Alitalia, il titolo crolla in Borsa
Dopo smentita di Lufthansa su cordata
Nessun contatto e nessun negoziato per entrare in Alitalia: è secca la smentita di Luthansa ad alcune indiscrezioni di stampa secondo cui la compagnia tedesca sarebbe pronta a scendere in campo assieme alla cordata italiana in preparazione in questi giorni. La dichiarazione del del vettore aereo ha fatto crollare il titolo del gruppo della Magliana che è ammesso agli scambi solo all'asta finale e registra un calo del 10,34%.
Stephan Gemkow, direttore finanziario di Lufthansa, ha confermato la valutazione di dicembre, valutazione che "gli sviluppi di questi giorni hanno addirittura rafforzato", secondo la quale per prevalgono gli svantaggi di una acquisizione, soprattutto per quanto riguarda la possibile perdita del rating "investment grade".
Le parole di Gemkow hanno affossato il titolo di Alitalia, già indebolito dopo i "dubbi" espressi dall'Unione europea sul prestito ponte.
UE: NO COMMENT A PAROLE DI BERLUSCONI
Secondo Bruxelles la richiesta di chiarimenti inviata a Palazzo Chigi ha un solo scopo: verificare la presenza o meno nel prestito da 300 milioni di aiuti di Stato incompatibili con le norme Ue.
E sempre a proposito della vicenda, il portavoce della Commissione europea, Johannes Laitenberger, non ha voluto commentare le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, secondo cui l'Unione "deve aiutare a fare le cose giuste e non fare difficoltà". "Non è abitudine della Commissione commentare qualsiasi dichiarazione del dibattito politico interno agli Stati membri" ha puntualizzato. "Da parte nostra, si è limitato a dire, "non ci sono nuove informazioni da dare".
Quando alle voci di una telefonata tra Berlusconi e il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso, Laitenberger ha detto di "non poter confermare nè smentire" perchè il capo dell'esecutivo comunitario è al momento in viaggio in Cina.
BRUXELLES:STIAMO ANALIZZANDO CASO
Sulla questione del prestito è intervenuto anche Michele Cercone, portavoce del commissario Ue ai Trasporti Jacques Barrot. "Stiamo analizzando il caso, anche senza eventuali ricorsi" presentati dalle compagnie concorrenti ha puntualizzato. La Commissione infatti non ha ancora ricevuto alcuna segnalazione da parte di Ryanair, ma - ha fatto sapere - "prende nota" delle intenzioni della compagnia irlandese di opporsi al prestito. " Abbiamo agito immediatamente per accertarci della natura della misura" ha ribadito. Dal canto suo British Airways ha dichiarato che vigilerà sul rispetto delle leggi comunitarie sugli aiuti di Stato. "Seguiremo da vicino la situazione - ha detto un portavoce della compagnia - per assicurarci che si rispettino scrupolosamente le linee indicate dalla Ue".
DECRETO PUBBLICATO SU GAZZETTA UFFICIALE
Intanto sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto legge che dispone il prestito ponte di 300 milioni di euro. Il provvedimento consentirà all'azienda di "far fronte a pressanti fabbisogni di liquidità". Si tratta di "un prestito di breve termine, a condizioni di mercato, della durata strettamente necessaria per non compromettere la continuità operativa" in attesa nuovo Governo. E quando questo avrà assunto "pienezza dei poteri" potrà prendere "le iniziative necessarie per rendere possibile il risanamento e il completamento del processo di privatizzazione della società".
La somma erogata, spiega il decreto, è "rimborsata nel minore termine tra il trentesimo giorno successivo a quello della cessione dell'intera quota del capitale sociale, di titolarità del ministero dell'Economia, e il 31 dicembre 2008". Il tasso di interesse applicato è equivalente, fino al 30 giugno 2008, a quelli adottati dalla Commissione europea mentre dal 1° luglio 2008 al nuovo tasso rivisto dalla stessa Commissione.
Il decreto, firmato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dal presidente del Consiglio, Romano Prodi e dai ministri dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani e dei Trasporti, Alessandro Bianchi, sarà poi presentato alle Camere per la conversione in legge.
DI PIETRO: PRESTITO PONTE ILLEGITTIMO
Del prestito ponte ha parlato anche il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. "Nessuno si deve permettere di prendere dei provvedimenti che siano illegittimi e io ritengo che la forzatura che ancora una volta ha voluto Berlusconi sarà punita dall'Unione Europea, perchè è un aiuto di Stato a tutti gli effetti". "Tutti sono capaci di comprare qualcosa - ha aggiunto Di Pietro - con i soldi degli italiani. Io sono contro l'utilizzo delle istituzioni per fare operazioni illegittime. Credo che l'Unione Europea ci sanzionerà, credo che la cordata non ci sia, credo che alla fine avremo oltre al danno la beffa. Il danno di aver perso Alitalia per non aver aperto al dialogo con Air France. E la beffa di perdere altri 300 milioni a danno dei contribuenti italiani".
http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/a...lo410871.shtml




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