IL DECALOGO DEL PARTITO DEGLI ONESTI
Repubblica — 21 novembre 1991 pagina 4
ROMA - E' pronto il decalogo del partito degli onesti. Il segretario del Pri Giorgio La Malfa ne parla in un' intervista pubblicata oggi dal settimanale ' Epoca' . "Penso ad un grande partito democratico - dice La Malfa - ad una federazione di forze unite dalla volontà di cambiare, che possa sancire la nascita di un governo che non sia più imperniato sulla Dc". A questa "federazione di forze" è rivolto il decalogo, un documento programmatico messo a punto dallo stesso La Malfa in cui si affrontano tutti i temi di attualità, dalle privatizzazioni alla mafia, all' immigrazione. Eccone qualche passaggio.
Privatizzazioni. Cedere ai privati circa metà delle imprese pubbliche e tutte le Casse di risparmio, tramite un' agenzia sul modello di quella dell' ex Germania dell' Est.
Criminalità. Condanna esecutiva dopo il primo grado per i reati più gravi. Per gli altri, dopo il secondo. Resta fermo per tutti il diritto ad un terzo grado di giudizio.
Immigrazione. Contingentare nuovi ingressi in poche migliaia per alcuni anni, soltanto per coprire l' offerta di lavoro.
Finanza. Sancire l' indipendenza della Banca d' Italia dal potere politico, specificando nella Costituzione che deve assicurare la stabilità del potere d' acquisto della lira.
Istituzioni. Governo più forte, guidato da un cancelliere con personalità autorevoli non parlamentari, introduzione dei collegi uninominali, elezione diretta del sindaco.
Moralizzazione. Alternanza al governo, perchè nell' inamovibilità degli uomini politici sta la garanzia della loro impunità.
Previdenza. Oltre una soglia minima garantita per tutti, i lavoratori costituiscono la propria pensione integrativa, deducibile dalle imposte. Il periodo minimo della contribuzione obbligatoria va portato a 35 anni.
Mezzogiorno. No all' intervento straordinario, sì agli incentivi per gli investimenti produttivi.
Difesa. Abolizione della difesa obbligatoria. Le Forze armate devono essere costituite da volontari e professionisti, donne comprese.
Rai. Il servizio pubblico si giustifica solo se si mantiene indipendente dal potere politico. Sennò, meglio privatizzare.
Dopo aver disegnato la "strategia degli onesti" nell' intervista al settimanale La Malfa ricorda che "in questo momento è in corso un dialogo fra il Pri ed i cattolici, soprattutto coi gruppi che si occupano di volontariato".
http://ricerca.repubblica.it/repubbl.../21/046il.html




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