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  1. #21
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    Centrali Energetiche: Segreto di Stato
    di Roberto Bosio





    All’indomani delle dichiarazioni del neo ministro Scajola, si fa ancora più inquietante uno degli ultimi “regali” del precedente Governo Prodi


    La notizia risale al mese scorso. Ed era già grave. Ma il suo peso specifico è cambiato da quando Scajola ha annunciato che “entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione”.

    Uno degli ultimi atti del governo di Romano Prodi è stata l’approvazione del regolamento che detta i criteri per individuare tutto ciò che può essere oggetto del segreto di stato (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 16 aprile 2008 ed entrato in vigore il 1 maggio).

    Già la scelta di emanare un regolamento su un argomento così importante, da parte di un governo in carica solo per svolgere l’ordinaria amministrazione (e per di più a elezioni già concluse) è per lo meno bislacca. Ma tutto passa in secondo piano quando si legge (al punto 17 dell’allegato) che tra le cose a cui potrà essere esteso il segreto di stato sono compresi anche gli impianti civili per la produzione di energia ed altre infrastrutture critiche.


    Il regolamento prevede che: “nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento”. “Le amministrazioni non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno, comunque, facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione” (il virgolettato precedente e quelli successivi sono tratti dall’articolo Il segreto di Stato sull’energia scaricabile all’indirizzo e sono tratti dal testo del regolamento).

    “Sono suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti, le attività, i luoghi e le cose attinenti alle materie di riferimento”.

    Per completare il quadro manca una postilla: per chi rivela un segreto di Stato l’articolo 261 del Codice penale prevede una pena minima pari ai cinque anni di reclusione.

    In altre parole, grazie al regolamento sopracitato nessun cittadino avrà legalmente diritto di sapere cosa accade nelle aree dove si trovano gli impianti soggetti a segreti di stato. E d’altra parte i Comuni e le amministrazioni locali non potranno comunicare informazioni, documenti, luoghi e attività riferite alle dette centrali.

    Tutto questo varrebbe anche per il gruppo di centrali annunciate.

    Non vi corre un brivido lungo la schiena? A me sì.



    Fonti

    www.noalnucleareinbasilicata

    www.ecoage.com

    http://www.patrimoniosos.it/rsol.php...nicato&id=2361





    http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8724

  2. #22
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    Far la pace con il pianeta

    tratto da Fermiamo Mr. Burns di Boberto Bosio e Alberto Zoratti

    Il suo geroglifico si dovrebbe tradurre con Anpu o Inepu (ovvero “colui che ha testa di un cane selvaggio”), ma in Occidente è conosciuto con il nome di Anubi. Per gli antichi egizi era il dio della morte. Doveva giudicare i defunti al loro ingresso negli inferi (il Duat) ponendo su un piatto della bilancia il cuore del defunto, e sull'altro piatto una piuma di struzzo, simbolo di Maat, una dea alata che rappresentava l’ordine cosmico, ma anche la verità, la giustizia.

    Se il cuore era leggero come la piuma il morto veniva condotto da Osiride nell’Aaru, se invece era più pesante veniva dato in pasto ad Ammit (“colei che ingoia il defunto”) – una creatura mostruosa con la testa di un coccodrillo, le zampe anteriori di un leone e quelle posteriori di un ippopotamo – e il suo possessore era condannato a rimanere nel Duat.



    La nostra civiltà oggi si trova ad una svolta simile. Se vuole garantire alle generazioni future un buon livello di benessere dovrà avere un cuore leggero come una piuma. Lo iato tra l’ampiezza del problema da risolvere e la modestia dei rimedi possibili a breve termine sta soprattutto nella forza delle credenze che riescono a sostenere il sistema su basi immaginarie. Bisogna incominciare a vedere le cose in modo diverso. Ciò che si richiede, nota Castoriadis “è una nuova creazione immaginaria di un’importanza senza confronti nel passato, una creazione che ponga al centro della vita umana significati diversi dalla produzione e dal consumo, che possa proporre obiettivi riconoscibili da tutti noi come ciò per cui vale la pena di vivere. Questa è la grande difficoltà che dobbiamo affrontare. Noi dobbiamo volere u na società nella quale i valori economici cessino di essere centrali (o unici), dove l’economia venga rimessa al suo giusto posto come semplice mezzo della vita umana e non come fine ultimo. Una società in cui si rinunci a questa folle corsa verso un consumo sempre più diffuso. Tutto ciò non è solo necessario per evitare la distruzione definitiva dell’ambiente terrestre, ma anche e soprattutto per uscire dalla miseria psichica e morale che definisce l’umanità contemporanea” (1).

    Un vecchio proverbio francese dice che quando si ha un martello in testa si vedono tutti i problemi sotto forma di chiodi. Gli uomini moderni si sono messi un martello economico nella testa: tutte le nostre attività, tutti gli avvenimenti sono visti attraverso il prisma dell’economico. Non succedeva così nel Medioevo, quando tutto era piuttosto immerso nel religioso – forse non era meglio, ma era differente –, né presso gli antichi Greci, che tendevano a ridurre ogni cosa al politico e al filosofico, e nemmeno tra le popolazioni cosiddette primitive, per le quali i rituali e la parentela costituiscono la prima preoccupazione. Finché il martello economico rimarrà nelle nostre teste, questi tentativi di riforma saranno un vano e spesso pericoloso agitarsi.

    Dovrà emergere una nuova cultura (2) che vedrà la rinascita del politico, nuovi rapporti con l’ambiente, una nuova etica.

    Bisognerà rileggere il proprio vivere quotidiano sotto una nuova luce, quella della responsabilità, verso di sé, verso gli altri, verso il pianeta. Sarà necessario ripensare la propria esistenza come elemento di un sistema complesso, in cui ogni cambiamento si riverbera sugli altri e sul contesto circostante.

    Sembrano banalità. Ma in un mondo dove il profitto immediato, il qui ed ora diventano imperativi categorici indipendentemente dagli effetti che provocano, è necessaria una nuova alfabetizzazione. Per ricominciare a capire che questo pianeta è l’unico che abbiamo ed una sua gestione oculata non è solo questione etica, ma un problema di sopravvivenza che riguarda tutti.

    Non è ovviamente cosa che si possa fare da un giorno all’altro: “oggi pensiamo così, domani dovremo pensare altrimenti” (3). Sarà il risultato di un lavoro storico (4), e l’abbandono del nucleare per un’energia più leggera, potrebbe rappresentare un simbolo sul cammino che dobbiamo percorrere.




    Note

    (1) Castoriadis C., La montée de l’insignifiance. Les carrefours du labyrinthe, IV, Paris 1996.

    (2) Come scrive Pier Paolo Pasolini “Ci sono certi pazzi che guardano le facce della gente e il suo comportamento”. “Sanno che la cultura produce dei codici; che i codici producono il comportamento; che il comportamento è un linguaggio; e che in un momento storico in cui il linguaggio verbale è tutto convenzionale e sterilizzato (tecnicizzato) il linguaggio del comportamento (fisico e mimico) assume una decisiva importanza” (Pasolini P. P., Scritti corsari, Garzanti, Milano 1975).

    (3) Tutti i tentativi di cambiare radicalmente l’immaginario, di cambiarlo con la forza, hanno ottenuto risultati terrificanti, come ha dimostrato l’esperienza della Cambogia. Nel 1975, la Cambogia cadde sotto la dittatura di Pol Pot e dei Khmer rossi, che causò più di un milione di morti e decine di migliaia di rifugiati, e costrinse buona parte della popolazione urbana a spostarsi nelle aree agricole con l’intenzione di costruire un modello di socialismo reale.

    (4) Latouche S., Il pensiero creativo contro l’economia dell’assurdo. Intervista a cura di Roberto Bosio, Bologna 2002.

  3. #23
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    da RAINEWS24

    Frankfurt | 2 giugno 2008
    La tedesca Bosch investe sul sole

    Il pianeta Terra

    Con prezzi del petrolio sempre piu' alle stelle, la tedesca Bosch rompe gli indugi e punta decisamente sull'energia solare, offrendo oltre un miliardo di euro per rilevare la connazionale Ersol.

    Oggi il conglomerato di elettronica ha annunciato che per ogni azione Ersol offre 101 euro, un premio del 63% rispetto alla chiusura ufficiale di venerdi' scorso, e che e' gia' riuscita ad assicurarsi il controllo della maggioranza del capitale (50,1%) con 546 milioni di euro versati al gruppo di private equity Ventizz.

    Negli scambi di fine mattina a Francoforte il titolo Ersol si impenna del 63,14% a 100,90 euro. Si tratta della piu' grande acquisizione compiuta da Bosch negli ultimi cinque anni, rileva il Financial Times nell'edizione online, che nei giorni scorsi prevedeva l'inizio di una fase di consolidamenti nel settore dell'energia solare, mentre si profila un drastico calo dei prezzi delle cellule fotovoltaiche.

    Finalmente la capacita' produttiva dovrebbe superare la domanda e secondo alcuni analisti nel 2010 il costo di ogni Watt prodotto con l'energia solare crollera' a 1,40 dollari, dai 3,80 attuali. Bosch ha fatto la sua mossa sul solare mentre finora altri giganti, come l'americana General Electric e la tedesca Siemens, hanno unicamente monitorato la situazione, senza sbilanciarsi con grandi operazioni.

    Rimangono comunque delle perplessita' sulle prospettive del settore e dei suoi costi. Se i prezzi del petrolio sono un forte incentivo per questa energia pulita al 100% - nelle scorse settimane il barile di oro nero ha oltrepassato i 135 dollari - un problema chiave e' legato all'incertezza sui sussidi statali per gli anni futuri.

    I governi potrebbero decidere di ridurre i contributi e questo metterebbe a repentaglio i margini di redditivita'. Negli anni passati la produzione di cellule fotovoltaiche ha inoltre risentito delle difficolta' di approvvigionamento di silicone. Ad oggi la Germania e' il primo mercato mondiale per l'energia solare, rileva ancora l'Ft, con una domanda che copre quasi la meta' del totale, ma l'anno prossimo i sussidi statali dovrebbero essere ridotti del 7%.

  4. #24
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    Il fotovoltaico è una fonte di energia pulità da sviluppare, ma purtroppo ha i seguenti problemi:

    1. per crearla serve silicone... dipenderemmo ancora da "altri" paesi per l'approvvigionamento..., con relativi problemi di costi
    2. l'efficienza dell'impianto dipende dalla potenza di irraggiamento. Non tutto il mondo, e in specifico la Padania, ha le stessa efficienza di irraggiamento. Ad esempio il Gallaratese è territorio contraddistinto da una pessima efficienza, ciò comporta una minore quantità di energia prodotta.
    3. dimensioni degli impianti
    4. costi degli impianti e costi di manutenzione. Gli impianti fotovoltaici hanno costi proibitivi, inoltre la manutenzione costa moltissimo (accumulatori o inverter da cambiare costano una fucilata, e normalmente mano al portafoglio la si mette entro i 3 anni)

    Per questo ritengo che senza una politica di aiuti fiscali dallo Stato sia impossibile far sviluppare qs. tecnologia, tral'altro per me insufficiente a coprire le necessità energetiche anche della sola Padania. Può andar bene per l'uso domestico, ma inadatta per coprire la richiesta industriale.

    Da non scartare, anzi sviluppare, ma da affiancare a qualcosa d'altro.

  5. #25
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    Predefinito Nucleare. Incidente nella centrale atomica di Krsko in Slovenia

    Nucleare. Incidente nella centrale atomica di Krsko in Slovenia, a 130 km da Trieste
    La Commissione Europea annuncia la procedura di sicurezza

    L'incidente nella centrale atomica riguarderebbe una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale. La direzione dell'impianto comunica che la situazione è sotto controllo. Non si segnalano fughe radioattive.(alessandro fioroni)

    Si è verificato un incidente nella centrale nucleare di Krsko in Slovenia. La Commissione Europea ha già annunciato che è stata attivata la procedura di sicurezza per lo spegnimento dell’impianto. Per la Commissione non sarebbe stata rilevata nessuna fuga radioattiva. L'allerta, spiega un comunicato, è arrivata alle 17.38 e al momento di diffondere la nota, alle ore 18.27, la potenza del reattore era stata ridotta al 22%.

    La centrale, situata a sud ovest della Slovenia, si trova a 130 Km da Trieste. Il giasto riguarderebbe una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale. L’incidente è stato segnalato a Bruxelles attraverso il sistema di allarme nucleare rapido Ecurie, con il quale l’esecutivo Ue ha successivamente informato tutti gli Stati membri. La Commissione assicura che «... il team d’emergenza della Direzione generale Trasporti ed Energia (Tren) rimarrà all’erta fino a quando non arriveranno ulteriori informazioni e la situazione sarà pienamente sotto controllo». Il comunicato della Commissione Europea precisa che «... la fuoriuscita si è verificata all'interno della struttura del reattore. È stato avviato il processo di spegnimento che avviene per fasi e che sarà ultimato entro questa sera. Soltanto allora sarà possibile ispezionare il sito per verificare la reale situazione».

    da "ami" 04.06.2008

  6. #26
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    SLOVENIA, INCIDENTE A CENTRALE NUCLEARE DI KRSKO LUBIANA - Per qualche ora ieri sera in tutta Europa è tornato l'incubo di Cernobyl, dopo che un incidente nella centrale nucleare slovena di Krsko, a circa 130 km da Trieste, ha indotto la commissione europea a Bruxelles a mettere in moto il sistema di allerta europea sui rischi radioattivi.
    Secondo una portavoce della centrale, Ida Novak, la panne ha riguardato "una fuoriuscita di liquido nel circuito di raffreddamento primario" dell'impianto, ma non è stata riscontrata alcuna fuga radioattiva nell'ambiente circostante. La direzione ha precisato che la centrale è stata fermata a titolo precauzionale al fine di consentire al personale di
    stabilire le cause dell'inconveniente e di effettuare le opportune riparazioni. L'impianto restera' fermo per alcuni giorni, secondo le previsioni dei responsabili sloveni.
    Nonostante le rapide rassicurazioni, la paura si è rapidamente estesa per l'Europa, con gli ecologisti di Greenpeace che sono subito tornati alla carica, ribadendo il no al nucleare e parlando dell'incidente alla centrale di Krsko come di un 'avvertimento' sui pericoli rappresentati dall'atomo. Il governo tedesco, che in serata aveva subito mobilitato i suoi servizi di monitoraggio, ha detto che non vi sarebbe stata alcuna fuga radioattiva. Stando alle informazioni raccolte - ha detto il portavoce del ministero dell'ambiente Michael Schroeren - sembra che il sistema di raffreddamento della centrale sia "sotto controllo", e che non vi stata stata alcuna fuga di radioattività. "Al momento non vi è alcun segnale che possa essersi trattato di un incidente grave", ha aggiunto il portavoce.
    Aspre critiche alla Slovenia sono venute dalla vicina Austria, dove il ministro dell'ambiente Josef Proell ha chiesto spiegazioni a Lubiana per non essere stato informato correttamente sull'incidente alla centrale di Krsko. Secondo Proell, gli sloveni hanno dapprima segnalato l'incidente come una "esercitazione" e non come una panne reale. "Ciò mette seriamente in discussione la nostra fiducia nel sistema di allerta sloveno", ha detto Proell, aggiungendo che solleverà la questione al prossimo consiglio dei ministri della Ue a Lussemburgo. Il populista austriaco Joerg Haider, governatore della Carinzia - regione vicina alla Slovenia - ha chiesto da parte sua la chiusura della centrale di Krsko, che viene sfruttata unitamente alla Croazia. L'Autorità francese per la sicurezza nucleare ha detto di essere in stretto contatto con la sua omologa slovena.
    L'Aiea, l'Agenzia internazionale dell'energia atomica con sede a Vienna, ha detto che è stata allertata dalla Slovenia alle 18:20 ora italiana riguardo a un "evento inusuale" alla centrale di Krsko. Sulla scala di allerta della Slovenia , un "evento inusuale" è il più basso dei quattro livelli di allerta. In Italia il ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali
    ha reso noto di aver avuto rassicurazioni dall'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente che per l'Italia non vi è nessun rischio di contaminazione nucleare.

    La centrale di Krsko, cogestitata da Slovenia e Croaiza, è stata costruita da un consorzio guidato dall'americana Westinghouse ed è entrata in funzione nel 1983. L'energia prodotta dalla centrale copre il 20% dei consumi di energia elettrica sloveni e il 15% di quelli croati. Secondo gli esperti dell'Enea interpellati, eventuali perdite nel circuito di raffreddamento di questo tipo di centrali non sono pericolose.

    APAT, UE COMUNICA FINE EMERGENZA
    ROMA - ''E' giunta tramite il Sistema di notifica delle emergenze radiologiche e nucleari della Commissione Europea (Ecurie) la notizia della fine dell'emergenza causata dall'incidente avvenuto oggi nella centrale nucleare slovena di Krsko''. Lo rende noto un comunicato dell'Apat, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente.
    Il comunicato conferma che ''la centrale e' stata spenta in sicurezza; la situazione e' pienamente sotto controllo in una condizione di impianto stabile. Non si e' avuta alcuna conseguenza per l'ambiente esterno, ne' vi e' stata necessita' di misure di emergenza esterna sul sito''. ''L'incidente, iniziato intorno alle ore 15,00 di oggi - aggiunge l'Apat - e' consistito nella fuoriuscita di acqua di raffreddamento del reattore. L'acqua e' rimasta comunque confinata all'interno dell'edificio di contenimento di cui la centrale, di progettazione americana, e' dotata''.
    ''Ovviamente - conclude il comunicato - non vi e' alcun rischio per il territorio italiano. L'Apat, che aveva ricevuto tramite il sistema Ecurie, del quale e' punto di contatto nazionale, la notizia dell'incidente, prontamente comunicata alle autorita' di protezione civile secondo le procedure previste, continua a seguire la situazione, anche al fine della ricostruzione delle cause tecniche dell'evento''.
    MINISTERO SALUTE, NESSUN RISCHIO ITALIA
    ROMA - ''Nessun rischio di contaminazione nucleare nel nostro Paese'': il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali rende noto di aver avuto rassicurazioni in tal senso dall'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (Apat), in merito all'incidente nella centrale nucleare slovena di Krsko. ''L'Apat - riferisce il ministero - conferma che l'incidente non ha riguardato emissioni nell'ambiente circostante di materiale radioattivo, ma si e' trattato di una rottura dell'impianto di raffreddamento ad acqua del nucleo produttivo, con versamento dell'apposito liquido contaminato nella vasca esteriore al nucleo appositamente destinata. La vasca ha assorbito completamente il liquido di raffreddamento contaminato, senza alcuna emissione nell'ambiente esterno''. ''Si conferma - prosegue il comunicato - l'efficienza dei nostri sistemi di allerta nucleari permanenti''. Il Ministero
    informa infine che ''continuera' a monitorare in tempo reale l'evoluzione del fenomeno in costante collegamento con le autorita' responsabili dell'Unione europea e della Slovenia''.
    NUCLEARE: SLOVENIA; MINISTERO AMBIENTE, REATTORE SPENTO
    Sono ''pienamente tranquillizzanti'' le notizie che giungono sull'incidente alla centrale nucleare di Krsko in Slovenia: lo assicura il Ministero dell'ambiente in una nota, in cui spiega che l'Agenzia Europea responsabile della vigilanza in questo settore ha comunicato all'Apat che il reattore e' spento e che non sono segnalate emissioni di radioattivita'. Ogni eventuale allarmismo, secondo il Ministero, e' quindi ''fuori luogo''.
    Dati tranquillizzanti, si aggiunge nella nota, sono arrivati anche dalla rete di monitoraggio della radioattivita', presente su tutto il territorio nazionale con oltre 300 centraline, che non ha segnalato alterazioni della radioattivita' in Italia, ed in particolare nelle zone di confine piu' vicine al luogo dell'incidente. La situazione e' stata e continua a esser seguita ad horas dai tecnici dell'Apat, che si stanno recando nelle localita' di confine piu' vicine al luogo dell'incidente per ulteriori e piu' approfonditi rilevamenti.
    Va tuttavia rilevato, si legge ancora, che l'allarme lanciato dalla Slovenia nasce da un meccanismo di tutela che obbliga tutti i paesi che ospitano centrali nucleari a segnalare ogni incidente. Il Ministero sottolinea che il reattore di Krsko e' del 1991, di seconda generazione, e che si tratta di una centrale a doppio circuito ad acqua pressurizzata. L'incidente verificatosi e' fra quelli ritenuti possibili e per i quali esistono sistemi di salvaguardia che sono entrati in funzione evitando ogni rischio. ''Nel nostro paese - conclude il Ministero - la vigilanza resta comunque alta anche se, stando ai dati esistenti, non esiste alcuna forma di pericolo derivante dall'incidente in Slovenia''.


    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._98299883.html

  7. #27
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    COme già scritto in altro post la cosa mi fa solo dire che è uno dei tanti incidenti di lieve/media entità che si registrano. Chernobyl fu un caso isolato. La cosa che deve comunque farci pensare è che le nostre centrali sarebbero + moderne di ql. slovene e non farle non ci protegge dal rischio nucleare poiché se fosse esplosa la Centrale i cui sopra i primi a beccarsi le radiazioni saremmo stati noi padani!!!

    Evitiamo perciò di scervelalrci sul problema sicurezza che non esiste! Discutiamo piuttosto su temi come le scorie, i costi del nucleare, i reali vantaggi economici ecc.. ecc..

  8. #28
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    Discutiamo invece di come gestirebbe una centrale un tedesco e di come gestirebbe una centrale un itagliano...

  9. #29
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    Un itaGliano non la gestirebbe sicuramente come un Tedesco, ma non mi sembra che nelle attuali ex Centrali nucleari o in specifico ad Ispra (VA) si stiano gettando in giro barre di plutonio come nella sigla dei SIMPSON!!! Nessuna azienda nel 2008 ha interesse a perdere miglioni di dollari in cause dovute a incidenti nucleari! Sig. al giorno d'oggi se voglio speculare sullo STato costruisco una centrale che costa 100 , pago un ispettore esterno per dire che per farla + sicura ci vogliono altri 300 (che ci spartiamo con l'ispettore) poi ci inventiamo qualcosa d'altro e ci mettiamo su altri 500 e come niente ci è costata 900 + spese varie passiamo da 100 a 1000!!! Cosi funziona l'Italia. La Centrale sarà poi sicura perché tutti i soldi in sicurezza li recupereranno facendoci lo stesso pagare alta la bolletta (ma meno di adesso) cosi avranno la scusa per dire: facciamo un altra centrale, qs. non basta!!! Il gg. che dovesse accadere anche il minimo incidente nucleare in ITAGLIA sanno benissimo che in qs. merda di paese dipenderemo a vita da energia estera. Possono farci troppi soldi, non gli conviene peccare in sicurezza!

    Cerchiamo di discutere realmente su come rsolvere il problema energetico. TU Furlan hai il condizionatore? La lavatrice? la Lavastoviglie? TI sei dotato di un cogeneratore, pannelli fotovoltaici? TI bastano? Prima rispondiamo a qs. domande, poi riflettiamo insieme e magari mettiamo giù qualche proposta seria che ogni forumista può impegnarsi a sponsorizzare in giro. ALtrimenti continueremo a parlare e basta e ogni gg. di + dovremmo dipendere da centrali nucleari oggi in slovenia, domani in albania, e scusate ma mi girano parecchio le balle all'idea di comprare energia dall'albania!!!! Semmai in ALbania pago per mandarci le scorie!! O facciamo come gli americani, una bella guerra in qualche paese arabo e scarichiamo li l'Uranio Impoverito di 10 anni di centrali atomiche

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Shito Visualizza Messaggio


    Cerchiamo di discutere realmente
    su come rsolvere il problema energetico.
    TU Furlan hai il condizionatore?
    La lavatrice? la Lavastoviglie?
    TI sei dotato di un cogeneratore, pannelli fotovoltaici?
    TI bastano?
    ancora negli anni 60, c'erano nel mio paese
    di 4000 abitanti, 4 o 5 vetture private,
    0 condizionatori,
    0 lavatrici,
    0 lavastoviglie,
    ma almeno una dozzina tra, osterie, bar, trattorie,
    nonché alcune bettole che aprivano i battenti
    stagionalmente.

    tutti i locali erano pieni e il tempo trascorso
    al gioco delle carte, biliardo, bocce, non era
    inferiore a quello dedicato al lavoro, dato che
    il mondo, in prevalenza contadino,
    misurava il tempo con le stagioni, non
    certo con il cronometro come avviene oggi
    nell'isteria collettiva......

    a ragion veduta,
    dopo aver goduto le delizie
    del "progresso", dello "sviluppo",
    delle verdi campagne trasformate
    in discariche, della comunità
    paesana ormai irriconoscibile,
    mi viene prepotente il desiderio
    di una guidata e ragionata DECRESCITA......

 

 
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    Di fabiosko (POL) nel forum Destra Radicale
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    Ultimo Messaggio: 26-06-06, 10:32

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