Fini, as usual, ha detto una cazzata.
bruciare un pezzo di stoffa
uccidere un ragazzo per una sigaretta
Fini, as usual, ha detto una cazzata.


Durante i fatti di Praga, in Italia sono state bruciate delle bandiere russe, non credo fosse sbagliato. Nessuno pensava allora di offendere i russi, molti dei quali si sentivano umiliati da quello che il loro esercito stava facendo. Il problema non è se è reato bruciare una bandiera (secondo me non deve esserlo), ma quali sono le posizioni politiche sottostanti quel gesto. Posizioni che,nello specifico, non condivido. per il resto, mi sono già espresso al post 37


Ovviamente la 2°, scegliere la 1° presuppone la mancanza totale dei neuroni cerebrali.


Effettivamente non è molto giusto fare classifiche. Ma da una parte ci sta un morto.
Livio




Bruciare una bandiera non fa male a nessuno...è libertà di espressione (totalmente leggittima visto le atrocità di cui si rende protagonista israele), picchiare un ragazzo a morte è da criminali...ma si sa tutti i fascisti sono criminali
Vorrei sapere che ne pensa Pollock...


risposta scontata. Fini, il solito sionista di sempre, è riuscito anche questa volta a difendere i diritti dei suoi amichetti...


Lesioni gravi che però, a detta dell'avvocato Roberto Bussinello, difensore di 3 dei 5 imputati, "non dimostrerebbero l'accanimento nei confronti della vittima". E' fondamentale nella definizione dell'accusa chiarire se le lesioni dimostrino una volontarietà nell'aggressione. Se così fosse, il reato da preterintenzionale si trasformerebbe nel più grave omicidio volontario.
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quello che è grave è cercare di strumentalizzare un crimine per farlo apparire come crimine politico...


Pur ritenendo non debba essere considerato un reato bruciare le bandiere, credo che il comportamento del governo israeliano, che pur non condivido, vada letto in un contesto medio.orientale nel quale l'odio verso gli ebrei è insegnato fin dall'infanzia e non da oggi, rendendo i politici arabi prigionieri della cultura che essi stessi stanno continuando a creare. Gli scrittori israeliani che sono stati invitati sono portatori di voci di dialogo di cui il medio-oriente ha bisogno. Nelle piazze israeliane è concesso il manifestare agli esponenti delle più diverse idee e costumi; per gli integralisti del mondo arabo tale esempio è peggiore dello stesso rumore delle armi israeliane.