Conti pubblici, monito della Bce:
"Proseguire con il risanamento"
La Banca centrale europea: «Elevata incertezza sulla crescita». Appello
ai governi di Eurolandia: più riforme
FRANCOFORTE
I governi di Eurolandia si impegnino «maggiormente » nelle riforme strutturali. È l’invito della Bce che nel suo bollettino mensile «saluta con soddisfazione l’avvio, da parte del Consiglio europeo, del ciclo 2008-2010 della strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l’occupazione». Per l’Eurotower «la tendenza favorevole degli andamenti del mercato del lavoro nell’area dell’euro fa ritenere che le riforme economiche stiano producendo buoni risultati». Tuttavia, osserva la Banca centrale europea, «restano comunque da affrontare numerose sfide poichè l’occupazione complessiva è tuttora inferiore all’obiettivo del 70% definito nella strategia di Lisbona e la disoccupazione continua a collocarsi su livelli inaccetabilmente elevati».
In particolare, osserva l’istituto di Francoforte, «la crescita della produttività rimane debole, ostacolando l’espansione del reddito generale». Pertanto, «il consiglio direttivo incoraggia vivamente i paesi dell’area euro a impegnarsi maggiormente nelle riforme e li appoggia in questo sforzo, in particolare al fine di promuovere l’integrazione dei mercati e di ridurre la rigidità in quelli dei beni e servizi e del lavoro che limitano al concorrenza, la flessibilità dell’occupazione e la differenziazione delle retribuzioni». Le riforme, conclude l’Eurotower, «non soltanto promuoverebbero l’occupazione e sosterrebbero la crescita del prodotto potenziale, ma concorrerebbero altresì a moderare le pressioni sui prezzi».
Nel 2008 la domanda sia interna che esterna «dovrebbe sostenere il protrarsi della crescita del Pil nell’area delle euro, sebbene in misura minore rispetto al 2007,» ma resta tuttavia «elevata l’incertezza rispetto alle prospettive di crescita». Lo sottolinea la Bce nel suo bollettino mensile precisando che i principali rischi sono legati alle turbolenze sui mercati finanziari che potrebbero «perdurare più a lungo di quanto si pensasse inizialmente, con ricadute più ampie sull’economia reale rispetto alle attese correnti».Altri rischi al ribasso derivano inoltre «dall’effetto frenante su consumi e investimenti di ulteriori rincari imprevisti di prodotti energetici e alimentari, nonchè da spine protezionistiche e possibili andamenti disordinati legati agli squilibri mondiali».
I dati ISTAT-EUROSTAT dimostrano che con i governi di sinistra il debito è sempre sceso vertiginosamente, con i governi di destra ha sempre ricominciato a salire, condannandoci così a pagare interessi astronomici
Berlusconi: Ma quando un governo riceve dai governi precedenti tre milioni di miliardi di debito, ma si deve preoccupare per qualche miliardo di debito in più? ma cosa cambia..




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