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I giornali scrivono quello che vogliono ed è normale e sano che sia così.
C'è da dire che se vogliamo trovare dei giornali ostili (o come minimo molto critici) nei confronti di Berlusconi, non c'è bisogno di uscire dai confini dell'Italia, c'è l'imbarazzo della scelta, a cominciare dal Corriere e da Repubblica.
Quello che mi stupisce (e, devo dire, mi infastidisce) è che in Italia si citino i pareri di giornali inglesi o americani, etc. etc. (ovviamente solo quando vanno in una certa direzione) come se fossero le tavole dei 10 comandamenti.
I cittadini italiani vivono, lavorano e pagano le tasse in Italia, hanno bisogno che sia un giornale straniero a dire loro come si vive, si lavora e si pagano le tasse nel loro stesso paese? Certo, l'esperienza di ognuno è limitata e non può rappresentare, da sola, quella dell'intero paese...ma troverei illogico che un elettore italiano votasse in base a quello che c'è scritto sull'Economist o sul New York Times.
Così come troverei illogico che un americano formasse le sue opinioni su quello che avviene sullo scenario politico a stelle e strisce leggendo la pagine degli esteri del Corriere o di Repubblica.
Questo continuo citare i giornali stranieri per capire e interpretare quello che succede in Italia mi fa venire in mente qualcuno che, pur avendo la finestra spalancata, guarda il canale del meteo per decidere se uscire con l'ombrello chiuso o con l'ombrello aperto.