

Saluti Liberali
Giorgio


Qualcuno dirà che se lo aspettava, io sono onesto, il risultato di questo primo turno alle comunali di Roma per me è una sorpresa.
Che non ci fosse un enorme entusiasmo per il "Rutelli di ritorno" si sapeva, ma un distacco di appena 5 punti è davvero un'inezia se paragonato alle percentuali bulgare ottenute dal centrosinistra appena 2 anni fa nella capitale.
A questo punto è chiaro che si tratta di un'occasione, che si potrebbe definire storica, per far uscire la città di Roma dal "giro" del centrosinistra dopo 15 anni in cui questo obiettivo non è mai sembrato seriamente alla portata.
Dopo la sfida Fini-Rutelli la partita della capitale aveva sempre avuto risultati piuttosto scontati.
Adesso sta ai partiti trovare un'unità su questo obiettivo, e sta alla gente capirne l'importanza.
Non sarà facile.
Storicamente gli elettori di centrodestra sono meno inclini di quelli di centrosinistra a recarsi alle urne per il 2° turno, e in questo caso c'è anche da considerare che il ballottaggio cadrà in un week end con il ponte del 25 aprile (pur restando la possibilità di votare lunedi).
Quindi l'unica chance per avere delle reali possibilità di successo è quello di motivare l'elettorato con messaggi forti, chiari e netti. Anche perché è chiaro che è stato "l'effetto politiche" a portare più gente del solito a votare per le amministrative. Per vincere questa gente va motivata a tornare al seggio anche il 27-28 aprile.
La speranza è che l'effetto traino della grande vittoria nazionale faccia il resto. In Italia, si sa, c'è sempre chi è pronto a correre in soccorso del vincitore. Una volta tanto la cosa potrebbe giocare a nostro favore.






Ti riporto questo mio appello al Sen. Storace:
Senatore, mi rivolgo ancora a Lei…
Il problema di questo partito è che non ha avuto a mio avviso il tempo necessario di crescere e di strutturarsi su un programma realmente condiviso dai militanti e chiaro alla pubblica opinione.
Siamo stati obbligati a fare subito la “guerra” quando ancora non sapevamo bene chi eravamo e cosa realmente volevamo fare con questo partito.
Adesso una riflessione sull’identità “politica” si pone all’attenzione di tutti.
Sono in molti a chiedersi che tipo di legame possano avere personalità di destra sociale come un Arrighi, un Buontempo, uno Staiti con altre di formazione diversa, vedi un Pagliarini, una Ciabò, una Santanchè.
Il nostro programma è riuscito a riassumere queste diverse sensibilità, tuttavia gran parte della base si sente fedelmente ancorata a posizioni di “sinistra nazionale” francamente inaccettabili per una destra occidentale.
Oggi che è il giorno della riflessione vorrei che la questione di fondo dell’identità politica venga affrontata. Che almeno si inizi ad affrontarla.
Perchè la realtà è che non siamo stati premiati dall’elettorato anche e forse soprattutto per queste divergenze interne.
Penso all’economia, alla politica estera, al femminismo. La Santanchè non è stata credibile nel contemporaneo ruolo di una Thatcher e di una Evita Peron.
Per continuare ad andare avanti e credere in questo progetto di destra dobbiamo innanzitutto aver chiari i fondamenti ideologici di questa destra da dover rappresentare.
Mi scusi per la franchezza con la quale Le porgo questioni spinose in un momento così difficile.
E successivamente in un altro post:
Non posso giustificarmi ogni cinque minuti perchè da conservatore di destra ammiro un programma di riduzione delle tasse, di smantellamento della burocrazia statale e di incentivi per i lavoratori indipendenti.
Non posso e non voglio più giustificarmi se da conservatore di destra appoggio convintamente la NATO, se sto con Bush e McCain, per Cameron e Olmert, per Sarkozy e la Merkel.
Non voglio più far parte di una destra “atipica”, ma di una destra vera. E in questo credo di essere in piena sintonia con le idee dell’On. Santanchè.


ahhaahaah Bush e Olmert e pure la NATO
Ma tu perchè hai scelto LaDestra-Ft e non il PDL?
Sei un pidiellino perfetto.







