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Discussione: Dimenticare Al Gore

  1. #1
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    Predefinito Dimenticare Al Gore

    È il sole, non l’uomo la prima causa del riscaldamento globale. Il professor Pedrocchi prova a documentarlo una volta per tutte. Numeri alla mano

    «No, no, è tutt’altro che dimostrato». Ernesto Pedrocchi scuote la testa. «Lo so che nell’ambiente politico-mediatico il consenso è quasi totale, ma nel mondo della ricerca scientifica i dubbi e il dibattito sono accesissimi: è tutt’altro che certo che i cambiamenti climatici siano di origine antropica, siano cioè dovuti alle attività umane. Un’indagine recente tra i climatologi tedeschi, per esempio, ha rilevato il 37 per cento di aderenti all’ipotesi dell’origine antropica dei cambiamenti, il 36 di scettici e il resto su posizioni intermedie». E il professor Pedrocchi, ordinario di Energetica al Politecnico di Milano, comincia a sciorinare i suoi grafici. «Guardi questo, per esempio (figura 1): mostra l’andamento della concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera terrestre. Certamente c’è un incremento, ma è tutt’altro che certo che dipenda dalle emissioni umane: la parte inferiore del grafico, che rappresenta l’aumento della CO2 anno per anno, è assai irregolare, e mostra picchi di crescita proprio negli anni in cui si è verificato El Niño, uno sconvolgimento climatico naturale che nasce dalla periodica inversione delle correnti calde e fredde nell’Oceano Pacifico. La quantità di CO2 scagliata nell’atmosfera da fenomeni come questo è molto più imponente di quella dovuta all’attività umana. Del resto, in generale, la CO2 di origine naturale è il 96-97 per cento del totale, quella prodotta dalle attività umane solo il 3-4 per cento. È evidente che variazioni, anche significative, di questa quota incidono ben poco sul totale, mentre cambiamenti anche lievi dell’attività naturale possono avere effetti molto più rilevanti rispetto al contenuto antropico. Come emerge anche da quest’altro grafico (figura 2): nell’ultimo mezzo secolo l’aumento di CO2 nell’atmosfera è avvenuto con regolarità e in maniera del tutto indifferente alle variazioni, come si vede notevoli, delle emissioni di origine antropica».

    Dunque, professor Pedrocchi, lei non discute sull’aumento della temperatura terrestre, ma ritiene che sia la natura, non l’uomo, il principale responsabile.
    Esatto. La CO2 di origine antropica, se conta, conta poco. La temperatura della Terra ha sempre subìto variazioni anche importanti, quando gli uomini non c’erano ancora o quando la loro attività era certamente ininfluente. Ci sono stati, nella storia climatica della Terra, anche in tempi recenti, cambiamenti di maggior entità e più bruschi di quello attualmente in corso. L’aumento di temperatura in atto (circa 0,7 gradi Celsius nel XX secolo, circa 0,5 negli ultimi 30 anni) non è così catastrofico come paventano. Tra l’altro nel dibattito pubblico non si ricorda mai un fatto ben noto agli scienziati, cioè che l’effetto dell’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera sull’aumento di temperatura segue una legge logaritmica.

    Una legge logaritmica?
    Vuol dire che l’aumento della concentrazione ha un’influenza sempre più debole sull’aumento di temperatura: ad aumenti crescenti di CO2 corrispondono variazioni sempre più piccole della temperatura, come mostra la figura 3. Il fatto è che il clima della Terra è un fenomeno estremamente complesso, di cui in realtà conosciamo molto poco. Vuole qualche altro esempio? Secondo la teoria dell’effetto serra, la temperatura nella troposfera dovrebbe aumentare in misura maggiore di quella al suolo; invece la temperatura misurata sulla superficie terrestre mostra aumenti più evidenti di quelli rilevati dalle sonde poste su palloni aerostatici nella troposfera. Anche le misure fatte con i satelliti evidenziano aumenti di temperatura nella troposfera inferiori o eguali a quelli rilevati a terra. Non quadra. Oppure il metano. Il metano è un altro gas serra, la sua produzione risente dell’azione umana molto più della CO2 ed è in costante aumento. Ebbene, da una decina d’anni a questa parte invece la sua concentrazione nell’atmosfera si è stabilizzata, e addirittura negli ultimi tempi tende a diminuire. Perché, se la sua produzione aumenta? Nessuno se lo sa spiegare.

    Ma se il riscaldamento globale non dipende dall’uomo, a cosa è dovuto?
    Oggi molti studiosi hanno il forte, fondato sospetto che i cambiamenti climatici siano in stretta relazione con l’attività solare. L’attività del sole, connessa con la radiazione che esso invia nello spazio quindi anche sulla Terra, è correlata con il numero di macchie solari. Questo numero è aumentato fortemente dal periodo preindustriale, coincidente all’incirca con la piccola glaciazione, ed è ora a un livello mai riscontrato negli ultimi 1.200 anni. Diverse ricerche hanno evidenziato una stretta correlazione tra attività solare e temperatura terrestre non solo negli ultimi centocinquanta anni, ma anche su un periodo più lungo, come mostra il grafico relativo (figura 4). Questa stretta correlazione potrebbe spiegarsi col fatto che il sole invia sulla Terra anche il “vento solare”, un flusso magnetico che è più intenso quando esso è più attivo. Il vento solare, che interagisce con il campo magnetico terrestre (una grandezza normalmente misurata da oltre un secolo), causa una deviazione dei raggi cosmici che favoriscono la formazione delle nubi a bassa quota, le quali schermano la radiazione solare. La catena quindi potrebbe essere: numero superiore di macchie solari, maggiore attività del sole, vento solare più forte, minore formazione di nubi. Il tutto contribuisce all’aumento della temperatura. Vuole ulteriori elementi a sostegno di questa ipotesi? Osservi la relazione tra l’attività del campo magnetico terrestre, influenzato dal vento solare, e la temperatura (figura 5). Impressionante, no? Ma non è finita: ci sono forti analogie perfino tra l’andamento della temperatura terrestre e quello di Nettuno, ottavo pianeta del Sistema solare. Ebbene, se variazioni della temperatura tanto simili si manifestano su due pianeti così diversi, è probabile che la causa vada cercata in un elemento comune a entrambi, che potrebbe essere appunto l’attività solare. Anche Marte e Giove, del resto, mostrano negli ultimi decenni indubitabili segni di riscaldamento.

    Allora perché, se gli indizi in questa direzione sono così forti, ci si ostina a puntare il dito contro le attività umane?
    Quando ha un momento di tempo, dia un’occhiata al testo scritto da David Henderson, economista che ha ricoperto diversi incarichi nella Banca mondiale, pubblicato sul sito dell’Istituto Bruno Leoni. Spiega che ci troviamo di fronte a un “redenzionismo globale”: l’uomo occidentale ha peccato, il suo “peccato originale” si chiama sviluppo, e ora deve espiare. Questa è l’ideologia che sta dietro alla retorica dell’origine antropica dei cambiamenti climatici. Il nome di questa espiazione è “mitigazione”: l’unica possibilità è “mitigare”, cioè ridurre il più possibile le emissioni “nocive”. Ma è una strategia fallimentare, perché ci sono e ci saranno sempre popoli poveri che vogliono migliorare: l’unico risultato delle leggi restrittive nei paesi sviluppati è che le aziende esportano le attività che producono gas serra, in particolare CO2, in paesi più tolleranti, dove le emissioni raggiungono livelli maggiori. E il risultato globale è un peggioramento.

    E invece in quale altro modo dovremmo affrontare il riscaldamento globale?
    L’alternativa è l’adattamento. Sempre gli uomini si sono sforzati di adattarsi alle variazioni climatiche, lo possiamo fare anche questa volta. Mentre la mitigazione avrà risultati, se ne avrà, minimi e a lunghissimo termine, l’adattamento può avere esiti immediati e validi comunque, che la causa sia antropica o naturale. Pensi alla Birmania, densamente abitata nelle zone vicino al mare e flagellata dai cicloni: interventi volti a proteggere la popolazione delle coste dall’ipotetica crescita del livello del mare la proteggerebbero anche da cicloni e maremoti. Simili interventi si realizzano in tempi brevi e sono utili a prescindere dalla temperatura. Scommettere sulla capacità dell’uomo di organizzarsi per adattarsi, ecco la vera alternativa.

    Da Tempi.it, 13 maggio 2008

    http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=6634

  2. #2
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    Nonostante il grande spazio che la propaganda dell'ONU e di Gore continua ad avere sui media, l'ipotesi apocalittica sulla causa umana del riscaldamento globale trova sempre meno consenso nella comunità scientifica. Il Canada's National Research Council ed il Max Planck Institute tra gli altri si dedicano allo studio dell'attività solare e prevedono un possibile raffreddamento globale, e il dott. Arthur Robinson, co-fondatore dell'istituto dell'Oregon di Scienza e Medicina, mette in guardia sul pericolo della “scienza per consenso” praticata dalle Nazioni Unite.

    Il dott. Robinson, in collaborazione con altri scienziati, è stato uno dei primi critici delle teorie apocalittiche sul riscaldamento globale. Ha scritto articoli e creato video presentazioni che dimostrano come l'ipotesi del riscaldamento globale causato dall'uomo sia errata, mostrando che l'ipotesi non è sostenuta da prove osservabili. Per giungere a questa conclusione, il professor Robinson ed i suoi colleghi hanno raccolto i risultati di centinaia di studi su ogni aspetto dell'ipotesi del riscaldamento.Questa intervista è stata raccolta da William F. Jasper di The New American.

    ___________________________


    The New American: Accendi un qualsiasi canale, apri qualunque giornale o rivista ed è chiaro che siamo bombardati dal messaggio che la terra sta riscaldando. C'è qualche base per questo proclama?

    Dott. Arthur Robinson: Sì, ma la temperatura sta aumentando soltanto di 0.5° C al secolo. Inoltre, questo aumento non è causato dall'attività umana.

    TNA: Coloro che incolpano l'umanità di causare il riscaldamento globale risponderebbero a questo punto dicendo che la temperatura della terra è la più calda in 400 anni e che questo è significativo.



    Dott. Robinson: Hanno ragione, ma vi mostrano soltanto i dati degli ultimi 400 anni. Se si considerano i dati per un intervallo di tempo più lungo, si vede che le temperature oggi non sono particolarmente calde. La temperatura attuale è intorno alla media per i 3.000 anni scorsi. Era molto più caldo durante l'optimum climatico medioevale di 1.000 anni fa (si veda figura 1). Il clima, come sappiamo dalle annotazioni storiche, era perfettamente buono durante quel periodo caldo. In effetti, era un po' migliore. Così, sì, è il periodo più caldo negli ultimi 400 anni. Inoltre, la temperatura, che sta aumentando molto lentamente, è correlata con l'attività del sole, non con l'uso degli idrocarburi (si veda figura 3).

    TNA: Quelle stesse persone direbbero che la scienza ha parlato, che la CO2 è la causa. Cosa ne dite?

    Dott. Robinson: Gore, ed altri, ci dicono che la CO2 è una sostanza inquinante e che gli esseri umani hanno causato questo terribile problema. Ma realmente l'atmosfera contiene un sacco di anidride carbonica. L'anidride carbonica, l'acqua e l'ossigeno sono necessari per la vita. Senza queste sostanze nell'atmosfera, la vita non sarebbe possibile. Tutto il carbonio nei nostri corpi inizia come anidride carbonica atmosferica. In più, noi stiamo aggiungendo soltanto moderatamente e temporaneamente ai livelli della CO2.

    L'anidride carbonica si muove attraverso l'atmosfera nella sua strada verso gli oceani e la biosfera. L'uso umano ha causato un aumento transitorio durante il secolo passato – da circa lo 0.03 per cento allo 0.04 per cento delle molecole atmosferiche. L'uomo sta producendo circa 8 gigatons all'anno, ma ci sono 40.000 gigatons nella biosfera e negli oceani.

    TNA: Da dove vengono?

    Dott. Robinson: Sono già lì – generati come parte della natura. Fra il 1880 ed il 1890, il livello di CO2 nell'atmosfera era di circa 295 ppm [parti per milione]. Per un confronto, questo ufficio ora sta aumentando verso 1.000 ppm perché stiamo tutti esalando anidride carbonica.

    L'aumento causato dall'uomo nell'atmosfera non è permanente, ma provvisorio. Questo aumento è mantenuto soltanto dalla nostra produzione e, non appena smetteremo di produrne in qualche momento futuro in cui la nostra tecnologia avanzerà, tornerà al suo livello naturalmente controllato.

    Quando usiamo gli idrocarburi, l'anidride carbonica risultante passa attraverso l'atmosfera nel suo moto verso agli oceani e la biosfera, così c'è un aumento nell'atmosfera. L'anidride carbonica sta un periodo molto corto di circa sette anni nell'atmosfera. Tuttavia, quando è nella più alta concentrazione, è meraviglioso per noi perché fa crescere le nostre piante più velocemente, il che aumenta sensibilmente la quantità e la diversità della vita animale e vegetale.

    TNA: Al Gore inoltre dice che la IPCC dell'ONU ha parlato ed il dibattito è finito, perché c'è un consenso. Cosa ne dite?

    Dott. Robinson: Ora l'ONU sostiene di avere circa 2.500 persone e circa 600 scienziati seriamente coinvolti. Questo è ciò che Al Gore indicherebbe ad oggi.

    Abbiamo più di 22.000 scienziati firmatari della nostra petizione sul riscaldamento che hanno visionato la questione e concluso essenzialmente l'opposto di questa gente delle Nazioni Unite. Questo non dice niente sulla scienza. La scienza non dipende dai voti. Che ne abbiamo 22.000 e l'ONU può averne 600, non importa. L'unica cosa che la nostra petizione dimostra è che non c'è consenso fra gli scienziati a sostegno delle asserzioni dell'ONU.

    Le questioni scientifiche non vengono mai risolte in questo modo. La scienza riguarda la verità naturale. La verità non necessita di alcun avvocato. Si impone da sé.

    Nella scienza, uno scienziato può scoprire la verità su qualcosa. Allora sviluppa un'ipotesi e l'ipotesi è esaminata attraverso vari mezzi. A condizione che l'ipotesi superi le prove sperimentali, essa diventa più forte e più ci si conta – a meno che venga a mancare una prova sperimentale. Se è un'ipotesi molto buona con una vasta utilità, può spargersi in tutta l'intera comunità scientifica e trasformarsi in una parte della base della conoscenza scientifica. Il processo tramite cui questo è fatto non è la cosa importante. La verità è importante. La verità scientifica non si determina con votazioni o convocando riunioni.

    TNA: Ma guardando alle dichiarazioni di Nazioni Unite, IPCC e media, il pubblico medio può essere portato a credere che abbiano calcolato il riscaldamento globale.

    Dott. Robinson: La scienza del clima è una scienza molto primitiva. L'atmosfera è un sistema complicato, in qualche modo simile alla biochimica umana. Conosciamo alcune cose, ma non conosciamo la maggior parte dei fatti necessari. Com'è noto, i climatologi hanno difficoltà a predire il tempo con una settimana o due in anticipo. Certamente non possono predire il clima per molti anni a venire.

    Ci sono alcuni scienziati molto bravi, come Richard Lindzen al MIT, che lavorano sui particolari della teoria del clima e tentano di capire dettagliatamente l'atmosfera. Stanno avanzando lentamente verso la soluzione finale di questo sistema molto complesso. Oggi, questo sistema può essere valutato soltanto empiricamente perché ancora non è compreso.

    Possiamo mostrare che l'ipotesi di riscaldamento globale causato dall'uomo è falsa, tuttavia, perché abbiamo abbastanza dati empirici per falsificare questa ipotesi. Il riscaldamento globale causato dall'uomo è un'ipotesi a cui sono venute a mancare tante prove sperimentali da essere chiaramente senza valore.

    TNA: Alla persona media, quei rapporti della IPCC paiono molto autorevoli, molto preoccupanti. A noi sembra come una battaglia fra due schieramenti di esperti. Come possiamo sapere a chi credere?

    Dott. Robinson: In primo luogo, solo perché l'ONU ha speso un'enorme quantità di denaro per convocare riunioni di 600 persone principalmente interessate – molte delle quali stanno ricevendo concessioni di ricerca ed altri benefici accessori per partecipare – per provare a determinare qualcosa che non è conoscibile con i dati e le tecniche attuali e per produrre un rapporto, non dimostra niente.

    Inoltre, molti di questi 600 non sono d'accordo con le conclusioni a cui l'ONU-IPCC fa pubblicità. Agli scienziati non è mai permesso di approvare o disapprovare la relazione finale e molte delle osservazioni che presentano per la pubblicazione nel rapporto sono rifiutate dai burocrati dell'ONU.

    In primo luogo, il rapporto che inizialmente è stato rilaciato al pubblico dall'ONU-IPCC è un sommario esecutivo messo assieme da una manciata di persone compresi burocrati, politici, operatori dell'ONU ed alcuni scienziati. Pubblicano un resoconto sommario con propaganda dell'ONU dentro. Quindi ritornano ai rapporti dei 600 scienziati ed inseriscono delle frasi in quei rapporti in modo che siano conformi al sommario.

    In nessun momento in questo processo i 600 votano l'approvazione o la disapprovazione del loro stesso rapporto o del resoconto sommario. Così questo rapporto non è neppure approvato dalle persone che si sostiene l'abbiano creato. Questo è un processo fraudolento.

    TNA: Non usano lo stesso vostro insieme dei dati?

    Dott. Robinson: Sì, per la maggior parte. Salvo che spesso non eticamente omettono quella parte dei dati che non collima con la loro ipotesi. Selezionano la parte dei dati che favorisce la loro conclusione e scartano il resto.

    Se giocate con i dati, potete falsificare. Così l'ONU raccoglie solo parte dei dati. Noi li consideriamo tutti.

    TNA: Gli scienziati che non hanno timore di parlare sono accusati tipicamente dagli ambientalisti di essere pagati dalle compagnie petrolifere.

    Dott. Robinson: Bene, non siamo mai stati abbastanza fortunati da ricevere soldi da loro e intendo in ogni senso, personalmente, professionalmente nel nostro laboratorio, o in qualsiasi maniera. Non abbiamo ricevuto mai una moneta da dieci centesimi di dollaro da qualcuno che avesse un interesse economico specifico in questa questione. Tuttavia, il potere dell'ONU di controllare e razionare l'energia nel mondo – il reale obiettivo della loro attività - avrebbe un effetto terribile e negativo sulle vite di tutti gli americani. In questo senso, tutti i nostri sostenitori hanno un interesse economico.

    TNA: Al Gore inoltre fa una grande questione della recessione dei ghiacciai.



    Dott. Robinson: Ma mostra soltanto i dati per intervalli limitati di tempo che sembrano sostenere le sue affermazioni. Qui c'è la curva dei ghiacciai mondiali (si veda figura 2) basata su una media dei ghiacciai di tutto il mondo per cui ci sono buone annotazioni. Alcuni ghiacciai in realtà stanno aumentando, ma in media i ghiacciai stanno diminuendo – verso lunghezze più normali tipiche delle temperature globali medie di lunga durata. Questa curva è compensata entro 20 anni perché c'è un ritardo di circa 20 anni fra l'aumento di temperatura e la riduzione dei ghiacciai.

    Così l'aumento di temperatura riflesso nelle lunghezze dei ghiacciai comincia circa nel 1800. I ghiacciai si stanno riducendo da 200 anni. Hanno cominciato a ridursi un secolo prima che quantità significative di CO2 fossero prodotte dall'attività umana. Noti inoltre che la riduzione è lineare. L'uso degli idrocarburi è aumentato di sei volte e il tasso di fusione dei ghiacciai non è cambiato affatto.

    I ghiacciai hanno cominciato a ridursi molto prima che usassimo quantità significative di idrocarburi e, quando abbiamo sestuplicato la nostra produzione, il tasso di riduzione non è cambiato. Di conseguenza, l'uso umano dell'idrocarburo non è evidentemente la causa della riduzione dei ghiacciai o del leggero aumento naturale della temperatura che sta causando quella riduzione.

    TNA: Quindi che cosa sta causando il riscaldamento della terra?



    Dott. Robinson: Un buon indizio è contenuto nei dati che mostrano la temperatura dell'aria artica contro l'attività solare (si veda figura 3). C'è una buona correlazione. Anche la temperatura in superficie contro i dati sull'attività solare correlano bene (si veda figura 4).

    TNA: Cosa pensa della dimostrazione di Gore nel suo film, con quei grafici molto grandi, che la temperatura segue la traccia della CO2 ed è, quindi, la causa di quel riscaldamento?

    Dott. Robinson: In quelle curve, la temperatura sale prima della CO2 e scende prima della CO2. La CO2 è in ritardo sulla temperatura. Ed il motivo è che l'aumento della CO2 è causato dall'aumento di temperatura piuttosto che viceversa. Quando le temperature aumentano, l'anidride carbonica viene rilasciata dagli oceani, proprio come l'anidride carbonica dalle bibite analcoliche quando la loro temperatura aumenta. Gore mostra le curve con povera risoluzione, di modo che questo non può essere notato dall'osservatore. Il suo film è pieno di dozzine di altri errori e false dichiarazioni intenzionali.

    Il mio favorito è la parte in cui Gore dice che “gli scienziati che si specializzano nel riscaldamento globale hanno i modelli al computer che molto tempo fa hanno predetto questa scala di aumento di temperatura.” Quindi visualizza un grafico delle loro presunte “previsioni” e delle pretese temperature reali.

    Questo grafico è fasullo in diversi sensi, ma il più notevole è che la curva prevista dal computer comincia nel 1938 – prima che sia Al Gore che il computer fossero stati inventati. A meno che Al Gore abbia inventato il computer prima di nascere, e non lo abbia mostrato a nessuno tranne che ai modellatori del clima fino a dopo la II Guerra Mondiale, questo è impossibile, perché non c'erano computer nel 1938!

    TNA: Parlando dei computer, permettere che l'ONU assuma la direzione dell'energia mondiale avrebbe un grande effetto sul nostro livello di vita, o no?



    Dott. Robinson: Uno stimato nove per cento dell'energia degli Stati Uniti oggi è usato per alimentare i computer ed Internet. Questa tecnologia non può esistere senza energia. Le automobili richiedono energia. Non potete riscaldare la vostra casa senza energia.

    Se l'ONU controlla, raziona e tassa l'energia, avrà il potere di decidere se potete far funzionare una stufa a legno, se potete far funzionare un'automobile, o se potete usare la tecnologia che permette la nostra vita moderna. Quando lo dite alla gente, vi guardano strano. Non credono che possa accadere.

    Il potere di tassare e razionare l'energia è il potere di controllare il mondo – di avere il controllo della vita e della morte su ogni essere umano sul pianeta. Nessun governo dovrebbe mai avere questo potere. Il programma di Nazioni Unite e IPCC non riguarda il clima o la salvezza dell'ambiente. Riguarda il potere e il denaro – montagne di denaro.

    Se Gore e l'ONU avranno successo, l'effetto non sarà solo la diminuita prosperità negli Stati Uniti. Nei paesi sottosviluppati, miliardi di persone si stanno sollevando dalla povertà grazie all'energia degli idrocarburi. Se la loro disponibilità di energia sarà razionata e tassata, scivoleranno indietro nella povertà, nella miseria e nella morte. Questo soddisfa il programma di controllo della popolazione delle Nazioni Unite.

    Se l'abuso e la falsificazione del metodo scientifico che guida la mania del riscaldamento causato dall'uomo avrà successo, causerà i più grandi atti di genocidio umano che il mondo abbia mai conosciuto.

    Deve essere fermato.

    http://gongoro.blogspot.com/2008/02/...-virtuale.html

  3. #3
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    http://topics.nytimes.com/top/news/s...ing/index.html

    quindi il sole in 4 anni e la CO2 prodotta dalla natura è riuscita a ridurre i ghiacci in questo modo?

    è possibile che in soli 50 anni le temperature siano aumentate di questa intensità?

    Ps: dove son le tabelle citate?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Kronos Visualizza Messaggio
    http://topics.nytimes.com/top/news/s...ing/index.html

    quindi il sole in 4 anni e la CO2 prodotta dalla natura è riuscita a ridurre i ghiacci in questo modo?
    e dall'altra parte abbiamo il record..

    Gennaio 2008: è ancora record per la banchisa antartica

    L'estensione dei ghiacciai antartici ha raggiunto un valore record per il mese di Gennaio. Dal 1979, primo anno di registrazione puntuale, ad oggi, mai si era registrato un valore simile, pari a circa 6.8 milioni di chilometri quadrati. Per meglio rendere l'idea, basti pensare che l'Italia ha una superficie di 300mila chilometri quadrati, 22 volte inferiore. L'incipit del 2008, quindi, da chiari segnali di un netto rallentamento del Riscaldamento Globale sebbene un solo dato non sia ancora significativo per ipotizzare un'inversione di tendenza. Certo è che lo stato di salute dell'Antartide ha sempre destato minor preoccupazione rispetto a quello dell'Artico e, in generale, di tutto l'emisfero settentrionale e questi ultimi dati non fanno che confermare il suddetto trend.

    http://www.3bmeteo.com/giornale/meteo_articolo-7478.htm

  5. #5
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  6. #6
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    Per la grande maggioranza degli scienziati è l'attività umana la prima causa del riscaldamento globale.
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Gian_Maria Visualizza Messaggio
    Per la grande maggioranza degli scienziati è l'attività umana la prima causa del riscaldamento globale.
    è quello che sapevo pure io...ma con l'IBL non si finisce mai di "iparare"...

  8. #8
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    La temperatura della Terra non è mai stata costante, e nel corso dei millenni ci sono state variazioni di decine di gradi. Basti pensare che all'epoca degli egiziani, costruttori delle piramidi, il sahara non era un deserto, ma una fertile pianura.

    Le attività umane non incidono in maniera così rilevante. Al più che attualmente siamo al di sotto della temperatura media presunta negli ultimi 2000 anni.

  9. #9
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    Magari son cavolate...

    http://www.nasa.gov/worldbook/global...worldbook.html

    Global Warming


    Global warming is an increase in the average temperature of Earth's surface. Since the late 1800's, the global average temperature has increased about 0.7 to 1.4 degrees F (0.4 to 0.8 degrees C). Many experts estimate that the average temperature will rise an additional 2.5 to 10.4 degrees F (1.4 to 5.8 degrees C) by 2100. That rate of increase would be much larger than most past rates of increase.
    Scientists worry that human societies and natural ecosystems might not adapt to rapid climate changes. An ecosystem consists of the living organisms and physical environment in a particular area. Global warming could cause much harm, so countries throughout the world drafted an agreement called the Kyoto Protocol to help limit it.
    Causes of global warming
    Climatologists (scientists who study climate) have analyzed the global warming that has occurred since the late 1800's. A majority of climatologists have concluded that human activities are responsible for most of the warming. Human activities contribute to global warming by enhancing Earth's natural greenhouse effect. The greenhouse effect warms Earth's surface through a complex process involving sunlight, gases, and particles in the atmosphere. Gases that trap heat in the atmosphere are known as greenhouse gases.
    The main human activities that contribute to global warming are the burning of fossil fuels (coal, oil, and natural gas) and the clearing of land. Most of the burning occurs in automobiles, in factories, and in electric power plants that provide energy for houses and office buildings. The burning of fossil fuels creates carbon dioxide, whose chemical formula is CO2. CO2 is a greenhouse gas that slows the escape of heat into space. Trees and other plants remove CO2 from the air during photosynthesis, the process they use to produce food. The clearing of land contributes to the buildup of CO2 by reducing the rate at which the gas is removed from the atmosphere or by the decomposition of dead vegetation.
    A small number of scientists argue that the increase in greenhouse gases has not made a measurable difference in the temperature. They say that natural processes could have caused global warming. Those processes include increases in the energy emitted (given off) by the sun. But the vast majority of climatologists believe that increases in the sun's energy have contributed only slightly to recent warming.
    The impact of global warming
    Continued global warming could have many damaging effects. It might harm plants and animals that live in the sea. It could also force animals and plants on land to move to new habitats. Weather patterns could change, causing flooding, drought, and an increase in damaging storms. Global warming could melt enough polar ice to raise the sea level. In certain parts of the world, human disease could spread, and crop yields could decline.
    Harm to ocean life
    Through global warming, the surface waters of the oceans could become warmer, increasing the stress on ocean ecosystems, such as coral reefs. High water temperatures can cause a damaging process called coral bleaching. When corals bleach, they expel the algae that give them their color and nourishment. The corals turn white and, unless the water temperature cools, they die. Added warmth also helps spread diseases that affect sea creatures.
    Changes of habitat
    Widespread shifts might occur in the natural habitats of animals and plants. Many species would have difficulty surviving in the regions they now inhabit. For example, many flowering plants will not bloom without a sufficient period of winter cold. And human occupation has altered the landscape in ways that would make new habitats hard to reach or unavailable altogether.
    Weather damage
    Extreme weather conditions might become more frequent and therefore more damaging. Changes in rainfall patterns could increase both flooding and drought in some areas. More hurricanes and other tropical storms might occur, and they could become more powerful.
    Rising sea level
    Continued global warming might, over centuries, melt large amounts of ice from a vast sheet that covers most of West Antarctica. As a result, the sea level would rise throughout the world. Many coastal areas would experience flooding, erosion, a loss of wetlands, and an entry of seawater into freshwater areas. High sea levels would submerge some coastal cities, small island nations, and other inhabited regions.
    Threats to human health
    Tropical diseases, such as malaria and dengue, might spread to larger regions. Longer-lasting and more intense heat waves could cause more deaths and illnesses. Floods and droughts could increase hunger and malnutrition.
    Changes in crop yields
    Canada and parts of Russia might benefit from an increase in crop yields. But any increases in yields could be more than offset by decreases caused by drought and higher temperatures -- particularly if the amount of warming were more than a few degrees Celsius. Yields in the tropics might fall disastrously because temperatures there are already almost as high as many crop plants can tolerate.
    Limited global warming
    Climatologists are studying ways to limit global warming. Two key methods would be (1) limiting CO2 emissions and (2) carbon sequestration -- either preventing carbon dioxide from entering the atmosphere or removing CO2 already there.
    Limiting CO2 emissions
    Two effective techniques for limiting CO2 emissions would be (1) to replace fossil fuels with energy sources that do not emit CO2, and (2) to use fossil fuels more efficiently.
    Alternative energy sources that do not emit CO2 include the wind, sunlight, nuclear energy, and underground steam. Devices known as wind turbines can convert wind energy to electric energy. Solar cells can convert sunlight to electric energy, and various devices can convert solar energy to useful heat. Geothermal power plants convert energy in underground steam to electric energy.
    Alternative sources of energy are more expensive to use than fossil fuels. However, increased research into their use would almost certainly reduce their cost.
    Carbon sequestration could take two forms: (1) underground or underwater storage and (2) storage in living plants.
    Underground or underwater storage would involve injecting industrial emissions of CO2 into underground geologic formations or the ocean. Suitable underground formations include natural reservoirs of oil and gas from which most of the oil or gas has been removed. Pumping CO2 into a reservoir would have the added benefit of making it easier to remove the remaining oil or gas. The value of that product could offset the cost of sequestration. Deep deposits of salt or coal could also be suitable.
    The oceans could store much CO2. However, scientists have not yet determined the environmental impacts of using the ocean for carbon sequestration.
    Storage in living plants
    Green plants absorb CO2 from the atmosphere as they grow. They combine carbon from CO2 with hydrogen to make simple sugars, which they store in their tissues. After plants die, their bodies decay and release CO2. Ecosystems with abundant plant life, such as forests and even cropland, could tie up much carbon. However, future generations of people would have to keep the ecosystems intact. Otherwise, the sequestered carbon would re-enter the atmosphere as CO2.
    Agreement on global warming
    Delegates from more than 160 countries met in Kyoto, Japan, in 1997 to draft the agreement that became known as the Kyoto Protocol. That agreement calls for decreases in the emissions of greenhouse gases.
    Emissions targets
    Thirty-eight industrialized nations would have to restrict their emissions of CO2 and five other greenhouse gases. The restrictions would occur from 2008 through 2012. Different countries would have different emissions targets. As a whole, the 38 countries would restrict their emissions to a yearly average of about 95 percent of their 1990 emissions. The agreement does not place restrictions on developing countries. But it encourages the industrialized nations to cooperate in helping developing countries limit emissions voluntarily.
    Industrialized nations could also buy or sell emission reduction units. Suppose an industrialized nation cut its emissions more than was required by the agreement. That country could sell other industrialized nations emission reduction units allowing those nations to emit the amount equal to the excess it had cut.
    Several other programs could also help an industrialized nation earn credit toward its target. For example, the nation might help a developing country reduce emissions by replacing fossil fuels in some applications.
    Approving the agreement
    The protocol would take effect as a treaty if (1) at least 55 countries ratified (formally approved) it, and (2) the industrialized countries ratifying the protocol had CO2 emissions in 1990 that equaled at least 55 percent of the emissions of all 38 industrialized countries in 1990.
    In 2001, the United States rejected the Kyoto Protocol. President George W. Bush said that the agreement could harm the U.S. economy. But he declared that the United States would work with other countries to limit global warming. Other countries, most notably the members of the European Union, agreed to continue with the agreement without United States participation.
    By 2004, more than 100 countries, including nearly all the countries classified as industrialized under the protocol, had ratified the agreement. However, the agreement required ratification by Russia or the United States to go into effect. Russia ratified the protocol in November 2004. The treaty was to come into force in February 2005.
    Analyzing global warming
    Scientists use information from several sources to analyze global warming that occurred before people began to use thermometers. Those sources include tree rings, cores (cylindrical samples) of ice drilled from Antarctica and Greenland, and cores drilled out of sediments in oceans. Information from these sources indicates that the temperature increase of the 1900's was probably the largest in the last 1,000 years.
    Computers help climatologists analyze past climate changes and predict future changes. First, a scientist programs a computer with a set of mathematical equations known as a climate model. The equations describe how various factors, such as the amount of CO2 in the atmosphere, affect the temperature of Earth's surface. Next, the scientist enters data representing the values of those factors at a certain time. He or she then runs the program, and the computer describes how the temperature would vary. A computer's representation of changing climatic conditions is known as a climate simulation.
    In 2001, the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), a group sponsored by the United Nations (UN), published results of climate simulations in a report on global warming. Climatologists used three simulations to determine whether natural variations in climate produced the warming of the past 100 years. The first simulation took into account both natural processes and human activities that affect the climate. The second simulation took into account only the natural processes, and the third only the human activities.
    The climatologists then compared the temperatures predicted by the three simulations with the actual temperatures recorded by thermometers. Only the first simulation, which took into account both natural processes and human activities, produced results that corresponded closely to the recorded temperatures.
    The IPCC also published results of simulations that predicted temperatures until 2100. The different simulations took into account the same natural processes but different patterns of human activity. For example, scenarios differed in the amounts of CO2 that would enter the atmosphere due to human activities.
    The simulations showed that there can be no "quick fix" to the problem of global warming. Even if all emissions of greenhouse gases were to cease immediately, the temperature would continue to increase after 2100 because of the greenhouse gases already in the atmosphere. Contributors: Michael D. Mastrandrea, B.S., Graduate Fellow, School of Earth Sciences, Geological and Environmental Sciences, Stanford University. Stephen H. Schneider, Ph.D., Professor of Biological Sciences, Stanford University.
    How to cite this article: To cite this article, World Book recommends the following format: Mastrandrea, Michael D., and Stephen H. Schneider. "Global warming." World Book Online Reference Center. 2005. World Book, Inc. http://www.worldbookonline.com/wb/Article?id=ar226310.

 

 

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