Povero Brunik...
Leggete qui, le cose mica le nascondiamo... non siamo viscidi come lui!
Preso il rapinatore delle prostitute
Vigevano, un cameriere 27enne accusato di tre aggressioni
di Anna Mangiarotti
VIGEVANO. Un rapinatore "seriale" di prostitute. Matteo Fasto, 27 anni, di Gudo Visconti, di professione fa il cameriere: è accusato di aver rapinato 3 ragazze slave in un anno e mezzo, prima di essere arrestato dalla polizia che l'ha prelevato a casa sua. L'ultimo episodio è avvenuto nel pomeriggio di lunedì, alla Belcreda: la vittima ha rischiato di essere violentata, oltre che derubata di 400 euro.
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VIGEVANO. Un rapinatore "seriale" di prostitute. Matteo Fasto, 27 anni, di Gudo Visconti, di professione fa il cameriere: è accusato di aver rapinato tre ragazze slave in un anno e mezzo, prima di essere arrestato dalla polizia che l'ha prelevato ieri a casa sua. L'ultimo episodio è avvenuto nel pomeriggio di lunedì, alla frazione Belcreda: la vittima ha rischiato di essere violentata, oltre che derubata di 400 euro sotto la minaccia di una pistola. Ha evitato lo stupro dicendo di essere malata.
Il giovane cameriere è arrivato alla Belcreda su uno scooter Peugeot verde, verso le cinque del pomeriggio. Fingendosi un cliente ha abbordato P.M., 26 anni, albanese irregolare che lavora abitualmente sulla strada provinciale 206, alla frazione Belcreda. La ragazza vive a Gambolò: è un'immigrata irregolare ma non può essere rimpatriata "per ragioni di giustizia". Aveva infatti già denunciato altre rapine subìte in passato, sulle quali ci sono indagini in corso.
Comunque: il finto cliente ha concordato la prestazione, poi con la ragazza ha raggiunto una cascina disabitata poco distante.
Dove ha minacciato la ragazza, puntandole una pistola alla nuca per farsi consegnare i 400 euro che aveva nella borsetta. Poi, secondo le accuse Matteo Fasto avrebbe preteso di aver comunque un rapporto con l'albanese, e ha cominciato a malmenarla. Per salvarla, lei gli ha raccontato di essere gravemente malata. Allora il cameriere si è allontanato sul suo scooter. Ma le urla della ragazza durante il tentativo di violenza erano state sentite da un automobilista 67enne, che ha raggiunto la cascina ascoltando il racconto della ragazza. Poi il pensionato è riuscito a intercettare il motorino sulla statale 494, annotando in parte il numero di targa prima che il ciclomotore sparisse nel traffico.
Poi ha chiamato la polizia: sono partite le indagini coordinate dal vice questore Nicola Zupo, dirigente del commissariato e dall'ispettore Luigi Zucca, responsabile dell'ufficio Anticrimine.
Sono bastate 12 ore per fermare il presunto aggressore della ragazza rapinata alla Belcreda. Verificando che Matteo Fasto è accusato anche di altre due rapine: una delle quali mai denunciata, scoperta proprio grazie agli accertamenti della polizia su quest'ultimo episodio.
Le verifiche partite dopo la segnalazione dell'automobilista hanno individuato una targa di scooter intestata a Matteo Fasto, già arrestato nel marzo 2001 per la rapina a una prostituta slava, nell'hinterland Milanese. Il cameriere è stato prelevato ieri all'alba nella sua abitazione di Gudo Visconti (Milano) dagli agenti del commissariato. E' stato organizzato un "confronto all'americana" e la vittima l'ha riconosciuto.
Anche l'automobilista ha "riconosciuto" lo scooter (trovato dagli agenti sotto casa di Matteo Fasto e sequestrato) e il casco che indossava. Si è ricordata di lui anche una lucciola macedone di 24 anni, amica della ragazza aggredita lunedì: la prostituta macedone era stata rapinata due mesi fa, sempre alla frazione Belcreda, sotto la minaccia di un coltello a serramanico ma non aveva presentato denuncia. Matteo Fasto è stato trasferito al carcere dei Piccolini.
E ancora... questo qua è un settantenne di Trento che ha violentato una donna di 49 anni, una sua amica.
Bella cosa, fare amicizia con un polentone!
Incontra l'amica e la violenta: settantenne in cella
Il fatto una settimana fa a casa della vittima. Indagini condotte dai carabinieri
TRENTO. Un settantenne di Trento, incensurato, R.S. le iniziali, è stato arrestato dai carabinieri per violenza sessuale. Ad accusare l'anziano una donna di 49 anni di Trento. La violenza si sarebbe consumata una settimana fa nell'appartamento dove vive la vittima. Pochi giorni dopo il grave fatto, al termine delle indagini coordinate dal pm Davide Ognibene, il gip Marco La Ganga ha disposto gli arresti domiciliari per il settantenne.
Le indagini sono partite dopo che la donna si è presentata al pronto soccorso dell'ospedale S.Chiara. Ai medici ha raccontato di essere stata violentata. Il fatto è stato subito segnalato ai carabinieri. I militari si sono presentati dalla signora e si sono fatti raccontare cos'era accaduto. La vittima e il presunto violentatore si conoscevano. Tanto che in alcune occasioni si erano già incontrati. Una settimana fa l'ultimo appuntamento a casa della vittima.
L'anziano avrebbe approcciato in modo pesante la signora. Di fronte al suo rifiuto - ha raccontato la vittima - il settantenne non si è fermato. Avrebbe immobilizzato l'amica e l'avrebbe violentata. Secondo la testimonianza della donna ci sarebbe stata una violenza completa, anche se non c'è un referto medico che possa provare questa versione dei fatti.
Dopo il drammatico racconto della vittima sono state avviate le indagini che ieri hanno portato all'arresto. Il settantenne rischia una pena da cinque a dieci anni di reclusione.
E tutto questo cosa vuol dire? Inutile che insistiamo sul fatto che in Italia la feccia terronica e polentonica si macchia di delitti anche gravi, sono cose che sappiamo, ma questo non giustifica affatto che la feccia immigrata debba venire da fuori ad aggravare la situazione!
Pensate che Brunik, con la sua unica cellula neuronale, possa mai arrivare a capirlo?




2010:
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orda insaponata e primo palo della luce!


