Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: I buffoni...

  1. #1
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    Predefinito I buffoni...

    ...delle tasse

    di VITTORIO FELTRI
    Certe recite farsesche possono svolgersi soltanto in Italia dove i primi a sfondare la barriera del ridicolo sono gli apparati del potere.
    Quanto accaduto ieri, se non fosse documentato, non sarebbe credibile.
    Lo devo raccontare se non altro per togliermi un rospo dalla gola.
    In mattinata si sparge la voce che l'Agenzia delle entrate (il club dei vampiretti fiscali) ha mandato online l'elenco sterminato dei redditi di tutti gli italiani, anno 2005. Cliccavi sul sito il nome che ti interessava e zac comparivano i dati conclusivi della denuncia (ex Vanoni): introito complessivo e imposta versata.
    Una novità assoluta che ha incontrato immediatamente il favore delle masse.
    Tanto è vero che già alle undici le linee erano così intasate da rendere problematica la navigazione e poco probabile il recupero degli elenchi.
    Un successone per il viceministro Visco, cui si deve la trovata.
    Nei giornali saliva l'eccitazione. Nella nostra redazione eravamo sul punto di impazzire, i colleghi si dannavano allo scopo di raccogliere il materiale da pubblicare. Personalmente meditavo di trasformare quel "bendidio" in alcune edizioni speciali o addirittura in tanti volumi, regione per regione, città per città. Ero convinto che avremmo fatto il botto, considerato che gli altri quotidiani sono più macchinosi e quindi più lenti di Libero, e non sarebbero riusciti a fare una simile operazione.
    Quando tutto era predisposto e pregustavo il piacere di un lavoretto ben fatto, arriva un dispaccio d'agenzia che informa: il garante della privacy, Pizzetti, si mobilita nel pomeriggio per esaminare la liceità dell'iniziativa benedetta da Visco.
    Pensierino malizioso: non sarà che questo signore con le sue mene ci strappa il sorcio di bocca? Impossibile, dirà poi il direttore della Agenzie delle entrate, perché il garante concesse il via libera due volte, il 17 gennaio 2001 e il 2 luglio 2003.
    Impossibile un corno. Infatti Pizzetti quando il sole era ancora alto ha diramato il suo niet.
    Gli elenchi sono spariti dal sito con la motivazione meno persuasiva del mondo: occhio cari giornalisti perché se disubbidite al mio diktat violate la privacy.

    Non capisco il concetto. Pagare le tasse è l'atto pubblico per eccellenza, tant'è che se le pappa il fisco.
    E poiché si versano in base a una denuncia firmata e controfirmata, non vedo perché le due cifre finali (il totale del reddito e il totale delle imposte) debbano restare segrete.
    Tra l'altro, ogni comune su richiesta è obbligato a mostrarle assieme al nome e cognome del denunciante. In questo caso non c'è violazione della privacy? Incoerenza cristallina.
    Qualcuno sostiene che lasciare in pasto gli elenchi a chiunque, per giunta su Internet, e dati sensibili su quanto intascano e sborsano gli italiani provochi "disturbi" sociali, invidie, caccia alle streghe, risentimenti. Inoltre ciò fornisce ai delinquenti indicazioni utili per distinguere i ricchi, da depredare, dai poveri (trascurabili).
    Argomento di una debolezza patetica.
    Altri affermano che se un contribuente ha usufruito di legittime detrazioni, e pertanto risulta sproporzionata l'imposta rispetto alla somma incamerata (sproporzionata per difetto), si rischia di ingenerare degli equivoci e conseguenti reazioni sbagliate in chi legge le cifre.
    Anche questa è un'obiezione piuttosto fragile.

    Peccato.
    In un Paese civile, un controllo sociale aiuta a combattere l'evasione fiscale unanimemente giudicata una piaga che duole a chi invece evasore non è. Difatti se un tale denuncia ventimila euro l'anno e possiede immobili, conduce una vita dispendiosa, viaggia in Mercedes, fa vacanze da sogno eccetera eccetera, bé, sopporti almeno gli sguardi di riprovazione dei vicini di casa, nella speranza che il fisco si renda conto di dover intervenire.
    Viceversa chi fa il suo dovere non ha ragione di preoccuparsi: né se guadagna poco né se guadagna tanto. I soldi non sono lo sterco del diavolo, bensì la rappresentazione asciutta del sudore della fronte, che non sarà acqua di colonia ma neanche qualcosa di cui vergognarsi, anzi.
    E non mi si venga a dire che i ladri e i rapinatori delle ville hanno bisogno di spulciare fra le carte del fisco per scegliere gli obiettivi. State tranquilli che sono più informati di Visco e lo saranno anche del suo successore.
    Insomma, a chi conviene nascondere i redditi se non allo Stato il quale li dimezza con la propria avidità di denaro senza restituire mai nulla ai connazionali sotto forma di servizi efficienti?
    Ecco lo scandalo.

    Ed ecco la chiave di lettura: si tiene tutto nel cassetto per non dare agli italiani la prova inconfutabile e plateale che il Grande Borseggiatore è lo Stato. Il quale legalmente sfila a ciascuno di noi il 50 per cento di quanto faticosamente raggranella.
    Ovvio che lo Strozzino preferisca stendere un velo di omertà sui suoi furti.
    Chi teme la trasparenza è il disonesto, non il contribuente fedele. Questo sia chiaro.
    Il garante con la sua mossa ci ha disgustato. La speranza è che si ravveda presto. E che il prossimo governo abbia il coraggio di schierarsi con le persone perbene e non più coi profittatori.
    Finché non sarà così, finché il fisco non sarà una casa di vetro, noi protesteremo.
    Non si abusi della nostra pazienza.

    www.Libero-news.it di oggi

    saluti

  2. #2
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    Ottimo!!!

    Anche se è errato pensare che sia lo stato a non rendere pubblico tutto...

    Come abbiamo visto sono alcuni privati..

  3. #3
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    Perchè il mio vicino dovrebbe sapere quanto guadagno ? Cosa ha a che fare la " trasparenza " con la mia dichiarazione delle tasse ?

  4. #4
    Nun c'è problema.
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    Servizio gratuito per i sequestri e per far suscitare odi sociali e invidie reciproche per non dire altro, ultima cazzata di un governo mai stato tale, RIP.
    ........<>-Max-<>.......

  5. #5
    Amico di Oniria..wooff...
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    LO STATO è un'amico,un nemico o un semplice conoscente?

    non serve 'na ciorciola mettere in "linea" i redditi.....anche se vecchi del 2005....serve solo per la curiosità della gente e per la MEGALOMANIA di VISCO....visto che è stato....trombato!

    KANEKORSO non è curioso e quindi il problema non sussiste.....ke mettano in "LINEA" i fatturati dei sindacati e dei vari enti pubblici.....compresi gli oneri dovuti ai CONSULENTI.......KANEKORSO è MOLTO CURIOSO.

  6. #6
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    «Peggio .....

    dell' Inquisizione»..... di PIERGIORGIO LIBERATI

    «Ma che sta dicendo? Non è possibile. Guardi che sicuramente si sbaglia».
    Ci sono voluti 10 minuti per convincere il senatore di An, Mario Baldassarri, ex viceministro dell'Economia, che Vincenzo Visco aveva fatto pubblicare le dichiarazioni dei redditi degli italiani sul sito dell'Agen zia delle entrate. Controlli lei stesso. Vada sul sito...
    «Ma è assurdo. Siamo alla santa Inquisizione fiscale. Ma che modo di fare è questo? È incostituzionale dal punto di vista politico e demenziale sul piano tecnico. Bene ha fatto il Garante a bloccare il sito».
    Ma perché, secondo lei c'è una spiegazione tecnica?
    «Immagino che, nel modo assurdo di ragionare di Visco, e cioè che il cittadino è un delinquente evasore che va vessato dallo Stato, questo provvedimento sia mirato a contrastare l'evasione».
    E sortirà qualche effetto?
    «Certo, ma esattamente il contrario di quello che auspica Visco. Così non si combatte l'evasione, bensì la si incentiva. Nel momento in cui so che chiunque può vedere quello che guadagno, faccio di tutto per evadere».
    Al posto dell'attuale viceministro, lei cosa avrebbe fatto?
    «La lotta all'evasione è sacrosanta. Ma per incentivarla servono due leve. La prima è l'ampliamento delle spese deducibili dalla dichiarazione dei redditi, in modo tale che i cittadini siano spinti a chiedere la fattura e a scaricare le spese. E questo, oltre a far emergere il sommerso, fa sì che i cittadini diventino membri attivi della lotta all'evasione. Poi, laddove sia sia raggiunto questo obiettivo, allora bisogna reprimere, incrociando i dati delle spese effettuate e quelle dichiarate e facendo accertamenti mirati».
    Oggi, invece, cosa avviene?
    «Si fanno 100mila controlli a caso, su 40 milioni di dichiarazioni e poi si fa della demagogia con queste azioni mediatiche. Tra l'altro i tempi sono sospetti».
    Si spieghi meglio...
    «Il provvedimento è stato firmato dal direttore delle Agenzie delle entrate e reso esecutivo il 30 aprile. Strano che sia passato tutto questo tempo, tra l'altro su dati vecchi di tre anni ormai assimilati e immediatamente reperibili. Forse hanno pensato che fosse meglio non pubblicarli durante la campagna elettorale».
    Per tutta la giornata di ieri, il sito Internet dell'Agenzia delle entrate è stato preso d'assalto...
    «È chiaro. Si istigano i cittadini a mettersi l'uno contro l'altro. Siamo all'Unione Sovietica, quando c'era una spia per ogni condominio che controllava e riferiva al Kgb i movimenti del resto dei condomini. Inoltre, è come se si mettesse a disposizione della malavita una specie di guida al furto e al sequestro. Si conosce il reddito di una persona, si verifica dove abita e così il ladro o il sequestratore sa di andare a colpo sicuro».

    www.libero-news.it

    saluti

  7. #7
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    Predefinito «Soluzione peggiore

    ......del problema»

    Ha contribuito a far scoppiare il putiferio. Il giorno dopo, continua l'attacco. Franco Bechis, direttore di Italia Oggi che ieri ha aperto titolando "Caccia al 740 del vicino", prima di pubblicare (assieme a Metro) i nomi dei vip con annessa dichiarazione dei redditi, intervistato sulla vicenda ha commentato:
    «Meglio discussione pubblica prima di mettere on line, come è stato fatto dall'Agenzia delle Entrate, tutti i redditi degli italiani. Ma una volta fatta la frittata, la peggiore decisione possibile è stata togliere quei dati dal sito. Ora il danno è peggiore della beffa perché nelle 18 ore in cui quelle dichiarazioni sono state accessibili, chiunque bene o male intenzionato può averle scaricate e farne un uso improprio, anche ricattando».
    Per questo, continua Bechis, "Italia Oggi" continuerà quella operazione trasparenza tanto più necessaria, pubblicando domani (oggi, ndr) e nei prossimi giorni quelle dichiarazioni dei redditi, organizzate anche per varie tipologie professionali. L'operazione trasparenza inizierà rendendo pubblici tutti i redditi dei dipendenti del quotidiano, dal direttore al più giovane dei redattori».

    www.Libero-news.it del 1 05 08

    saluti

  8. #8
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    Predefinito «La trasparenza.....

    ....è un dovere»

    di CLAUDIO ANTONELLI su www.Libero-news.it

    «Sono sempre stato un fautore della trasparenza.
    Ricordo quando incontrai l'onorevole Franco Piro. Mi diede il biglietto da visita e oltre al numero di telefono aveva scritto anche la denuncia dei redditi per far sapere a tutti quanto pagava di tasse. Per cui niente da ridire».
    Spiega così a Libero il presidente della commissione finanze del senato, Giorgio Benvenuto, quali sono stati i suoi sentimenti appena venuto a conoscenza dell'iniziativa con la quale l'Agenzia delle Entrate ha reso pubbliche le dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani.

    Che cosa ne pensate dell'inizia tiva?
    «Ripeto sono sempre stato a favore della trasparenza. Penso che finalmente ci siamo aperti a una gestione aperta delle entrate fiscali, come avviene da tempo negli Stati Uniti. Non vedo insomma nessuno scandalo dietro questa iniziativa. I dati ovviamente devono rimanere essenziali perchè ogni dettaglio in più rischierebbe di travalicare la tutela della privacy».

    Non si è quindi andati oltre?
    «Non credo. Per il momento no. Mi preoccuperebbero, però, degli usi strumentali dell'elenco. Sarebbe molto pericoloso».

    Che accorgimenti usare per la lettura degli elenchi pubblicati on line?
    «Innanzitutto bisogna distinguere tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi. L'imponibile va anche letto in base al numero di figli o altre addizionali a conoscenza, però, solo dell'Agenzia delle Entrate. E poi non bisogna dimenticare le grandi opportunità che avrà l'informazione».

    In che senso?
    «Mi riferisco a giornalisti e operatori dell'in formazione che potranno fare legittime indagini su parlamentari, persone pubbliche o famosi imprenditori in totale autonomia senza ogni volta aver bisogno di soffiate che molto spesso di autonomo e trasparente hanno poco».

    Sul metodo e sulla tempistica di questa iniziativa quasi sicuramente riconducibile al vice ministro Vincenzo Visco non ha nulla da dire?
    «Ripeto l'idea è giusta e la approvo in pieno. Sono contrario a questo sistema da ultimo giorno a Pompei. Speravo che ormai si fosse passati definitivamente al rispetto per certe tradizioni che vogliono il passaggio di consegne. Non era insomma questo il momento per mettere on line tutti i dati degli italiani. Si tratta, credo, di una scelta da prendere in modo trasversale».

    Quindi se ci fossero uno statuto del contribuente e un codice unico dell'Erario non sarebbe successo?
    «Al contrario tutto sarebbe più trasparente e accessibile ma verrebbe deciso non da una parte politica ma da tutti i rappresentanti degli elettori».

    Per i Comuni, infine, uno strumento in più...
    «Certamente. Ciascun Comune può accedere ai dati dei propri contribuenti senza dover perdere tempo in barocchismi burocratici. E questo è un altro segno di trasparenza».

    saluti

 

 

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