



Pero' Leader cosi' non ci votano.
Che fare?
Quale puo' essere un buon equilibrio culturale tra chi, come me e te, vede con favore ai modelli economici e sociali delle Americhe e chi, come Feliks e Red, e' invece piu' pragmatico e non disdegna ad utilizzare le dinamiche capitalistiche globali per creare piu' benessere?
E poi...queste due tendenze culturali sono compatibili?
Il discorso e' interessante.


Compagni, ma è possibile che stiamo ancora discutendo se globalizzazione sì/globalizzazione no?
Solo un destroso che vageggia l'autarchia o un radical-chic di sinistra alla bertinotti potrebbero ancora essere d'accordo sulla folle idea che qualcuno o qualcosa possa opporsi alla globalizzazione.
E' un dato di fatto ineludibile, pensassero invece i nostri cari compagni a migliorare diritti e tenore di vita dei lavoratori italiani, la minaccia di delocalizzazione è solo una scusa, ci sono un'infinità di produzioni che non possono essere delocalizzate.
E' solo un alibi della loro sudditanza al sistema.
La verità è che un partito socialdemocratico di livello e coerenza europea avrebbero fatto in Italia più di quanto certi mezzi comunisti hanno prodotto in quindici anni di vita politica(prc).
Inoltre in Italia c'è un problema coloniale... anche le élites di sinistra non contano nulla se non prendono di petto il potere amerikano sulla penisola...e s'è visto su Vicenza...e scusate se sn così sintetico ma mi si scuoce la pasta...


semplicemente ai potenziali elettori non gliene frega una mazza che tu sostenga la globalizzazione, Cuba, Cina, o sei anti-global etc..
Infatti tali posizioni (a favore di Cina o Cuba o globalizzazione o anti-global etc..) devono esser alla base di un futuro partito.. che siano alla base non significa che debbano esser sbandierate in campagna elettorale.. perchè no?? perchè all'elettore non gliene frega nulla.
All'elettore non gli frega nulla di quanto prende l'operaio cinese o se la globalizzazione ha dato lavoro agli indiani, all'elettore interessa quello che farai per risolvere i suoi problemi.
Come detto in precedenza sono però importanti, come basi culturali e interne ad un partito queste posizioni di che non interessano agli elettori perchè?? perchè sono argomenti attuali su cui quando interpellati si deve dare un giudizio e perchè sono importanti argomenti di politica internazionale
riguardo a queste 2 tendenze culturali (pro-globalizzazione o pro-Paesi dell'America Latina -Cuba, Venezuela, etc..) son assolutamente incompatibili semplicemente perchè antitetiche... sostengono una l'esatto opposto dell'altra. Non a caso i maggiori sforzi e attacchi di Fidel Castro, Hugo Chavez, Evo Morales (per parlare di contemporanei) sono proprio contro l'attuale globalizzazione neoliberale




Non è esatto. Tendenzialmente sono contro la globalizzazione perché questa minaccia i distretti pezzenti in cui lavorano e contemporaneamente deflaziona il loro salario (remember plusvalore assoluto e relativo? fatevi il ragionamento a livello mondiale). Solo che sono no global per ragioni interne, a loro degli operai indiani e dei bimbi che muoiono in africa perché la multinazionale X fomenta le lotte tribali non gliene frega niente, se non a livello puramente umano.
Non c'è dubbioSe come credo ho ragione, abbiamo fatto in questi anni investimenti strategici (in termini di egemonia culturale) errati.
Soprattutto (ha ragione Feliks in questo senso) se le nostre analisi (secondo me corrette e giuste sia chiaro) sfociano, come troppo spesso accade, in terzomondismo solidale radical chick.




...ora pero' utilizzo i tuoi stessi ragionamenti...Feliks;7696239]
Non è esatto. Tendenzialmente sono contro la globalizzazione perché questa minaccia i distretti pezzenti in cui lavorano e contemporaneamente deflaziona il loro salario...
...se, come dici, agli operai indiani, in fondo sta bene costruire la Nano piuttosto che andare a zappare agli operai italiani sta bene essere funzionali a dinamiche globali se l'alternativa e' quella delle conseguenze negative sui salari proprie degli scenari di recessione locale (e l'Italia e' uno dei Paesi europei in cui tale recessione si e' fatta piu' sentire).
In fondo, se ci pensi, sono proprio questi scenari l'alimento primo dei processi della globalizzazione economica.
Ed e' per questo che sono uno strenuo sostenitore di Cuba e del Venezuala (con tutti i relativi ditinguo tra le due realta').




mm credo che qui si faccia confunsione tra processo di globalizzazione in se' e globalizzazione neoliberale (cioè quella che esiste oggi che trova i suoi pasdaran nel FMI e gli USA).
Il primo (globalizzazione senza ulteriore aggettivo) è un processo naturale a cui NON ci si deve opporre, il secondo (globalizzazione neoliberale) cioè quello esistente oggi e che in questa discussione si sostiene che porti benessere nei Paesi sottosviluppati, a mio avviso, deve esser contrastato duramente.. altro che dato di fatto ineludibile!!