcobaleno è stata spazzata via. Non posso esimermi dal dire, anche con tono che riconosco sia pedante ed arrogante: “ve l'avevo detto”. Ed infatti l'avevo detto a lorsignori della sinistra radikale prima, arcobalenata/arlecchina dopo, quando ancora (fino all'altro giorno) mantenevano quel piglio arrogante contro chi non la pensava come loro, dando agli altri gratuitamente e con facilità patenti di “imbecillità”, che con il loro andazzo sarebbero finiti molto male. Ora, sia chiaro, neanche io mi aspettavo il dato del 3,1%, che è stato sicuramente sorprendente per tutti, e che virtualmente significa per la sinistra radicale la perdita del 75% (tre quarti!) del suo elettorato tradizionale. Ora mi verrebbe da ripensare a quando Bertinotti contestato da un gruppo di ragazzi fuori da un'Università (“Bertinot in my name”, urlavano) li apostrofò come “buffoni”. Ora chi è il buffone, “caro” Fausto? Per quanto riguarda le ragioni della debacle, occorre fare chiarezza: nel modo più convinto ritengo che non abbiano influito affatto gli elementi esteriori simbolico-ideologici di chi fa le scenate nostalgico-identitarie in nome della falce e martello o di chi propone la riesumazione della salma di Lenin. Non è insomma (come tra l'altro ci aspettavamo tutti da copione) facendo quanto dicono Diliberto o Grassi, rifacendo il solito trito e ritrito partito comunista d'avanguardia leninista, duro e puro, nostalgico dell'Unione Sovietica e che ammicca a regimi militari e tirannelli di provincia con il mito delle parate e delle uniformi militari, che una siffatta sinistra avrebbe preso più voti... anzi, verosimilmente rispolverando tout-court la vecchia vulgata lavorista, il mito dell'officina e l'orgasmo per i carri armati avrebbe preso sì davvero numeri da prefisso telefonico. Tanto per fare un esempio, il modello a cui tendere non dovrebbe essere quello del KKE greco, bensì quello del Partito Socialista d'Olanda, che (per quanto non ne condivida alcuni significativi punti di politica estera) con il marxismo-leninismo ha rotto, che a posto di una falce e martello ha come simbolo un pomodoro, ma che in Parlamento è estremamente più coerentemente anticapitalista dei nostrani forchettoni, e che alle ultime elezioni arriva a prendere quasi il 17% dei voti. Ad influire sono state materialmente piuttosto le politiche messe in atto in questi due anni, attraverso le quali i “forchettoni rossi” (R.M. ® ) hanno convintamente sostenuto la continuazione delle guerre imperialiste (Afghanistan) con immancabili eccidi di civili inermi ed innocenti, finanziarie di lacrime e sangue, pacchetti sicurezza degni di Sarkozy e Lukashenko, misure di precarizzazione del lavoro. Fosse solo questo, in un partito, non si avrebbe più di tanto da eccepire: quello che lascia sgomenti oltre al merito delle politiche realizzate si trova nel metodo: queste politiche lorsignori le hanno potute realizzare loro (anziché lasciarle realizzare a qualcun altro) proprio grazie ai voti ottenuti in una campagna elettorale in cui promettevano l'esatto opposto. Io, davvero, devo dire che se fossi stato deputato o senatore mi sarei trovato il 90% delle volte a votare in modo opposto a quanto ha fatto la sinistra radicale. L'arroganza d'altri tempi (sì, sembra davvero il periodo di Tasca o Silone) attraverso cui sono state condotte le epurazioni di chi enunciava il sacrosanto diritto dei popoli a condurre la propria autodeterminazione anche con le armi contro gli occupanti, o di chi ha votato contro la guerra, ha portato anch'essa i suoi risultati. Le liste che facevano più op meno direttamente riferimento agli epurati hanno ottenuto l'1,3%. Chiaramente non dico che abbiano brillato, anzi, sono andate piuttosto male; ma non male abbastanza da non togliere quel potenziale bacino di voti che avrebbe consentito alla Sinistra Arcobaleno di eleggere una pattuglia di deputati. Come suol dirsi, chi è causa del suo mal pianga a se stesso... potevano pensarci prima. Infine: già eminenti esponenti dell'ordine democratico stanno in fermento. Dagli esponenti del PDL a quelli dell'UDC, fino al benemerito Cossiga, si levano rimpianti e dichiarazioni di pubblico dispiacere per il fatto che la Sinistra non ce l'abbia fatta. Questo perché (come essi stessi, sebbene con altre parole, ormai non nascondono tanto) la sconfitta della Sinistra (ex) parlamentare spazza violentemente via i “buoni sentimenti”, le coperture ideologiche ed i pacieri sociali, aprendo finalmente la strada a nuove e vere forme di anticapitalismo da parte di soggetti più radicali a cui forse nei prossimi mesi passerà il testimone del dissenso, finora detenuto a meri scopi strumentali dalla sinistra radicale. “Americanizzazione”? Ben venga, se questa parola significa meno Togliatti e più Nader.

  5. #15
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    Ottimo Scapigliato..possiamo metterlo sul blog?

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Ottimo Scapigliato..possiamo metterlo sul blog?
    ...hai capito! Dopo tutto il lavoro che ho fatto preferisci il commento di Scapigliato"??!?!?

    ...

  7. #17
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    Fatto...

    La Sinistra l'Arcobaleno è stata spazzata via

    L'avevamo detto e scritto a tutti i signori della sinistra radikale (con la /k/ come piace a loro) prima, arcobalenata/arlecchina dopo, quando ancora (fino all'altro giorno) mantenevano quel piglio arrogante contro chi non la pensava come loro, dando agli altri gratuitamente e con facilità patenti di “imbecillità”, che con il loro andazzo sarebbero finiti molto male...

    Ora, sia chiaro, neanche noi ci saremmo aspettati il dato del 3,1% (alla Camera) o del 3,2% (al Senato), che è stato sicuramente sorprendente per tutti e che virtualmente significa per la sedicente sinistra radicale la perdita del 75% (tre quarti!) del suo elettorato tradizionale.

    Si ripensi a quando Bertinotti fu contestato da un gruppo di compagni fuori da un'Università (“Bertinot in my name”, urlavano) e lui li apostrofò come “buffoni”. Ora, chi è il buffone, “caro” Fausto?

    Per quanto riguarda le ragioni della debacle, occorre fare chiarezza: nel modo più convinto riteniamo che non abbiano influito affatto gli elementi esteriori simbolico-ideologici di chi fa le scenate nostalgico-identitarie in nome della falce e martello o di chi propone la riesumazione della salma di Lenin (vero "amici" del PdCI?!).

    Non è (come tra l'altro ci aspettavamo tutti da copione) facendo quanto dicono Diliberto o Grassi, rifacendo il solito trito e ritrito partito comunista d'avanguardia leninista, duro e puro, nostalgico dell'Unione Sovietica e che ammicca a regimi militari e tirannelli di provincia con il mito delle parate e delle uniformi militari, che una siffatta sinistra avrebbe preso più voti...anzi! Verosimilmente rispolverando tout court la vecchia vulgata lavorista, il mito dell'officina e l'orgasmo per i carri armati avrebbe preso sì davvero numeri da prefisso telefonico!

    In Parlamento avrebbero dovuto mostrare una coerenza con l'anticapitalismo e l'antimperialismo, allora avrebbero potuto ottenere il favore dei comunisti prima e del popolo poi. Invece, i forchettoni rossi in questi due anni di governo hanno convintamente sostenuto la continuazione delle guerre imperialiste (Afghanistan in primis) con immancabili eccidi di civili inermi ed innocenti, finanziarie di lacrime e sangue, pacchetti sicurezza degni di Sarkozy e Lukashenko, misure di precarizzazione del lavoro e molto altro.
    Ricordiamoci comunque che la deriva degli eredi del PCI è iniziata con la svolta governista, centrista e forchettonica degli anni Novanta (pensiamo al '96...), ma il discorso va approfondito a sé.

    Quello che ci lascia sgomenti, oltre al merito delle politiche realizzate, si trova nel metodo: queste politiche le hanno potute realizzare loro (anziché lasciarle realizzare a qualcun altro) proprio grazie ai voti ottenuti in una campagna elettorale in cui promettevano l'esatto opposto.

    Se qualcuno di noi fosse stato deputato o senatore si sarebbe trovato il 90% delle volte a votare in modo opposto a quanto ha fatto la falsa sinistra radicale. L'arroganza d'altri tempi (sì, sembra davvero il periodo di Tasca o Silone!) attraverso cui sono state condotte le epurazioni di chi enunciava il sacrosanto diritto dei popoli a condurre la propria autodeterminazione anche con le armi contro gli occupanti, o di chi ha votato contro la guerra, ha portato anch'essa i suoi risultati. Le liste che facevano più o meno direttamente riferimento agli epurati hanno ottenuto l'1,3-1,4% (insieme). Chiaramente non hanno brillato, anzi, sono andate piuttosto male. Da rilevare però le risorse di cui disponeva la Sinistra Critica, grazie ai parlamentari, al contrario di Ferrando. Ad ogni modo, anche grazie a loro la Sinistra l'Arcobaleno non è riuscita ad eleggere una pattuglia di deputati. Chi è causa del suo mal pianga a se stesso...

    Potevano pensarci prima, i "cari" forchettoni! Ora vogliamo vedere cosa si inventeranno...

    Già eminenti esponenti dell'ordine democratico stanno in fermento. Dagli esponenti del PDL a quelli dell'UDC, fino al "benemerito" Cossiga si levano rimpianti e dichiarazioni di pubblico dispiacere per il fatto che la Sinistra non ce l'abbia fatta. Questo perché (come essi stessi, sebbene con altre parole, ormai non nascondono tanto) la sconfitta della Sinistra (ex) parlamentare spazza violentemente via i “buoni sentimenti”, le coperture ideologiche ed i pacieri sociali, aprendo finalmente la strada a nuove e vere forme di anticapitalismo da parte di soggetti più radicali a cui forse nei prossimi mesi passerà il testimone del dissenso, finora detenuto a meri scopi strumentali dalla sinistra radicale.
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  8. #18
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    ''Il verdetto delle urne è impietoso e grande è l'amarezza nel Popolo della Sinistra. Un governo Prodi che ha riproposto per due anni le politiche di Berlusconi ha finito col regalargli l'Italia. La Sinistra Arcobaleno, prostratasi per due anni ai piedi di Prodi e del Pd, ha spinto una parte larga del proprio elettorato sia verso l'astensione sia verso il 'voto utile' al Pd: è una bancarotta senza ritorno''. Lo afferma Marco Ferrando, leader del partito comunista dei lavoratori.

    ''In questo campo di rovine, di disorientamento e sfiducia, il Pcl realizza - prosegue - a pochi mesi dalla propria nascita, una prima presenza controcorrente, modesta ma preziosa, quale principale realtà a sinistra dell'Arcobaleno: con un voto superiore alle attese nelle fasce operaie e nelle regioni 'rosse'. Quale unico partito della Sinistra che non si è compromesso col disastro annunciato di un'Unione che andava da Mastella a Turigliatto, facciamo oggi appello a tutti i lavoratori astenuti, agli elettori della Sinistra Arcobaleno, agli elettori di Sinistra critica, perché realizzino con noi e attorno a noi un nuovo inizio della sinistra italiana''.

  9. #19
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    E qui si fa pesante...

    «Il Pd dovrà fare opposizione durissima e assorbire la sinistra radicale»
    «Sono dolori. Può tornare il terrorismo»
    Cossiga: «Berlusconi avrà contro sindacati, poteri forti, giudici. Veltroni dovrà contenere le spinte della sinistra»


    ROMA — «Per Silvio Berlusconi adesso cominciano i dolori, ha una maggioranza ampia ma governare sarà davvero difficile. Immaginavo che avrebbe vinto, ma solo di poco». Il senatore a vita Francesco Cossiga è convinto che il Paese conoscerà una nuova stagione di turbolenze politiche e di piazza.

    Perché fa questa previsione?
    «Perché lo sconfitto, il leader del Partito democratico Walter Veltroni, o chi eventualmente gli subentrerà, sarà costretto a condurre una durissima opposizione non soltanto nelle aule parlamentari... ».

    Eppure i segnali da parte del Pd sono stati di tutt'altro genere.
    «Sarà costretto a dare ascolto e raccogliere le preoccupazioni di tutti gli antiberlusconiani, degli operai della Fiom, dei precari, dei giovani no global e dei centri sociali, insomma di tutti coloro che una volta erano rappresentati da Rifondazione comunista, da ieri fuori del Parlamento. Sarà obbligato a farlo per impedire che si creino le condizioni della rinascita del terrorismo brigatista. E il terrorismo di sinistra tornerebbe ad agire se, per ipotesi, si facessero le larghe intese. Non va dimenticato infatti che il brigatismo si scatenò trent'anni fa, con il sequestro di Aldo Moro, contro il compromesso storico, contro il governo di larghe intese guidato da Andreotti e nel quale io ero ministro dell'Interno, e posso oggi dire di essere stato indicato dai comunisti».

    Senatore, è davvero convinto che questa sarà la linea del Pd nonostante Veltroni abbia detto in campagna elettorale che era finita la stagione della contrapposizione frontale?
    «È l'unica strada possibile. Il Pd deve diventare una vera forza socialdemocratica in grado di assorbire la sinistra radicale. Non farlo, non mantenere i contatti con le masse, ripeto, può diventare pericoloso. L'opposizione è dura oppure non è, non può essere il partito delle banche».

    Eppure si è parlato tanto di dialogo tra schieramenti opposti...
    «Solo in Italia si sostiene che le riforme si fanno d'accordo, che i posti si spartiscono, che la televisione di Stato deve essere indipendente. Ricordo che quando il redattore politico della Bbc parlò male della politica di Tony Blair l'indomani fu cacciato via e non ci fu nessuno sciopero, nessuna interrogazione, perché il suo comportamento fu considerato antidemocratico. Il pensiero era: "se tu vuoi parlare contro il governo lo puoi fare dall'opposizione". La libertà di stampa consiste nel pluralismo della stampa».

    Secondo lei, che cosa succederà a Veltroni?
    «Lui ha commesso l'errore di non dire che stava vincendo. Mi spiego: quando si guida un esercito, per essere seguiti dalla truppa, si dice che si sta vincendo e non che si sta perdendo. Ha ripetuto: la rimonta, la rimonta, siamo a due punti. Erano convinti che il distacco fosse minimo, ma gli italiani per natura non stanno con chi perde ma con chi vince. Dentro il partito, Walter ha contro i prodiani e i dalemiani tacciono. E questi sono pessimi segnali per lui».

    Torniamo a Berlusconi. Alcuni osservatori sostengono che per lui è l'ultima chance, e che non ci sono più alibi perché all'interno del centrodestra non ha più dei frenatori.
    «Ripeto: sarà difficile per lui. Avrà contro i sindacati, per i quali non tutti i governi sono uguali, la magistratura — nonostante dal programma abbia espunto qualunque riferimento a ipotesi di separazione delle carriere tra pm e giudici - i poteri forti, anche se forse qualcosa è cambiato con la presidenza di Emma Marcegaglia in Confindustria. E poi avrà contro anche le grandi banche. Berlusconi è nelle stesse condizioni politiche nelle quali si trovava nel 2001. Un conto è vincere, un conto è governare. E per vincere bisogna avere dalla propria parte sindacati, poteri forti e magistratura. E poi dovrà affrontare i problemi dell'economia, dall'Alitalia all'inflazione».


    Lorenzo Fuccaro
    15 aprile 2008
    http://www.corriere.it/politica/08_a...4f486ba6.shtml

  10. #20
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    Il nuovo Parlamento...


 

 
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