che ci possa essere una discrepanza tra pericolo reale e percezione del pericolo è fuori discussione
pero..
http://blog.panorama.it/italia/2008/...rsi-al-sicuro/
Città di notte: le donne possono davvero sentirsi al sicuro?cristina.bassi Venerdì 18 Aprile 2008 alle 18
7 3 commenti
“Milano non è una giungla, ci sono i controlli delle forze dell’ordine e i reati in città sono diminuiti”. “Passeggio da sola esclusivamente in centro, mai in certe zone buie e isolate”. “Evito di uscire la sera senza compagnia e non prendo i mezzi in periferia”. “Rientro la notte da sola e non sempre trovo parcheggio sotto casa. Ma non ho mai avuto paura”. “È fondamentale scegliere con cura i posti e la gente da frequentare”. “Una volta in tram mi hanno importunato in sei. Da allora tengo in borsetta uno spray irritante”. Voci di donne dalle notti milanesi. La città è davveroostile e insidiosa per le sue abitanti? A leggere cronache e numeri, c’è da chiudersi in casa. Nel 2006 i casi di violenza sessuale sono stati 272, 342 nel 2007. Statistiche per difetto, visto che molte vittime non sporgono denuncia e che a volte polizia e carabinieri non diffondono la notizia di questi reati.
Il 2008 è cominciato nel peggiore dei modi. La notte di Capodanno una madre e le sue due figlie sono state aggredite durante i festeggiamenti in piazza del Cannone (davanti al Castello Sforzesco), a gennaio gli episodi denunciati sono stati più di uno al giorno. Una ventenne di origini egiziane fatta salire in auto a forza fuori dall’ospedale Sacco e stuprata in una scarpata a Garbagnate, due badanti ucraine violentate sui vagoni abbandonati in stazione Centrale, una donna sequestrata e seviziata per ore da un uomo italiano a Quarto Oggiaro… L’80 per cento dei violentatori viene arrestato, dicono le forze dell’ordine. Ma la paura resta.
Letizia Moratti, il primo sindaco donna di Milano, si è impegnata per renderla più sicura. La sua battaglia è partita proprio dall’emergenza stupri. Nell’agosto 2006, a pochi mesi dalla sua elezione e dopo un’estate nera sul fronte delle aggressioni contro le donne, varò il cosiddetto “piano antiviolenze”. Previsti taxi agevolati per le donne in attesa alle fermate della metro di periferia, un “Radiobus rosa” per riaccompagnarle a casa, più telecamere nelle zone a rischio, come la stazione Centrale e i parchi, un pulsante di allarme alle fermate dell’autobus e ai semafori collegato con la centrale dei vigili, corsi di autodifesa, le insegna dei negozi accese ovunque anche la notte. Alcuni progetti sono stati realizzati, altri non ancora.
“Servono più controlli, a partire soprattutto dai luoghi a rischio”, spiega Alessandra Kustermann, responsabile del Servizio violenze sessuali dell’ospedale Policlinico-Mangiagalli. L’aumento degli stupri, secondo il medico, è legato a quello delle clandestine che arrivano in città per lavorare, ad esempio come badanti, e diventano facili bersagli. Il consiglio è di tornare a casa col Radiobus o in taxi invece che a piedi. Le straniere sono la maggior parte delle donne che si rivolgono all’Svs e, ricorda Alessandra Kustermann, le aggressioni per strada da parte di sconosciuti sono minoritarie rispetto a quelle tra le mura domestiche da parte di parenti o conoscenti. Tuttavia chi si occupa di soccorrere le donne descrive Milano come una città insidiosa, con aree degradate, strade buie. Che spegne le luci dopo le 20 e nel fine settimana e nei periodi di festa o in estate diventa un deserto dove gridare per chiedere soccorso è inutile.
Spulciando le storie raccolte dall’Svs, viene fuori che i luoghi più a rischio sono davanti al portone di casa o in cortile, l’orario da coprifuoco va dalle 20 alle 8 del mattino e i pericoli non si corrono solo in periferia o intorno alla stazione ma anche in quartieri centrali. A Milano molti ruoli di potere sono occupati da donne, sono numerose le giovani o meno giovani che arrivano in città da fuori per lavorare o studiare. Ma quello che trovano è un luogo a misura del “sesso debole”, soprattutto dopo il tramonto? Panorama.it ha trascorso le notti insieme alle donne che per lavoro vanno a dormire all’alba. E che smontano da dentro i luoghi comuni..





7 
Rispondi Citando
mi sembra un comportamento ammirevole e che dimostra un estremo altruismo.

