Maurizio Blondet
13/08/2006

Il 20 luglio, il giovane sergente Or Bar On è entrato in guerra a bordo del suo invincibile carro armato Merkava, come cannoniere.
La guerra per lui è finita 90 minuti dopo, a meno di un chilometro oltre il confine.
La corazza dell’invincibile Merkava è stata perforata da un RPG, che ha tranciato entrambe le gambe del sergente.
Ora è all’ospedale, salvo per miracolo e invalido per sempre.
La cosa s’è ripetuta troppe volte nella feroce campagna del Libano meridionale.
Tanto che Israele ha accusato Mosca di fornire ad Hezbollah speciali armi anticarro russe capaci di vincere l’invincibile carro di concezione sionista.
Il Merkava, 63 tonnellate, velocissimo, capace di tiro mirato in corsa e di tutti i più moderni gadget elettronici americani, è dotato, oltre la corazzatura convenzionale, di «corazza attiva».
Piccole cariche di esplosivo sulla superficie che scoppiano quando colpite da un RPG, allontanandone la carica cava e rendendolo inefficace.
Ma l’RPG-29 Vampir russo, azionato a spalla, dispone di una testata «tandem», ossia doppia: la prima carica fa scoppiare l’armatura «attiva», la seconda raggiunge la blindatura d’acciaio, fondendola.




L'RPG-29 Vampir

In risposta alla protesta ufficiale del ministro ebraico alla Difesa Amir Peretz, Viktor Liovkin, corrispondente militare della Novosti, ha intervistato alcuni «esperti» russi (anonimi) che hanno rilasciato melliflue dichiarazioni. (1)
«Gli esperti spiegano che l’RPG-29 Vampir, con testata tandem HEAT, è stato sviluppato a fine anni ‘80, quando i carri armati sono stati dotati di armatura attiva.
L’armata sovietica ha ricevuto queste armi nel 1989, dopo la disintegrazione dell’URSS e del Patto di Varsavia; questi lancia-granate coi loro proiettili si trovano praticamente in tutti gli Stati ex-comunisti di recente indipendenza; in alcuni Paesi vengono addirittura fabbricati.
Cercare di capire di chi sono le granate che colpiscono i tank israeliani è un puro tirare a indovinare».
Non basta.



«Gli esperti dicono che accusando la Russia di sostegno indiretto dell’altra parte, i politici non si accorgono di ammettere la loro disperazione e di screditare le loro proprie armi e materiali da combattimento. Il carro armato Merkava è sempre stato ritenuto invincibile in Israele; gli israeliani sono fieri della sua concezione e della sua modernissima armatura attiva. Hanno sempre detto che è il miglior carro armato del mondo. E Israele l’ha usato con molta abilità tattica a Gaza e Transgiordania: i Merkava entravano nei villaggi [palestinesi] solo quando erano appoggiati da elicotteri, e avevano diretto e stabile collegamento con loro».
«Ma a quanto pare non ci sono abbastanza elicotteri per l’appoggio dei tank in territorio libanese. Ora, l’equipaggio di un qualunque carro riesce a vedere molto poco; non sa quello che accade ai fianchi o dietro. E’ un facile bersaglio per qualunque militante che si nasconde dietro cespugli o macerie: non ha bisogno di attaccare il Merkava di fronte, dove ha davvero un’eccellente protezione; può colpirlo sui lati, sul posteriore, nello spazio tra i cingoli, perché qualunque tank ha parecchi punti vulnerabili. Le armi perfette, semplicemente, non esistono. Quindi, a che lamentarsi di un lancia-granate russo?».




L'«invincibile» Merkava israeliano con corazza attiva

Una nitida lezioncina - già insegnata dai tedeschi anni ‘40 - sul corretto impiego dei carri armati: solo con appoggio aereo e solo in campo aperto, evitando di impegnarli in abitati (specie se ridotti in macerie, che diventano rifugi e nascondigli).
Una lezione che Tsahal, gloriosamente abituato a stravincere negli abitati palestinesi contro vecchi kalashnikov, pare aver dimenticato.
E’ seguita un’altra lezioncina, anche più sgradevole: «Gli esperti osservano che i tank israeliani sono stati colpiti in Libano, non in Israele. I membri di Hezbollah, per quante emozioni possa evocare il loro nome, sono cittadini libanesi, ed hanno il diritto di difendere la loro terra dall’aggressore».
Ma non vogliamo parlare di politica, si contengono subito gli «esperti»: la Russia è neutrale in questo conflitto.
E tornano a parlare di armamento.
«Il Merkava è un carro armato israeliano, ma altri cingolati con gli israeliani sono penetrati in Libano; l’M113A1/a2 e l’M-577°2, sono di fabbricazione americana. Lo stesso si dica dei seguenti elicotteri (segue lista precisa dei modelli). E tutta la loro artiglieria, l’AMRAAM, l’AIM-12B, l’AIM-95 e anche il sistema lanciarazzi multiplo MLR 227 [la kathiusha americana] è parimenti Made in USA, per non parlare dei velivoli, bombardieri e caccia. Gli esperti chiedono quindi retoricamente: perché gettate la colpa su altri, quando state bombardando un Paese straniero con armi straniere?».
Gli esperti hanno concluso l’intervista «ringraziando i ministri israeliani per la loro pubblicità gratuita alle armi russe, ma ripetendo che non hanno nulla a che vedere con la faccenda».

Il Vampir non è la sola arma russa in mano ad Hezbollah.
I generali israeliani sono stati dolorosamente sorpresi alla scoperta che i primitivi terroristi usano anche il «Kornet», un missile anticarro guidato, con mirino termico oltre che ottico, di circa
5 chilometri di portata, la cui testata può perforare 12 centimetri d’acciaio anche con armatura «attiva».
Ma dispongono anche del TOW, un missile anticarro filo-guidato di fabbricazione americana, ed altri non precisati anticarro «di concezione francese».
E il tutto il generosa quantità.
«E’ spaventoso», ha confessato un carrista israeliano all’inviato del Guardian: «le squadre anti-carro non vanno combattute coi carri; si deve usare la fanteria appoggiata da artiglieria ed elicotteri. Ampie vallate senza ripari sono il posto sbagliato per usare i carri armati». (2)



Il sistema anticarro «Kornet»




Il BGM-71 TOW di fabbricazione americana, montato su una M998 HMMWV

Ma il carro Merkava, non si supponeva fosse in sé un «riparo»?
Sono stati scoperti bunker Hzebollah interrati a 40 metri nel sottosuolo e con aria condizionata.
Ma, soprattutto, forniti di apparati d’ascolto e d’osservazione su quel che avviene in superficie,
e computerizzati.
Sono bunker abbastanza profondi da consentire ai guerriglieri di sopravvivere ai più intensi bombardamenti israeliani, e poi di attaccare le forze sioniste in avanzata in combattimenti ravvicinati.
Spesso i bunker, dice il Guardian, sono così ben camuffati che i combattenti possono permettersi di attendere che i soldati israeliani li superino, per poi balzar fuori e colpirli da dietro, dove i Merkava non sono tanto invincibili.
E' così che Tsahal ha «liberato» il villaggio di Bint Jbail per poi trovarsi a mal partito sotto il fuoco nemico. (3)
Israele ha perso già almeno 80 soldati.
Vale la pena di ricordare che la cifra di perdite «accettabili» è stata posta dai comandi a 500.
E’ forse per questo motivo che il generale Ido Nehushtan ha ammesso: «Dobbiamo forse ridefinire il concetto di vittoria. Non ci sarà una bandiera bianca innalzata sul campo di battaglia».

Anche perché gli Hezbollah, oltrechè ben organizzati in gruppi di fuoco di 6-7 uomini, «non esitano ad attaccare le nostre forze. Non sono suicidi, però non hanno paura di morire, il che rende la deterrenza molto difficile».
Sì, perché anche se armati con i giusti anti-carro, affrontare i tank è un’operazione ravvicinata, che richiede estrema determinazione, coraggio e spirito di sacrificio, come potevano raccontare gli uomini della Folgore ad El Alamein.
E alla fine questo - l’elemento morale, il senso della propria legittimità - conta più dei gadget elettronici, come sempre, in guerra.

Maurizio Blondet




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Note
1) Viktor Litovkin, «Is the RPG-29 to blame for failure in Lebanon?», RIA Novosti, 11 agosto 2006.
2) Conal Urquhart, «Computerized weaponry and high morale», Guardian, 11 agosto 2006.
3) Greg Myre, «Wounded Israelis tell of a tough, elusive enemy», Herald Tribune, 11 agosto 2006.




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