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    Predefinito che facciamo per il ponte?

    io mi sento male con questo maledetto ponte e mi sono sentito male e profondamente offeso nel sentire Berlusconi parlare dal palazzo reale di Napoli, dicendo che il ponte si sarebbe fatto e che è il valore ideologico del rendere la sicilia italia una volta per tutte il motivo principale del ponte.
    Entro sei anni i lavori saranno al 93 per cento stima la rivista economy e la sezione europea infrastrutture.
    Cosa facciamo?, io sono pronto a tutto non posso permettere un tale scempio. Fratelli ditemi che ci siete e che riusciremo a organizzare qualcosa.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Cassandro Visualizza Messaggio
    io mi sento male con questo maledetto ponte e mi sono sentito male e profondamente offeso nel sentire Berlusconi parlare dal palazzo reale di Napoli, dicendo che il ponte si sarebbe fatto e che è il valore ideologico del rendere la sicilia italia una volta per tutte il motivo principale del ponte.
    Entro sei anni i lavori saranno al 93 per cento stima la rivista economy e la sezione europea infrastrutture.
    Cosa facciamo?, io sono pronto a tutto non posso permettere un tale scempio. Fratelli ditemi che ci siete e che riusciremo a organizzare qualcosa.
    Hai fatto bene ad aprire questa discussione.....Tutto ciò ke è possibile fare lo faremo....tranquillo...nn lo permettermo........ ANTUDO FRATELLO!

    SICILIA INDIPENDENTE!

  3. #3
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    Lettera del ministro Matteoli al presidente della Spa incaricata di gestire i lavori
    "Necessario rimettersi al lavoro in tempi brevi e porre in essere tutte le condizioni"
    Ponte sullo Stretto, si riparte
    Matteoli: "Struttura prioritaria"


    La risposta del presidente Ciucci: "Possibile posare la prima pietra entro il 2010"


    Un plastico del ponte sullo Stretto


    ROMA - Il governo riapre il capitolo Ponte sullo Stretto. Il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha scritto al presidente della società Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, sollecitandolo a rimettersi al lavoro. L'ordine di inizio attività alla Impregilo, è stata la risposta di Ciucci potrebbe scattare già a gennaio 2009, con la posa della prima pietra nel 2010. "Il passo più importante - ha chiarito il presidente della Spa - è la ridefinizione della Convenzione di concessione e la manutenzione dei contratti con il general contractor, perché due anni di fermo non sono indolori. Tutta questa attività nei prossimi sei mesi dovrà consentirci a gennaio 2009 di dare a Impregilo l'ordine di inizio attività per predisporre progetto definitivo".

    "Il tempo necessario per l'approvazione - ha aggiunto Ciucci - e a maggio-giugno 2010 possiamo prevedere la posa della prima pietra". Il manager della Stretto di Messina ha rassicurato quindi che "ci sarà il massimo del colloquio possibile con il territorio, i cittadini siciliani e calabresi, e le amministrazioni locali, anche per tutte le opere di accompagnamento che devono essere puntualmente progettate". "Il consenso del territorio per la società Stretto di Messina è un aspetto fondamentale", ha sottolineato.

    "Il collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente - aveva scritto il ministro - è tra le infrastrutture che rivestono carattere prioritario; la sua realizzazione ha già costituito oggetto di affidamento al contraente generale. E' pertanto necessario porre in essere nei tempi più brevi tutte le condizioni per la ripresa delle attività inerenti alla costruzione del manufatto".



    Matteoli ricordava quindi alla società "l'esigenza di un'immediata revisione della convenzione di concessione e del piano economico-finanziario", ribadendo nella lettera l'impegno in favore della realizzazione del ponte da parte del governo e del presidente del Consiglio al momento dell'insediamento del nuovo esecutivo.

    Una nuova inversione a U, dopo che la contrarietà del governo di centrosinistra per la grande opera aveva portato la "Stretto di Messina Spa" a un passo dalla chiusura. A salvarla, malgrado un chiaro accordo politico in tal senso tra le forze dell'Unione, era stato un "colpo di mano" dell'allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che ha creato non pochi malumori nell'ex maggioranza.

    Il primo via libera alla realizzazione del ponte sullo Stretto risale niente meno che al 17 dicembre 1971, quando il Parlamento ha approvato la legge 1158 finalizzata "alla realizzazione di un collegamento stabile viario e ferroviario fra la Sicilia e il continente", affidando all'Iri il compito di guidare un gruppo di imprese statali: Fs, Anas, regioni Sicilia e Calabria. Dopo ulteriori 10 anni un'altra legge ha poi istituito la "Stretto di Messina Spa", in cui l'Anas possiede una quota pari all'81,8%, nell'ambito di una compagine azionaria che comprende Rfi (13%), le Regioni Calabria e Sicilia (2,6% ciascuna).
    (23 maggio 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/05/sez...ndi-opere.html
    Picciotti prepariamoci :
    -All' uomo del ponte diciamo: NO !!!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    Lettera del ministro Matteoli al presidente della Spa incaricata di gestire i lavori
    "Necessario rimettersi al lavoro in tempi brevi e porre in essere tutte le condizioni"
    Ponte sullo Stretto, si riparte
    Matteoli: "Struttura prioritaria"


    La risposta del presidente Ciucci: "Possibile posare la prima pietra entro il 2010"


    Un plastico del ponte sullo Stretto


    ROMA - Il governo riapre il capitolo Ponte sullo Stretto. Il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha scritto al presidente della società Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, sollecitandolo a rimettersi al lavoro. L'ordine di inizio attività alla Impregilo, è stata la risposta di Ciucci potrebbe scattare già a gennaio 2009, con la posa della prima pietra nel 2010. "Il passo più importante - ha chiarito il presidente della Spa - è la ridefinizione della Convenzione di concessione e la manutenzione dei contratti con il general contractor, perché due anni di fermo non sono indolori. Tutta questa attività nei prossimi sei mesi dovrà consentirci a gennaio 2009 di dare a Impregilo l'ordine di inizio attività per predisporre progetto definitivo".

    "Il tempo necessario per l'approvazione - ha aggiunto Ciucci - e a maggio-giugno 2010 possiamo prevedere la posa della prima pietra". Il manager della Stretto di Messina ha rassicurato quindi che "ci sarà il massimo del colloquio possibile con il territorio, i cittadini siciliani e calabresi, e le amministrazioni locali, anche per tutte le opere di accompagnamento che devono essere puntualmente progettate". "Il consenso del territorio per la società Stretto di Messina è un aspetto fondamentale", ha sottolineato.

    "Il collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente - aveva scritto il ministro - è tra le infrastrutture che rivestono carattere prioritario; la sua realizzazione ha già costituito oggetto di affidamento al contraente generale. E' pertanto necessario porre in essere nei tempi più brevi tutte le condizioni per la ripresa delle attività inerenti alla costruzione del manufatto".



    Matteoli ricordava quindi alla società "l'esigenza di un'immediata revisione della convenzione di concessione e del piano economico-finanziario", ribadendo nella lettera l'impegno in favore della realizzazione del ponte da parte del governo e del presidente del Consiglio al momento dell'insediamento del nuovo esecutivo.

    Una nuova inversione a U, dopo che la contrarietà del governo di centrosinistra per la grande opera aveva portato la "Stretto di Messina Spa" a un passo dalla chiusura. A salvarla, malgrado un chiaro accordo politico in tal senso tra le forze dell'Unione, era stato un "colpo di mano" dell'allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che ha creato non pochi malumori nell'ex maggioranza.

    Il primo via libera alla realizzazione del ponte sullo Stretto risale niente meno che al 17 dicembre 1971, quando il Parlamento ha approvato la legge 1158 finalizzata "alla realizzazione di un collegamento stabile viario e ferroviario fra la Sicilia e il continente", affidando all'Iri il compito di guidare un gruppo di imprese statali: Fs, Anas, regioni Sicilia e Calabria. Dopo ulteriori 10 anni un'altra legge ha poi istituito la "Stretto di Messina Spa", in cui l'Anas possiede una quota pari all'81,8%, nell'ambito di una compagine azionaria che comprende Rfi (13%), le Regioni Calabria e Sicilia (2,6% ciascuna).
    (23 maggio 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/05/sez...ndi-opere.html
    Picciotti prepariamoci :
    -All' uomo del ponte diciamo: NO !!!
    Nel frattempo acquisiamo notizie " sugli uomini e le imprese del ponte "

    Il ponte dei miracoli - 29-4-06



    La Società Stretto di Messina ha firmato il contratto con Impregilo S.p.A. per l'affidamento a Contraente Generale della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione del Ponte tra Calabria e Sicilia. Questo rappresenta un grave affronto alle procedure di infrazione avviate dalla Comunità Europea ed ai procedimenti da parte della magistratura sull'infiltrazione mafiosa negli appalti e le presunte violazioni amministrative nel corso dell'iter concorsuale. La gara di appalto è stata caratterizzata da una serie di gravi anomalie: l'inserimento di clausole contrattuali che prevedono una penale stratosferica in caso di recesso da parte dello Stato (il 10 per cento dell'importo totale, cioè 388 milioni, più le spese già affrontate dal General Contractor) dopo la definitiva approvazione dell'opera; l'improvvisa defezione dei grandi gruppi esteri proprio alla vigilia dell'apertura delle buste; l'ingiustificato ribasso del 12,33% praticato dalla cordata guidata da Impregilo che tradotto in cifre vuol dire 500 milioni di euro e cioè 1000 miliardi di lire, su una base d'asta di circa 4 miliardi di euro.

    Ancora più grave, la fitta rete di conflitti d'interesse sviluppatasi tra società concessionaria, aziende in gara per il General Contractor e i rispettivi gruppi azionari di riferimento.

    Nella speciale commissione giudicatrice istituita dalla Società Stretto di Messina che ha assegnato l'appalto ad Impregilo, ha partecipato l'ingegnere danese Niels J. Gimsing.

    Oltre ad essere stato membro (dal 1986-93) della commissione internazionale di valutazione del progetto di massima del Ponte, Gimsing ha lavorato nella realizzazione dello Storbelt East Bridge, progettato dalla società di consulenza Cowi di Copenaghen a cui il raggruppamento temporaneo d'imprese guidato da Impregilo ha affidato l'elaborazione progettuale del Ponte sullo Stretto.

    Alberto Lina, amministratore delegato di Impregilo, è stato dal 1995 al 1998 presidente di Coinfra, la società dell'Iri che ha partecipato come fornitore alla realizzazione del ponte Storebelt insieme a Cowi, e quindi ha collaborato con l'ing. Niels Gimsing.

    Se poi si passa alla lettura del curriculum vitae di alcuni membri del consiglio di amministrazione della Stretto di Messina si scorge più di un feeling con il colosso delle costruzioni di Sesto San Giovanni.

    Nell'aprile del 2005, è stato nominato quale membro del CdA della concessionaria del Ponte il dottor Francesco Paolo Mattioli, ex manager Fiat e Cogefar-Impresit (oggi Impregilo), consulente della holding di Torino e responsabile del progetto per le linee ad alta velocità ferroviaria Firenze-Bologna e Torino-Milano di cui Impregilo ricopre il ruolo di General Contractor.

    Il 22 febbraio 1993 Francesco Paolo Mattioli fu arrestato su ordine della Procura di Torino interessata a svelare i segreti dei conti esteri della Fiat, dove risultavano parcheggiati 38 miliardi di vecchie lire destinati a tangenti. Nel maggio ‘99 arrivò per Mattioli la condanna a un mese di reclusione, pena confermata in appello e infine annullata in Cassazione per “sopravvenuta prescrizione del reato”.

    Nel consiglio di amministrazione della Stretto di Messina siede pure il Preside della facoltà di Giurisprudenza dell'Università " La Sapienza " di Roma, prof. Carlo Angelici. Angelici è pure consigliere della Pirelli & C. e di Telecom Italia Mobile (Tim), società controllate dalla famiglia Benetton, che è tra i maggiori azionisti di Impregilo.

    Edizioni Holding della famiglia Benetton, attraverso Schemaventotto, detiene anche il 51 % della Società Italiana per Azioni il Traforo del Monte Bianco, gestore della parte italiana. Di questa società è consigliere un altro membro "riconfermato" del Cda della Stretto di Messina, il direttore generale Anas Francesco Sabato.

    Come se non bastasse l'"anomalia" della presenza di più di un consigliere della Stretto di Messina nelle società controllate dai signori del Ponte, va rilevato che sindaco effettivo di Autostrade-Benetton è la riconfermata sindaco effettivo della Stretto di Messina, dottoressa Gaetana Celico.

    Presenze ingombranti anche all'interno di Società Italiana per Condotte d'Acqua, altro partecipante alla cordata General Contractor del Ponte sullo Stretto. Condotte d'Acqua è controllata per il 98,85% dalla società Fedina S.p.A., holding finanziaria di partecipazione. Ebbene, nei consigli di amministrazione di Fedina e di Condotte Immobiliare (la immobiliare di Condotte d'Acqua) compare uno dei membri – sino al giugno 2005 – del Cda della Società Stretto di Messina, il professore Emmanuele Emanuele, voluto dalla Regione Calabria. Emanuele, di Fedina, è persino vicepresidente. E' anche presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, una dei maggiori azionisti, insieme all'olandese ABN Amro, del gruppo bancario Capitalia, azionista di Impregilo e della finanziaria Gemina (secondo gruppo azionario della società di costruzioni di Sesto San Giovanni). Capitalia controlla pure un rilevante pacchetto azionario di Astaldi, la società "concorrente" nella gara per il General Contractor del Ponte sullo Stretto. Presidente del Cda di Astaldi è il professore Ernesto Monti, docente di Finanza aziendale presso la Facoltà di Economia della Luiss. Monti è consigliere di amministrazione di Fintecna, la finanziaria statale principale socio di riferimento della Stretto di Messina S.p.A..

    Tra i più stridenti conflitti d'interesse, c'è quello legato alla partecipazione delle coop "rosse" – su schieramenti contrapposti, la C.G .C. Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (in associazione con Astaldi) e la C.M .C. Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna (con Impregilo). Con 1"anomalia", che proprio la CMC di Ravenna risulta essere una delle 240 associate della cooperativa “madre”, CCC di Bologna.

    Ciò avrebbe comportato la violazione delle normative europee e italiane in materia di appalti pubblici, le quali escludono espressamente la partecipazione ad una gara di imprese che "si trovino fra di loro in una delle situazioni di controllo".

    L'ipotesi di violazione di queste norme da parte delle due coop durante la prequalifica alla gara per il Ponte è stato sollevato da Terrelibere.org, Wwf Italia e dalla parlamentare Anna Donati. Il Wwf, in particolare, è ricorso davanti all'Autorità per i Lavori Pubblici e alla Commissione Europea per chiederne l'annullamento.

    Intanto, anche al fine di denunciare la scarsa trasparenza dell'affaire, ha preso il via la campagna nazionale "Boicotta il ponte”. Basta compilare, firmare e inoltrare una lettera-diffida (il modulo è disponibile on line sul sito www.retenoponte.org) alle banche e assicurazioni che controllano i pacchetti azionari delle società di costruzioni italiane facenti parte della cordata Generai Contractor o che hanno espresso la disponibilità a finanziare la realizzazione della megaopera. Al bando, dunque, i prodotti Benetton - da quelli tessili a alla catena di ristorazione Autogrill - e pure i gruppi BPM-Banca Popolare di Milano, Capitalia, Banca Intesa, Monte dei paschi di Siena, Unicredit, Efibanca-Banca Popolare Italiana, Unipol Bank, Carige e Assicurazioni Generali.

    di Antonio Mazzeo
    da L'Isola Possibile

  5. #5
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    Informazioni guida agli incroci azionari delle società del Ponte
    La società di costruzioni Impregilo ha comunicato lo scorso autunno di aver sottoscritto la documentazione finanziaria relativa alla concessione di linee di credito per 250 milioni di euro da destinarsi alle prestazioni oggetto dell'affidamento al Contraente Generale per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina e dei collegamenti stradali e ferroviari annessi.
    Il finanziamento verrebbe concesso a favore della Associazione Temporanea di Imprese (Impregilo in qualità di mandataria, Sacyr SA, Società Italiana Condotte, Cooperativa CMC, Ishikawajma-Harima Heavy Industries Co. e Aci Consorzio Stabile del Gruppo Gavio) da parte di Cassa Depositi e Prestiti, Banca Intesa, Bayerische Hypo - und Vereinsbank AG, (filiale di Milano), Banca Monte dei Paschi di Siena, West LB AG (filiale di Milano), Efibanca (Merchant Bank della BPI – Banca popolare Italiana ex Banca di Lodi) e Unipol Merchant Banca per le Imprese (Lega delle Cooperative).
    La Bayerische Hypo - und Vereinsbank AG, secondo gruppo bancario tedesco, nel 2005 ha scelto di fondersi con l’UniCredit. Gli italiani hanno la leadership del nuovo
    Gruppo bancario creato.
    La Cassa Depositi e Prestiti è invece controllata per il 70% dal Ministero dell’economia e finanze (a riprova che è sempre lo Stato a finanziare la realizzazione del Ponte) e per un 30% da quasi tutte le Fondazioni delle Casse di risparmio italiane.
    Secondo la trasmissione Rai Report del 2005 interamente dedicata al Ponte sullo Stretto di Messina, tra le banche che hanno dato il proprio sostegno alle società impegnate nel progetto Ponte, figura anche Carige.

    Quando all’inizio 2005 prese il via l’inchiesta giudiziaria contro i vertici di Impregilo per falso in bilancio, falsa fatturazione e false comunicazioni sociali, tra i maggiori azionisti, oltre a Gemina, compariva Capitalia con il 3,32%.
    Dopo l'ultima scalata alla società di costruzione risalente al novembre 2005 - l'odierno assetto di Impregilo vede in ordine IGLI (Argofin-Gavio, Techint-Rocca, Autostrade S.p.A.-Benetton e Investindustrial-Bonomi) con il 16,89%, Gemina (11,83%), Morgan Stanley (8,12%), BPM Banca Popolare di Milano (4,72%), Hbk Investments (2,29%), Newman Ragazzi & Co. (2,28%), Assicurazioni Generali (2,14%) e Lazard (2,01%). Capitalia sarebbe pertanto scesa sotto il 2% (in questo caso non esiste più l’obbligo di comunicazione alla CONSOB).
    Un determinante “appoggio esterno” alle famiglie Gavio-Rocca-Bonomi-Benetton nella scalata al colosso delle costruzioni in gara per la realizzazione del Ponte è stato fornito da Efibanca (del gruppo BPI-Banca popolare Italiani Investimenti e dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua.
    È prevedibile che già a partire dai prossimi mesi l’azionariato di Impregilo subisca ulteriori modifiche, dato che la IGLI potrebbe rafforzare il suo controllo rilevando la quota Gemina, e che potrebbero fare ingresso nella società di Sesto san Giovanni la Fondiaria-SAI del cavaliere Salvatore Ligresti o la partner Società Italiana Condotte d’Acqua. Possibiler anche una fusione con il gruppo Astaldi, seconda maggiore società di costruzione in Italia ed “avversaria” nella gara per il General Contractor del Ponte sullo Stretto.
    I soci di Gemina, ad oggi il cuore strategico-finanziario di Impregilo vedono Spafid S.p.A. (21,8%), società controllata da Miotir S.p.A. (la cassaforte della famiglia Romiti) e nominalmente dallo stesso Cesare Romiti; Mediobanca (12,5%) “salotto buono” della finanza italiana e per decenni feudo incontrastato del siciliano Cuccia; la Epifarind-Italmobiliare-Italcementi (5,1%) – Italmobiliare, azionista di minoranza della SES Gazzetta del Sud, è una società leader nel settore del finanziamento immobiliare e attraverso la controllata Italcementi è a capo delle maggiori aziende produttrici nel mondo di materiali da costruzione (cemento, calcestruzzo e inerti) - ; Premafin-Sai-Fondiaria (3%) del noto costruttore Salvatore Ligresti, anch’egli siciliano; le Assicurazioni Generali (2,3%); Capitalia (2,1%) e infine il Credit Suisse First Boston (2%).
    Nel settembre 2005 si sono registrati nuovi cambiamenti azionari all’interno di Capitalia, tra i maggiori istituti creditori di Impregilo e azionista di rilievo di Gemina: nel patto di sindacato di Capitalia hanno fatto ingresso il gruppo di Carlo Pesenti (la Italmobiliare-Italcementi, altro importante azionista Gemina), la Fininvest del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, il gruppo farmaceutico Angelini e la Fineldo degli industriali Merloni.

    La Società Italiana per Condotte d’Acqua è il terzo gruppo italiano di costruzioni in fatturato, interamente acquisito dai privati dalla ex IRI. Condotte è pure partner di Impregilo nella realizzazione dei lavori per l’Alta Velocità, il sistema Mose a Venezia e l’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria.
    Società Italiana per Condotte d’Acqua è controllata per il 98,85% dalla società Ferfina S.p.A., holding finanziaria di partecipazione; a sua volta, il 15% di Ferfina è controllato da Efibanca, società del gruppo BPL Investimenti.

    Le Coop “rosse”, nella gara del Ponte sullo Stretto, hanno visto su schieramenti contrapposti i due gioielli più rappresentativi del settore costruzioni: la C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (in associazione con Astaldi) e la C.M.C. Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna (in associazione con Impregilo). Con la grave “anomalia”, sempre tutta italiana, che proprio la C.M.C. di Ravenna risulta essere una delle 240 associate, la più importante, della cooperativa “madre”, C.C.C. di Bologna. Ciò comporterebbe la violazione delle normative europee e italiane in materia di appalti pubblici, le quali escludono espressamente la partecipazione ad una gara di imprese che "si trovino fra di loro in una delle situazioni di controllo", ovverossia di società tra esse "collegate o controllate".
    CCC, CMC e le altre coop rosse detengono congiuntamente il 100% di Holmo, la cassaforte finanziaria della Lega che a sua volta controlla il 51% di FINSOE (Finanziaria dell’economia sociale), azionista di maggioranza di Unipol (50,2%). Vicepresidente di Holmo è da un mese, appunto, Piero Collina, presidente della CCC. Da segnalare come in FINSOE sia presente il Gruppo Monte dei Paschi di Siena (39%) e Hopa (Gnutti) con il 5%. A sua volta Unipol, Hopa e altri piccoli gruppi bancari controllano il 30,86% della BNL-Banca Nazionale del Lavoro. Insieme a BPI, Gavio e Deutsche Bank, Unipol ha tentato la scalata alla stessa BNL (congiuntamente già ne controllano il 50,91%). L’8,7% della BNL è in mano alle Assicurazioni Generali.
    In sintesi:
    a)Un gruppo, Benetton, azionista di Impregilo, che controllando parte del mercato del tessile e del vestiario può essere oggetto di campagna di boicottaggio diretto degli acquisti. Benetton, inoltre, attraverso Edizione Holding, controlla il 57,1% della catena di ristorazione autostradale Autogrill S.p.A., anch’essa possibile oggetto di campagna boicottaggio.
    b)Tre gruppi bancari azionisti di due società presenti nel gruppo General Contractor del Ponte: BPM- Banca popolare di Milano e Capitalia per Impregilo ed Efibanca – Banca Popolare Italiana per Società Condotte d’Acqua.
    c)Due gruppi bancari (Banca Unipol e BNL), di cui è azionista, attraverso Holmo-FINSOE, una terza società presente nella cordata General Contractor (la CMC – Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna).
    d)Sette gruppi bancari (Cassa Depositi e Prestiti, Banca Intesa, Gruppo Monte dei Paschi di Siena, UniCredit, Efibanca-Banca Popolare Italiana, Banca Unipol, Carige) che hanno espresso disponibilità a finanziare le operazioni della cordata a guida Impresilo relative alla realizzazione del Ponte sullo Stretto.
    e)Un gruppo assicurativo (Assicurazioni Generali), azionista di Impregilo e anche di Gemina (gruppo finanziario a sua volta secondo importante azionista di Impregilo).
    f)Un gruppo assicurativo (Unipol), di cui è azionista, attraverso Holmo-FINSOE, la CMC di Ravenna.
    http://www.retenoponte.org/infopiu.php

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    Lettera del ministro Matteoli al presidente della Spa incaricata di gestire i lavori
    "Necessario rimettersi al lavoro in tempi brevi e porre in essere tutte le condizioni"
    Ponte sullo Stretto, si riparte
    Matteoli: "Struttura prioritaria"


    La risposta del presidente Ciucci: "Possibile posare la prima pietra entro il 2010"


    Un plastico del ponte sullo Stretto


    ROMA - Il governo riapre il capitolo Ponte sullo Stretto. Il ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha scritto al presidente della società Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, sollecitandolo a rimettersi al lavoro. L'ordine di inizio attività alla Impregilo, è stata la risposta di Ciucci potrebbe scattare già a gennaio 2009, con la posa della prima pietra nel 2010. "Il passo più importante - ha chiarito il presidente della Spa - è la ridefinizione della Convenzione di concessione e la manutenzione dei contratti con il general contractor, perché due anni di fermo non sono indolori. Tutta questa attività nei prossimi sei mesi dovrà consentirci a gennaio 2009 di dare a Impregilo l'ordine di inizio attività per predisporre progetto definitivo".

    "Il tempo necessario per l'approvazione - ha aggiunto Ciucci - e a maggio-giugno 2010 possiamo prevedere la posa della prima pietra". Il manager della Stretto di Messina ha rassicurato quindi che "ci sarà il massimo del colloquio possibile con il territorio, i cittadini siciliani e calabresi, e le amministrazioni locali, anche per tutte le opere di accompagnamento che devono essere puntualmente progettate". "Il consenso del territorio per la società Stretto di Messina è un aspetto fondamentale", ha sottolineato.

    "Il collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente - aveva scritto il ministro - è tra le infrastrutture che rivestono carattere prioritario; la sua realizzazione ha già costituito oggetto di affidamento al contraente generale. E' pertanto necessario porre in essere nei tempi più brevi tutte le condizioni per la ripresa delle attività inerenti alla costruzione del manufatto".



    Matteoli ricordava quindi alla società "l'esigenza di un'immediata revisione della convenzione di concessione e del piano economico-finanziario", ribadendo nella lettera l'impegno in favore della realizzazione del ponte da parte del governo e del presidente del Consiglio al momento dell'insediamento del nuovo esecutivo.

    Una nuova inversione a U, dopo che la contrarietà del governo di centrosinistra per la grande opera aveva portato la "Stretto di Messina Spa" a un passo dalla chiusura. A salvarla, malgrado un chiaro accordo politico in tal senso tra le forze dell'Unione, era stato un "colpo di mano" dell'allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che ha creato non pochi malumori nell'ex maggioranza.

    Il primo via libera alla realizzazione del ponte sullo Stretto risale niente meno che al 17 dicembre 1971, quando il Parlamento ha approvato la legge 1158 finalizzata "alla realizzazione di un collegamento stabile viario e ferroviario fra la Sicilia e il continente", affidando all'Iri il compito di guidare un gruppo di imprese statali: Fs, Anas, regioni Sicilia e Calabria. Dopo ulteriori 10 anni un'altra legge ha poi istituito la "Stretto di Messina Spa", in cui l'Anas possiede una quota pari all'81,8%, nell'ambito di una compagine azionaria che comprende Rfi (13%), le Regioni Calabria e Sicilia (2,6% ciascuna).
    (23 maggio 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/05/sez...ndi-opere.html
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    da 1 a 5 anni di galera per proteste che intralcino lavolri pubblici; questo uno dei punti del nuovo pacchetto sicurezza oggi firmato dal presidente della repubblica. La legge è stata scritta per evitare sommosse e proteste nel napoletano, ma è evidente che si ritorcerà contro di noi nel momento in cui volessimo protestare per evitare la costruzione del ponte di Messina.
    Io non mi lascio spaventare e sono pronto a pagare qualunque prezzo per fermare un tale scempio, ma certo sarà un forte detterrente che impedirà il formarsi di una grande massa che protesti.Ho partecipato alla protesta contro la costruzione della strada attorno a Tara Hill in irlanda, e li siamo stati arrestati per aver sabotato macchinari e ppure abbiamo ritardato i lavori per 3 mesi dop i quali è intervenuta l'unione europea a bloccare i lavori considerandoli illegali. Credo dovremmo far leva sull'unione europea vista la grande opposizione che sembra manifestare verso berlusconi e il suo governo, credo che ciò potrebbe giovarci.

  8. #8
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    Questa parte del pacchetto sicurezza alla quale alludi, a mio parere è il punto più pericoloso per la democrazia. Della sua applicazione nelle più svariate situazioni, dai mass-media non ‘ è stato fatto cenno.
    Tuttavia ritengo che Berlusconi & e company abbiano fatto i conti senza l ‘oste; se questa legge vorranno applicarla in tutti casi previsti dovranno trasformare un terzo del territorio italiano in una galera.
    Qualche esempio:
    - Credono davvero che i cittadini di Vicenza accetteranno l’ allargamento della base USA per timore delle denunce ?
    Che coloro che si oppongono alla Tav si fermeranno ?
    -Che i cittadini di Napoli accetteranno senza batter ciglio di avere discariche ed incerenitori nel cortile di casa ?
    -Che operai in sciopero non manifesteranno più nei luoghi da loro vietati ?
    E come possono credere che noi siciliani accetteremo passivamente lo scempio del nostro territorio che si apprestano a fare ?
    Denunceranno e arresteranno milioni di cittadini ?
    Che ci provino. SARA’ LA LORO FINE !

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    Questa parte del pacchetto sicurezza alla quale alludi, a mio parere è il punto più pericoloso per la democrazia. Della sua applicazione nelle più svariate situazioni, dai mass-media non ‘ è stato fatto cenno.
    Tuttavia ritengo che Berlusconi & e company abbiano fatto i conti senza l ‘oste; se questa legge vorranno applicarla in tutti casi previsti dovranno trasformare un terzo del territorio italiano in una galera.
    Qualche esempio:
    - Credono davvero che i cittadini di Vicenza accetteranno l’ allargamento della base USA per timore delle denunce ?
    Che coloro che si oppongono alla Tav si fermeranno ?
    -Che i cittadini di Napoli accetteranno senza batter ciglio di avere discariche ed incerenitori nel cortile di casa ?
    -Che operai in sciopero non manifesteranno più nei luoghi da loro vietati ?
    E come possono credere che noi siciliani accetteremo passivamente lo scempio del nostro territorio che si apprestano a fare ?
    Denunceranno e arresteranno milioni di cittadini ?
    Che ci provino. SARA’ LA LORO FINE !
    A Caiano se ne stanno giá fregando della proibizione. Forza Caiano!!!

  10. #10
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    vero viva la gente di Chiaiano li ho visti ad Annozero e sono dei grandi

 

 
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