





Più che di credo soggettivo si tratta di fare, come tu stesso suggerisci, un'ecologia delle parole. Per Stato minimo s'intende un monopolio della forza che opera esclusivamente nel suo campo. I diritti inviolabili che esso si incarica di difendere sono quello alla vita e alla proprietà.




ci sarebbe troppo da ragionar su...avrei delle obiezioni da porre ma mi rendo conto che un forum non è il luogo adatto...per esempio il diritto alla vita: si parla di una vita dignitosa o di semplice sopravvivenza? o il diritto alla proprietà: parliamo di proprietà di un immobile o il semplice possedere un corpo è già una base minima di proprietà?![]()




Si parla a diritto di non essere uccisi. Il diritto ad una vita dignitosa è già uno sconfinare nell'ambito dei diritti positivi che non trova riscontro nel liberalismo classico (con l'eccezione di Mills, che personalmente non considero più classico)
La seconda che hai detto.o il diritto alla proprietà: parliamo di proprietà di un immobile o il semplice possedere un corpo è già una base minima di proprietà?![]()
sì queste sono estensioni considerate legittime dalla tradizione liberale, tuttavia per Locke l'origine dello stato si deve alla necessità di avere un ultimo grado di arbitrio neutrale (posizione che personalmente non mi trova d'accordolo stato ha anche e soprattutto il potere di fare le leggi e di farle eseguire, potere legislativo e potere esecutivo...)


O Diogene ha voluto prenderci per i fondelli, e c'è riuscito, oppure ha scritto parole a caso a cui dà un senso tutto suo.Cita:
Scritto in origine da Diogene Laerzio![]()
Una comunità libertaria, aristocratica, identitaria, organicistica e che applichi la socializzazione del lavoro contro il modello capitalista e liberista.
più va avanti il thread e più mi convinco che ognuno ha un concetto privato e soggettivo dei termini che stiamo utilizzando...me compreso...




Il liberalismo non è solo il liberalismo classico, infatti.
La Scandinavia oltre ad avere quell'efficiente welfare state che tutti invidiano in parte grazie anche al senso civico sviluppatissimo dei cittadini è la zona al mondo dove c'è più libero scambio, dove non ci sono monopoli e dove il mercato è meno regolato.