



beh si.. sia keynes che friedman sono neoclassici, così come sia marx che smith sono classici...
p.s. dei classici ho letto tutto smith e un po' di marx


ho apprezzato molto anche le lezioni di glasgow e la ricchezza delle nazioni.
ovviamente è riduttivo definirli smeplicemente come neoclassici, ma suddividendo a livello macroscopico gli economisti la divisione vienie fuori così.. con smith che sguazza nello stesso stagno di marx...
Non ho contestato l'accoppiata Smith - Marx che sono certamente classici. Contesto l'accoppiata Keynes - Friedman. Dividere l'economia in due gruppi e stupido. Polanyi, Myrdal, Hirschman, etcc... dove li mettiamo??? Qualsiasi libro di Smith è senza senso senza aver letto "Teoria dei sentimenti morali".


non è più stupido rispetto all'accoppiata marx-smith.. te lo ripeto si stà parlando di divisioni macroscopiche. ovviamente entrando nel dettaglio friedman e keynes si separano, come si separano marx e smith...
cmq non divido in due..
credo che a livello di massimo macroscopismo la divisione sia così:
scolastica(scuola di salamanca)
mercantilismo
fisiocratici
classici
neoclassici
istituzionalisti tedeschi
scuola austriaca


i monetaristi a livello macro li faccio rientrare tranquillamente tra i neoclassici...
per quanto riguarda polanyi, quello di sinistra rientra tra gli istituzionalisti, quello liberale era della mont pelerin quindi o era austriaco o monetrista, myrdal credo neoclassico così come hirschman...


io vedrei con favore la costituzione di un forum di economia in generale, con moderazione bicefala
anzi, sarebbe estremamente stimolante per tutti.
(ovviamente Pollock ha ribadito che questo non si tocca, quindi che se ne faccia un altro)