



Cercherò di definire liberalismo: l'emancipazione dell'uomo dal potere organizzato.
Il "contributo" di Keynes va in direzione contraria, avendo posto la scienza economica al servizio del sovrano e avendone fatto uno strumento di dominio. Il fatto che si definisse e fosse definito dai suoi contemporanei liberal dà solo adito a malintesi.


Io vedo Keynes come un esasperatore della potenza del denaro, solamente vista in un'altra ottica di quella dei liberisti. Secindo il famoso apologo degli uomini che scavano un buco di giorno e di notte lo riempiono, così creando denaro e quindi benessere, è sempre il denaro a governare il mondo, sempre l'economia a prevalere sulla politica. Inoltre quei ragionamenti pongono le basi dell'inflazione, vista come spinta propulsiva alla domanda interna.
Keynes non conosceva la globalizzazione e quindi il suo modello era circoscritto, non pensando che stampare denaro in un paese porta alla svalutazione della sua moneta, aumentandone le spese per le importazioni, da cui oggi nessuno può prescindere.
La differenza tra quello che voleva Keynes e quello che piacerebbe a me è il primato della politica sull'economia, per mezzo di incentivi fiscali ad attività "desiderabili" e disincentivi a quelle "indesiderabili", senza proibire nulla o quasi, semplicemente confidando nella capacità di ditte e imprenditori di fare quattro conti.




Una società socialista è una società nella quale tutti i mezzi di produzione sono pubblici.
Non mi pare che Keynes volesse ciò. Che keynes sia stato liberale non lo dico io...
Essere liberali non vuol dire sostenere che lo stato non può fare niente per migliorare il benessere dei suoi cittadini






io vedo il liberalismo come un movimento principalmente etico-politico...per fare un esempio io non considero la teoria economica di hayek come liberale...lo Stato liberale deve vigilare affinchè ci sia liberismo economico, ma tale liberismo non può agire contrariamente alle libertà e ai diritti civili degli individui...un liberismo che si basa ad esempio sulla costruzione di industrie chimiche in India per sostenere meno costi di produzione e di messa in regola degli impianti per poi mettere a rischio la salute di quelli che abitano nel circondario della fabbrica è profondamente illiberale




l'emancipazione totale dell'individuo dalla macchina statale io non la vedo nè nel liberalismo classico, nè nelle moderne teorie dello stato minimo alla Nozick...in Locke poi lo Stato assume una importanza fondamentale perchè è il garante della tutela delle libertà fondamentali degli individui...il semplice fatto che tutti hanno dovuto affrontare la questione del contratto sociale presuppone che la stipula del contratto e la delega allo stato di una libertà minima degli individui è una condizione ineliminabile del vivere in società, che esite fin quando vivremo a stretto contatto l'un l'altro