
Originariamente Scritto da
Ronnie
la mia posizione sul tema è chiara e semplice, e sono un liberista
- il diritto di inquinamento atmosferico è un incentivo alle fonti concorrenti del nucleare, quindi il nucleare DEVE essere incentivato perchè il mercato dell'energia sia in condizioni di non distorsione in misura equivalente al costo non internalizzato delle emissioni di carbone, gas e petrolio
- se invece si pone una carbon tax il nucleare non ha incentivi da chiedere, ma ha comunque diritto ad avere incentivi sulla base del fatto che è stato VIETATO PER LEGGE lo smaltimento sotto il fondale del mare (N.B.: sotto il fondale, non "in mare" e basta) delle scorie, un metodo studiato originariamente dalla Commissione Europea e poi bandito nel 1993 dalla Convenzione di Londra prima che fosse a regime , e questi incentivi devono essere pari alla differenza di costi tra i due tipi di smaltimento (ad oggi da chiarire, per questo io propongo di provare lo smaltimento sotto i fondali e denunciare la convenzione di londra) che è credibilmente notevole. In altre parole a mio avviso le prescrizioni eccessive che ha lo smaltimento delle scorie atomiche (ben maggiori dello smaltimento di altre scorie) vanno compensate, perchè non c'è alcuna motivazione logica per aver vietato gli smaltimenti più intelligenti e perfino vietato il traffico internazionale di scorie (infatti per me se le vendessimo all'Algeria e chiedessimo di regalarci 100 km2 di deserto inutile all'umanità da recintare in cui fare buchi anche poco profondi e buttarci tutto sarebbe ottimo!) costringendo a trovarsi le soluzioni a casa quando ci sono milioni di posti disabitati nel pianeta anche se mancano in europa!
che è guarda caso la stessa posizione del MIT tanto amato da metapapero, che sollecita proprio la carbon tax... detto questo LA COMPETITIVITA' DEL NUCLEARE a livello di "minimo prezzo possibile" è sostenuta da diversi studi qualificati, tra cui quello dell'OCSE e della IEA (Projected costs of generating electricity) del 2005 nonchè quello del 2004 della Royal Academy Of Engineering, nonchè quello del 2001 della Università di Laapenranta (Fin), nonchè tantissimi altri pure in Italia (Unipisa), senza contare quelli fatti dalla Francia per valutare l'opportunità della costruzione di Flamanville etc. il prezzo "reale" però lo deciderà il mercato, anche perchè non solo c'è l'inflazione ma ci sono vari fenomeni, tra cui il c.d. picco di hubbert che alcuni sostengono vicino ed altri lontano ed altri ancora "già passato" e tante altre cose, che influiranno sui prezzi dell'energia e QUINDI sulla competitività del nucleare. Non ultimo il Global Warming.
questa è una posizione "ragionata"
in assenza della cessazione degli incentivi indiretti alle fossili tramite permesso di inquinare ed alle rinnovabili tramite incentivi diretti il nucleare VA sussidiato tanto quanto è sussidiato il kWh medio delle altre fonti, non un euro di meno. Se con questo sussidio sia competitvio, ultracompetitivo o ancora non competitivo, dipende dalle stime di partenza di questi conti!
Secondo me e secondo tante persone qualificate negli studi che ho citato in questo 3d più volte e in tanti altri che non ho citato il nucleare E' COMPETITIVO indipendentemente da questo discorso sui sussidi, che io faccio per COMPLETEZZA e per rispondere alla tua domanda, non perchè li consideri NECESSARI.