Mentre i patrioti sceglievano la lotta politica(Partito del SUD,Altra SICILIA per il SUD, Lega SUD AUSONIA,e SUD Libero) ed altri si ritiravano con Onore appena notavano che non avevano a che fare con dei Meridionali di cuore ma con dei piccoli politicanti, altri ancora senza onore diramavano nella rete la seguente nota che li qualifica per quello che sono:
ELEZIONI POLITICHE 2008
“COME VOLEVASI DIMOSTRARE”
Purtroppo ancora una volta quanto da noi in più occasioni espresso viene crudamente confermato.
Quale dei partiti del Sud tra quelli sotto elencati è riuscito a raggiungere la meta sperata?
La vergognosa e grottesca pletora di formazioni politiche meridionali quale beneficio ha apportato alla Causa di un Sud sempre più preda di una politica famelica e senza scrupoli?
Un mese fa qualcuno aveva cantato vittoria come un bambino che gioca con le figurine solo perché aveva presentato il proprio simbolo presso l’ufficio preposto del Ministero dell’Interno dello Stato Italiano.
Impresa estremamente semplice che di politico non ha assolutamente nulla, considerato che è un’operazione squisitamente burocratica finalizzata alla sola necessità di dare una cronologia alle presentazioni ed evitare sovrapposizioni di simboli. Se questo è un “grande successo”, come qualcuno ha sbandierato ai quattro venti, la situazione è sconcertante se non patologica.
E’ evidente che ci vuole ben altro per avere un’affermazione politica. Tra l’altro, considerate le premesse e l’esito elettorale, siamo più che convinti che questi signori non sono arrivati da nessuna parte perché, nonostante i loro infantili slogan, non sono mai “partiti”.
Inutile farsi illusioni o dare illusioni. Nonostante una timida e “condizionata” affermazione dell’MPA il Sud non è partito politicamente e non ha un partito politico in grado di rappresentarlo veramente.
Non ci stancheremo mai di dire che alla base di tutto ci deve essere necessariamente prima la formazione della coscienza socio-politica del Popolo Meridionale e solo dopo si può avviare la ricerca dei simboli e dei partiti.
Finora, invece, mentre di simboli ne abbiamo a iosa manca l’attore principale: il Popolo.
Ma perché questa carenza? Dove sono da ricercare i motivi e le eventuali responsabilità di una così tragica situazione? Veramente le colpe sono di chi non ancora ritiene che sia il momento e viene strumentalmente giudicato ignavo?
La prima causa è l’impazienza e l’indolenza di chi vuole anticipare i tempi a tutti i costi, senza sentire ragioni e travolgendo chiunque dissenta.
La seconda è la presunzione e l’arroganza di questi signori di essere gli unti della politica.
La terza è la cronica incapacità di costoro di coinvolgere nemmeno chi sarebbe in qualche modo “pronto” alla politica e la loro incredibile capacità di riuscire a vedere patetici successi in mortificanti sconfitte elettorali.
Le soluzioni?
Abbandonare questi poveri visionari ai loro fallimenti e continuare a “seminare storia” attendendo il momento giusto. Quando sarà, ricercare nella “base attiva” del legittimismo “puro” i leader adatti, preparati e disposti.
Finché si farà il contrario, calando dall’alto su una popolazione ancora impreparata soggetti “più unici che rari”, di brutte figure, come quella fatta nella recente consultazione elettorale, se ne faranno ancora molte altre, con serie ripercussioni sul lento processo di recupero politico ed identitario dei Meridionali d’Italia.
Danni su danni che sprovveduti politicanti dell’ultima ora fanno alla nostra Terra più di quelli che fecero le cannonate del Cialdini e le dittature del Savoia.
“Senza memoria storica non c’è identità, ma solo confusione politica”.
Dopo questa bella lezioncina mi son promesso che porterò questa infamante nota in ogni forum per far vedere lo squallidume che cè in giro volevo usare le peggio parole per qualificarli ma poi oggi ho letto sul blog del PdSUD dell'Emilia romagna quello che meglio rappresenta il mio pensiero che vi allego di seguito:
GLI IGNAVI
La lettura del canto III dell'Inferno ci porta a capire meglio la personalità di Dante, poiché viene messo in evidenza, attraverso un racconto chiaro e semplice, uno fra i più grandi ideali del poeta.Arrivati alle porte dell'Inferno Dante e la sua guida Virgilio si apprestano ad incontrare i primi peccatori, gli ignavi, neppure degni di varcare le porte dell'Inferno.Capiamo subito la gravità del loro peccato, e la spiegazione della pena che essi subiscono non fa che accentuare ancora più drammaticamente la loro situazione: con una descrizione piuttosto cruda Dante ci spiega che essi sono costretti ad inseguire un vessillo bianco, punti in continuazione da insetti ripugnanti.Se in altri passi della Cantica il contrappasso non è molto evidente, qui non c'è dubbio: alla sofferenza psicologica di non poter incontrare Dio, si aggiunge il forte dolore fisico, simbolo della viltà di questi individui. Così, come in vita essi rimasero indifferenti a tutto e non si schierarono mai, ora in morte sono destinati ad inseguire un vessillo bianco, simbolo della loro viltà, e vengono punzecchiati da insetti, loro che furono insensibili ad ogni stimolo.E' evidente il disprezzo che Dante sente per questi individui: non li ritiene neppure degni di entrare nell'Inferno, ed essi non sono voluti dai diavoli né tanto meno dagli angeli, poiché non sono motivo di alcun vanto.Dante non ha sicuramente nulla da spartire con essi, ed affida a Virgilio la dura sentenza che porta i due protagonisti ad ignorare completamente la schiera: "Non ti curar di loro ma guarda e passa". E' chiaro che Dante non li ritiene neppure degni di proferir parola, e non può nemmeno pensare di intrattenersi a discutere con loro.
E io: «Maestro, che è tanto greve a lor, che lamentar li fa sì forte?».
Rispuose: «Dicerolti molto breve. Questi non hanno speranza di morte e la lor cieca vita è tanto bassa, che 'nvidiosi son d'ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa».






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