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Discussione: Il Ponte sullo Stretto

  1. #11
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    03 giugno 2008 - Mafia e Ponte sullo Stretto di Messina

    Il ponte bianco (video) Enzo Cappucci [Rai News 24] 'Messina, il ponte bianco' è il titolo dell'inchiesta a cura della Redazione Interni di Rai News 24 sulla sventata infiltrazione mafiosa nella gara di appalto per la costruzione del Ponte di Messina. Il servizio ricostruisce la storia del più colossale riciclaggio di denaro sporco mai tentato: 5 miliardi di euro, frutto del traffico di eroina e cocaina dell’ormai crollato impero dei Rizzuto canadesi, in affiliazione con i Bonanno newyorkesi ed i Contrera Caruana del Venezuela: il denaro del fiume bianco di droga, cementato nei piloni del Ponte sullo Stretto: il 'Ponte bianco di Messina'.








    Il giornalista Enzo Cappucci ha raccolto le testimonianze dei protagonisti ed intervistato in esclusiva Giuseppe Zappia, un ingegnere italo-canadese, un costruttore, che avrebbe voluto realizzare il ponte a sue spese, con i fondi messi a disposizione da un presunto finanziamento saudita, per poi metterlo a profitto, riscuotendo i pedaggi.


    Per gli inquirenti, però, Zappia altri non è che la faccia pulita dei boss, l'uomo in grado di portare a termine il riciclaggio del secolo.

    Proprio in questi giorni l'imprenditore è sul banco degli imputati presso il Tribunale Penale di Roma con l'accusa di "associazione per delinquere di stampo mafioso", mentre Vito Rizzuto, in attesa di una prossima richiesta di estradizione in Italia, sconta in Canada una condanna a 10 anni per triplice omicidio.
    http://www.terrelibere.org/terredico...eta&riga=03600
    per vedere l' interessante video bisogna cliccare sul link

  2. #12
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    Predefinito La faraonica truffa

    ROMA - Silvio Berlusconi promette il ponte sullo Stretto, l'opposizione è scettica. "Il premier vuole mettere la prima pietra, ma in cinque anni di governo ha messo tante prime pietre senza mai concludere nessuna opera. Addirittura qualcuna non è neppure partita", dice Felice Belisario, capogruppo dell'Italia dei valori al Senato.

    "Si toglie con due mani e si cerca di dare con mezza - aggiunge Belisario -. Il ponte sullo Stretto di Messina si potrà fare quando avremo completato le infrastrutture in Calabria e in Sicilia, quando ci saranno le autostrade in Sicilia, quando sarà completata la Salerno-Reggio Calabria, quando ci sarà un sistema ferroviario degno di questo nome e del terzo millennio".

    Per Grazia Francescato, dei Verdi, "Berlusconi è il solito grande illusionista che fa mezze promesse che sa di non poter mantenere. Promette di avviare i lavori per il ponte sullo Stretto di Messina ma non dice agli italiani dove andrà a prendere i soldi. Il premier sa benissimo che il finanziamento europeo, da solo, non potrà bastare e il costo stratosferico sarà pagato dalle tasche dei cittadini".

    "In realtà - conclude la Francescato - non si tratta di una megaopera ma di una megatruffa ai danni dei cittadini e devastante per l'ambiente. Anche se noi Verdi non siamo in Parlamento ci opporremo con tutte le nostre forze contro questo progetto e Berlusconi avrà delle belle sorprese, perché, intanto, il fronte del no a questa faraonica truffa si è allargato di molto".

    06/06/2008
    http://www.lasicilia.it/index.php?id=5978

  3. #13
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    Matteoli insiste: "Il ponte nel 2016"
    Il ministro delle Infrastrutture: "E' una delle priorità del governo, secondo i tecnici potremo cominciare i lavori nel 2010"





    ROMA - "I tecnici mi dicono che sarebbe possibile partire con la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina nel 2010 per vederlo realizzato nel 2016. Ma su questo stiamo lavorando". Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, ha comunicato la notizia a margine della cerimonia di abbattimento del diaframma della nuova galleria della Cassia del Gra.

    Matteoli ha ricordato di aver scritto una lettera all'amministratore delegato del ponte dello Stretto "per ribadire che quell'opera è una priorità". "Abbiamo riavviato il progetto perché, come tutti sanno, durante il governo Prodi era stato accantonato. Nelle infrastrutture ci sono delle priorità che saranno elencate anche del Dpef dal Consiglio dei ministri e lo Stretto di Messina è sicuramente una di queste priorità come la Livorno-Civitavecchia e molte strade del Nord che aspettano di essere realizzate".

    17/06/2008
    http://www.lasicilia.it/index.php?id=6474
    Priorità per le tasche di chi ?
    Priorità per esaudire la megalomania di chi ?

  4. #14
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    Predefinito Altre notizie sull ' Impregilo

    Impregilo, due o tre cose che so di lei - 19/6/08


    di Zeno Leoni

    Nell'aprile scorso questa grande società per azioni italiana si è aggiudicata l'appalto per la costruzione dell'uscita ad ovest del porto di Ancona. Come i cittadini sanno, l'uscita è un'infrastruttura che ha lo scopo di sgravare il porto dall'eccessivo traffico di mezzi pesanti provenienti da Grecia, ex Jugoslavia e Turchia, una parte della città e della sua periferia. Il progetto è stato ampiamente criticato da cittadini che non vorrebbero affacciarsi dal terrazzo di casa e trovarsi di fronte una sopraelevata. Ma questa è un altro aspetto della vicenda.

    Piuttosto, molti anconetani non sanno quale sia il recente trascorso dell' Impregilo, società dal fatturato di 2,627 miliardi di euro nel 2007, scelta dal consiglio di amministrazione dell'Anas di Roma come promoter per l'avvio del project financing dell'uscita ovest del porto della città.
    Ponte sullo stretto - Il principale general contractor italiano nel settore delle grandi opere, si aggiudicò nell'ottobre del 2005 la gara internazionale per la realizzazione del ponte sullo Stretto, guidando una cordata di imprese, internazionali anch'esse.
    Quest'opera come si poteva immaginare si è dimostrata una vera e propria patata bollente per chiunque intenda farci dei guadagni.
    Il 4 novembre del 2005 la “Direzione investigativa antimafia” denuncia che “Cosa nostra tende a rafforzare la propria maglia invasiva con interventi volti a tentare di interferire anche sulla realizzazione di grandi opere d'interesse strategico nazionale, quale ad esempio il ponte sullo stretto”.
    Sul progetto si aprono due inchieste.
    Una riguarda l'impatto ambientale sul territorio, materia sulla quale l'Unione europea si era già espressa avviando una procedura d'infrazione già il 25 ottobre, poiché lo studio del Governo “non è stato fatto correttamente”. L'altra inchiesta condotta dai Pm di Monza, Pizzi e Mapelli, riguarda invece direttamente l'Impregilo.
    La procura si mosse a seguito dell'intercettazione telefonica di una conversazione tra l'economista ed editorialista del Foglio e del Giornale Carlo Pelando e Paolo Savona, all'epoca presidente della multinazionale.
    Gli investigatori stavano registrando le conversazioni dei vertici di Impregilo nell'ambito di un'inchiesta per falso in bilancio e false comunicazioni sociali , nella quale sono indagati a vario titolo Paolo Savona e Pier Giorgio Romiti, figlio dell'ex presidente di Fiat.
    Nella telefonata Pelanda sostiene di essere stato rassicurato da Marcello Dell'Utri circa la vittoria della società di Savona, cosa che è poi avvenuta e che un bookmaker siciliano, esperto in scommesse sulle gare d'appalto dava favorita da tempo.
    In effetti il 13 ottobre la gara è stata vinta da Impregilo. Quando gl'investigatori chiedono a Savona che cosa c'entrasse Dell'Utri, lui risponde che “Pelanda mi stava spiegando che noi eravamo obbiettivamente i favoriti”. L'economista conosceva bene il senatore di Forza italia, visto che era stato presidente dei circoli del “Buongoverno”. Dunque, la vittoria della gara d'appalto fu una coincidenza? Mistero.
    Ad ogni modo le magagne giudiziarie della società che dovrà lavorare per l'uscita ad ovest del porto di Ancona non finiscono qui.
    Rifiuti – Nell'anno 2000 la Fibe (sigla ottenuta dai nomi delle imprese Fisia , Impregilo, Babcock, Evo Oberrhausen ) si aggiudicò l'appalto statale per l'intero ciclo di raccolta e smaltimento industriale dei rifiuti della regione Campania .
    Notare bene, Fibe e Fibe Campania sono aziende del Gruppo Fisia, a sua volta controllata al 100% da Impregilo. Uno dei principali motivi per cui l'appalto fu vinto dal Gruppo Impregilo riguardò il ridotto tempo di realizzazione degli impianti di incenerimento. I tempi di realizzazione dell' inceneritore di Acerra contrattualizzati erano di 300 giorni. Attualmente l'inceneritore non è ancora concluso.
    Il 27 giugno 2007 il gip del tribunale di Napoli, accogliendo le richieste che erano state formulate dalla procura, deposita un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli esponenti del commissariato straordinario per l'emergenza e delle società responsabili degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti (Impregilo, Fibe, Fibe campania e Fibe italimpianti).
    L'ordinanza contiene accuse durissime: le imprese sono accusate di aver operato una “truffa aggravata ai danni dello stato e frode in fornitura”. Tra i 28 indagati figurano i vertici dell'Impregilo Piergiorgio e Paolo Romiti, ex resposabili del gruppo delle società che hanno operato in Campania fino al gennaio 2006 come gestori dello smaltimento.
    La magistratura di Napoli decide di congelare i conti correnti italiani del gruppo Impregilo, per un valore di 750 milioni di euro. Poi nel maggio 2008 vengono arrestate 25 persone, fra cui Massimo Malvagna, amministratore delegato di Fibe S.p.a., con varie accuse connesse al traffico dei rifiuti.
    E' sufficiente tutto ciò, per accendere un campanello d'allarme tra i cittadini anconetani?
    http://www.megachip.info/modules.php...cle&artid=7139

  5. #15
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    25 agosto 2008 - No Ponte

    E` ripartita la mobilitazione contro il Ponte!


    L`ottima riuscita della Festa No Ponte che ha visto la partecipazione di centinaia di persone dimostra una volta di più quanto è viva nei nostri territori la volontà di opporsi ad una mega opera caratterizzata da un devastante impatto ambientale e da effetti annichilenti nei confronti dell`area dello Stretto.


    Proprio questo aspetto è stato particolarmente approfondito, naturalmente in un`atmosfera festosa (come era nell`intenzione dell`iniziativa), nel corso della serata. Seppur rimangano inalterati, ed anzi si mostrino con maggiore evidenza, i dubbi sulla costruibilità del manufatto e non sia dato sapere al momento dove verranno reperite le risorse per il suo finanziamento, il ponte sullo Stretto, tuttavia, esercita il suo effetto negativo in quanto finzione di uno sviluppo che nasconde l`assenza di qualsiasi tipo di politica per il meridione. Si ricomincia allora con la progettazione, un po` di propaganda, magari un call-center.


    Intanto si riattiva il capitolo di spesa ottenendo il finanziamento di qualche opera propedeutica e/o compensativa. In futuro, chissà, verrà avviato qualche sbancamento e la costruzione dei piloni, il tutto senza un briciolo di logica e secondo un classico modello speculativo. Noi continueremo ad opporci a questo tipo di prospettiva perché questa rappresenta la morte dei nostri territori.


    Lo faremo continuando l`attività di informazione ed approfondimento e cominciando a lavorare per l`organizzazione di una grande manifestazione che riporti in piazza decine di migliaia di persone.
    http://www.terrelibere.org/terredico...eta&riga=03634

  6. #16
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    ponte: Mai!

  7. #17
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    02 settembre 2008 - Analisi

    Ma il Ponte sullo Stretto non è un bluff Per molti la questione Ponte è chiusa, per altri è solo un bluff a cui non credono più neanche i promotori stessi. Ma il Ponte non è isolabile nel contesto dello Stretto, né riducibile a mera questione "paesaggistica". La crisi generale del sistema economico viene affrontata dal connubio tra grandi opere e grandi contractors, investimenti pubblici e profitti privati, che presuppongono devastazione territoriale e riduzione della spesa di welfare. Un problema di carattere generale e squisitamente politico...


    C’è un versante del movimento "No Ponte" che sostiene la tesi che gli attuali annunci di ripresa delle procedure per la costruzione del Ponte sullo Stretto siano pura propaganda. L’effetto annuncio nasconderebbe le difficoltà nella progettazione e nel finanziamento dell’opera e/o l’intenzione di tagliare ancora di più i trasferimenti alle regioni meridionali. Da questo punto di vista risulterebbero addirittura controproducenti eventuali mobilitazioni contro l’opera perché offrirebbero alla controparte occasioni per accampare scuse o procurarsi capri espiatori. Il fatto che, allo stato dell’arte, non abbiano una lira (gli unici soldi che avevano, quelli di Fintecna, li hanno dirottati) convaliderebbe queste tesi.



    Chi sostiene questi argomenti, però, non tiene in sufficiente conto che il Ponte sullo Stretto non è un’opera isolata. Nel meccanismo generale di crisi di crescita che il sistema economico sta vivendo c’è un settore, che è appunto quello riguardante le grandi opere (strade, ponti, ma anche basi militari, dighe, progetti di ricostruzione in zone di guerra), che appare in buona crescita e che ha appunto la caratteristica di prevedere una partnership tra pubblico e privato. In buona sostanza mentre viene tagliato il welfare si foraggiano i grossi contractor globali con risorse pubbliche.




    Caratteristica di questi contractor è appunto la capacità di intervenire in diverse aree del pianeta, in diversi settori e di legarsi in cordate variamente modulate (per parlare solo di quelli interessati al ponte: Impregilo fa, per esempio, contemporaneamente inceneritori e dighe, mentre CMC è interessato anche all’allargamento della base militare Dal Molin e lavora presso quella di Sigonella).





    Non si tratta, quindi, di intervenire con
    la costruzione di infrastrutture laddove necessitino per lo sviluppo dell’area, ma di creare degli stress che giustifichino investimenti pubblici. Per fare un esempio, quando gli Advisor produssero gli scenari per i quali il ponte sarebbe risultato profittevole o meno in base al Pil previsto, le simulazioni più pessimistiche, e che quindi avrebbero sconsigliato la costruzione del ponte, risulterebbero oggi sproporzionatamente ottimistiche. Eppur di ponte si continua ugualmente a parlare. Questo perché, in realtà, l’obbiettivo non è la costruzione del ponte ma il flusso di denaro. E qui casca anche, in parte, il discorso delle alternative.




    La polemica tra alternative è possibile quando ci si scontra con una razionalità e quando si danno sponde istituzionali che possano avere interesse a recepire istanze che vengono dalla società. Cose, entrambe, difficili da rintracciare nell’attuale fase politica.
    Il ponte va, quindi, combattuto, perché parte di un processo generale di distruzione del welfare, di mercificazione dei beni comuni e di privatizzazione generalizzata.




    L’intesa tra consorterie politiche e grossi contractor può anche prevedere che si pratichino velocità differenti in situazioni differenti. Nel caso del Ponte sullo Stretto, l’abbiamo detto più volte, è probabile ricomincino da una nuova progettazione, da un nuovo rilancio d’immagine (call center, info point) e da alcune operazioni sulle sponde che alludano alla posa della prima pietra giustificando sbancamenti e movimento terra. L’importante per loro è tenere aperto il capitolo di spesa.
    http://www.terrelibere.org/terredico...eta&riga=03645

  8. #18
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    Predefinito Dedicato a Berlusconi che disse...

    ...con il ponte i siciliani saranno pienamente italiani. siccome Berlusconi ritorna sul ponte, ci ritorniamo anche noi.
    La panacea dei mali siciliani!

    22 febbraio 2008 su lasiciliaweb viene pubblicata una dichiarazione dell’allora candidato Berlusconi ”"Prometto ai siciliani che una delle prime cose che faremo, tornati al governo, sarà dare il via al ponte sullo Stretto, l’unica grande opera che rende la Sicilia pienamente Italia e i siciliani completamente italiani“.
    Che i siciliani possano essere presi in giro , insultati come ha fatto l’ex ministro Amato, piemontese di origini siciliane , oppure usati e sbeffeggiati come ha fatto prima Costa Crociere qualche anno fa quando per pubblicizzare le sue escursione nell’Isola proponeva visite ai cimiteri dove sono sepolti i capi mafia oppure nei luoghi dove si sono svolti i più efferati crimini della delinquenza, poi l’americana Royal Carabbien che per souvenir proponeva ai suoi ospiti una foto sulla nave accanto un figurante vestito e con atteggiamento da mafioso con tanto di coppola e sfondo sulla città di Palermo, oppure raccontare la storia romanzata ed offensiva della Sicilia come ha fatto recentemente il mensile Focus Storia con una rappresentazione iconografica di un improbabile sbarco dei greci in terra di Sicilia, che si vedono offrire le donne dei locali per qualche gioiello (vds articolo de L’Osservatorio Sicilia - http://www.osservatorio-sicilia.it/2008/390/berlusconi-come-mussolini/) , è cosa normale.
    Da oltre 140 anni di sfruttamento e di colonizzazione, con il ponte che Berlusconi gratificherà i siciliani, con grandi profitti alle lobby della finanza e delle grandi industrie del nord e devastazioni del territorio siculo-calabrese, della nazionalità ITALIANA. Italiani, di serie C ma italiani!
    E’ importante il sentimento nazionale, però qualcuno può spiegarci perché la Sicilia continua ad essere un mondo a parte e area di sottosviluppo economico e sociale?
    Aereo governativo

    Il cavaliere Berlusconi invece di venire in Sicilia con il jet della CAI, che non è la cordata per Alitalia ma l’agenzia che gestisce i voli “istituzionali”, e fermarsi a Palermo o a Catania per andare a trovare gli amici Cammarata e Stancanelli, salga sul treno del Far West (a diesel) Catania-Palermo, oltre 4 ore per 190 km lungouna linea ferrata costruita da Mussolini, oppure utilizzi l’auto da Agrigento a Palermo o Trapani, prenda il treno a Ragusa per andare a Trapani che per percorrere circa 320 km impiega oltre 7 ore con almeno 3 cambi, oppure, utilizzi la linea ferrata Palermo/Messina, la più “modernizzata dell’Isola” sopra la quale il treno più veloce, l’espresso 1692, impiega per percorrere circa 200 km oltre 3 ore e mezza (partenza da Palermo 11,25 - arrivo a Messina 15,15), o meglio ancora salga sul Treno Palermo/Trapani (117 km) 3 ore e 50 minuti (partenza 06.30 arrivo 10,15)!
    Ci scusi Presidente, ma con quale coraggio e logica lei parla del ponte sullo stretto e la presenta come la panacea di tutti i mali dell’Isola?
    Venga in Sicilia, non faccia spot pubblicitari, venga a rendersi conto dei danni che l’Italia ha prodotto in decenni di scellerata politica dell’assistenzialismo e dell’affarismo.
    Venga in Sicilia senza il codazzo di portarborse, industriali e finanzieri che da troppo tempo le girano intorno per proprio tornaconto.
    Venga in Sicilia ma senza i politici siciliani che siedono in Parlamento, troppo distratti dalle beghe politiche per interessarsi come fanno gli altoatesini e valdostani alla propria regione.
    Venga in Sicilia e si renderà conto che la Sicilia ha bisogno di legalità, lavoro, assistenza sanitaria, e tante, troppe infrastrutture per un credibile progetto di sviluppo economico e sociale.
    Ultima generazione

    Se volesse pensare solo per un attimo agli interessi dei siciliani abbandonerebbe l’idea della cattedrale nel deserto e imporrebbe alla insipiente classe politica siciliana lattuazione di un serio e credibile programma di rinnovamento sociale e di realizzazione delle infrastrutture.
    Non solo la Sicilia, ma anche l’Italia continentale ne trarrebbe enormi benefici.
    Ma a qualcuno interessa veramente?
    21 Settembre 2008
    http://www.osservatorio-sicilia.it/2...sse-%e2%80%a6/

  9. #19
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    Lombardo e l’ultima sul ponte


    Secondo il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ”La Sicilia è pronta a definire in tempi rapidissimi tutti i provvedimenti previsti dalla Legge Obiettivo, per dare via libera all’apertura dei cantieri”.Una clamorosa quanto antistorica affermazione di Lombardo, presidente autonomista (?), l’ultima, in ordine di tempo, esternazione senza costrutto. La politica degli annunci di berlusconiana memoria deve aver contagiato anche il president della Regione.Agli annunci fin qui che non sono seguiti atti politici ed amministrattivi concreti, ma stavolta il botto è fragoroso perchè afferma che La Sicilia è pronta a muoversi nei meandri della burocrazia di un progetto inutile (non previsto nel POR Sicilia) , costoso e forse non realizzabile, ma , è questo che dovrebbe farlo riflettere, rimane drammaticamente indietro in tutto il resto. E questa è una realtà che sembra a nessuno interessi, neanche al presidente autonomista.
    Infrastrutture quali strade, porti, aeroporti, sistema di trasmissione elettrica che taglia fuori tutta la Sicilia occidentale, banda larga, rete ferroviaria e istituzioni sono drammaticamente indietro rispetto all’Italia.
    Nel suo complesso l’Isola è indietro di circa 30/40 anni rispetto al mondo occidentale e il ponte certo non rappresenta la prima esigenza della regione.
    Questa elefantiaca infrastruttura è divenuta solo una questione di principio per Berlusconi presidente che probabilmente vuole farsi ricordare come l’uomo che unì l’Italia. Insomma quasi come Garibaldi che con la scusa di liberarci dal giogo borbonico sottomise la Sicilia a quello savoiardo prima e repubblicano dopo.
    Berlusconi forse darà il ponte ai siciliani ma li lascerà nell’aretratezza infrastruttuale, sociale ed economica. Sarà proprio un bel ricordo per i nostri figli che continueranno ad emigrare.
    Intanto le strade siciliane per la maggior parte sono quelle del periodo fascista così come la rete ferroviaria che è una vergogna solo definirla ferroviaria, i porti sono in decadenza, la rete elettrica è equiparata a quella del terzo mondo con l’aggravante che la Sicilia è il primo produttore di energia nel paese, in moltissime città la rete fognaria è inesistente, la rete idrica è un colabrodo, i trasporti in genere sono deficitari, la rete ADSL per la trasmissione dei dati in moltissime aree della Sicilia non arriva e dove arriva per il mancato adeguamento delle linee non può allinearsi alla velocità di trasmissione dati del resto d’Italia, il servizio sanitario fa acqua da tutte le parti, le scuole siciliane per buona parte sono nei sottocale di fatiscenti edifici, l’assistenzialismo è ai massimi storici così come il clientelarismo.
    Una radiografia impietosa ma reale sui veri problemi dell’Isola mentre la politica, incapace di risolverli, si nasconde a cerca di nascondere la sua incapacità parlando del ponte.
    Spendere soldi pubblici per una infrastruttura mentre da questa parte del mondo siamo ancora al periodo post prima guerra mondiale, vuol dire non avere il senso dello stato e della corretta gestione dei soldi pubblici.
    Già perché questo ponte, secondo le dichiarazioni del presidente Berlusconi, non doveva costare nulla agli italiani perché realizzato interamente con capitali privati! Fino ad oggi lo stato ha speso circa 2 miliardi e sta per disporre una assegnazione straordinaria per la sua costruzione. Ala fine, se costruito, questo ponte sarà a totale carico dei cittadini italiani. Più o meno come l’Alitalia e tutti gli enti inutili dove siedono politici ed amici di politici nei consigli di amministazione.
    L’Italia quindi, e non i privati che hanno capito la pazzia, l’inutilità e soprattutto l’antieconomicità del ponte, si sobbarcherà l’ingente costo necessario.
    Sul ponte qualcuno specula e molti stanno attendendo di profittare ancora una volta di arricchirsi sulle spalle degli italiani. Al di là delle considerazioni già espresse sulla situazione infrasrutturale siciliana, la situazione del famoso corridoio 1 e del ponte è abbastanza chiara, ed è ora che anche Lombardo informi i siciliani computamente i siciliani e forse a se stesso:
    • - Il tampinamento berlusconiano alla C.E. ha fatto si che questo ponte fosse inserito nella lista 1 delle infrastrutture da iniziare prima del 2010 ma, e questa è una cosa ridicola, l’ammodernamento della rete ferroviaria Napoli - Reggio Calabria, pur essendo necessaria al collegamento con l’Isola attraverso il ponte, è inserita nella lista 3 delle priorità. Ora, essendo la linea ferroviaria l’unico collegamento tra l’Europa e la Sicilia, il suo ammodernamento prima dell’eventuale realizzazione del ponte sarebbe più logico;
    • - Sono inesistenti investimenti per la realizzazione di infrastrutture legati al ponte;
    • - Gli advisor internazionali sono fuggiti
    • - Il ponte sullo stretto di Messina non è inserito negli elenchi delleinfrastrutture su cui attivare un co-finanziamento dell’Unione Europea tramite i fondi strutturali per il periodo 2000 - 2006 per il Mezzogiorno, questo a confermare il carattere non strategico per il Mezzogiorno di questa infrastruttura;
    • - il Piano Operativo Regionale (POR) sia della Sicilia che della Calabria, attuativo del Piano Operativo Nazionale nei Trasporti, non prevede il ponte sullo Stretto di Messina tra le infrastrutture che possono beneficiare di finanziamenti europei;
    • - Tutte le verifiche tecniche e di fattibilità economica affidate dal Governo nel 1998 ad advisors internazionali, le successive esplorazioni del mercato e dei potenziali soggetti interessati e la relazione conclusiva della Commissione ministeriale Infrastrutture-Tesoro (ottobre 2001) hanno evidenziato gli aspetti critici sulla bancabilità dell’opera, per i suoi alti costi a fronte di stime di traffico stradale e ferroviario assai prudenti.
    • - L’attraversamento stabile dello Stretto di Messina, fin dalla prima relazione degli advisors, è sempre stato un progetto interpretato come scarsamente prioritario.
    • - Il progetto è quindi non solo scollegato da qualunque precedente momento di pianificazione europea(fondi strutturali, TEN), ma per essere attuato e impone, aspetto gravissimo, il blocco delle ‘autostrade del mare’ in quanto valutato come concorrente allo sfruttamento tariffario del transito del traffico merci sul ponte
    • - impone a ReteFerroviariaItaliana l’utilizzo del ponte , anche se questa potesse spuntare tariffe più convenienti con i traghetti;
    • - sopprimerà la libera concorrenza, imponendo un vero e proprio regime di attraversamento dello stretto, in modo tale che l’utente privato non troverà traghetti disponibili per la sua auto.
    E concludiamo solo ricordando che la Relazione del Ministero dei Lavori Pubblici (Ottobre 2001) ha definito la realizzazione del ponte problematica e negativa anche economicamente.
    Sembra di capire quindi, che il raziocinio e la responsabilità siano prevaricati dalle bizze di una classe politica sempre alla ricerca di miracoli per far dimenticare la triste realtà della sua incapacità.
    Sarebbe troppo difficile per l’attuale governo italiano e quello regionale adoperarsi per la risoluzione dei veri problemi dell’Isola
    http://www.osservatorio-sicilia.it/2...ima-sul-ponte/

  10. #20
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    Sicilia e Calabria divise sul ponte






    PALERMO - Unite nella battaglia delle Regioni del Sud sul federalismo, i governi di Sicilia e Calabria rimangono divisi sull'opportunità di realizzare il Ponte sullo stretto di Messina prima, dopo o contestualmente ad altre opere infrastrutturali.

    La differenza di vedute è riemersa durante la conferenza stampa dei governatori e assessori delegati di sei regioni del Mezzogiorno a Palermo sul federalismo.

    Nel suo intervento sul federalismo e il ruolo del Mezzogiorno, il presidente Raffaele Lombardo ha accennato al Ponte come "opera importante" per la Sicilia, mentre il governatore della Calabria, Agazio Loiero interrogato poi da un giornalista, ha risposto: "Non è il tema di oggi, per cui questo fuori tema si merita due; comunque non siamo contro il Ponte sullo Stretto, ma in Sicilia e in Calabria la ferrovia è molto lenta e le strade sono sotto gli occhi di tutti".

    "Allora - ha concluso Loiero - che facciamo l'opera faraonica prima delle priorità?".

    07/11/2008
    http://www.lasicilia.it/index.php?id...e=lasiciliaweb

 

 
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