





Giusto per chiarire: il movimento ‘emo’ originale – anche se non si rispecchiava nell’etichetta – era una costola del punk-HC americano, nato nel 1986 con gruppi come Embrace (con Ian McKaye prima dei Fugazi), Rites of Spring, Moss Icon etc. Sostanzialmente era segnato da una presa di posizione contro il ‘machismo’ e la violenza che si stava affermando nella scena HC in quegli anni. Questi primi gruppi io li trovo originali, intelligenti e musicalmente validi. Quanto all’ “emo” di oggi – che almeno qua in Inghilterra si sta diffondendo come un’epidemia – penso sia semplicemente una moda (legata ad un certo modo di vestirsi etc.)
Ad ogni modo,
“sottoculture giovanili”
=
Sovversione!
Sveglia giovani, non lasciatevi lobotomizzare!


Eh già...Dietro all'emo, come genere musicale prima che movimento, ci sta dietro sempre il deus ex machina dell'underground americano, il buon Ian.
Dopo avere "creato" il movimento sXe, avere sviluppato il post-core indie con i Fugazi, elaborò una nuova chiave musicale interna sempre all'attitudine hardcore americana. L'emo-core lo ascoltavo già nel '96 con, oltre ai già citati, i grandiosi Lifetime, i Texas is the reason e i favolosi side-project degli Unbroken, Kill Holiday.
In Italia l'emo-core di quelli con i controstracazzi lo facevano già gli Eversor (che vidi alla 2 days of struggle a Padova nel 1992 mi pare se non ricordo male e dove conobbi l'esistenza del "neofascismo" visto che dei fascisti aggredirono un ragazzino che stava venendo al festival) che con il 7" split con Paul Chain entrarono nella storia dell'hardcore italico.
Ora l'emo odierno è una farloccata che riprende gli stereotipi emo, li estremizza e li pone in mano al business delle puttanate giovaniliste (non è una sottocultura l'emo, non diciamo minchiate).




Questo è l'emo che ha senso:
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e pensare che in Germania ho incontrato nazi-emo che venivano pure alle manifestazioni; roba da EMOrroidi!


e ce ne stava pure uno che alla chitarra sapeva suonare White Power degli Skrewdriver.