EHI, AVETE SENTITO FINI?
Avete sentito Fini? chi l’avrebbe potuto immaginare che, al suo primo Porta a Porta da carica istituzionale, avrebbe avuto un’uscita di questo genere? perfino Storaker lo ha redarguito!
La “lucidità” della sua analisi si sostanzia non solo, nella qualità delle affermazioni, ma anche e soprattutto nell’inusitata scelta dei soggetti da porre in paragone. Di sicuro si potevano confrontare per l’efferatezza e la brutale gratuità degli eventi l’omicidio della signora Reggiani e quello del giovane di Verona, Nicola, sarà un caso che io non ne ricordi il cognome? Durante i TG ben poche volte ci è stato rammentato, forse chissà, c’è una precisa volontà nel cercare di avvolgere nella nebulosa dell’anonimato questo terribile, stolto omicidio; ma di sicuro c’è una volontà ben definita nell’ alluvionante profusione delle “opinioni degli esperti” (sociologi, psicologi, magistrati) che strotolano dissertazioni sui disagi del “branco”. Per il delitto di Roma non è stato invece necessario: si diceva “rumeno” ed era quanto bastava ad evocare nell’immaginario collettivo , che i signori dell’informazione contribuiscono ad alimentare,la summa di tutti i mali .
Il neo presidente della camera, invece, da un Vespa più untuoso del solito, dice che il boicottaggio al salone del libro di Torino, perpetrato da gruppuscoli riconducibili all’estrema sinistra , cela una violenza ben più grave e pericolosa: trattasi di violenza antisemita. Solo un filosemita fresco di giornata o quasi come lui, può incorrere in questo equivoco e confondere il boicottaggio alla celebrazione del 60° anniversario della nascita di Israele con l’antisemitismo.
E’ una contestazione che non capisco e non condivido anche perché finisce per rivolgersi agli scrittori israeliani, che adoro, che leggo con insaziabile voracità e che sono gli unici veri baluardi contro l’arrogante sionismo. Ma è davvero difficile immaginare Vattimo, animatore di queste proteste, armato di spranghe e catene!
Sono idee, posizioni politiche da combattersi con le idee, è invece solo disorientante smarrimento quello che sento di fronte all’ingestibile violenza del nulla.
ANTONELLA SENSI




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