Pagina 11 di 13 PrimaPrima ... 101112 ... UltimaUltima
Risultati da 101 a 110 di 124
  1. #101
    Guardia Rossa
    Data Registrazione
    26 Jul 2006
    Località
    Genova
    Messaggi
    5,237
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    non inventandosi nulla, tra l'altro.
    certamente.. solo elaborando ulteriormente e adattando alla realtà in cui viveva

  2. #102
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Jul 2009
    Messaggi
    6,459
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Se non vuoi farti sfruttare fai l'industriale . partecipa al Grande Fratello...se invece vai a fare l'operaio dovrai accettare i salari sindacali.
    Minimi sindacali?

    Guarda che qui non si sta parlando di occidente!

    l'industriale...si vaglielo a dire ai minori che incollano 1000 suole di scarpe da ginnastica al giorno per una ciotola di riso!

    Magari con il TFR si iscrivono ad un master ad Harward!

  3. #103
    Komunista Estetizzante
    Data Registrazione
    07 Apr 2005
    Località
    Cavriago-Reggio Emilia
    Messaggi
    12,096
     Likes dati
    136
     Like avuti
    1,190
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    Minimi sindacali?

    Guarda che qui non si sta parlando di occidente!

    l'industriale...si vaglielo a dire ai minori che incollano 1000 suole di scarpe da ginnastica al giorno per una ciotola di riso!

    Magari con il TFR si iscrivono ad un master ad Harward!
    Il lavoro minorile spesso è un grande progresso. Io ho fatto lavoro minorile con mio nonno nei campi e mi divertivo un sacco. In Italia fino al 1963 si poteva andare a lavorare a 11 anni adesso a 15 anni. In Cina non prima di 16 anni e hanno 0ltre il 99% di ragazzi che finisce la scuola dell'obbligo che era a 15 anni 10 prima che da noi.

    Un buon articolo per ragionare è questo sebbene non sia moltissimo informato sulla Cina, in particolare il ragionamento sul Bengla Desh:
    Internazionali
    Questione morale e competitività della Cina
    di Giorgio Barba Navaretti 28.10.2005
    La mancanza di alcuni diritti fondamentali spiega molto poco del basso costo del lavoro in Cina e della competitività dei suoi prodotti. L'obiettivo condivisibile di migliorare le condizioni dei lavoratori nei paesi in via di sviluppo non può tradursi in misure protezionistiche, che avrebbero il solo effetto di far crescere la loro povertà. Lo stesso problema si pone anche nel caso estremo del lavoro dei bambini. Un miglioramento si può avere solo attraverso la crescita del reddito nei paesi poveri, dunque aumentando le esportazioni di merci ad alta intensità di lavoro.

    Si discute molto dei fondamenti morali della competitività cinese, ossia quanto questa sia basata sul mancato rispetto di regole o valori condivisi dalla comunità internazionale.
    Da più parti è stato giustamente sollevato il problema della contraffazione e i policy makers nazionali ed europei sono stati invitati a intervenire per eliminarla o almeno ridurla.

    Il dumping sociale

    Ma la Cina è anche e spesso accusata di dumping sociale: condizioni di lavoro "ingiuste" mantengono basso il costo del lavoro e dunque rendono i prodotti cinesi "ingiustamente" competitivi. I contrasti politici tra i 25 paesi dell’Unione Europea (che certo non si sono risolti ad Hampton Court) derivano in parte dalla difficoltà di trovare regole condivise per governare la crescente interdipendenza tra mercati di lavoro con condizioni e regole profondamente diverse. Questo vale all’interno dell’Europa, ma è chiaro che la globalizzazione rafforza questa interdipendenza in senso generale e appunto nei rapporti tra Europa (e tutti i paesi industrializzati) e Cina.
    L’argomentazione del dumping sociale viene così utilizzata frequentemente per richiedere che l’apertura dei commerci con la Cina sia accompagnata da un’armonizzazione delle condizioni di lavoro a standard internazionali. Richiesta che unisce in un’improbabile alleanza i produttori di calzature, in difesa delle loro aziende, e i no global, in difesa dei diritti dei lavoratori nei paesi poveri.
    Il dumping sociale è però un problema ben più complesso della contraffazione e deve essere analizzato in due tempi: primo, chiedendosi se la competitività cinese sia effettivamente "ingiusta", ossia causata dalle condizioni "ingiuste" dei lavoratori cinesi; secondo, se abbia senso sanzionare la Cina con barriere commerciali, ossia legando la liberalizzazione degli scambi a un miglioramento delle condizioni dei lavoratori cinesi.

    La competitività cinese è ingiusta?


    Il punto è che argomentazioni morali totalmente condivisibili (le condizioni di lavoro violano principi morali condivisi) non tengono conto del contesto socio economico in cui si innesta il problema.
    Purtroppo, quanto per noi è moralmente inaccettabile, in molti paesi è economicamente inevitabile. Quanto del più basso costo del lavoro cinese è attribuibile a condizioni di lavoro universalmente ingiuste (mancanza del diritto di formare un sindacato, discriminazione dei lavoratori, lavoro minorile) e quanto, piuttosto, alle caratteristiche economiche del paese, al fatto che grande povertà, una riserva infinita di braccia e una produttività più bassa inducano i lavoratori cinesi a lavorare per un salario bassissimo e in condizioni spesso precarie? Se teniamo conto che l’ingresso di Cina, India e Russia sul mercato internazionale ha di fatto raddoppiato la forza lavoro mondiale, non è difficile dare una risposta.
    La mancanza di alcuni diritti fondamentali spiega molto poco del basso costo del lavoro in Cina, della competitività delle sue esportazioni. Insomma, la questione morale ha poco a che fare con il fatto che i lavoratori tessili italiani perdano il loro lavoro.

    Combattere la questione morale con il protezionismo?


    Bene, ma la questione morale rimane. Ha senso allora sanzionare un paese che non garantisce alcuni diritti fondamentali, per quanto questa mancata tutela non spieghi il basso costo del lavoro, sollevando delle barriere commerciali?
    La risposta può essere data solo tenendo conto del punto di vista dei lavoratori cinesi. Il problema è che le condizioni di lavoro nelle imprese esportatrici sono spesso migliori di ogni altra alternativa disponibile. Dunque, l’obiettivo condivisibile di migliorare le condizioni dei lavoratori nei paesi in via di sviluppo, se venisse tradotto in misure protezionistiche, avrebbe il solo effetto di aumentare la povertà di quei lavoratori, che probabilmente perderebbero la migliore opportunità di impiego possibile nella loro economia.

    Il problema si pone anche nel caso estremo del lavoro dei bambini. Un esempio chiaro di quanto sia complessa la questione ci viene dagli Stati Uniti. Nel 1993 il senatore Tom Harkins propose una legge che vietasse l’importazione di beni prodotti con lavoro minorile. La conseguenza immediata della legge fu che le imprese tessili del Bangladesh licenziarono tra trenta e quarantamila bambini. Tre anni dopo, Oxfam condusse un’inchiesta per scoprire cosa era successo a questi bambini. Trovò che circa diecimila erano tornati a scuola, ma gli altri avevano trovato lavori ancora peggiori, compresa la prostituzione.
    Dunque, se i lavoratori cinesi ci stanno realmente a cuore, invece di sanzionare le importazioni sarebbe molto più efficace promuovere interventi mirati per lenire le loro condizioni più estreme, come ad esempio finanziare la scuola a bambini per i quali la strada è l’unica alternativa a cucire palloni.(MAI VISTO BAMBINI CINESI CUCIRE PALLONI)
    I paesi in via di sviluppo, da parte loro, sono molto attenti al rischio che l’argomento del dumping sociale sia utilizzato a fini protezionistici. È infatti emblematico che l’elenco dei quatto standard minimi dei lavoratori condiviso dalla comunità internazionale e messo a punto dall’International Labor Organization, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa dei problemi del lavoro, e dall’Ocse includa solo libertà di associazione, diritto di formare un sindacato, proibizione del lavoro forzato, definizione di un’età minima per lavorare e divieto di discriminare i lavoratori. Garanzie di condizioni di lavoro accettabili, dal salario minimo a un numero massimo di ore di lavoro non sono incluse.
    Allo stesso modo, i paesi in via di sviluppo si sono fieramente opposti all’apertura di un negoziato sull’armonizzazione delle condizioni di lavoro nell’ambito della World Trade Organization e dunque a legare esplicitamente le condizioni dei lavoratori alle regole del commercio internazionale .
    Il nodo della questione è che le condizioni dei lavoratori dei paesi poveri possono solo migliorare attraverso una crescita del reddito e dunque attraverso la (da noi) temuta conquista di quote crescenti sui mercati internazionali di prodotti ad alta intensità di lavoro.
    Eliminare la povertà nel mondo è il grande obiettivo del nostro secolo.(iN cINA GIà SUPERATI GLI OBBIETTIVI DEL MILLENIO E POVERTA' RIDOTTA DAL 77 AL 7%) Non è dunque pensabile chiedere l’applicazione di standard che rischiano di eliminare il solo vantaggio comparato dei poveri nell’economia mondiale: lavorare per un basso salario.

  4. #104
    Komunista Estetizzante
    Data Registrazione
    07 Apr 2005
    Località
    Cavriago-Reggio Emilia
    Messaggi
    12,096
     Likes dati
    136
     Like avuti
    1,190
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Voi naturalmente credete che non esista il lavoro minorile in Italia. L'Italia è stat fino agli anni '90 inoltrati la patria del lavoro minorile in Europa!!!Adesso invece:
    Lavoro minorile: quale prevenzione e quali tutele?
    di Stefania Sidoli e Marco Zanotelli 22.08.2005
    Il fenomeno della crescita della povertà dei minori e del lavoro minorile. In Italia si rileva solo mettendo insieme varie fonti statistiche a volte poco congruenti. La crescita della gravità del fenomeno e' dunque in contrasto all'assenza di un osservatorio "ufficiale" accurato e continuativo.

    E’ forse passato troppo sotto silenzio il dato rilevato dalla Commissione di indagine sull’esclusione sociale (1) relativo ai minori poveri che, nel 2003, hanno rappresentato il 22,1% dei soggetti in condizioni di povertà nel nostro Paese, dato per altro in crescita dello 0,3% rispetto all’anno 2002. Pur consapevoli che questo dato va letto avendo ben presenti le diverse situazioni familiari e connettendolo con altri elementi di specificità quali la realtà dei minori immigrati e quella dei piccoli rom, non possiamo tuttavia non vedere in esso elementi di forte preoccupazione, in modo particolare se pensiamo che questo avviene in Italia, e cioè in uno degli otto paesi maggiormente industrializzati del mondo. E non possiamo non legarlo alle – tante – analisi condotte sul fenomeno del lavoro precoce e minorile, fenomeno tutt’altro che irrilevante, con aspetti di forte diversità a seconda delle realtà territoriali alle quali si fa riferimento, non riconducibile a parametri unicamente numerici e che troppo spesso rischia di essere non valutato nella giusta dimensione a causa della forte incidenza che nel nostro Paese ha il lavoro sommerso.
    Abbiamo a disposizione non poche letture ed analisi sulla materia, che – proprio per la sua complessità – viene interpretata dagli enti di ricerca, istituzioni, organizzazioni sindacali con esiti lontani fra di loro per risultati, ma anche per rispondenza alla consistenza reale del fenomeno.

    Dati e statistiche

    A partire dal dicembre 1999, l’ISTAT ha avviato un progetto triennale per sviluppare definizioni e metodologie, in collaborazione con l’ILO (International Labour Office), al fine di quantificare e qualificare il lavoro minorile in Italia (2). L’indagine ha fornito, per l’anno 2000, una stima di circa 147.000 minori di nazionalità italiana, con età compresa fra i 7 ed i 14 anni, che hanno svolto una qualche attività lavorativa (vedi figure 1 e 2; fonte Istat).

    Questo numero costituisce il 3,1% del totale dei minori compresi in quella fascia di età, rappresentando un’incidenza non trascurabile se confrontata con le statistiche internazionali fornite dall’ILO che collocano l’Italia ben oltre la media europea dell’1,5%, e oltre quella del 2% dei principali paesi occidentali.
    Altri istituti forniscono stime diverse sui minori impegnati in attività lavorative in Italia, per esempio la Fondazione del Banco di Napoli (3) stima un totale di oltre 380.000 minori mentre l’IRES-CGIL (4) di oltre 400.000, entrambi comprendendo anche i minori immigrati ad i rom.
    Come sottolineato dal rapporto CNEL 2005 (5), le differenze delle stime in questo complesso settore sono causate dall’adozione di metodologie diverse per la rilevazione e valutazione dei dati. In ogni caso, è innegabile che ci si trovi di fronte ad una realtà di forte significatività sociale, concordemente situata in modo prioritario all’interno di alcuni settori economici ben definiti: il settore agricolo, quello delle piccole e piccolissime aziende, che presentano una forte concentrazione manifatturiera ed un elevato ricorso ad attività contoterziste (ambiente che, non a caso, spesso "incrocia" l’economia sommersa), alcuni settori dell’artigianato (calzaturiero, abbigliamento), il settore edile.
    I dati dell’attività di vigilanza dell’INPS nel 2003 riscontravano 384 casi di lavoratori al di sotto dell’età minima di assunzione, mentre – sempre nel 2003 – l’attività ispettiva svolta dal Ministero del lavoro (fonte: rapporto CNEL) evidenziava come, su 3.000 aziende ispezionate, siano stati trovati 1.678 minori risultati irregolari (su un totale di 3.979), il ché significa che per circa un lavoratore minore su due si è riscontrata una violazione alla normativa di riferimento. Nel corso del 2004 sono state ispezionate 4.730 aziende all’interno delle quali erano occupati complessivamente 4.931 minori, di cui 440 extracomunitari. Fra questi, i minori impiegati in violazione della normativa vigente sono stati 1.854, di cui 172 extracomunitari.
    Il 2004 vede dunque l’incidenza di lavoratori minori irregolari in notevole crescita, pari al 60% del totale, con un’aggravante: i dati del 2004 non possono nei fatti essere confrontati con quelli del 2003, in quanto le aziende ispezionate non sono le stesse, né per tipologia né per dimensione. Le violazioni più ricorrenti riguardano la mancata sorveglianza sanitaria (1.238 violazioni) ed il mancato rispetto della disciplina dell’orario e dei riposi (447 violazioni); seguono quelle inerenti l’età minima di assunzione (174 violazioni) e i lavori vietati (42 violazioni). Si registrano inoltre 861 violazioni le cui cause non vengono precisate.
    D’altra parte, quanto sia percepibile e complessa la gravità di questo fenomeno viene confermato dai dati che emergono dall’indagine svolta nel Lazio dall’Osservatorio sul Lavoro Minorile della Fondazione del Banco di Napoli: solo a Roma i minori tra i 7 ed i 14 anni impiegati in attività di lavoro precoce sono circa 8 mila: 688 tra i 7 e i 10 anni, 3.795 tra gli 11 e i 13 anni, 3.647 i 14enni. Si tratta per lo più di bambini stranieri costretti a vivere ai margini della società, svolgendo pesanti lavori di pulizia, vendendo prodotti agli angoli delle strade o semplicemente chiedendo l’elemosina. E’ evidente, quindi, che intorno a questa tematica si incrociano una pluralità di questioni, di notevole complessità: il lavoro sommerso, l’abbandono scolastico, una cattiva percezione dell’importanza di un percorso adeguato di istruzione e di formazione, l’immigrazione, una domanda di lavoro da parte delle imprese piccole e medie, ancora orientata a soggetti con titolo di studio o qualifiche professionali medio-basse, come dimostra l’indagine Excelsior condotta da Unioncamere (6), politiche familiari e politiche di inclusione sociale ancora insufficienti.

    Prevenzione e tutela sociale

    Sarebbe probabilmente opportuno affrontare la questione in modo efficiente e tempestivo, sia dal punto di vista della prevenzione sia da quello di una vigilanza orientata a favorire la conoscenza dell’entità del fenomeno ed il suo superamento; sono numerosi gli interventi necessari: dalla costruzione di un modello scolastico modulato in base ad età e attitudini, alla necessità di costruire una sintesi positiva delle diverse soggettività; dall’analisi delle ragioni vere dell’abbandono scolastico a un’analisi più attenta e compiuta delle tipologie di lavoro minorile, in cui si scandagli con precisione i settori economici che ne fanno uso; Dall’analisi dei ruoli svolti (dalla famiglia, dalla scuola e dal contesto socioeconomico del territorio) alla realizzazione di compiute politiche di conciliazione e di sostegno alla genitorialità. Dalla realizzazione di azioni positive indispensabili a superare ogni forma di discriminazione alla capacità di realizzare concrete ed efficaci politiche per la legalità e contro il sommerso.
    Tuttavia, se vogliamo affrontare con realismo la questione, riteniamo non si debba trascurare il contributo che può venire dall’individuazione di modalità concrete con le quali favorire l’interagire dei soggetti che per loro mission dialogano e conoscono la realtà del mercato del lavoro e più direttamente si occupano di vigilanza e di lotta al sommerso: pensiamo, in primo luogo, all’Ispettorato del lavoro, all’INPS, all’INAIL. Alla possibilità che da un lato questi soggetti mettano a disposizione le loro banche dati per sapere quanti sono i minori che lavorano, a quale età hanno iniziato a farlo, con quale tipologia di contratto, con quali mansioni, in quali settori, aggiornandole in modo costante così da poter monitorare davvero se quel diverso rapporto fra mondo del lavoro e formazione che dovrebbe essere alla base della recente riforma dell’apprendistato. E dall’altro affrontino, nelle loro attività di vigilanza e di lotta al sommerso, il problema del lavoro minorile e del lavoro precoce con grande attenzione: pensiamo all’introduzione di diverse modalità di controllo delle aziende al cui interno si registrino irregolarità nei confronti di lavoratori minori o si scoprano a lavorare adolescenti al di sotto dei 15 anni; modalità che dovrebbero prevedere il monitoraggio di quelle aziende per almeno un triennio al fine di svolgere un’opera vera di disincentivazione per le altre che avessero la medesima intenzione.
    Siamo consapevoli che è una "piccola" proposta, ma siamo anche convinti che è necessario partire da dove si può iniziare subito, con la certezza di ottenere risultati spendibili e confrontabili. Da tempo si parla della necessità di passare dal welfare assistenziale al welfare delle opportunità: ci pare che questo potrebbe rappresentare un punto d’avvio di indiscutibile valore: etico, ma non solo.

    (1) "Rapporto sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale - anno 2004", Commissione di Indagine sull’Esclusione Sociale - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. http://www.welfare.gov.it/EaChannel/...erta070605.htm
    (2) "Indagine ISTAT 2000 – Bambini, lavori e lavoretti - Verso un Sistema Informativo sul Lavoro Minorile, primi risultati", ISTAT – Ministero del lavoro e delle politiche sociali, giornata internazionale sul lavoro minorile, 12 giugno 2002.
    (3) "Osservatorio sul Lavoro Minorile", diramazione della Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia. http://www.osservatoriolavorominorile.it
    (4) "Indagine IRES-CGIL : 400 mila bambini sfruttati in Italia" – www.rassegna.it 14 aprile 2004
    (5) "Lavoro minorile: le misure legislative e le politiche a favore dell’inclusione sociale, Osservazioni e Proposte" - Rapporto CNEL 2005. http://www.cnel.it/
    (6) Sistema Informativo "Excelsior", Unioncamere, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unione Europea (FSE). http://excelsior.unioncamere.net/
    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1708.html

  5. #105
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    ottimo articolo, il primo.

  6. #106
    Komunista Estetizzante
    Data Registrazione
    07 Apr 2005
    Località
    Cavriago-Reggio Emilia
    Messaggi
    12,096
     Likes dati
    136
     Like avuti
    1,190
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Intanto i cinesi per non sapere ne leggere ne scrivere stanno boicottando le merci francesi. Qui una manifestazione anti-francese davanti ad un super-market francese carrefur

    guardate ik video sul cyber-movimento anti-occidentale in Cina.

  7. #107
    Teppista
    Data Registrazione
    14 Apr 2009
    Località
    Frivolezza & Libertà
    Messaggi
    35,074
     Likes dati
    3,890
     Like avuti
    4,809
    Mentioned
    90 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Questa discussione sta raggiungendo livelli di follia inaspettati.
    L'esaltazione del lavoro minorile... ma vi rendete conto di quello che dite?

  8. #108
    email non funzionante
    Data Registrazione
    30 Jul 2009
    Messaggi
    6,459
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da catartica Visualizza Messaggio
    Questa discussione sta raggiungendo livelli di follia inaspettati.
    L'esaltazione del lavoro minorile... ma vi rendete conto di quello che dite?
    Secondo me no Caty!

    Ora pero' la moda e' questa.


    Per fortuna non ho mai seguito le mode!

  9. #109
    Guardia Rossa
    Data Registrazione
    26 Jul 2006
    Località
    Genova
    Messaggi
    5,237
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da catartica Visualizza Messaggio
    Questa discussione sta raggiungendo livelli di follia inaspettati.
    L'esaltazione del lavoro minorile... ma vi rendete conto di quello che dite?
    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    Secondo me no Caty!

    Ora pero' la moda e' questa.


    Per fortuna non ho mai seguito le mode!
    quoto entrambi

  10. #110
    Komunista Estetizzante
    Data Registrazione
    07 Apr 2005
    Località
    Cavriago-Reggio Emilia
    Messaggi
    12,096
     Likes dati
    136
     Like avuti
    1,190
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Forse non si è capito alcune cose:
    1. Oggi esiste un imperialismo "democratico" dei "diritti umani" sempre pronto a portare i "diritti" manu militari. Capisco quei paesi del terzo mondo che quando sentono la parola diritti umani metto un allarme la contraerea.
    2.La presunta lotta contro "lavoro minorile" sempre agli altri, mentre noi ce lo abbiamo in casa, è solo un altro modo per dimostrare che i popoli dei paesi in via di sviluppo sarebbero "INCIVILI" e ci farebbero una presunta concorrenza sleale e non si tiene mai conto del livello di sviluppo di quei paesi.
    3.Il bieco moralismo porterà solo a nascondere la spazzatura sotto il tappeto. invece di risolvere i problemi.
    4.A forza di luoghi comuni ci faremo sorpassare da quei paesi in fatto di diritti.

 

 
Pagina 11 di 13 PrimaPrima ... 101112 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Vi identificate in questo discorso del 1918?
    Di Cattivo nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 05-10-12, 17:56
  2. che ne dite di queste idee di riforma?
    Di Haxel nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 16-01-11, 21:36
  3. in quale simbolo vi identificate ?
    Di Murder_King nel forum Destra Radicale
    Risposte: 52
    Ultimo Messaggio: 16-08-07, 15:24
  4. In quale livello politico vi identificate maggiormente?
    Di Spirit nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 28-09-04, 09:25
  5. con quali personaggi vi identificate di +?
    Di Aryan nel forum Destra Radicale
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 08-02-03, 17:42

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito