Sinistra, rischio di implosione
Aldo Garzia, 17 aprile 2008, 17:21
Sotto tiro è il segretario e l'intero gruppo dirigente di maggioranza. In discussione ci sono la prospettiva e l'identità del partito, ma nell'immediato - ed è questo il tema che fa precipitare la crisi interna - occorre stabilire il percorso verso un congresso che le minoranze vorrebbero "straordinario, da fissare prima dell'estate" e gestito da una nuova leadership. In pole position, Paolo Ferrero. Alla riunione del comitato politico non partecipa Fausto Bertinotti, confermando la scelta di fare un passo indietro
Un po' per prudenza, un po' per scaramanzia, il contratto di affitto della sede nazionale de La Sinistra-L'Arcobaleno in via Veneto 54 a Roma è stato sottoscritto fino alla fine di maggio. Qui doveva abitare lo stato maggiore della "Casa della sinistra" dopo le elezioni.
Le stanze di quella casa, da martedì mattina, sono invece pressoché deserte.
Rifondazione, tra le forze promotrici dell'Arcobaleno, è quella più esposta all'implosione interna.
La resa dei conti si svolgerà sabato pomeriggio a Roma, in sede di Comitato politico del Prc, convocato per questa data. In mattinata, su iniziativa dello storico Paul Ginzburg e del suo gruppo "Laboratorio politico per la democrazia", si terrà intanto a Firenze un'assemblea che cercherà di fare il punto sulle prospettive di chi non vuole archiviare l'esperimento di Sinistra-Arcobaleno. All'iniziativa parteciperanno molti leader del Prc e della sinistra alternativa. Poi la discussione si sposterà, forse a porte chiuse, all'interno di Rifondazione.
Sotto tiro è il segretario Franco Giordano insieme con l'intero gruppo dirigente di maggioranza. In discussione ci sono la prospettiva e l'identità del partito, ma nell'immediato - ed è questo il tema che fa precipitare la crisi interna - occorre stabilire il percorso verso un congresso che le minoranze vorrebbero "straordinario, da fissare prima dell'estate" e gestito da una nuova leadership.
Il ministro Paolo Ferrero, il capogruppo al Senato Giovanni Russo Spena, il senatore Claudio Grassi, il deputato Ramon Mantovani e il gruppo che fa capo alla rivista "l'Ernesto" guidano il fronte che chiede la sostituzione immediata del segretario Giordano.
Chi invece ritiene ingiusticata la caccia al "capro espiatorio", contropopone una gestione collegiale del prossimo congresso: quindi, una nuova segreteria dove siano presenti tutte le componenti del partito. Se quest'ultima proposta fosse rifiutata, il partito si spaccherebbe irrimediabilmente a metà e tutti gli scenari sarebbero possibili e non si potrebbe escludere quello della separazione.
Sull'onda del tracollo elettorale (da tutti definito "catastrofico"), Ferrero, Grassi, Russo Spena e Mantovani potrebbero perciò proporre al Comitato politico nazionale di eleggere un nuovo segretario che gestisca il partito da qui al congresso, che molto probabilmente verrà fissato alla fine di luglio. In questa eventualità, sarebbe il nome di Ferrero a catalizzare i consensi di tutti i malumori covati contro la segreteria di Giordano.
L'elezione di Ferrero viene data possibile anche da chi non è d'accordo su questa soluzione, considerata uno "strappo" o un "putch". Il risultato elettorale ha infatti cambiato i rapporti di forza all'interno del Prc. Nel Comitato politico di Rifondazione, prevarrebbe una maggioranza favorevole all'interruzione dell'esperienza dell'Arcobaleno, da proseguire semmai in "forma federata" ma senza accelerazioni verso la formazione di una nuova forza politica che preveda lo scioglimento di quelle esistenti.
Se Ferrero dovesse sostituire Giordano, cambierebbe via via l'intera gestione del partito. A iniziare dalla direzione del quotidiano "Liberazione", dove la nuova segreteria potrebbe proporre come direttore Russo Spena al posto dell'attuale, Piero Sansonetti.
Fausto Bertinotti ha intanto deciso di non partecipare alla riunione del Comitato politico, confermando la scelta di fare un passo indietro rispetto agli impegni di direzione sia di Sinistra-Arcobaleno, sia del Prc. Ieri pomeriggio ha riunito la redazione della rivista "Alternative per il socialismo", di cui è direttore, per mettere a punto un numero incentrato sull'analisi del voto e sulle prospettive di lungo periodo della sinistra.
Dibattito aperto anche tra i Verdi, divisi tra la possibilità di riannodare il dialogo con il Pd di Walter Veltroni e l'idea di rilanciare il simbolo del "Sole che ride" alle elezioni europee dell'anno prossimo.
In Sinistra democratica, dove si annunciano le dimissioni di Fabio Mussi come portavoce, potrebbe invece prevalere la scelta di un patto con Giordano e il gruppo dirigente uscente di Rifondazione per rilanciare l'unità della sinistra e la costruzione di un nuovo soggetto politico.
Il Pdci di Oliviero Diliberto ha intanto avviato la "costituente dei comunisti", auspicando il dialogo con quanti nel Prc sono intenzionati a ricostruire un partito comunista.
Nichi Vendola, il governatore della Puglia che molti indicavano prima del voto come il probabile successore di Bertinotti, ha fatto sapere di ritenere ogni ipotesi di consolidamento di una nicchia identitaria (cioé il cambio della guardia al vertice del Prc) come un vero e proprio "suicidio", definendo un atto di "giustizia sommaria" dal sapore stalinista la resa dei conti nel gruppo dirigente.
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=7310




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