SPERANDO CHE IL “GOVERNO OMBRA” FACCIA DAVVERO “OMBRA”

E ora c’è il “governo ombra”…Evitando di giudicare l’idea sulla base dei pregressi insuccessi, cerchiamo di valutarne laicamente le potenzialità.
Allora cominciamo a distinguere fra “ in ombra” e “ che fa ombra”. Nel primo caso forse si tratterebbe di un esercizio di mera autoreferenzialità che avrebbe quasi esclusivamente lo scopo di metabolizzare la cocente sconfitta, riducendo così tutta l’operazione, ad uno sterile ed ininfluente “ come se”…
Nel secondo caso, invece, un governo speculare, che “faccia ombra” a quello in carica con proposte incalzanti che identifichino risposte interessanti, plausibili, che disegnino un’identità alternativa alla destra, sarebbe un’opera meritoria.Tali proposte, tenendo conto dell’inidentitarietà evidenziata da quest’ultimo voto, possano conquistare il consenso dei cittadini: un “governo ombra” così farebbe di sicuro un gran bene al Paese facendo crescere in differenza e credibilità l’offerta politica del Partito Democratico.
I primissimi provvedimenti di questo nuovo governo: l’economia di Tremonti e quello contro l’immigrazione comunitaria ( allo scopo di garantire la sicurezza )di Maroni, colgono i temi che maggiormente rappresentano le idee forti di quella parte politica. Tremonti conquista le prime pagine di tutti i giornali annunciando di avere nel mirino banchieri e petrolieri, dichiarazione forte e spavalda che fa impallidire quel “ anche i ricchi piangano”che indusse a pubblica ammenda tutto l’esecutivo del governo Prodi.
Anch’io, certo mi sento in totale consonanza con Veltroni quando dice che, invece, “i poveri devono ridere”ma forse, visto che la coperta è sempre la stessa, forse, e senza accanimenti e cattiverie, lo giuro, forse, qualche lacrimuccia fatta spendere ai
ricchi, può essere indispensabile per far ridere i poveri !
Poi c’è Maroni, che in questi giorni, sta lavorando di gran lena, per ottenere che le frontiere vengano chiuse ai neocomunitari rumeni promuovendo il disappunto e lo sconcerto di tutta la comunità europea pur avvezza alle “stranezze” dei ministri dei vari governi Berlusconi.
Posizioni radicali che lasciano un ampio spazio per contrapporre altre soluzioni, altri progetti, altri paesaggi. Ma ci sono queste proposte che non sempre si sono evidenziate durante la trascorsa campagna elettorale? Su questi specifici argomenti le posizioni del P.D. sono apparse un po’ evasive tanto da sembrare appiattite sulle proposte della destra, forse nel timore di perdere ancor di più, ma se queste proposte ci sono, se ben sappiamo chi siamo questo è il momento buono: diciamolo!
Le elezioni svoltesi ieri in Serbia promettono un’ulteriore allargamento dell’Europa, si deve saper rispondere ai rischi eventuali che ciò può comportare ed evitare di diventare il ricettacolo della transfuga delinquenza dell’Est. Forse ci vuole una giustizia che funzioni e che scoraggi…senza sottovalutare il ruolo democratizzante svolta dall’Europa, tutti i provvedimenti di legge proposti nei patrii confini vanno visti in prospettiva europea. Sarà bene non perdere di vista l’importanza delle elezioni del 2009 per la composizione del nuovo parlamento europeo dove il P.D.
non solo si conterà, ma avrà un nuovo spazio di costruzione nel quale, investendo in futuro, potrà imporre un’idea di società in cui ci si possa ancora sentire colpevolmente egoisti quando si incontri il sorriso e lo sguardo dell’ “altro”.

ANTONELLA SENSI