









Perchè domani non pubblicano anche quate camicie ho, quanti giorni di vacanza ho fatto, che tipo di cucina prediligo e la combinazione delle mie password dell'homebanking? Imbecilli... e poi vietano alle banche di riprendere troppo da vicino con le telecamere per "privacy". Dei ladri, evidentemente.


Oggi non hoi seguito i tg, ma ne hanno parlato o è tutto tabù?






Peer to peer, i redditi restano online
Lo stop del Garante aggirato dalle
reti di condivisione: i dati fiscali dei
contribuenti restano a portata di click
ROMA
Continua la polemica sulla pubblicazione dei redditi degli italiani on line. L'Agenzia delle Entrate aveva messo alla portata di tutti le dichiarazioni del 2005 ma nel giro di poche ore il Garante della privacy aveva imposto lo stop. L’agenzia aveva fatto dietrofront e aveva sospeso tutto. Ma la mossa del Garante potrebbe rivelarsi inutile. La colpa? Al solito: della rete, del peer to peer.
I dati su Internet
Nelle poche ore in cui i redditi sono rimasti consultabili sul sito dell'Agenzai delle Entrare, Internet si è appropriata dei dati. I file sono stati copiati e messi su reti di condivisione. Altri hanno pubblicato i link sui propri blog. E adesso sarà impossibile bloccare l'emorragia dei dati personali. Si scopre così che il più ricco di Roma (almeno secondo il fisco) è Giancarlo Giglio, classe 1941, 13,556 milioni di euro di reddito imponibile. Poi, Massimiliano Zucchi (13,044 milioni). Francesco Totti è al terzo posto, con 10,085 milioni di euro. Ed è anche il più ricco tra quelli con meno di 40 anni.
Consumatori sul piede di guerra
Continua dunque la corsa degli italiani a verificare con un click la situazione del vicino di casa, del vip o del politico di turno, che intasa l’accesso al sito già da metà mattina e si apre una querelle con il garante della privacy. All’attacco del provvedimento vanno i consumatori, con l’eccezione del Movimento Difesa del Consumatore (che definisce il provvedimento un «atto di trasparenza democratica»). L’Adoc parla di «violazione della privacy» e di «ghiotta informazione» fornita su un piatto d’argento ai criminali; il Codacons afferma che la vicenda è «preoccupante»; Adusbef e Federconsumatori si dicono «indignate per la pubblicazione on-line» e chiedono la «tempestiva rimozione di quei funzionari dell’Agenzia delle Entrate che hanno autorizzato la pubblicazione della "colonna infame", che espone i contribuenti ad atti ritorsivi, mentre lascia indisturbati i soliti evasori».
Scoppia la polemica politica
Non mancano le polemiche politiche. Secondo Vincenzo Visco «è un fatto di trasparenza e di democrazia che c’è in tutto il mondo». Il vice ministro dell’Economia ha apiegato che tutto «era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi». Il Pd plaude e Matteo Colanninno dice che la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi «è una cosa che non mi sorprende». Insorge invece il Pdl. È una «Viscata», un «atto vergognoso», attacca il parlamentare di Forza Italia Guido Crosetto. Secondo Urso (An) «occore coniugare la trasparenza con il diritto alla privacy». Pannella promuove invece l'iniziativa dell'Agenzia delle entrate: «Non capisco quale problema ci sia». E sul tema è intervenuto anche Beppe Grillo: «I redditi online? Una follia...».
http://www.lastampa.it/redazione/cms...2454girata.asp


io da domani voglio l'elenco accessibile on-line senza login di tutti coloro che sono stati condannati per i seguenti reati
Omicidio
Stupro
Pedofilia
Spaccio di stupefacenti
Rapine
Perchè in un concetto di "trasparenza" voglio avere il sacrosanto diritto di sapere se il mio vicino di casa è pericoloso o no. Le condanne penali sono pubblicate da qualche parte ed accessibili? Le voglio on-line.