
Originariamente Scritto da
Neva
Lettera del ministro Matteoli al presidente della Spa incaricata di gestire i lavori
"Necessario rimettersi al lavoro in tempi brevi e porre in essere tutte le condizioni"
Ponte sullo Stretto, si riparte
Matteoli: "Struttura prioritaria"
La risposta del presidente Ciucci: "Possibile posare la prima pietra entro il 2010"

Un plastico del ponte sullo Stretto
ROMA - Il governo riapre il capitolo Ponte sullo Stretto. Il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha scritto al presidente della società Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, sollecitandolo a rimettersi al lavoro. L'ordine di inizio attività alla Impregilo, è stata la risposta di Ciucci potrebbe scattare già a gennaio 2009, con la posa della prima pietra nel 2010. "Il passo più importante - ha chiarito il presidente della Spa - è la ridefinizione della Convenzione di concessione e la manutenzione dei contratti con il general contractor, perché due anni di fermo non sono indolori. Tutta questa attività nei prossimi sei mesi dovrà consentirci a gennaio 2009 di dare a Impregilo l'ordine di inizio attività per predisporre progetto definitivo".
"Il tempo necessario per l'approvazione - ha aggiunto Ciucci - e a maggio-giugno 2010 possiamo prevedere la posa della prima pietra". Il manager della Stretto di Messina ha rassicurato quindi che "ci sarà il massimo del colloquio possibile con il territorio, i cittadini siciliani e calabresi, e le amministrazioni locali, anche per tutte le opere di accompagnamento che devono essere puntualmente progettate". "Il consenso del territorio per la società Stretto di Messina è un aspetto fondamentale", ha sottolineato.
"Il collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente - aveva scritto il ministro - è tra le infrastrutture che rivestono carattere prioritario; la sua realizzazione ha già costituito oggetto di affidamento al contraente generale. E' pertanto necessario porre in essere nei tempi più brevi tutte le condizioni per la ripresa delle attività inerenti alla costruzione del manufatto".
Matteoli ricordava quindi alla società "l'esigenza di un'immediata revisione della convenzione di concessione e del piano economico-finanziario", ribadendo nella lettera l'impegno in favore della realizzazione del ponte da parte del governo e del presidente del Consiglio al momento dell'insediamento del nuovo esecutivo.
Una nuova inversione a U, dopo che la contrarietà del governo di centrosinistra per la grande opera aveva portato la "Stretto di Messina Spa" a un passo dalla chiusura. A salvarla, malgrado un chiaro accordo politico in tal senso tra le forze dell'Unione, era stato un "colpo di mano" dell'allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che ha creato non pochi malumori nell'ex maggioranza.
Il primo via libera alla realizzazione del ponte sullo Stretto risale niente meno che al 17 dicembre 1971, quando il Parlamento ha approvato la legge 1158 finalizzata "alla realizzazione di un collegamento stabile viario e ferroviario fra la Sicilia e il continente", affidando all'Iri il compito di guidare un gruppo di imprese statali: Fs, Anas, regioni Sicilia e Calabria. Dopo ulteriori 10 anni un'altra legge ha poi istituito la "Stretto di Messina Spa", in cui l'Anas possiede una quota pari all'81,8%, nell'ambito di una compagine azionaria che comprende Rfi (13%), le Regioni Calabria e Sicilia (2,6% ciascuna).
(
23 maggio 2008)
http://www.repubblica.it/2008/05/sez...ndi-opere.html
Picciotti prepariamoci :
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All' uomo del ponte diciamo: NO !!!