Non la si può fermare...le si può solo far perdere tempo


Non la si può fermare...le si può solo far perdere tempo


IVORIANA STUPRATA DA TERRONE
http://espresso.repubblica.it/dettag...tana/2011693/6


PADANO QURANTASETTENNE STUPRA NONNA OTTANTASETTENNE
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=251647








ALLARME DAL TRIBUNALE DI VENEZIA
Centinaia di decreti penali a rischio prescrizione perché manca il personale addetto alle notifiche
Venezia
(gla) Centinaia di fascicoli processuali a rischio prescrizione per mancanza di personale amministrativo in grado di notificare in tempo i decreti penali di condanna emessi dall'ufficio del giudice delle indagini preliminari di Venezia.
Lo denuncia il presidente della sezione Gip, Giandomenico Gallo, in una lettera trasmessa nei giorni scorsi al presidente del Tribunale, Attilio Passannante, nonché al procuratore generale, Ennio Fortuna, e alla presidente della Corte d'Appello, Manuela Romei Pasetti. Il dottor Gallo è seriamente preoccupato: ad occuparsi delle migliaia di decreti penali emessi dai giudici e giacenti in cancelleria, vi è un solo addetto, coaduivato da un secondo a mezzo servizio. Troppo poco per poter far fronte alla gran mole di lavoro, con il risultato che i termini di prescrizione rischiano di scadere (con decreto penale vengono puniti i reati minori che "scadono" spesso in soli tre anni), lasciando impuniti numerosi fatti illeciti, ma anche facendo perdere allo Stato somme ingenti di denaro, centinaia di migliaia di euro: le pene inflitte con decreto penale, infatti, sono infatti sanzioni pecuniarie. Il presidente dei Gip chiede maggiori risorse umane (in Tribunale manca il 25 per cento dei cancellieri) e lamenta che un ufficio così delicato sia stato confinato nei locali di piazza San Marco, lontani dalla sede centrale di Rialto.
Nel frattempo, i Vigili del fuoco hanno consegnato la loro relazione sulla situazione del Palazzo di giustizia di Venezia, nei cui corridoi sono accatastati centinaia di fascicoli per i quali non vi è spazio negli armadi: secondo i pompieri vi è un concreto rischio d'incendio e, per questo motivo, hanno sollecitato una rapida rimozione delle carte e la sistemazione delle uscite di sicurezza.
http://www.gazzettino.it/VisualizzaA...-4-25&Pagina=3
ah...povero...è solo due anni che il ministero è in mano alla sinistra


Però. è curioso e anche poco piacevole. Scandaloso non si può dire. Ormai ,per dimostrare una tesi, non si disserta: si massacra. Qualcuno a caso.Basta che faccia chiasso.
Se ti scandalizzi ,mangi banane, e alla lunga fanno male.


per gli idioti che danno la colpa a berluskoni & c.
Padova
NOSTRA REDAZIONE
Chi ...
Padova
NOSTRA REDAZIONE
Chi ha spalancato le porte della galera a tredici pericolosi malviventi moldavi e romeni, che facevano parte di una banda di violenti saccheggiatori? Ieri mattina il primo a telefonare a palazzo di Giustizia è stato il procuratore generale, Ennio Fortuna. Ha chiesto al procuratore Pietro Calogero una dettagliata relazione sulla scarcerazione, per decorrenza dei termini, dei tredici imputati. Poi è arrivata la telefonata del presidente della Corte d'appello, Manuela Pasetti, al presidente del Tribunale Pier Luigi Cristina. Anche a lui è stata chiesta una relazione.
A palazzo di Giustizia si sta cercando di ricostruire il grave disguido che c'è stato tra la Procura della Repubblica e l'Ufficio del giudice delle indagini preliminari. «Non doveva accadere», dice il procuratore generale Fortuna. Se fossero stati rinviati a giudizio in tempo, i tredici malviventi sarebbero rimasti in carcere.
Le indagini erano state condotte dalla Squadra mobile. Era stata individuata l'intera organizzazione. Trentasette gli imputati. Il 23 ottobre con un'ordinanza di ben 230 pagine del giudice delle indagini preliminari Cristina Cavaggion (che non c'entra con la spiacevole vicenda) gli investigatori avevano arrestato 23 persone. Dall'ottobre a oggi il fascicolo è rimasto nell'ufficio del pubblico ministero Roberto Lombardi. Si dovevano fare indagini tanto complicate e lunghe? Perchè non si è tenuto conto dei tempi necessari all'Ufficio delle indagini preliminari per la fissazione dell'udienza preliminare?
Insomma, i 42 faldoni del fascicolo sono scesi dal Gip solo il pomeriggio di venerdì 4 aprile. A parte la montagna di atti da studiare, c'è anche il tempo del "termine a comparire". Vale a dire che devono passare dieci giorni dall'invio dell'avviso di fissazione all'udienza preliminare, e non si devono contare il giorno dell'invio e quello della notifica. Conclusione, al Gip non ce l'hanno fatta. Tanto che il pubblico ministero Lombardi è stato subito informato (con una nota a firma del coordinatore dei giudici) che non sarebbero riusciti a fissare l'udienza preliminare in tempi utili.
«Va detto - aggiunge il procuratore generale Fortuna - che l'ufficio dei Gip a Padova è costretto a lavorare in condizioni drammatiche. È uno degli uffici più "carichi" d'Italia. Ma devo anche aggiungere che se tra giudice e pubblico ministero ci fosse stata maggiore collaborazione non si sarebbe arrivati a queste spiacevoli conseguenze. Adesso ho il dovere di trasmettere gli atti al ministero di Grazia e Giustizia e al procuratore generale della Cassazione: saranno loro a trarre le conclusioni».
Tra i risvolti della vicenda c'è anche quello politico. È severo il giudizio dell'avvocato Elisabetta Casellati, senatrice del Pdl. «Emerge ancora una volta un problema che abbiamo più volte segnalato anche durante la nostra campagna elettorale: una giustizia ormai inefficiente che va riformata, che dà la dimensione di una sostanziale impunità, che rende il nostro Paese il centro di attrazione della criminalità, come in parte già è, e offre all'opinione pubblica la sensazione che rivolgersi alle istituzioni dello Stato sia quasi inutile perchè il cittadino non si vede ripagato del torto subito», dice la senatrice. E il Governatore del Veneto, Giancarlo Galan, è ancora più duro. «Prima o dopo, oppure al di là di tanto parlare, ecco che chi la vince alla fine, come sempre, è la più triste realtà. La realtà di un Paese ingiusto, di un Paese dove da troppo tempo non c'è più giustizia e dove non c'è nemmeno la certezza del processo», afferma il presidente della Regione. «Così tredici criminali la fanno franca ed essendo questi criminali romeni e moldavi, nel giro di pochi secondi i cellulari hanno subito trasmesso in Romania la notizia che per davvero l'Italia è il paese dei delinquenti in libertà. E ha grandissima ragione chi inorridisce di fronte al fatto di un Marco Furlan, neonazista assassino di non meno di quindici persone, tornato in libertà nel paese degli assassini in libertà. Non sono bastati sei mesi per riuscire a fissare la data dell'udienza preliminare per la banda criminale che ha imperversato in tutto il Nord Est? Dall'Italia dunque partono messaggi inquietanti verso il mondo della criminalità internazionale, messaggi che il nuovo Governo è chiamato a cancellare, facendo luce però sull'efficienza e sulla lealtà democratica della Magistratura e su Leggi che stanno uccidendo la democrazia nel nostro Paese», dice il Governatore del Veneto.
Lino Lava
http://www.gazzettino.it/VisualizzaA...-4-25&Pagina=3

