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Discussione: Conservatives ed Evola

  1. #1
    Pasdar
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    Predefinito Conservatives ed Evola

    Julius Evola non è certo una figura della cultura politica assimilabile a Reagan, alla Tatcher, men che meno a Burke.
    Anche dai tradizionalisti come De Maistre De Bonald lo separa un abisso, d'altra parte sempre rivendicato dai suoi discepoli e ammiratori.
    Il Barone è la quintessenza dell'impresentabilità e così tutti i suoi "affini", da Massimo Scaligero, suo mentore, a Filippani Ronconi, da Romualdi a Rauti.
    Eppure il suo accento sulla spiritualità e sulla necessità di superare il materialismo (origine sia del liber(al)ismo sia del comunismo) credo possa essere condiviso anche da chi si riconosce più nel conservatorismo dell'evoluzione "morbida" della società e della Chiesa più che nel tradizionalismo di non necessarie ascendenze cristiane e del richiamo all'ultima e sulfurea incarnazione del Deutsches Reich.
    Voi che al conservatorismo vi rifate, come vi ponete di fronte ad un autore che, a detta di Pietro Ignazi, nel 1994 era ancora il riferimento culturale cardine dell'intera, neonata Alleanza Nazionale?
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  2. #2
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    sono d'accordo con la tua analisi...
    per me Evola è imprescindibile come "inizio" ma poi va superato, cogliendone le problematicità ed, invece, valorizzandone i lati positivi...

    ma vorrei chiederti cosa intendi con:
    dell'evoluzione "morbida" della società e della Chiesa

  3. #3
    Pasdar
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    Mi riferisco a quello che ho capito essere il nerbo della teoretica di Burke, che afferma che l'evoluzione della società deve essere fatta secondo tempi e modi "tradizionali".
    Quanto alla Chiesa, volevo sottolineare la differenza tra le arsure pagane del Barone e il solido Cristianesimo (Cattolico o scismatico) del conservatorismo.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Julius Evola non è certo una figura della cultura politica assimilabile a Reagan, alla Tatcher, men che meno a Burke.
    Anche dai tradizionalisti come De Maistre De Bonald lo separa un abisso, d'altra parte sempre rivendicato dai suoi discepoli e ammiratori.
    Il Barone è la quintessenza dell'impresentabilità e così tutti i suoi "affini", da Massimo Scaligero, suo mentore, a Filippani Ronconi, da Romualdi a Rauti.
    Eppure il suo accento sulla spiritualità e sulla necessità di superare il materialismo (origine sia del liber(al)ismo sia del comunismo) credo possa essere condiviso anche da chi si riconosce più nel conservatorismo dell'evoluzione "morbida" della società e della Chiesa più che nel tradizionalismo di non necessarie ascendenze cristiane e del richiamo all'ultima e sulfurea incarnazione del Deutsches Reich.
    Voi che al conservatorismo vi rifate, come vi ponete di fronte ad un autore che, a detta di Pietro Ignazi, nel 1994 era ancora il riferimento culturale cardine dell'intera, neonata Alleanza Nazionale?

    Julius Evola è stato uno dei primi autori di destra a cui il devo la mia formazione politica. L'Evola di cui parlo è quello della maturità, l'Evola "politico", mentre invece l'Evola "magico" l'ho trattato solo sommariamente e poi abbandonato.
    A mio avviso la figura di Julius Evola si inquadra pienamente nella destra reazionaria. Evola fu uomo della reazione nella scia di de Maistre, de Bonald, Cortes e parteggiò nelle fila di quel conservatorismo autoritario che da Bismarck portò agli autori della konservative revolution. Ma a differenza di questi ultimi non ebbe mai tendenze nazionalbolsceviche e rimase sempre incline al proposito di una "santa alleanza" anticomunista. Ripeteva sempre che era stato Metternich l'"ultimo grande europeo".
    Nella fase finale della sua vita combattè i mutamenti sociali e l'avvento della contestazione e della controcultura sulle pagine de Il Borghese, spendendosi in prima persona affinchè nascesse in Italia una "Grande Destra" che accomunasse liberali, cattolici e missini. In vista di tale scopo non mancò di omaggiare la tradizione del liberal-conservatorismo britannico che si confaceva al suo spirito aristocratico ed anticollettivista. A suo modo, e per quanto molti oggi volutamente se ne dimenticano, fu uno dei precursori dell'odierno Popolo delle Libertà.
    La figura intellettuale di Evola andrebbe "estirpata" dall'ambito innaturale della destra radicale entro il quale è tuttora confinata. Il filosofo romano fu uno dei primi, se non addirittura l'unico uomo di cultura nell'orbita missina a prendere manifestamente le distanze da Mussolini e soprattutto da Hitler, che riteneva soltanto un demagogo populista. Non fu mai antisemita nè antisionista, ma la sua infelice vicinanza con gli ambienti ordinovisti lo costrinse purtroppo entro coordinate che non erano le sue.
    Evola era un nemico della democrazia liberale nel tempo in cui il modello in auge per i conservatori d'Occidente era ancora il regime autoritario di Franco. Ma a guidarlo non fu mai l'antiliberalismo dottrinario della destra estrema, piuttosto l'anticomunismo radicale. Nessuno più di lui segnalò i pericoli della retorica rivoluzionaria che nel dopoguerra dilagava in ambito fascista non meno che in quello comunista.
    Col tempo rivide molte delle posizioni espresse in gioventù. Abbandonò il terreno delle avanguardie, si riavvicinò anche al cattolicesimo, rinnegando le sue precedenti tesi sull'Imperialismo pagano. A dispetto di chi oggi continua a stravolgerne il pensiero per i propri fini, non incentivò mai alla lotta antisistema. In quanto, come tutti i conservatori era pessimista sul futuro della nostra civiltà. Un pessimismo, il suo, che lo portò a sostenere sempre e con convinzione tutte le forze antiprogressiste. In Europa come in America.
    Fu in tutto e per tutto un autentico partigiano della Destra.

  5. #5
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    'il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco' E. Rommel
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    Citazione Originariamente Scritto da florian Visualizza Messaggio
    Nella fase finale della sua vita combattè i mutamenti sociali e l'avvento della contestazione e della controcultura sulle pagine de Il Borghese, spendendosi in prima persona affinchè nascesse in Italia una "Grande Destra" che accomunasse liberali, cattolici e missini. In vista di tale scopo non mancò di omaggiare la tradizione del liberal-conservatorismo britannico che si confaceva al suo spirito aristocratico ed anticollettivista. A suo modo, e per quanto molti oggi volutamente se ne dimenticano, fu uno dei precursori dell'odierno Popolo delle Libertà.
    La figura intellettuale di Evola andrebbe "estirpata" dall'ambito innaturale della destra radicale entro il quale è tuttora confinata. Il filosofo romano fu uno dei primi, se non addirittura l'unico uomo di cultura nell'orbita missina a prendere manifestamente le distanze da Mussolini e soprattutto da Hitler, che riteneva soltanto un demagogo populista. Non fu mai antisemita nè antisionista, ma la sua infelice vicinanza con gli ambienti ordinovisti lo costrinse purtroppo entro coordinate che non erano le sue.
    Evola era un nemico della democrazia liberale nel tempo in cui il modello in auge per i conservatori d'Occidente era ancora il regime autoritario di Franco. Ma a guidarlo non fu mai l'antiliberalismo dottrinario della destra estrema, piuttosto l'anticomunismo radicale. Nessuno più di lui segnalò i pericoli della retorica rivoluzionaria che nel dopoguerra dilagava in ambito fascista non meno che in quello comunista.
    Col tempo rivide molte delle posizioni espresse in gioventù. Abbandonò il terreno delle avanguardie, si riavvicinò anche al cattolicesimo, rinnegando le sue precedenti tesi sull'Imperialismo pagano. A dispetto di chi oggi continua a stravolgerne il pensiero per i propri fini, non incentivò mai alla lotta antisistema. .
    Evola sostenitore di una grande destra con liberali e cattolici ? ma dai su, era contro le derive di sinistra del msi ,figurarsi ad allearsi coi cattolici e liberali. Non mi pare proprio che non fosse antisemita (il libretto ''3 aspetti del problema ebraico'' parla chiaro cosi come ''rivolta contro il mondo moderno''). Poi ''precursore del popolo delle libertà''...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenriz Visualizza Messaggio
    Evola sostenitore di una grande destra con liberali e cattolici ? ma dai su, era contro le derive di sinistra del msi ,figurarsi ad allearsi coi cattolici e liberali. Non mi pare proprio che non fosse antisemita (il libretto ''3 aspetti del problema ebraico'' parla chiaro cosi come ''rivolta contro il mondo moderno''). Poi ''precursore del popolo delle libertà''...
    Rispondo a Fenriz:

    1) Proprio per fronteggiare la deriva a sinistra - all'interno del MSI e nella politica italiana - Evola si fece portavoce di una "Grande Destra" che comprendesse le forze contrarie alle sinistre. Lo fece oltretutto su di un settimanale, quello di Tedeschi, che parteggiava esplicitamente per le destre conservatrici occidentali.
    2) Evola va storicizzato. Il suo pensiero si dipana attraverso fasi diverse e l'ultimo Evola aveva ormai abbandonato molte posizioni sostenute durante il Ventennio e precedentemente. Il suo "antisemitismo" non era certo maggiore di quello di molti conservatori suoi contemporanei. Non ebbe mai però a che vedere con quello germanico: Evola aveva tra l'altro amici ebrei.
    3) In quanto fautore di una alleanza di forze antiprogressiste Evola a suo modo anticipò quegli sviluppi che attraverso l'azione di Almirante hanno consentito progressivamente ai missini di uscire dal "ghetto" ed entrare a far parte della coalizione berlusconiana una volta venuto meno l'arco costituzionale.

  7. #7
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    'il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco' E. Rommel
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    Citazione Originariamente Scritto da florian Visualizza Messaggio
    Rispondo a Fenriz:

    1) Proprio per fronteggiare la deriva a sinistra - all'interno del MSI e nella politica italiana - Evola si fece portavoce di una "Grande Destra" che comprendesse le forze contrarie alle sinistre. Lo fece oltretutto su di un settimanale, quello di Tedeschi, che parteggiava esplicitamente per le destre conservatrici occidentali.
    2) Evola va storicizzato. Il suo pensiero si dipana attraverso fasi diverse e l'ultimo Evola aveva ormai abbandonato molte posizioni sostenute durante il Ventennio e precedentemente. Il suo "antisemitismo" non era certo maggiore di quello di molti conservatori suoi contemporanei. Non ebbe mai però a che vedere con quello germanico: Evola aveva tra l'altro amici ebrei.
    3) In quanto fautore di una alleanza di forze antiprogressiste Evola a suo modo anticipò quegli sviluppi che attraverso l'azione di Almirante hanno consentito progressivamente ai missini di uscire dal "ghetto" ed entrare a far parte della coalizione berlusconiana una volta venuto meno l'arco costituzionale.
    1)considerare la democrazia occidentale come un male minore rispetto al bolscevismo non penso che significhi essere a favore di un grande destra con liberali cattolici etc...
    2)era molto critico con razzismo darwinista tedesco, ma pure sempre razzista. Che aveva alcuni amici ebrei non significa nulla
    3)la storia delle grandi alleanze anti progressiste non so da dove la tiri fuori...il barone sosteneva semplicemente che in quel momento il comunismo era il male peggiore perchè si imponeva in maniera coercitiva, mentre il capitalismo liberale si imponeva in maniera piu' leggera, ma si li considerava comunque 2 facce della stessa medaglia (ovvero 2 forze sovversive antitradizonali, ben lungi quindi da allearsi con uno di esso per comunanza di visione del mondo)

  8. #8
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    La discussione è proseguita nel forum Destra Radicale, thread:

    Evola: un anticomunista "con la bava alla bocca"

  9. #9
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    Regno d'Italia > They challenge science to prove the existence of God. But must we really light a candle to see the sun?
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    Citazione Originariamente Scritto da florian Visualizza Messaggio
    Julius Evola è stato uno dei primi autori di destra a cui il devo la mia formazione politica. L'Evola di cui parlo è quello della maturità, l'Evola "politico", mentre invece l'Evola "magico" l'ho trattato solo sommariamente e poi abbandonato.
    A mio avviso la figura di Julius Evola si inquadra pienamente nella destra reazionaria. Evola fu uomo della reazione nella scia di de Maistre, de Bonald, Cortes e parteggiò nelle fila di quel conservatorismo autoritario che da Bismarck portò agli autori della konservative revolution. Ma a differenza di questi ultimi non ebbe mai tendenze nazionalbolsceviche e rimase sempre incline al proposito di una "santa alleanza" anticomunista. Ripeteva sempre che era stato Metternich l'"ultimo grande europeo".
    Nella fase finale della sua vita combattè i mutamenti sociali e l'avvento della contestazione e della controcultura sulle pagine de Il Borghese, spendendosi in prima persona affinchè nascesse in Italia una "Grande Destra" che accomunasse liberali, cattolici e missini. In vista di tale scopo non mancò di omaggiare la tradizione del liberal-conservatorismo britannico che si confaceva al suo spirito aristocratico ed anticollettivista. A suo modo, e per quanto molti oggi volutamente se ne dimenticano, fu uno dei precursori dell'odierno Popolo delle Libertà.
    La figura intellettuale di Evola andrebbe "estirpata" dall'ambito innaturale della destra radicale entro il quale è tuttora confinata. Il filosofo romano fu uno dei primi, se non addirittura l'unico uomo di cultura nell'orbita missina a prendere manifestamente le distanze da Mussolini e soprattutto da Hitler, che riteneva soltanto un demagogo populista. Non fu mai antisemita nè antisionista, ma la sua infelice vicinanza con gli ambienti ordinovisti lo costrinse purtroppo entro coordinate che non erano le sue.
    Evola era un nemico della democrazia liberale nel tempo in cui il modello in auge per i conservatori d'Occidente era ancora il regime autoritario di Franco. Ma a guidarlo non fu mai l'antiliberalismo dottrinario della destra estrema, piuttosto l'anticomunismo radicale. Nessuno più di lui segnalò i pericoli della retorica rivoluzionaria che nel dopoguerra dilagava in ambito fascista non meno che in quello comunista.
    Col tempo rivide molte delle posizioni espresse in gioventù. Abbandonò il terreno delle avanguardie, si riavvicinò anche al cattolicesimo, rinnegando le sue precedenti tesi sull'Imperialismo pagano. A dispetto di chi oggi continua a stravolgerne il pensiero per i propri fini, non incentivò mai alla lotta antisistema. In quanto, come tutti i conservatori era pessimista sul futuro della nostra civiltà. Un pessimismo, il suo, che lo portò a sostenere sempre e con convinzione tutte le forze antiprogressiste. In Europa come in America.
    Fu in tutto e per tutto un autentico partigiano della Destra.
    scritto interessante ma alcune conclusioni sono del tutto errate se non blasfeme.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da W. Von Braun Visualizza Messaggio
    scritto interessante ma alcune conclusioni sono del tutto errate se non blasfeme.
    Quali?

 

 
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