Luca, Emma e il cavaliere «concertativo»
Bonanni ai suoi: vuole l'accordo con le parti sociali. Tutte, anche la Cgil
Il Berlusconi rivoluzionario, che in passato voleva abrogare la concertazione, ha lasciato il posto al Berlusconi concertativo che a suo modo annuncia una rivoluzione. Perché davvero sembra che stia cambiando tutto e non solo nella forma. Il gesto del Cavaliere verso Luca di Montezemolo, l'accoglienza alla nuova Confindustria, i ripetuti colloqui riservati con i leader sindacali, testimoniano — per usare le parole del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni — che «Berlusconi vuol fare le larghe intese... con le parti sociali ». Il ruolo di «ambasciatore del made in Italy nel mondo» che dovrebbe svolgere l'ex presidente degli industriali, non è solo «il segno di una linea aperta e modernizzatrice » del futuro premier, come dice il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto.
C'è anche un approccio discreto ai problemi e alle persone. Garantisce infatti a Montezemolo di tenersi a distanza dalle vicende strettamente politiche, gli permette di portare avanti il progetto di un think tank alla cui nascita collaborano da tempo politologi e professori universitari, e intanto gli consente di indossare — senza schierarsi — le vesti di «civil servant», cosa alla quale tiene ancor di più dopo aver letto sul Financial Times del «modello Ferrari per l'Italia». Il Berlusconi del '94, e anche quello del 2001, diceva «dentro o fuori», come a voler celare la propria vulnerabilità. Il Berlusconi del 2008 — sebbene abbia rovesciato i rapporti di forza — accoglie Emma Marcegaglia dicendole «collaboreremo, perché il Paese ha bisogno di un clima diverso e di una stagione nuova».
E qualche sera dopo riceve in gran segreto Bonanni e Luigi Angeletti chiedendo loro aiuto: «Aiutatemi, così ci aiuteremo. Sono preoccupato per la nostra economia, dobbiamo rilanciarla. In questo modo aiuteremo i lavoratori ». Il Cavaliere rivoluzionario del passato avrebbe scelto il ministro del Welfare come fa chi è pronto a entrare in guerra. Il Cavaliere concertativo di oggi si mostra invece disponibile ad ascoltare i suggerimenti di sindacati e Confindustria, favorevoli alla scelta di Maurizio Sacconi per il dicastero del Lavoro, scorporato se del caso da quello per la Salute, dove An vorrebbe un suo rappresentante. Forse ha ragione il segretario della Uil, quando — ricercando le ragioni della svolta — sostiene che «rispetto al '94 e al 2001, sindacati e poteri forti avevano messo nel conto la vittoria di Berlusconi. In più avevano iniziato a conoscerlo. Ora peraltro non ci sono questioni su cui si possa aprire uno scontro duro, com'è accaduto per la riforma della pensioni. Eppoi c'è un approccio maturo ai problemi da parte del leader di centrodestra. Per questo non ci sarà una stagione di conflitto».
Sembra incredibile questa triangolazione che prende corpo, e che coinvolge Confindustria e una parte del sindacato in un gioco di sponda con il Cavaliere. Ma ce n'è la prova. Alla vigilia del colloquio tra la Marcegaglia e il futuro premier, Bonanni andò a trovare la neo presidente degli industriali. Entrambi convennero su un punto: bisognava spingere perché il governo - appena entrato in carica - adottasse subito misure a favore della produttività. «Così si partirebbe con il piede giusto». Il giorno dopo la Marcegaglia chiese a Berlusconi di presentarsi all'Assemblea di Confindustria del 22 maggio con «un regalo»: il provvedimento già approvato sulla detassazione degli straordinari e sugli aumenti contrattuali di secondo livello.
Il Cavaliere ci proverà, conta su Giulio Tremonti per far bella figura. L'ha ripetuto davanti al suo futuro ministro dell'Economia e a Gianni Letta l'altra sera, discutendone con Bonanni e Angeletti. «E quando Berlusconi sostiene che sul tema bisogna agire — ha commentato il leader della Cisl con i suoi — significa che vuol far l'accordo con gli industriali e tutte le organizzazioni del lavoro. Cgil compresa». «Aiutatemi, così ci aiuteremo», ha detto il premier in pectore. Quella frase valeva anche per la vertenza Alitalia. I sindacati si sono mostrati disponibili, aspettano di sapere se Berlusconi riuscirà a trovare il partner internazionale per «Az», poi collaboreranno con lui, e lo consiglieranno, quando si dovrà discutere di esuberi. Concertazione, sinonimo di rivoluzione.
Francesco Verderami
http://www.corriere.it/politica/08_m...4f486ba6.shtml




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