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  1. #71
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    ''Molti, troppi, vogliono presentare la prossima riunione del comitato politico di Rifondazione come una 'resa dei conti' o una 'notte dei lunghi coltelli'. Non sarà cosi'''. Lo afferma Ramon Mantovani deputato del Prc. ''Prevedo - prosegue - che si discuterà di politica e che la riunione si concluderà con la banale decisione di destituire la segreteria dando vita ad un organismo che gestisca collettivamente il congresso. Nessun capro espiatorio. Solo misure necessarie ad impedire che alti dirigenti del partito in carica possano continuare, come hanno fatto in campagna elettorale ed anche dopo, ad insistere su decisioni irreversibili. I proprietari del partito - conclude Mantovani - sono solo gli iscritti e solo loro hanno il diritto di decidere del futuro di Rifondazione Comunista. Lo faranno in un congresso democratico e ispirato alla chiarezza''.

    ---

    I Comunisti Italiani dicono sì all'appello ''Comunisti di tutta Italia unitevi'' apparso questa mattina su diversi giornali. La segreteria del Pdci, si legge in una nota, riunita per l'analisi del risultato elettorale e della situazione politica, in una nota risponde positivamente all'appello 'Comunisti e Comuniste: cominciamo da noi. Ricostruire la sinistra' firmato da comitati, movimenti, operai e intellettuali. ''Siamo disponibili - dice la nota della segreteria del PdCI - a partecipare convintamente al percorso proposto dai firmatari di 'Ricostruire la sinistra' a partire dal Pdci, dal Prc e da tutti i comunisti ovunque collocati in Italia''. Nell'appello apparso anche su Liberazione si sottolinea che l'esigenza ''dopo il fallimento della Sinistra arcobaleno'' di ''costruire una casa comune dei comunisti''. ''Non condividiamo - si legge ancora - l'idea di un soggetto unico della sinistra di cui alcuni chiedono ostinatamente un'accelerazione, nonostante il fallimento politico-elettorale. Proponiamo invece una prospettiva di unità e autonomia delle forze comuniste in Italia, un processo di aggregazione che, a partire dalle forze maggiori (Prc e Pdci) vada oltre coinvolgendo altre soggettivita' politiche e sociali, senza settarismi o logiche auto-referenziali''.

  2. #72
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    ''Sono semplicemente il 'compagno' Franco Giordano. Ho proposto che al Cpn di sabato e domenica la segreteria si presenti dimissionaria''. Lo afferma il segretario di Rifondazione Franco Giordano, ospite di Skytg 24 pomeriggio, rispondendo a chi gli chiede come debba essere chiamato ora. Il leader del Prc annuncia ufficialmente che al comitato politico del partito previsto per questo week end la segreteria nazionale si presenterà dimissionaria.

    ---

    ''Noi come Verdi dobbiamo essere aperti a dialogare con il Partito Democratico e le forze moderate. Ma soprattutto dobbiamo rilanciare le tematiche ambientaliste anche in termini diversi rispetti al passato e quindi riproponendole in maniera riformista, progressista e propositiva''. Lo ha detto Tommaso Pellegrino, dei Verdi, ai microfoni di Ecotv. ''Continueremo - prosegue l'esponente della Sinistra Arcobaleno - le nostre battaglie insieme ai cittadini ripartendo soprattutto dalle iniziative territoriali''.

    ---

    Franco Giordano, segretario di Rifondazione comunista, conferma le sue dimissioni, dopo quelle di Fausto Bertinotti, nel corso di un'intervista su Sky Tg24 pomeriggio: ''Ci dimettiamo come gruppo dirigente'', mentre continuerà l'attività di militanti di sinistra. Giordano ha poi preso in considerazioni le ragioni del negativo risultato elettorale: ''E' scattato un meccanismo bugiardo, truffaldino e cinico, quello del voto utile. Ciò non ha giocato a favore della semplificazione del sistema politico, ma a fare il pieno di voti al Pd''. Un'altra motivazione è secondo Giordano di ''natura soggettiva'', si tratta ''dell'impermeabilità del governo Prodi alle richieste avanzate dalla Sinistra arcobaleno. Il segretario dimissionario del Prc porta tre eventi come esempi delle loro rivendicazioni: ''La manifestazioni di Vicenza, quella del Gay pride e la manifestazione contro il precariato, la più grande degli ultimi quindici anni''.

  3. #73
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    ''L'iniziativa fiorentina di sabato 19 aprile, organizzata dall'Associazione per la Sinistra unita e plurale a Firenze, sembra proprio la riedizione, sia pure in forma diversa, di un progetto politico fallito. Morto e sepolto sotto il disastro elettorale. Insomma, una sorta di 'zombie-day' del quale non si sente affatto il bisogno''. Lo afferma Nino Frosini, segretario toscano dei Comunisti Italiani. ''Invece - continua - per far ripartire la sinistra tutta c'è e ci sarà sempre più bisogno di un nuovo e forte partito comunista. A questo progetto sono chiamati a lavorare tutte le comuniste e i comunisti d'Italia''. La Sinistra L'Arcobaleno ha raccolto in Toscana il 4,5% alla Camera e il 5,1% al Senato rispetto al 3,1-3.2% raccolti a livello nazionale dalla coalizione che vedeva insieme Prc, Verdi, Pdci e Sd di Mussi.

    ---

    Il risultato negativo della Sinistra Arcobaleno è dovuto a ''un deficit di innovamento, comprensione e radicamento''. Ne è convinto il segretario di Rifondazione Franco Giordano che, ospite di Sky tg 24, prova ad individuare le cause che hanno portato al fallimento del progetto arcobaleno. ''C'è stato - prosegue - un deficit soggettivo che riguarda la presenza delle forze politiche nella società. Certo - osserva Giordano - la Sinistra arcobaleno ha avuto dei tempi affrettati ma va comunque dato il merito a Bertinotti di aver tentato di dare un'anima a questo progetto''.

  4. #74
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    ''Spero che la costruzione della sinistra non venga pregiudicata da discussioni residuali come quelle sui simboli elettorali e sulla conferma delle compagini. Ma che venga invece affrontato il problema su che cos'è oggi la sinistra in questo paese''. Lo ha affermato ieri Gennaro Migliore, Sinistra Arcobaleno, in un incontro con i giornalisti nella sala stampa di Montecitorio. ''Ripartire da un dato elettorale così basso significa avere la consapevolezza di ripartire dalla società, - ha aggiunto Migliore - ma la discussione avverrà dentro il nostro partito, che è un patrimonio assai importante per la costruzione della nuova sinistra''. ''Il governo Prodi non ha ascoltato le voci dei tanti che chiedevano una svolta radicale all'interno delle politiche sociali ed è questo uno dei motivi principali della perdita del consenso. Per questo motivo, - ha concluso Migliore - oggi ragioniamo su un quadro assolutamente dominato dalle destre e dall'antipolitica, con la conseguente crescita della Lega e di Di Pietro, che hanno interpretato questo senso di rigetto dei cittadini''.

    ---

    ''Ripartire da Rifondazione Comunista è condizione assolutamente necessaria per poter ricominciare a lavorare a un processo di unità della sinistra che, evitando scorciatoie, riesca a ricostruire una lettura credibile della società italiana, un qualche grado di radicamento sociale e un senso concreto dell'utilità sociale della sinistra nel nostro paese''. E' quello che ha proposto ieri il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, all'indomani del voto. L'esponente del Prc parte dall'ammissione che ''la sconfitta che abbiamo subito alle elezioni è pesantissima'' e che ''non siamo riusciti a comunicare alla nostra gente il senso della nostra utilita'''. Ma questa sconfitta, aggiunge Ferrero, ''rischia di aggravarsi per il processo di dissoluzione politica del gruppo dirigente della Sinistra Arcobaleno che si caratterizza, nei commenti post voto, per una babele di messaggi che vanno da chi vuole entrare nel Pd a chi vuole rilanciare il centrosinistra a chi vuole fare l'unità coi socialisti.''. Ferrero ha giudicato poi negativamente anche le due ipotesi di un nuovo partito della sinistra che veda lo scioglimento di quelli esistenti e di una unità dei comunisti. ''Se portate avanti - argomenta - otterrebbero l'esito di ridividere la sinistra su basi ideologiche''. E' invece necessario spiega, ''attivare al più presto sedi di discussione politica in tutte le città, per ragionare collettivamente su quanto è accaduto''. Un punto fermo dal quale ripartire, secondo Ferrero, è quello di ''rimettere in pieno funzionamento il Prc, sia come corpo politico collettivo sia come capacità di proporre un indirizzo politico grazie al quale uscire dal pantano''. Per questo, puntualizza, è bene che il Congresso sia fatto immediatamente e ''per questo ho insistito moltissimo per avere la riunione del Comitato politico nazionale sabato e domenica prossimi, dopo l'assemblea di Firenze ''per la sinistra unita e plurale''. ''Senza una direzione politica chiara - conclude - Rifondazione è destinata a essere triturata dalla sconfitta elettorale e dalla confusione politica''.

    ---

    ''Non c'è dubbio che la sinistra deve tornare tra la sua gente. Abbiamo sottovalutato il modello della Lega: il radicamento territoriale è fondamentale. I nostri gruppi dirigenti sono risultati troppo lontani dal popolo''. Lo ha detto ieri Paolo Cento, deputato uscente dei Verdi. ''Risposte identitarie e ideologiche - sostiene Cento - non sono in grado di affrontare le sfide della globalizzazione. Occorre essere concreti e tornare con segni di trasformazione. La soluzione per me è un soggetto federale diverso dalla Sinistra Arcobaleno, che non è piaciuta perché è stata una operazione frettolosa e confusa nei contenuti''. Sulla leadership della sinistra dopo Bertinotti, Cento afferma: ''I vertici dovranno emergere dalle esperienze territoriali e non dalla cooptazione dei gruppi dirigenti''.

    ---

    Le dimissioni di Franco Giordano e della segreteria nazionale, l'archiviazione della sinistra arcobaleno ''un progetto fallimentare'' e infine la ricostruzione di un partito basato sull'identità comunista. A chiedere che il Prc volti pagina e riprenda il cammino originale dopo la Bolognina è la minoranza dell'Ernesto rappresentata da Fosco Giannini e Gian Luigi Pegolo, parlamentari uscenti di Rifondazione e Leonardo Masella capogruppo del Prc in Emilia Romagna che annunciano la presentazione nel prossimo comitato politico del partito una mozione di sfiducia contro la segreteria. ''Il risultato elettorale - sottolinea Pegolo - non è spiegabile solo dando le colpe al voto utile perché lo stesso problema lo aveva l'Udc che invece ha tenuto. Bertinotti ed il segretario si ostinano a parlare di accelerazione verso il partito unico e la cosa mi pare incredibile''. La minoranza dell'Ernesto chiede la convocazione del congresso e la possibilità di sapere l'esito del tesseramento dello scorso anno. Le critiche rivolte al gruppo dirigente vanno di pari passo a quelle verso il progetto arcobaleno: ''L'esito elettorale - attacca Pegolo - ne decreta la fine. Il soggetto non è più proponibile. Rifondazione non va superata ma va difesa la sua autonomia''. Se la proposta di Giordano di accelerare nella costruzione di una sinistra unita viene rispedita al mittente, riserve non si nascondo nemmeno per la tesi del ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero che ha come obiettivo la nascita di una federazione in cui il Prc mantenga la sua autonomia. ''Non ci piacciono i cosiddetti 'terzini' cioè coloro che si collocano tra il progetto della sinistra arcobaleno e l'autonomia del Prc. Noi - spiega Fosco Giannini - siamo contrari anche al modello della Sinistra europea''. Parole dure sono infine rivolte all'ex segretario e leader della 'Cosa rossa' Fausto Bertinotti: ''Lui - attacca il senatore del Prc - ha distrutto il partito comunista e tenta di distruggere la sinistra italiana, lo dicono i dati elettorali''. ''Le colpe - aggiunge Masella - non sono pero' tutte di Bertinotti. Intorno a lui, che era il padrone, c'era una corte dei miracoli, tanti cortigiani a dire sempre di sì''.

  5. #75
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    ''La piazza sarà il Parlamento. Ora che Bertinotti, Diliberto e Mussi, con le loro politiche suicide, hanno cancellato la sinistra dal Parlamento, il Parlamento della sinistra diventerà la piazza'': lo afferma Marco Ferrando leader del Pcl (Partito comunista dei lavoratori). ''Fu la piazza - aggiunge - a fermare Berlusconi nel '94, quando mosse il primo attacco alle pensioni. Fu la piazza a fermare Berlusconi nel 2002, quando attaccò l'art.18. Solo la mobilitazione di massa ha dato risultati concreti al mondo del lavoro: quelli che i governi di centrosinistra hanno spesso poi cancellato. Il Partito comunista dei lavoratori si impegna da oggi per la ricostruzione di un'opposizione radicale e di massa al governo Berlusconi; un'opposizione - conclude Ferrando - non più addomesticata da Fausto Bertinotti, in subordine al centrosinistra e al Pd, ma finalmente autonoma e determinata: per cancellare il precariato, per l'aumento generale dei salari, per far pagare grandi profitti e patrimoni''.

  6. #76
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI
    Dopo il crollo della Sinistra Arcobaleno, ci rivolgiamo ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia
    tratto da: http://www.comunistiuniti.it/

    Da ricercatore indipendente della Gemeinwesen, e quindi da comunista, dal momento che comunismo/comunalismo/comontismo sono alcune delle parole attraverso cui, nelle parlate locali di queste periferiche terre, è possibile esprimere il concetto di Gemeinwesen di cui parla Carlo Enrico, ossia un ritorno ed una riscoperta della comunità umana perduta, potrei anche aderire all'appello. Vorrei però prima avere dei chiarimenti.
    1) E' vero che PRC e PdCI siano – numericamente – le forze maggiori all'interno del variegato mondo di quelle che si richiamano al socialismo, sebbene avendo ottenuto mediamente lo 0,75 % dei voti, penso che abbiano negativamente accorciato le distanze di cui si avvantaggiavano rispetto a tante forze extraparlamentari. Inoltre io potrei condividere una mia adesione ad un soggetto che veda al suo interno anche PRC e PdCI solo a seguito di un processo di chiarificazione, a cominciare da una condizione: l'espulsione dai rispettivi partiti di tutti i dirigenti, nonché deputati e senatori, che hanno sostenuto il governo Prodi, che hanno votato finanziarie di lacrime e sangue, la guerra a scapito degli inermi, il pacchetto sicurezza, il pacchetto sul welfare. PRC e PdCI espellano i vari Giordano, Ferrero, Diliberto, Russo Spena, Peggiore e tutti gli altri social-sciovinisti.

    2) Sul femminismo. Alle femministe mi verrebbe da rispondere come diceva Carlo Enrico agli ebrei: “come possiamo liberarvi, se anche noi siamo in catene?”. In sostanza, essendo il Comunismo/Comunalismo/Comontismo non un sistema di produzione economica, ma quel movimento agente già nel presente che elimina ogni distinzione di classe, ceto, divisione del lavoro funzionale al Capitale, bisogna porsi in una prospettiva non filo-femminista, ma anti-genere, radicalmente criticando e negando le distinzioni/differenziazioni di genere e quanto a seguito ne consegue a livello sociale.

    3) Militarismo e basi militari: perché sono specificate “basi militari straniere”? Poco cambia a mio avviso che vi siano installazioni militari dello Stato italiano o di qualche altro paese con cui lo Stato italiano abbia preso accordi internazionali. Il Comunismo/Comunalismo/Comontismo è tensione creatrice verso la distruzione dello Stato e delle sue istituzioni, a cominciare dall'esercito. Serve perciò una lotta contro ogni base e contro ogni esercito, di qualsiasi nazionalità, per un antimilitarismo militante.

    4) Guerra: Perché “contro la guerra”? Io non sono contro la guerra. Sono contro la guerra imperialista degli Stati contro popolazioni civili ed incivili (le ultime hanno il pregio di essere fuori della Civiltà, che è Capitalismo), ma a favore di “una più giusta guerra: la guerra proletaria, guerra senza frontiere”, come recita una vecchia cara canzone.

    5) “Migranti” e immigrazione. In che lingua è scritto? Catalano? Che significa? Io nella lingua che parlo li chiamo “immigrati”, non per questo venendo loro meno di rispetto. Poi che siano immigrati definitivamente, o che siano migranti come gli uccelli poiché si spostano di continuo con l'obiettivo di ritornare, questo non lo so, non sono del resto affari miei e non pretendo di conoscere quello che vuole fare ogni singola persona. Detto questo, va più attentamente e oggettivamente, senza isterismo alcuno, analizzata cosa sia l'immigrazione e cosa comporti. In molte situazioni potremmo affermare che dove la forza contrattuale dei salariati si è consolidata attraverso le lotte sindacali di decenni, un esercito di crumiri spinge al ribasso il costo del lavoro, aumentando la fetta di plusvalore degli industriali e contribuendo così ad impedire il crollo della produzione e del Capitale.

    6) Ragioni della disfatta. Sinceramente penso che i motivi per i quali la Sinistra Arcobaleno non è andata oltre il 3,1% siano chiari e facilmente individuabili, venendo a corrispondere con i due anni di malgoverno del governo Prodi. Non occorre perciò a mio avviso sviscerare chissà quale mastodontica riflessione sull'accaduto, in modo da risparmiare energie per l'analisi di problematiche ed accadimenti molto meno scontati.

    7) Falce e martello. Ho visto che sul sito di “Comunisti Uniti” compare in un angolo la falce e martello, immancabilmente di colore giallo su sfondo rosso. Ora ritengo che anche questi aspetti esteriori e formali vadano cancellati in quanto sono un limite alla più ampia aggregazione di quanti si fanno sostenitori del Comunismo/Comunalismo/Comontismo, dal momento che la falce e martello è un simbolo tipicamente leninista, escludente perciò quanti all'interno del Comunismo non si rifanno a Vladimiro ed al leninismo, con il portato che esso rappresenta (consiliaristi, luxemburghisti, comunisti libertari, ultrasinistri, eccetera).

    8) 20 ottobre. In questa data in effetti i simboli esteriori riconducibili al comunismo sono stati l'unica cosa che si è vista. Per quanto riguarda piattaforma e programmi, il nulla. Una manifestazione contro il precariato ma non contro il governo, che senso ha? Non torno sull'argomento, già ampiamente trattato e criticato da quanti si muove a sinistra della sinistra radicale, dico solo che in questo caso ha ben espresso la consistenza di questo tipo di manifestazioni lo stesso Prodi quando ha parlato di “folklore”.

    9) Il resto, posso dire di condividere tutto.

  7. #77
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    ''La gente alla fine ci ha punito, ma non credo che il nostro elettorato sia andato alla Lega. Non è vero che i nostri elettori non hanno capito: hanno capito benissimo''.E' il commento di Marco Rizzo, eurodeputato dei Comunisti Italiani, durante la trasmissione Omnibus in onda su La7. ''La base sociale della sinistra si restringe quando si toglie 'falce e martello', - ha aggiunto Rizzo - quando si dice di essere contro la guerra e poi si vota la guerra, quando si dice di cambiare il conflitto di interessi e poi per tre volte che si va al governo non lo si cambia''.

    A parte la falce e il martello, iniziano a parlare di cose serie?
    Rizzo su La7 ha detto diverse cose anche subito dopo i primi risultati nei giorni scorsi.
    Su alcune a mio parere sarebbe interessante soffermarsi. Rizzo appena visti i numeretti ha ricominciato a parlare di antimperialismo, di anticapitalismo, di scontro e anche solo del simbolo.

    Lo ha fatto perchè è stato illuminato sulla via di Damasco dalla sconfitta elettorale? Lo ha fatto probabilmente perchè da politico ha cominciato subito a "lavorare" e manovrare per cercare nuovi spazi di manovra per sè stesso e per tutta la sinistra arcobaleno. Di fatto però questo è significativo. A poche ore dal voto per la prima volta a parte Ferrando le facce da arcobaleno hanno ricominciato a parlare di temi che non venivano più nemmeno accennati cercando di far colpo sulla base perduta.

    Io ripeto quanto detto: questa è una occasione. Egemonizzare gramscianamente quello che rimane di questa nave alla deriva e abbiamo tempo 5 anni per farlo.

  8. #78
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    A te mi sa che manca qualche venerdì. Onestamente fai delle analisi sulle composizioni di classe che sono davvero scarse. Meglio leggere i comunicati del PMLI che quello che scrivi tu. Qui oramai si naviga a vista in un mare magnum di proletariato e ceto medio completamente polverizzato e tu mi vieni a parlare di banche e multinazionali? Ma tu dei conflitti interni del Capitale hai mai sentito parlare? O sei rimasto affascinato dal SIM di Moretti?
    Infatti in università mi capita di leggere "Lotta Comunista" e sono certamente più rispettabili e realistiche le loro opinioni che i vostri fantomatici conflitti interni al Capitale... certo. perchè il panettiere e il banchiere stanno lottando per avere il dominio della masse?
    Vediamo di aprire gli occhi: i nomi che vi ho fatto prima (FMI, BCE, FED..) non vi dicono nulla? Mamma mia, sto dicendo le stesse cose di Ferrando...

  9. #79
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    per dire la verita , personalmente questa disfatta dei partitini comunisti in italia , l avevo prevista ,
    noi comunisti libanesi questa esperienza c e l abbiamo avuta 15 anni fa , quando siamo stati eliminati dalla scena politica istituzionale , (grazie alla siria e il hezbollah (ala politica ) in pieno accordo con le orze confessionali di destra e falangiste , ma ora stiamo tornando ed anche piu forti e sani , cosa che auguro ai compagni in italia che si tornino alla scena politica uniti in un unico partito sano e organizzato e rappresenta il pensiero di ogni compagno , ogni proletario , ogni lavoratore e ogni precario.

    solidarietà

  10. #80
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    Citazione Originariamente Scritto da Evoliano Visualizza Messaggio
    Infatti in università mi capita di leggere "Lotta Comunista" e sono certamente più rispettabili e realistiche le loro opinioni che i vostri fantomatici conflitti interni al Capitale... certo. perchè il panettiere e il banchiere stanno lottando per avere il dominio della masse?
    Vediamo di aprire gli occhi: i nomi che vi ho fatto prima (FMI, BCE, FED..) non vi dicono nulla? Mamma mia, sto dicendo le stesse cose di Ferrando...
    E infatti si vede quanto cazzo ci capisci di quello che leggi. Mi sa che ti sfugge il fatto che tutta l'area cervettiana e quella bordighista hanno teorizzato montagne di roba sui conflitti interni al Capitale (Basterebbe che leggessi qua e là qualche articolo di Cervetto raccolto in Imperialismo Unitario).
    E' proprio tipico di una mente povera quella di considerare il Capitale come espressione esclusiva di un gruppo dominante considerato monoliticamente e non come un flusso multilivellare in cui sia il piano verticale che quello orizzontale si intersecano e si influenzano scambiandosi favori quando possibile e entrando in conflitto interno quando la collaborazione diventa impossibile. Lascia perdere Lotta Comunista e leggi i Peanuts dammi retta.
    Poi mi dirai cosa centra invece Ferrando con Lotta Comunista.

 

 
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