scEMO


scEMO


Di gruppi 'emo' validi musicalmente secondo me ce n'erano a pacchi negli anni '90. A me piacevano in particolare Promise Ring, Christie Front Drive, JazzJune... e ovviamente gli Eversor (lo split con i Comrades penso sia una delle cose migliori partorite dall'HC italiano, assieme al disco dei Sybil prodotto dal Repetto...)
Che poi gli 'emo' di oggi non siano una sottocultura giovanile non ne sarei tanto sicuro: bisognerebbe chiederlo ai diretti interessati. Alla fine è facile sbeffeggiare gli adolescenti, ma retrospettivamente non penso siano poi tanto peggio dell'emo medio anni '90: una tendenza o moda giovanile non smette di essere tale solo perchè 'd.i.y.', 'autoprodotta' etc. Ma qua bisognerebbe aprire una parentesi riguardo alle 'sottoculture' (tra cui quella punk) e su come abbiano servito e servano tutt'ora ad ingabbiare le persone con false identità ed etichette, di fatto servendo a promuovere i valori dell'individualismo (ma ovviamente tu non sarai d'accordo...)
- SOTTOCULTURE
+ AGRICULTURE
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[SILVIA]
SMIDOLLATI!
[/SILVIA]


http://www.she.altervista.org/emotest.htm
fatelo tutti!
(maledetto 7%..)


quoto la parte artistica e rilancio che agli eversor a Padova mi ritrovai con gli occhi lucidi con tutta la gente sul palco a cantare, batteria lanciata via dal palco, loro che oramai non suonavano manco più.
Seconda parte nada de nada.
Le sottoculture sono identità che servono a costruire comunità, comunità con cui si spacca il concetto di individualismo.
Proprio l'esatto contrario.
Poi nell'hc (specie di derivazione NY) questo è evidentissimo:
friendship.loyalty.commitment sono l'antitesi dell'individualismo.
Il problema è la sussunzione di una sottocultura all'interno di un discorso mercificato/mercificante. Lì la propensione comunitaria è annullata da una serie di meccaniche dove invece di comunità di fratelli si passa a struttura produttore/consumatore.
Che è una comunità indotta, non genuina, capitalistoriented.










ah ah sono 0%emo!