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    Predefinito Così antifascisti da sembrare fascisti

    Così antifascisti da sembrare fascisti
    di Michele Brambilla

    Qualcuno la attribuisce a Mino Maccari, qualcun altro a Ennio Flaiano. Ma se la paternità della battuta è incerta, l’efficacia è a volte certissima: «In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti».
    Quello di cui ci occupiamo oggi è uno di quei casi in cui la battuta funziona. Lo raccontiamo prendendo per mano il lettore, accompagnandolo passo dopo passo, perché altrimenti in lui sorgerebbe il dubbio di essere finito su scherzi a parte. Invece è tutto vero, come si può facilmente verificare.
    Basta entrare in Internet e collegarsi al sito ufficiale dell’Anpi, associazione nazionale partigiani: www.anpi.it. Parlo dell’Anpi nazionale, non di una qualche sezione locale gestita magari da un tizio un po’ sopra le righe.
    Dunque. Entrate nel sito, vi apparirà una home page e sentirete in sottofondo le note di fischia il vento/ urla la bufera/ scarpe rotte/ eppur bisogna andar. È una musica che desta una certa emozione, lo dico senza alcuna ironia, anche don Camillo si commuoveva quando dalla piazza del paese arrivavano le note dell’Internazionale suonata dalla banda comunale.
    Torniamo alla home page dell’Anpi. La prima notizia è l’annuncio della manifestazione programmata per il 25 aprile. Un link rimanda al «Manifesto unitario delle forze democratiche antifasciste»: è il documento ufficiale della «grande manifestazione nazionale», in programma a Milano venerdì prossimo.
    Il manifesto comincia con un ricordo dei giorni che furono. Il nazifascismo, la lotta di liberazione, il sacrificio di decine di migliaia di partigiani, infine il risultato di quella lotta: la Costituzione («fra le più avanzate di quelle esistenti») e la nascita della democrazia. Dopo di che si arriva ai giorni nostri. E qui citiamo testualmente dal «manifesto unitario»:
    «Ma a sessant’anni dal primo gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l’Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento. Permangono, d’altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i “repubblichini”, sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati (...).
    Conclusione: «Per questi motivi, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il 25 aprile anniversario della Liberazione assume il valore di una ricorrenza non formale. Nel ricordo dei Caduti ci rivolgiamo ai democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese».
    Dunque quella di venerdì non sarà la solita commemorazione della Resistenza, ma una ricorrenza «non formale», una manifestazione «straordinaria». Questo perché il momento è eccezionale, «l’Italia sta correndo nuovi pericoli», «la tenuta del sistema democratico» è «a rischio». Berlusconi come Mussolini? Bossi come Hitler? Maroni come Kesselring? Alemanno come Kappler?
    Ci sarebbe da sorridere, se non fosse che ogni volta che il centrodestra vince le elezioni in Italia si rispolverano bella ciao e lo spettro delle deportazioni, la fine della democrazia e il ritorno del mito della razza. Ci sarebbe da sorridere, se non fosse per l’impressionante dispiegamento di firme a sostegno di questo «manifesto unitario» che chiama l’Italia in piazza contro la ri-nascente dittatura: oltre all’Anpi e a tutte le associazioni combattentistiche e partigiane, Pd, Prc, Sdi, PdCI, Sd, Verdi, Italia dei Valori, Cgil, Cisl e Uil, Arci, Acli e tanti altri ancora, abbiamo citato solo quelli che rappresentano tutto il centro sinistra e la sinistra istituzionali. Ieri il segretario della Uil Lombardia si è dissociato, e c’è da sperare che oggi molti altri seguano il suo esempio.
    Purtroppo però l’equiparazione vittoria del centrodestra-fine della democrazia non è solo una trovata di qualche funzionario dell’Anpi e di partito, ma una fissazione di gran parte del mondo progressista italiano, specie quello più influente nei giornali, nella cultura, nel mondo degli spettacoli. Fissazioni che danneggiano anche (e forse soprattutto) la stessa memoria storica della lotta al nazismo e al fascismo; certamente la danneggiano più di qualsiasi testo revisionista. La Resistenza viene gettata nel ridicolo non dai libri di Giampaolo Pansa, paragonato a uno Starace quando non a un Goebbels, ma da questi «comitati permanenti» sempre in lotta contro orbaci e camicie nere che esistono solo nella loro fantasia.
    Accanto al ridicolo c’è però un aspetto inquietante. Nel «Manifesto unitario», così come in tanti discorsi o articoli, si fa riferimento ai valori della democrazia, ma i primi a non rispettare la democrazia, e a invocare contro di essa l’uso della piazza, sono proprio coloro che non accettano l’esito di una consultazione elettorale. Chi va a governare ci va perché così ha voluto il popolo italiano, non perché ha fatto un colpo di Stato. E se si giustifica l’esito del voto con i «condizionamenti» delle televisioni, si torna a cadere nel ridicolo: da quando c’è il bipolarismo, si è andati a votare cinque volte, e gli italiani hanno sempre scelto una volta una coalizione, e una volta quell’altra.
    Priva al tempo stesso del senso del ridicolo e dell’accettazione della volontà popolare, è questa sinistra - più che Maccari o Flaiano - ad aver dato vita al detto popolare secondo il quale tra fascisti e antifascisti, perlomeno quanto a intolleranza, non c’è poi tanta differenza.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=256446

  2. #2
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    Anche i ragazzini vengono arruolati tra i partigiani
    di Diego Pistacchi

    L’associazione che riunisce i partigiani d’Italia, ha abolito la carta d’identità. Non importa aver fatto la guerra di liberazione. Per diventare socio l’importante è essere "antifascista"

    Bisognava inventare qualcosa prima che i panda si mobilitassero per salvare i partigiani dall’estinzione. Più che il buco nell’ozono o la cattiveria dell’uomo avrebbe avuto buon gioco la carta d’identità, e così l’Anpi, l’associazione che riunisce i partigiani d’Italia, ha abolito la carta d’identità. Non importa aver fatto la guerra di liberazione, vale anche chi il fucile l’ha imbracciato solo al tirassegno della festa dell’Unità. Per diventare socio l’importante, lo dice lo statuto riveduto e corretto alla bisogna, è che si riconoscano «i valori fondanti dell’Anpi», cioè essere «antifascista». E pagare la tessera, naturalmente. Perché salvare l’Anpi significa salvare i fiumi di euro che arrivano dalle casse pubbliche. Così dal congresso nazionale del 2006 l’Anpi ha potuto invertire la tendenza, cercando di non chiudere più le sezioni per l’elevato tasso di mortalità.

    Non che fosse sufficiente cambiare lo statuto per fare soci. Ecco perché si è sempre più accettato che le sedi diventassero circoli ricreativi, veri e propri dopolavori con annessi ristoranti, club sportivi, scuole di arti orientali. Un partito ombra, per dirla con un’espressione cara a Walter Veltroni. Al punto che all’Anpi ora vanno persino strette le feste di borgata e le salsicciate fuori porta. Se il Pd ha ereditato la Festa dell’Unità, da quest’anno anche i partigiani si sono fatti la loro bella «Festa nazionale». Dal 20 al 21 giugno a Gattatico, provincia rossa di Reggio Emilia, l’appuntamento è al museo-casa Cervi. «Una grande e bella novità per la nostra associazione», è stata la benedizione impartita da Tino Casali, presidente nazionale Anpi, uno dei partigiani originali, sempre più minoranza.

    Il fil rouge della festa? Sempre quello: come tirare avanti. «Il significato dell’essere partigiani oggi», naturalmente. E quindi fare attenzione all’«analisi della comunicazione, tra circoli e verso la gente, non solo in relazione al progresso tecnologico e informatico, ma anche nelle modalità di approccio e di coinvolgimento dei giovani». L’addio monti è servito nel manifesto programmatico della festa. Quello che oltre al manifesto con Armando Cossutta e un girotondo di under 50, si è dato anche un logo. Falce e moschetto? Macché. Un gioco di accenti, trattini, lettere cerchiate e sciarade che i partigiani che hanno fatto la resistenza potrebbero confondere con la pubblicità del supermercato sotto casa. Perché la festa nazionale deve essere «Re-esistenze», o ancora «Democrazia e/è antifascismo». Resistenza, ma anche esistenza, sopravvivenza. Democrazia e antifascismo sono la stessa cosa, ma anche due cose distinte e unite.

    La politica del «ma anche» che serve pure quando si parla di valori. Va bene salvaguardare i principi d’antan, ma anche le necessità di cassa. Così non basta più cantare, andare al corteo del 25 aprile col fazzoletto rosso al collo, ma bisogna anche firmare qualche giorno dopo quando si fa la dichiarazione dei redditi. La campagna del «cinque per mille» diventa una priorità per questa nuova stagione di resistenza. «È importante firmare anche se il calcolo della tua Irpef è pari a zero o a credito», avverte il volantino con cui si chiede ai compagni di firmare e fare firmare in favore dell’Anpi. Poi magari il presidente della sezione sarà un venticinquenne per il quale il 25 aprile è soprattutto la liberazione dal compito in classe di matematica. O per il quale «O bella ciao» devono averla copiata da «chi non salta è...» che la domenica canta allo stadio. Ora e sempre resistenza.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=256661

  3. #3
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    tutto vero. L'ANPI rappresenta insieme a tante alte cose il peggio dell'Italia.
    purtroppo si continua con l'atteggiamento ignorante e scorretto di utilizzare il termine "fascista" per catalogare qualsiasi cosa negativa vi sia al mondo.
    anche se non fossi un simpatizzante di quel periodo storico non mi piacerebbe utilizzare un termine che ha un significato preciso per etichettare chiunque.
    Piuttosto che si usi il termine "antidemocratici, intolleranti".

  4. #4
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    quando mi capita di passare davanti a una sede anpi parte la pernacchia alla sordi!

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Plissken85 Visualizza Messaggio
    tutto vero. L'ANPI rappresenta insieme a tante alte cose il peggio dell'Italia.
    purtroppo si continua con l'atteggiamento ignorante e scorretto di utilizzare il termine "fascista" per catalogare qualsiasi cosa negativa vi sia al mondo.
    anche se non fossi un simpatizzante di quel periodo storico non mi piacerebbe utilizzare un termine che ha un significato preciso per etichettare chiunque.
    Piuttosto che si usi il termine "antidemocratici, intolleranti".

    Non credo che l'ANPI costituisca il peggio dell'Italia, anzi. Quella che ha significato la guerra di liberazione in Italia non da sottovalutare (anche se l'Italia, lo ribadisco l'hanno liberata gli americani). Quello che trovo sbagliatp è voler far passare quello che in realtà non è. Primo luogo, i tropp spesso ignorati crimini dei partigiani, che nonostante tutto non avevano nessun diritto, dopo il 25 aprile di massacrare tuttii fascisti o ex fasciscisti che gli capitavano a tiro. In secondo luogo la negatività dell'ANPI, sta nella pretesa universalizzante di quei valori, che o sono quei valori o si è fascisti. Qualcuno dovrebbe spiegare all'ANPI che esiste qualcosa che si chiama dissenso, ma non per forza questo vuol dire che si è fascisti. Dall'altronde ancheloro hanno dissentito dal fascismo, qundi che sono fascisti pure loro???

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Carmine... Visualizza Messaggio
    Non credo che l'ANPI costituisca il peggio dell'Italia, anzi. Quella che ha significato la guerra di liberazione in Italia non da sottovalutare (anche se l'Italia, lo ribadisco l'hanno liberata gli americani). Quello che trovo sbagliatp è voler far passare quello che in realtà non è. Primo luogo, i tropp spesso ignorati crimini dei partigiani, che nonostante tutto non avevano nessun diritto, dopo il 25 aprile di massacrare tuttii fascisti o ex fasciscisti che gli capitavano a tiro. In secondo luogo la negatività dell'ANPI, sta nella pretesa universalizzante di quei valori, che o sono quei valori o si è fascisti. Qualcuno dovrebbe spiegare all'ANPI che esiste qualcosa che si chiama dissenso, ma non per forza questo vuol dire che si è fascisti. Dall'altronde ancheloro hanno dissentito dal fascismo, qundi che sono fascisti pure loro???
    Prima dici che l'anpi non costituisce il peggio dell'Italia; poi parli dei crimini partigiani;evidenzi la negatività dell'anpi sui valori a "senso unico". Scusami ma non riesco a starti dietro.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da kidd85 Visualizza Messaggio
    quando mi capita di passare davanti a una sede anpi parte la pernacchia alla sordi!
    Io li evito proprio.

  8. #8
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    L'ANpi è un ente inutile che grava sulle Casse dello stato per diversi milioni. All'Anpi si devono aggiungere i vari istituti storici per la resistenza che gravano sulle casse di Regioni e Province, che rimangono in vita solo per percepire emolumenti, con qualche convegno e qualche pubblicazione poco seria e di alcun valore scientifico. Basta che uno studioso di storia contemporanea inserisca nei suoi libri fumosi riferimenti ai valori della resistenza ed altre menate di tal fatta, lo sottoponga al compiacente comitato scientifico degli istituti storici e zac, parte il finanzniamento che rende possibile la stampa dei libri. Sooldi che potrebbero essere tranquillamente stornati alle casse delle case editrici come contributi per l'editoria scientifica, senza che le opere passino dalla più o meno velata censura (di fatto) dei comitati scientifici.
    La questione delle carte di identità è una vergogna tipicamente italiana. Come qualsiasi associazione combattentistica, che campa sulle quote degli iscritti, dovrebbe essere trattata l'Anpi. ALtro e più serio discorso andrebbe fatto sui cosiddetti valori. Ma non mi sembra questo il luogo.
    Aveva ragione Flaiano, i fascisti si dividono in fascisti ed antifascisti. Io aggiungo altro. Gli antifascisti costituiscono la categoria peggiore dei fascisti, in quanto ne hanno mutuato non i valori, ma i metodi antidemocratici e violenti, le intimidazioni, l'esclusione culturale e la morte civile per chi la pensi differentemente.
    Il 25 aprile è la Festa di San Marco. Io, come sempre, lavorerò, perchè non mi riconosco nei valori e nel significato civile di quella ricorrenza. Andare a mare o in villeggiatura significa comunque riconoscere un certo significato, velatamente civile, alla ricorrenza.
    Se vogliono fare casino nelle piazze i comunisti trobati alle elezioni e brutalizzati dall'Italia della quale ritengono di costituire la parte migliore, si accomodino. Nella speranza che anche il dissenso sia manifestato pacificamente. Il Ministro dell'Interno continua ad essere Amato. LE eventuali responsabilità per incidenti cadranno solo ed esclusivamente su di lui e sul governo di centrosinistra che l'Anpi appoggia.
    Aboliamo questa lugubre ricorrenza di morte e di gente che si gratifica solo nel sentirsi ebbra del sangue fraterno versato.
    Leggendo certe sparate sul forum di destra radicale mi verrebbe da dire che anche alcuni forumisti sono talmente fascisti da sembrare antifascisti.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da il Federale Visualizza Messaggio
    L'ANpi è un ente inutile che grava sulle Casse dello stato per diversi milioni. All'Anpi si devono aggiungere i vari istituti storici per la resistenza che gravano sulle casse di Regioni e Province, che rimangono in vita solo per percepire emolumenti, con qualche convegno e qualche pubblicazione poco seria e di alcun valore scientifico. Basta che uno studioso di storia contemporanea inserisca nei suoi libri fumosi riferimenti ai valori della resistenza ed altre menate di tal fatta, lo sottoponga al compiacente comitato scientifico degli istituti storici e zac, parte il finanzniamento che rende possibile la stampa dei libri. Sooldi che potrebbero essere tranquillamente stornati alle casse delle case editrici come contributi per l'editoria scientifica, senza che le opere passino dalla più o meno velata censura (di fatto) dei comitati scientifici.
    La questione delle carte di identità è una vergogna tipicamente italiana. Come qualsiasi associazione combattentistica, che campa sulle quote degli iscritti, dovrebbe essere trattata l'Anpi.

    (...)

    Aboliamo questa lugubre ricorrenza di morte e di gente che si gratifica solo nel sentirsi ebbra del sangue fraterno versato.
    Non mi resta che quotare, come spesso avviene, l'amico Federale, perchè ha già detto tutto lui.

    Pochi giorni fa ho anticipato le ennesime pagliacciate da bestiario "resistenziale" aprendo un 3d su Berlusconi presidente in pectore e il falso storico del 25 aprile. Ho potuto leggere ottimi intreventi di amici non fascisti ma nemmeno piegati alla lugubre e al contempo ridicola retorica del 25 aprile, e mi auguravo (lo auspico tutt'ora) che Berlusconi mantenga fede alla onorevole abitudine, unico presidente del Consiglio italiano nella storia repubblicana, di non recarsi alle vergogonose celebrazioni del 25 aprile, in quanto trattasi di festa di parte, di una fazione che ha avuto il sopravvento e ha continuato a spargere sangue innocente anche dopo quella data.

    Ribadisco ormai a costo della noia di essere additato come fascista o peggio, revisionista (invocata spesso da coloro che si autocelebrano e celebrano gli assassinii più brutali dell'ultimo sessantennio): nè col fascismo, nè con l'antifascismo. O almeno, non con QUESTO antifascismo, nato su migliaia di morti innocenti che ebbero l'unica colpa di trovarsi dalla parte sbagliata l'indomani del 25 aprile.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da odal61 Visualizza Messaggio
    Prima dici che l'anpi non costituisce il peggio dell'Italia; poi parli dei crimini partigiani;evidenzi la negatività dell'anpi sui valori a "senso unico". Scusami ma non riesco a starti dietro.

    il filo del discorso è che i valori della resistenza sono fondamenti la nostra Repubblica. Il problema sorge quando non si vuole riconoscere che esistono altre opinioni oltre alla propria. Riconoscere i valori della resistenza fa bene a tutti, ma non per forza devono essere universali... capisci il dscorso??

 

 
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