Italiani scoprono armi, Hezbollah reagisce Avvenire 23/4/2008
DA BEIRUT
Soldati italiani della forza di pace Onu in Libano Unifil hanno scoperto un camion carico di armi e munizioni, ma sono stati allontanati dai militanti armati del partito sciita Hezbollah che si trovavano sul veicolo.
L’incidente è stato riferito in un rapporto recentemente presentato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu dal segretario generale dell’Onu Ban Kimoon e ripreso dal quotidiano israeliano Haaretz. Con alcune ore di ritardo l’incidente è stato confermato dal comandante di Unifil, il generale Claudio Graziano. L’episodio è avvenuto nella notte fra il 30 e il 31 marzo e si è trattato del primo confronto fra soldati italiani dell’Unifil e uomini armati di Hezbollah al sud del fiume Litani, un’area dove la risoluzione 1701 dell’Onu proibisce la presenza dei miliziani del “partito di Dio” sciita.
Verso l’una di notte una pattuglia di due automezzi ha intercettato un veicolo «sospetto» e ha fatto manovra per raggiungerlo. All’improvviso «si è frapposta un’auto con a bordo elementi armati» ha precisato Graziano. I militari «hanno preso posizione secondo le regole di ingaggio, ma gli elementi armati hanno dato modo al veicolo di dileguarsi», ha aggiunto il generale Graziano. Secondo il rapporto consegnato al Consiglio di Sicurezza si è trattato «di una seria violazione della risoluzione Onu che solleva preoccupazioni». I militari italiani hanno ricevuto ieri una visita di commiato del ministro della Difesa uscente Arturo Parisi, che ha affermato la sua determinazione a seguire anche dai banchi dell’opposizione la missione.
Un nuovo segnale di tensione nel giorno in cui il numero due di al-Qaeda ha lanciato un nuovo appello diretto al Paese dei Cedri. «I mujahiddin devono cacciare le forze degli invasori crociati che vengono chiamate forze di pace dal Libano ». Il Libano, ha aggiunto, avrà un «ruolo preminente nella prossima battaglia con i crociati e i sionisti. Quello che chiedo ai mujahiddin in Libano è di prepararsi ad arrivare in Palestina». Il numero due di al-Qaeda ha poi definito inaccettabile la risoluzione 1701 dell’Onu.
Intanto non si risolve la crisi politica per l’elezione del presidente della repubblica nonostante l’appello del segretario generale dell’Onu, Ban Kimoon a votare subito. L’elezione è stata rinviata per la 18esima volta dal novembre scorso. «Convocherò la prossima seduta parlamentare al massimo entro i prossimi tre giorni se non si raggiungerà l’accordo per avviare il dialogo», ha dichiarato il presidente dell’Assemblea Nabih Berri riferendosi a una tavola rotonda tra i rappresentanti della maggioranza parlamentare e quella dell’opposizione.
Avvenire.it
http://www.iostoconoriana.it/site/co...p?article.2543


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