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Discussione: morto Marulanda?

  1. #1
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    Predefinito morto Marulanda?

    (ANSA) - BOGOTA', 24 MAG - Pedro Antonio Marin, noto come Manuel Marulanda Velez, capo delle Farc, sarebbe morto. Lo scrive il settimanale colombiano Semana. Il settimanale sostiene che la notizia riguardante il leader guerrigliero, conosciuto anche come Tirofijo (Colpo sicuro), e' stata fornita dal ministro della Difesa, Juan Manuel Santos, che non ha fornito particolari.

  2. #2
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    Ho cercato conferma a questa notizia attraverso altri canali e non l'ho trovata confermata. Comunque in tanti anni Marulanda è stato dato per morto dal governo colombiano diverse volte. Fa parte della strategia di guerra psicologica. E aldilà di questo come si è detto diverse volte anche per Fidel Castro prima o poi Marulanda morirà davvero perchè nessuno è immortale e Marulanda non è certo un ragazzino. E' attraverso questi passaggi che si vedrà la reale capacità di tenuta delle FARC nel prossimo futuro.

  3. #3
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    E invece a quanto pare Marulanda è morto davvero. Da quanto ho letto sembra che le stesse Farc abbiano confermato il decesso. La causa sarebbe stata un collasso cardiaco.

    Colombia - 25.5.2008
    Le Farc confermano la morte del comandante Marulanda. La Colombia si prepara a trattare
    Il comandante delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), Manuel Marulanda Velez, è morto il 26 marzo scorso alle 18,30. Lo ha confermato il comandante dello Stato maggiore congiunto delle forze armate colombiane, generale David Moreno. La notizia della morte di Marulanda Velez, conosciuto anche come Tirofijo (Colpo sicuro), era stata rivelata dal ministro della Difesa colombiano Juan Manuel Santos, al settimanale Semana che l'ha pubblicata oggi sulla sua pagina Internet.
    In un comunicato letto alla stampa, Moreno ha sostenuto che ''le cause del decesso devono essere ancora confermate'', e che al suo posto le Farc hanno designato Alfonso Cano. Il generale Moreno ha indicato che le forze militari colombiane realizzarono tre bombardamenti in zone della regione di Uribe, nel dipartimento del Meta, dove si riteneva che risiedesse Marulanda Velez, «anche se non nella data indicata per la morte» da una fonte sicura. In ambienti della guerriglia, comunque, si tende a sostenere che il leggendario comandante delle Farc sia morto di infarto.
    Il presidente colombiano Alvaro Uribe ha affermato oggi che alcuni capi delle Farc sono disposti a lasciare la guerriglia e a rilasciare gli ostaggi che detengono, inclusa la franco-colombiana Ingrid Betancourt, detenuta da oltre sei anni. Uribe ha aggiunto che considera la possibilità di concedere loro la libertà condizionale e inviarli in Francia. ''Il governo - ha affermato Uribe a un raduno a Florida in dichiarazioni trasmesse in diretta dalla tv - ha ricevuto telefonate in cui alcuni leader annunciano la loro decisione di abbandonare le Farc e consegnare gli ostaggi, inclusa la dottoressa Ingrid Betancourt, se il governo garantirà loro la libertà''.


    http://www.peacereporter.net/dettagl...hp?idart=11169

  4. #4
    COSTRUIRE IL COMUNISMO!!
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    Onore a Marulanda
    Si sà qualcosa della morte di Juan Laguna Dominguez detto "Piero" il numero 2 di SENDERO LUMINOSO?

  5. #5
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    COMANDANTE MANUEL MARULANDA: GIURIAMO DI VINCERE!

    Quando, 60 anni fa, l’oligarchia scatenò la guerra fratricida nel nostro paese attraverso il terrorismo ufficiale e gli odi partitici, cercando di modificare la proprietà della terra e di ricomporre il potere politico, sottovalutò l’enorme capacità di resistenza del nostro popolo e le colossali dimensioni della sua dignità.

    Come centinaia di migliaia di contadini, da allora Pedro Antonio Marín fu perseguitato dal governo e dai sicari paramilitari dell’epoca, obbligato ad abbandonare la propria tranquillità, il proprio lavoro ed i propri averi, e poi a difendersi per sopravvivere alla barbarie ufficiale, in una situazione funesta che costò la vita a circa 300.000 compatrioti e che portò alla sottrazione impune di milioni di terre fertili, che passarono nelle mani di potenti capi liberali e conservatori di tutto il paese.

    Da allora, grazie alla sua leadership ed alle enormi capacità politico-militari, colui che poi si sarebbe chiamato Manuel Marulanda Vélez -in omaggio ad un dirigente sindacale assassinato- iniziò ad assimilare la propria esperienza militare e a sviluppare una visione del mondo rivoluzionaria e comunista, che gli permise di comprendere perfettamente le profonde cause economiche, sociali e politiche non solo della sua situazione personale, ma anche dei profondi squilibri, violenze ed ingiustizia della nostra società.

    Quando, nel 1964, l’oligarchia lanciò nel sud del Tolima una nuova e criminale offensiva contro i contadini chiamata “Plan Laso”, sotto la palese direzione del Pentagono statunitense, Manuel Marulanda Vélez e 47 contadini, dopo innumerevoli tentativi politici per la pace che furono ignorati, si sollevarono in armi per affrontare l’aggressione ed andare al fondo della soluzione: lottare per il potere politico e gettare le basi di una società con giustizia sociale, in marcia verso il socialismo.

    Poiché Washington e l’oligarchia non permettevano la lotta rivoluzionaria per la via democratica, optammo per l’unico cammino possibile. Così nacquero le FARC!

    E’ stato un ineguagliabile stratega, geniale conduttore, invincibile guerriero, imbattuto leader di mille battaglie politiche e militari combattute durante 60 anni di sforzi, rivendicando i diritti dei poveri e contrastando le violenze dei potenti, ed un rivoluzionario integrale che assimilò la teoria dei grandi pensatori fondendola con le verità estratte dalla vita nella sua pratica quotidiana, forgiandosi come uno dei più distinti dirigenti rivoluzionari di tutti i tempi.

    Nell’umanità non ci sono precedenti di un leader, con le caratteristiche di Manuel Marulanda Vélez, che abbia combattuto ininterrottamente per 60 anni dal seno dell’opposizione armata e che sia uscito indenne e rafforzato da immensi operativi militari di terra bruciata come il Plan Laso a Marquetalia, la Operación Sonoranella cordigliera centrale, l’operazione Casa Verde, la Destructor 1 e la Destructor 2, il Plan Patriota ed il Plan Colombia. Così come indenne e rafforzato è uscito da battaglie politiche di carattere strategico come quelle sviluppate nei processi di dialogo con lo Stato colombiano a Casa Verde, a Caracas, in Messico e nel Yarí, in cui si pretendeva la sottomissione della volontà politica delle FARC senza cambiamento alcuno nelle strutture della società e nei rapporti del potere politico.

    Negli uni e negli altri scontri, il nostro Comandante ha evidenziato la propria saggezza e la capacità di venirne sempre fuori con vitalità, per quanto avversi e difficili fossero i pericoli e le tormente presentatesi sulla nostra strada.

    Con immenso dolore rendiamo noto che il nostro Comandante in Capo, Manuel Marulanda Vélez, è morto lo scorso 26 marzo dopo una breve malattia a causa di un arresto cardiaco, tra le braccia della sua compagna e circondato dalla sua scorta personale e da tutte le unità che facevano parte del suo apparato di sicurezza.
    Gli abbiamo tributato gli onori che si merita un comandante della sua dimensione e dato una degna sepoltura. Lo congediamo fisicamente a nome delle migliaia e migliaia di guerriglieri fariani e miliziani bolivariani, e dei milioni di colombiani e cittadini del mondo che lo apprezzano, ammirano ed amano al di sopra della schifosa campagna mediatica contro le FARC.
    A tutti loro, ed ai loro familiari, facciamo pervenire le nostre solidarietà e condoglianze.

    Se n’è andato il gran leader. Dei suoi inesauribili insegnamenti, che ci hanno fatto maturare in tutti questi anni al suo fianco, oggi, col nostro dolore, vogliamo risaltare -per il loro gran valore e la loro attualità- la sua profonda fiducia nei nostri principi rivoluzionari, piani e proposte, nonché nella vittoria della causa popolare, il suo temperamento nell’affrontare le difficoltà e l’essenziale importanza rappresentata dalla solida unità interna, che ci ha permesso di svilupparci con vigore in tutti i momenti della nostra esistenza.

    Nel bel mezzo della più grande offensiva reazionaria contro un’organizzazione rivoluzionaria nella storia dell’America Latina, porteremo avanti i nostri compiti in sintonia con i piani approvati, solidamente uniti e profondamente ottimisti di andare avanti nonostante le avversità.

    Con le bandiere di Bolívar, di Jacobo e di Manuel in alto, porteremo avanti senza sosta la nostra lotta fino a raggiungere l’obiettivo della Nuova Colombia, la Patria Grande latinoamericana ed il Socialismo. Lo giuriamo di fronte alla tomba del nostro Comandante!

    Lo scontro non da tregua e la lotta va avanti. Abbiamo concordato unanimemente che a capo del Segretariato e come nuovo comandante dello Stato Maggiore Centrale ci sia il compagno Alfonso Cano, e che come membro pieno del Segretariato entri a farne parte il compagno Pablo Catatumbo, mentre come supplenti i compagni Bertulfo Alvarez e Pastor Alape.

    Continueremo ad alimentare la lotta popolare, la conformazione del Movimento Bolivariano per la Nuova Colombia e del Partito Comunista Clandestino, così come la convergenza con tutti quelli che lottano per la giustizia sociale, la sovranità nazionale e la democrazia vera.

    Tutta la forza fariana continuerà ad essere profondamente impegnata a portare avanti i piani in ogni area ed in tutto il paese, strettamente legata alla popolazione civile quale garanzia di successo.

    Le nostre proposte in merito agli accordi umanitari ed alle soluzioni politiche continuano ad essere vigenti, come abbiamo ribadito in diverse occasioni, così come quelle contenute tanto nel Manifesto quanto nella Piattaforma Bolivariana, e saranno confluenza e genereranno uno sforzo comune per conquistare la pace democratica e la tranquillità di cui l’oligarchia ci ha privato 60 anni fa.

    Nel commemorare il 44° anniversario delle FARC, rendiamo un sentito omaggio al nostro Comandante Manuel Marulanda Vélez, a Jacobo Arenas, a Raúl Reyes, a Iván Ríos, a Efraín Guzmán ed a tutti quelli che hanno generosamente dedicato ed offerto la vita alla causa dei poveri, senza chiedere nulla in cambio, solo per la loro intima convinzione di cercare il bene comune come caratteristica del loro impegno rivoluzionario.

    Comandante Manuel Marulanda Vélez: morire per il popolo è vivere per sempre!

    Di fronte all’altare della Patria, giuriamo di vincere!

    Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP

    Montagne della Colombia, maggio 2008


  6. #6
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    Daniel Ortega rende omaggio a Marulanda

    Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, è stato finora l'unico statista al mondo a rendere omaggio, definendolo ''lottatore straordinario'', a Manuel Marulanda Velez, l'anziano leader delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), deceduto nella selva il 26 marzo scorso.
    Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha mantenuto finora il silenzio sull'argomento, mentre il francese Nicolas Sarkozy ha fatto un'analisi generale sostenendo che ''stanno succedendo cose, bisogna guardare a questo con molta calma, molta prudenza e molta concentrazione''.
    Intervenendo a Montevideo in chiusura del Forum di San Paolo, incontro delle forze di sinistra latinoamericane, Ortega ha detto: ''Voglio esprimere le mie condoglianze e la mia solidarietà alle Farc e alla famiglia del comandante Marulanda, un lottatore straordinario che ha realizzato per moltissimi anni una ininterrotta battaglia che ha origine e radici nelle profonde disuguaglianze che vive il popolo colombiano''.
    ''Dico ai fratelli delle Farc - ha concluso - che dobbiamo continuare a lottare affinché si raggiunga la pace in Colombia''.
    Ci uniamo alle condoglianze ed alle speranze espresse da Ortega.

    link

  7. #7
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    Manuel Marulanda habría muerto el 26 de marzo de un paro respiratorio ''en brazos de su compañera, acompañado de su guardia personal y de sus compañeros''.
    El miembro del secretariado y vocero de las Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (FARC), Timoleón Jimenez, confirmó a través de un video enviado a TeleSUR, la muerte del líder y fundador de este grupo armado, Manuel Marulanda, también conocido como "Tirofijo".
    En el material audiovisual, el portavoz señaló que con "inmenso pesar informamos que el 26 de marzo murió de un infarto cardíaco, en brazos de su compañera, acompañado de su guardia personal y de sus compañeros".

    "Lo despedimos físicamente en nombre de los miles y miles de guerrilleros farianos" (…) "se ha marchado el gran líder", añadió.

    Dando lectura a un comunicado oficial, Jiménez, se refirió a la trayectoria política de Marulanda y destacó su "liderazgo y capacidad militar", como también reafirmó que la lucha de la FARC sigue siendo la "lucha por el poder político, la lucha por una sociedad de justicia social y la lucha por el socialismo".

    El vocero anunció que Alfonso Cano asumirá el lugar de Marulanda, se integra al secretariado Paulo Catatumbo, como suplentes asumirán Bertulfo Alvarez y Pastor Arape. Anunció además que la organización tiene confianza en sus principios revolucionarios "continuaremos nuestras tareas acordes a los planes", enfatizó.

    Respecto de la posición de las Farc hacia los acuerdos humanitarios, señaló que "nuestras propuestas alrededor de los acuerdos humanitarios y la salida política continúan vigentes"..."serán confluencia y generarán esfuerzo mancomunado por lograr la paz "

    La declaración concluye saludando el 44° aniversario del grupo rebelde con un "sentido homenaje a Manuel Marulanda".

    "Ante el altar de la patria juramos vencer", finaliza el discurso.

    La confirmación por parte del alto mando de las FARC se da un día después de que el ministro de Defensa colombiano, el conservador Juan Manuel Santos, adelantara en una entrevista con la revista Semana, que por informaciones de inteligencia, el Gobierno conocía que el líder histórico de este grupo armado había muerto de un paro cardíaco el pasado 26 de marzo, según la versión de la guerrilla.


    http://www.telesurtv.net/noticias/se...p?ckl=28257-NN

    http://it.youtube.com/watch?v=uQ6EqTUR6is

  8. #8
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    QUALE FUTURO PER LE FARC DOPO MARULANDA?



    Gennaro Carotenuto
    (27 maggio 2008)
    La nomina immediata di Alfonso Cano come successore di Manuel Marulanda va nella linea della continuità per le FARC. Ma per la sorte del più importante esercito guerrigliero del continente, e per i suoi 700 sequestrati tra i quali c’è Ingrid Betancourt, contano più le condizioni oggettive.
    Alfonso Cano, un antropologo che si è addestrato militarmente ed ha studiato marxismo in Unione Sovietica, è il nuovo capo delle FARC dopo la morte del dirigente storico Manuel Marulanda lo scorso 26 marzo e ammessa, con un
    video indirizzato a Telesur nello scorso fine settimana.
    Il nuovo capo è stato in passato delegato a trattare in vari processi di pace, soprattutto condotti al di fuori del territorio colombiano, in Messico e in Venezuela. Pertanto, nonostante tali trattative siano infine tutte fallite, è considerato un uomo capace di intavolare negoziati. La successione giunge in un momento nel quale le FARC, che hanno perduto in due mesi tre dei setti membri del segretariato, il massimo organismo dell’organizzazione, appaiono oggettivamente indebolite di fronte alla guerra senza quartiere condotta da Álvaro Uribe. Tuttavia, i 12-15.000 uomini che resterebbero alle FARC, sono comunque una forza considerevole in grado di resistere tuttora per anni nella selva, pur senza possibilità alcuna di controffensiva.
    Dalla Colombia si specula in queste ore sulla possibilità di una scissione tra un’ala oltranzista ed un’ala che cercherebbe un accordo di pace in vista di una smilitarizzazione. E’ una voce che nella migliore delle ipotesi deve coniugarsi con una realtà per la quale, anche chi desidera lasciare la lotta armata, conosce bene la sorte dalla quale è atteso. La realtà infatti non è solo o semplicemente quella della presidenza Uribe, una presidenza che è il trionfo insieme del paramilitarismo che leva la terra ai contadini (la ragione principale per la quale le FARC sono nate ed esistono), ma anche quella oggettiva colombiana, nella quale l’ultima volta che le FARC uscirono dalla selva negli anni ‘80, il partito legale che ne sortì, l’Unión Patriótica, fu
    metodicamente sterminato.
    Centinaia di dirigenti e almeno 5.000 militanti di quel partito furono assassinati senza pietà in pochi anni. Tuttora sopravvissuti della UP continuano a essere assassinati in una Colombia dove il paramilitarismo trionfante continuerebbe a condividere con l’esercito un duopolio della violenza.
    Sullo sfondo, anche se è la prima preoccupazione dei media internazionali, resta la sorte di Ingrid Betancourt e degli altri 700 sequestrati delle FARC. In questo caso la situazione potrebbe davvero mutare rapidamente. E’ possibile che continui il sequestro per ottenere infine la zona smilitarizzata che era obbiettivo di Marulanda. Ma chi li controlla materialmente potrebbe usarli, anche in breve tempo, come merce di scambio. Ed è a ciò che punta Uribe, offrendo una via d’uscita verso la Francia a chi li consegnerà.







 

 

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