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Discussione: Potenza

  1. #21
    Can che abbaia morde
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    Si, le risposte preconfezionate sono tutte irrimediabilmente scadute. Del resto sono state trovate per rispondere a domande diverse da quelle che oggi ci poniamo. Ci possono essere comunque delle somiglianze e non sarà tutto da buttare, Penso che, in specie , il comportamento medio dell'uomo, sia abbastanza stabile da essere indagato..

  2. #22
    Can che abbaia morde
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    Citazione Originariamente Scritto da Von Clausewitz Visualizza Messaggio
    c'ho messo mezz'ora a ritrovarvi...



    tertium non datur?
    Certe volte (una vita) me lo sono augurato. Non dirò che : non ci credo più! Però sono perplesso, molto perlpesso.

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da assurbanipal Visualizza Messaggio
    Io detesto il bipolarismo ma è il giocattolo , non richiesto che mi hanno regalato. Capisco che possa anche nausearti, ma la poitica è oggi una partita a scacchi tra populisti. a me non piace fare il pedone e neppure lo spettatore attonito
    Personalmente ritengo il referendum Segni la madre di tutte le disgrazie. Oltre alle tante ragioni politiche ed economiche che mi fanno essere per quel proporzionale puro che, in realtà, in Italia non c'è mai stato, sono soprattutto preoccupato con l'idea che sta prendendo piede che la modernità coincida con la semplificazione invece che con la ricerca di comprensione della complessità

  4. #24
    Can che abbaia morde
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    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    Personalmente ritengo il referendum Segni la madre di tutte le disgrazie. Oltre alle tante ragioni politiche ed economiche che mi fanno essere per quel proporzionale puro che, in realtà, in Italia non c'è mai stato, sono soprattutto preoccupato con l'idea che sta prendendo piede che la modernità coincida con la semplificazione invece che con la ricerca di comprensione della complessità
    Altri tempi
    Forse l'ho già detto. Non è che allora la corruzione fosse meno pervasiva e più controllabile. Almeno così a me pare. Era meno urlata. Oggi sembra che il messaggio sia grosso modo questo: siamo tutti del fetenti e ognuno, in guerra contro l'altro, per strappare un brandello dal piatto. Un invito a prendere coscienza della natura belluina della comunità. Ma fermiamoci un istante; quale comunità?
    La democrazia postula una comunità politica che non trova riscontro nella realta dei gruppi coesi intorno ad interessi condivisi. E' una supposizione al limite dell'ingenuità politica. Io credo che possa funzionare per un periodo limitato di tempo con una funzione assimilabuile a quella di una bombola di ossigeno offerta a chi soffoca. Non appena, il moribondo, tira il fiato con l'ausilio della bombola. ricomomincia a progettare il modo di ingannare il suo concittadino, solo formalmenhte amico. .

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da assurbanipal Visualizza Messaggio
    Altri tempi
    Forse l'ho già detto. Non è che allora la corruzione fosse meno pervasiva e più controllabile. Almeno così a me pare. Era meno urlata. Oggi sembra che il messaggio sia grosso modo questo: siamo tutti del fetenti e ognuno, in guerra contro l'altro, per strappare un brandello dal piatto. Un invito a prendere coscienza della natura belluina della comunità. Ma fermiamoci un istante; quale comunità?
    La democrazia postula una comunità politica che non trova riscontro nella realta dei gruppi coesi intorno ad interessi condivisi. E' una supposizione al limite dell'ingenuità politica. Io credo che possa funzionare per un periodo limitato di tempo con una funzione assimilabuile a quella di una bombola di ossigeno offerta a chi soffoca. Non appena, il moribondo, tira il fiato con l'ausilio della bombola. ricomomincia a progettare il modo di ingannare il suo concittadino, solo formalmenhte amico. .
    Credo che la democrazia viva grazie alla virtù dei cittadini. Se non ricordo male, Machiavelli lo riteneve necessario per le repubbliche, che erano un po' le stesse cose. Purtroppo vi sono temi che non comportano risultati ne immediati ne, necessariamente, a vantaggio dell'elettore. Pensiamo alla ricerca scientifica di base, agli aiuti al terzo mondo, alla salvaguardia dell'ambiente mondiale. Occorre allora avere la stessa virtù degl iantichi costruttori di cattedrali che sapevano che non avrebbero visto la fine del loro lavoro. Senza questa virtù, per la democrazia varrebbe soltanto la scettica considerazione di Churchill per cui è il peggiore dei regimi, salvo tutti gli altri. Il bipolarismo accentua il processo all'egoismo di gruppo, oltre a tante altre considerazioni che esulano dal tema. A volte, a proposito di "di quà o di là", mi vien da pensare che i sarti per uomo sono diventati politologi

  6. #26
    Can che abbaia morde
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    C'è qualcosa di difficilmente rimovibile. Qualcosa di eccesivamente stabile che agisce contro la durata democratica.
    E' una forma di pregiudizio che investe il bersaglio meno adatto.
    Mi spiego meglio: la sua instaurazione succede a qualche forma di organizzazione politica.
    Per l'Italia la forma precedente era la monarchia.
    La monarchia fu avvertita (forse) come la parte perdente, quella che aveva avallato scelte sciagurate.
    E' ben vero del resto che queste scelte furono avversate da una minoranza. Gli altri si precipitarono, come è costume ,a urlare la propria indefettibile fedelta al duce. La democrazia quindi succedette alla monarchia nello stesso paese che aveva idolatrato il fascismo.
    E perchè il fascimo abbia riscosso una simile idolatria sarebbe anche presto detto.
    Pose attenzione a chi non ne aveva avuta affatto. Fece entrare nella cittadinanza attiva anche coloro che nessuno si era sognato di interrogare. Non consentì un'interrogazione elettorale. No, questo fu sempre farsa. Ma l'attenzione alle esigenze dell'uomo , dell'uomo organizzato in una qualche forma, questo si.
    Ma l'uomo generico, il più abbondante, perde forse il sonno se qualcuno gli nega individualità? No. E troppo poco individuo per soffrirne. Anzi lo induce in soffrenza la sola presenza di chi si permette di vagliare problemi che altri ha già risolto.
    Nulla lo spaventa maggiormente del pensiero che indaga, Significa infatti riapire una ferita rimarginata e ridurla nuovamente a piaga.
    Ebbene ,la democrazia è oggi rosa dallo stesso cancro che ha devastato nel passato altre forme di organizzazione politica. Sembra che rinserrare le fila isoli il nemico e lo mantenga all'esterno: invece espunge le idee e la possibilità stessa del pensare. Ma questo è sollievo per troppi. Inutile nasconderselo.

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da assurbanipal Visualizza Messaggio
    C'è qualcosa di difficilmente rimovibile. Qualcosa di eccesivamente stabile che agisce contro la durata democratica.
    E' una forma di pregiudizio che investe il bersaglio meno adatto.
    Mi spiego meglio: la sua instaurazione succede a qualche forma di organizzazione politica.
    Per l'Italia la forma precedente era la monarchia.
    La monarchia fu avvertita (forse) come la parte perdente, quella che aveva avallato scelte sciagurate.
    E' ben vero del resto che queste scelte furono avversate da una minoranza. Gli altri si precipitarono, come è costume ,a urlare la propria indefettibile fedelta al duce. La democrazia quindi succedette alla monarchia nello stesso paese che aveva idolatrato il fascismo.
    E perchè il fascimo abbia riscosso una simile idolatria sarebbe anche presto detto.
    Pose attenzione a chi non ne aveva avuta affatto. Fece entrare nella cittadinanza attiva anche coloro che nessuno si era sognato di interrogare. Non consentì un'interrogazione elettorale. No, questo fu sempre farsa. Ma l'attenzione alle esigenze dell'uomo , dell'uomo organizzato in una qualche forma, questo si.
    Ma l'uomo generico, il più abbondante, perde forse il sonno se qualcuno gli nega individualità? No. E troppo poco individuo per soffrirne. Anzi lo induce in soffrenza la sola presenza di chi si permette di vagliare problemi che altri ha già risolto.
    Nulla lo spaventa maggiormente del pensiero che indaga, Significa infatti riapire una ferita rimarginata e ridurla nuovamente a piaga.
    Ebbene ,la democrazia è oggi rosa dallo stesso cancro che ha devastato nel passato altre forme di organizzazione politica. Sembra che rinserrare le fila isoli il nemico e lo mantenga all'esterno: invece espunge le idee e la possibilità stessa del pensare. Ma questo è sollievo per troppi. Inutile nasconderselo.
    Leopoldo Piccardi ricordava di quando risalendo, da volontario, l'Italia con le truppe alleate, un giovine gli chiese cosa avrebbe dovuto fare quando in Italia vi sarebbe stata la democrazia. La risposta fu che sarebbe stato da solo a decidere, che la libertà comporta solitudine e responsabilità Non era forse quella la risposta che il giovine si aspettava e di questa mancanza di certezze nella quale vivono le tante radici della libertà si fanno forti ancora quanti ripropongono mondi di sicurezze. Il fascismo comprese questo, da ex socialista Mussolini comprendeva le esigenze delle masse , ma cercò di deviarle verso i suoi fini, se non furono quelli di un continuo andare avanti per paura del dover fare i conti con la realtà. Si pensi al nuovo ruolo politico delle donne nell'organizzazione fascista dello stato. un aconsiderazione che però finiva con l'assegnarle a qualcosa di già predefinito. Le grandi masse entravano, nello stesso periodo, nella politica di molti altri stati. Non sappiamo cosa avrebbe potuto fare il vecchio Giolitti , se solo avesse avuto a disposizione la radio, forse il fascismo non ci sarebbe stato. Credo però che l'adesione al fascismo aumentò col sorgere di nuove generazioni che l'avevano vissuto dall'interno. La violenza ed il ricatto verso i contrari rimasero sempre nello sfondo, lmancando le voci di opposizione fu più facile credere, o voler credere , che tutto andasse nel migliore dei modi. .

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da assurbanipal Visualizza Messaggio
    C'è qualcosa di difficilmente rimovibile. Qualcosa di eccesivamente stabile che agisce contro la durata democratica.
    E' una forma di pregiudizio che investe il bersaglio meno adatto.
    Mi spiego meglio: la sua instaurazione succede a qualche forma di organizzazione politica.
    Per l'Italia la forma precedente era la monarchia.
    La monarchia fu avvertita (forse) come la parte perdente, quella che aveva avallato scelte sciagurate.
    E' ben vero del resto che queste scelte furono avversate da una minoranza. Gli altri si precipitarono, come è costume ,a urlare la propria indefettibile fedelta al duce. La democrazia quindi succedette alla monarchia nello stesso paese che aveva idolatrato il fascismo.
    E perchè il fascimo abbia riscosso una simile idolatria sarebbe anche presto detto.
    Pose attenzione a chi non ne aveva avuta affatto. Fece entrare nella cittadinanza attiva anche coloro che nessuno si era sognato di interrogare. Non consentì un'interrogazione elettorale. No, questo fu sempre farsa. Ma l'attenzione alle esigenze dell'uomo , dell'uomo organizzato in una qualche forma, questo si.
    Ma l'uomo generico, il più abbondante, perde forse il sonno se qualcuno gli nega individualità? No. E troppo poco individuo per soffrirne. Anzi lo induce in soffrenza la sola presenza di chi si permette di vagliare problemi che altri ha già risolto.
    Nulla lo spaventa maggiormente del pensiero che indaga, Significa infatti riapire una ferita rimarginata e ridurla nuovamente a piaga.
    Ebbene ,la democrazia è oggi rosa dallo stesso cancro che ha devastato nel passato altre forme di organizzazione politica. Sembra che rinserrare le fila isoli il nemico e lo mantenga all'esterno: invece espunge le idee e la possibilità stessa del pensare. Ma questo è sollievo per troppi. Inutile nasconderselo.
    per continuare nella risposta ho fatto confusione ed ho aperto volevo proseguire in una risposta

  9. #29
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    Se ne potrebbe concludere (provvisoriamente) che la libertà non è sempre gradita. Specialmente quando esiga la difesa delle proprie idee.
    Ma intanto occore che:
    quelle idee siano proprie o se non proprie ,altrui, ma condivise,
    che il condividere non produca sofferenze mentali , anche inconscie.
    si rifiuti quella riserva mentale che induce ad accettare il presente per tradirlo domani, ove convenga o necessiti.
    si accetti di pagare qualcosa per la propria libertà piuttosto che vendere quella altrui al prezzo più vile.
    Queste posizioni non sono però così frequenti.
    Sull'onda dell'emozione di un istante, e dell'incoscienza, si può anche gioire per la libertà ritrovata. Poi il fardello inizia a pesare. La libertà del vile è sempre quella dell'altro, mai la sua. E l'invidia e l'odio lo divora.Non dormirà tranquillo finchè non avrà venduto quel che non riesce a sentire come proprio.
    Se non lo posso avere io; che non l'abbia neppure altri. Ma questo, in fondo che cos'è? Egualitarismo mascherato da ...................... Un giacobinismo di destra direbbe uno stronzo.
    E' stolto imporre la libertà. Nessun fardello è così molesto per il vile!
    La vendetta suprema sul vile sarebbe forse questa.:una dittatura che s'informi sui suoi desideri. Senza lasciar capire se le risposte sono approvate o riprovate.

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da assurbanipal Visualizza Messaggio
    Se ne potrebbe concludere (provvisoriamente) che la libertà non è sempre gradita. Specialmente quando esiga la difesa delle proprie idee.
    Ma intanto occore che:
    quelle idee siano proprie o se non proprie ,altrui, ma condivise,
    che il condividere non produca sofferenze mentali , anche inconscie.
    si rifiuti quella riserva mentale che induce ad accettare il presente per tradirlo domani, ove convenga o necessiti.
    si accetti di pagare qualcosa per la propria libertà piuttosto che vendere quella altrui al prezzo più vile.
    Queste posizioni non sono però così frequenti.
    Sull'onda dell'emozione di un istante, e dell'incoscienza, si può anche gioire per la libertà ritrovata. Poi il fardello inizia a pesare. La libertà del vile è sempre quella dell'altro, mai la sua. E l'invidia e l'odio lo divora.Non dormirà tranquillo finchè non avrà venduto quel che non riesce a sentire come proprio.
    Se non lo posso avere io; che non l'abbia neppure altri. Ma questo, in fondo che cos'è? Egualitarismo mascherato da ...................... Un giacobinismo di destra direbbe uno stronzo.
    E' stolto imporre la libertà. Nessun fardello è così molesto per il vile!
    La vendetta suprema sul vile sarebbe forse questa.:una dittatura che s'informi sui suoi desideri. Senza lasciar capire se le risposte sono approvate o riprovate.
    non so sei visto l'altro mio thread che per errore ho battuto col titolo di continuazione di risposta (o simile)era il seguito che ho dovuto staccare , perchè spesso mi salta tutto se piuttosto lungo.
    Credo che saggezza vorrebbe che si operasse perchè quello che chiami il vile lo diventasse un po' meno, e continuo a credere che libertà e democrazia sina gli unice strumenti di autoeducazuone che possano dare un qualche risultato. Del resto quando chiedo libertà per me , chiedo un sistema che la dia a tutti.
    A volte avviene semmai il contrario, i libertari chiedono anche quelle libertà che a loro magari non abbisognano. Penso alla mia militanza per l'introduzione della legge sul divorzio e sulla sua difese, senza pensare minimamente se avrei potuto anch'io essere tra quanti ne avrebbero usufruito. Nel dire che c'è un desiderio nascosto di una guida forte da parte di molti, credo tu abbia ragione, ma è una soddisfazione che faccio il possibile perchè non ce l'abbiano. Poi, sotto la volta stellata c'è spazio per tutti

 

 
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