L'unione Europea, e gli "euroburocrati senza cervello" in particolare, non c'entrano nulla con la nascita delle lingue artificiali. E nemmeno c'entra il cioccolato senza cacao. Una lingua ausiliaria artificiale per l'Europa la propongo io (non solo, ovviamente), non i politici nazional-europei (magari!). Ma non mi sogno nemmeno lontanamente di sopprimere quelle attualmente in uso. Non mi interessa quindi che con la lingua ausiliaria si scrivano poesie, racconti, poemi. Quelli si scriveranno in italiano, tedesco, sloveno. Mi interessa invece un insieme di parole, adatto a comunicare (con tutte le sfumature necessarie), e che non esprima una cultura a discapito delle altre. Quindi, ciò che tu indichi come un difetto, è, in realtà, uno dei due pregi delle lignue artificiali (l'altro è la semplicità di apprendimento). E' anche possibile che, col passare dei decenni e secoli, una culltura "europea" si fonda con la lingua comune, ma la cosa non mi interessa particolarmente.
Saluti.
Midìl





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