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  1. #61
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
    Per vecchio intendo "datato", "passato" etc etc

    Prendendo per buona la tua definizione, allora essa è datata. O quantoemno non più coincidente con il reale. Altrimenti non puoi certo spiegare, in stati che teoricamente assicurano gli stessi diritti a tutti i cittadini, le tensioni separatiste presenti in tutti i grandi stati nazionali.
    Questo perchè tutte le "nazioni" europee hanno un etnia e una cultura predominante che da forma e linguaggio allo stato. Un africano che viene in francia è in ogni caso costretto ad usare il francese per i suoi rapporti sociali e politici. Non può certo farso rilasciare la carta d'identità con scritto "repubblica francese" nella sua lingu nativa.
    Vecchio datato non è un argomento.... è solo un riflesso dell'ideologia progressita. Continui a ripeterlo, ma non è che dicendolo più volte diventa vero.
    Per altro io resto allibito dai ragionamenti che fai.
    A sentirti parlare sempre che tutti i paesi europei stiano per esplodere spinti da tendenze autonomiste. Ma dove? Ma anche ma dove vivi?

    Mi sembra anche tu consideri una cosa negativa l'esistenza di una lingua ufficiale. A parte il fatto che per esempio la Svizzera è una Nazione, ma di lingue ufficiali ne ha 4, la cose è normale. L'esistenza di uno strumento linguistico comune è alla base della democrazia.
    Senza uno spazio pubblico in cui ci si capisce non c'è democrazia. Io italiano, posso partecipare alla vita pubblica italiana perché tutti parlano italiano, per cui capisco i dibattiti parlamentari, la Costituzione, le leggi, ecc. Ovviamente l'esistenza di una lingua comune non impedisce, anzi impone la tutela delle minoranze linguistiche.

    Il tuo discorso sull'africano è assurdo. Tralasciando il fatto che metà dell'Africa è francofona per cui uno che immigra a Parigi la lingua la sa già, è ovvia che si debba accettare la lingua del paese ospitante. Non solo perché non è casa sua, ma anche perché altrimenti non ci si capisce. Come fa un gendarme francese a capire i documenti di un immigrato se questo pretendesse che fossero scritti in un dialetto bantù?
    Ci tengo però a ricordarti, che nel mio primo post ho scritto un ma anche. So bene che esistono nazioni multietniche. Ma è un modello oramai in crisi.
    Non esiste un solo paese al mondo che non sia multietnico. Di fronte a una molteplicità di etnie o si crea un'identità nazionale comune, oppure si scatenano conflitti perché il gruppo etnico più forte cerca di scacciare o assorbire gli altri.
    Per altro oggi proporre paesi monoetnici è un suicidio perché con i flussi migratori che ci sono vuol dire remare contro l'integrazione.


    Chiaramente non condivido per nulla il tuo catastrofismo apocalittico riguardo gli stati omogenei. Nell'ex jugoslavia, hanno preteso di fare uno stato multietnico ed è finita a fosse comuni. Guarda caso poi, la Slovenia, lo stato più etnicamente omogeneo, è quella che si è separata in maniera meno cruenta.
    Hai scelto veramente un pessimo esempio. La Slovenia è stato il paese che ha dato fuoco alle polveri della ex-Yugoslavia.
    Poi proporre una Slovenia etnicamente omogenea in Italia è particolarmente odioso, perché vuol dire negare la possibilità al ritorno a tutti i nostri connazionali giuliani cacciati nel '46-'48 dai territori che oggi fanno parte della Slovenia.
    Con la tua fissazione degli stati omogenei etnicamente te gli neghi il diritto al ritorno.

  2. #62
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    Infatti il Veneto è più piccolo di quello che dovrebbe essere ma questo non conta adesso.
    Vorrei ricordarti che se ti muovi per tutta la regione a parte qualche differenza marginale che ci stà si parla tutti lo stesso dialetto ti dirò di più se vado a Pordenone o a Grado oppure a Trieste adirittura nella zona costiera della Croazia possiamo parlare tranquillamente in dialetto che ci capiamo.
    Credimi il Veneto esiste non è stato inventato da nessuno.
    Il Veneto è un'invenzione perché tutto il mondo in cui viviamo è un'invenzione degli uomini.
    Il Veneto esiste proprio perché è stato inventato.
    Idem per la Lombardia, la Calabria, gli Stati Uniti, la Birmania o anche l'Italia, ecc.

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Il Veneto è un'invenzione perché tutto il mondo in cui viviamo è un'invenzione degli uomini.
    Il Veneto esiste proprio perché è stato inventato.
    Idem per la Lombardia, la Calabria, gli Stati Uniti, la Birmania o anche l'Italia, ecc.
    Sfondi la porte della filosofia in questo modo però.
    A questo punto possiam dire lo stesso del cielo, dei colori, dei nomi degli oggetti.
    Ovvio che è tutto basato su convenzioni, ma senza convenzioni non esiste la comunicazione e senza comunicazione non esiste la civilità

  4. #64
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80 Visualizza Messaggio
    Vecchio datato non è un argomento.... è solo un riflesso dell'ideologia progressita. Continui a ripeterlo, ma non è che dicendolo più volte diventa vero.
    Per altro io resto allibito dai ragionamenti che fai.
    A sentirti parlare sempre che tutti i paesi europei stiano per esplodere spinti da tendenze autonomiste. Ma dove? Ma anche ma dove vivi?

    Mi sembra anche tu consideri una cosa negativa l'esistenza di una lingua ufficiale. A parte il fatto che per esempio la Svizzera è una Nazione, ma di lingue ufficiali ne ha 4, la cose è normale. L'esistenza di uno strumento linguistico comune è alla base della democrazia.
    Senza uno spazio pubblico in cui ci si capisce non c'è democrazia. Io italiano, posso partecipare alla vita pubblica italiana perché tutti parlano italiano, per cui capisco i dibattiti parlamentari, la Costituzione, le leggi, ecc. Ovviamente l'esistenza di una lingua comune non impedisce, anzi impone la tutela delle minoranze linguistiche.

    Il tuo discorso sull'africano è assurdo. Tralasciando il fatto che metà dell'Africa è francofona per cui uno che immigra a Parigi la lingua la sa già, è ovvia che si debba accettare la lingua del paese ospitante. Non solo perché non è casa sua, ma anche perché altrimenti non ci si capisce. Come fa un gendarme francese a capire i documenti di un immigrato se questo pretendesse che fossero scritti in un dialetto bantù?
    Non esiste un solo paese al mondo che non sia multietnico. Di fronte a una molteplicità di etnie o si crea un'identità nazionale comune, oppure si scatenano conflitti perché il gruppo etnico più forte cerca di scacciare o assorbire gli altri.
    Per altro oggi proporre paesi monoetnici è un suicidio perché con i flussi migratori che ci sono vuol dire remare contro l'integrazione.

    Hai scelto veramente un pessimo esempio. La Slovenia è stato il paese che ha dato fuoco alle polveri della ex-Yugoslavia.
    Poi proporre una Slovenia etnicamente omogenea in Italia è particolarmente odioso, perché vuol dire negare la possibilità al ritorno a tutti i nostri connazionali giuliani cacciati nel '46-'48 dai territori che oggi fanno parte della Slovenia.
    Con la tua fissazione degli stati omogenei etnicamente te gli neghi il diritto al ritorno.

    Forse ho capito il problema: per multietnico intendo costituito da più polazioni storicamente autoctoni. (Svizzera, Belgio, Cecoslovacchia, ..). Per me gli Usa sono e restano una nazione anglosassone. Del colore della pelle me ne frega poco. Le nuove generazioni di immigrati (latini a parte) si formano sulla cultura anglosassone preesistente.

    Proprio non capisco come tu abbia potuto immaginare che io faccia coincidere razza con popolo o etnia.

  5. #65
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
    Enrico, ti prego, non pensare che siamo tutti degli idioti. Non sto nememno a commentae il paragone fra una lingua slava ed una romanza.


    Questa cartina dice che dalla toscana in su c'è il bilinguismo????

  6. #66
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    Citazione Originariamente Scritto da Princ.Citeriore Visualizza Messaggio
    'dor Michajlovic Dostoevskij (1821-1881) così scrive nel suo diario per il periodo maggio - giugno 1877: "... per duemila anni l'Italia ha portato in sé un'idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un'idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l'idea dell'unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale. I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un 'idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e lo presentivano. La scienza, l'arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale. Ammettiamo pure che questa idea mondiale, alla fine, si era logorata, stremata ed esaurita (ma è stato proprio così?) ma che cosa è venuto al suo posto, per che cosa possiamo congratularci con l'Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del conte di Cavour? E' sorto un piccolo regno dì second'ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, ... un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un'unità meccanica e non spirituale (cioè non l'unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second'ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!" .

    Ha perso le pretese di valore mondiale perchè voi siete sempre a boicottarla e soddisfatti ci saranno i comunisti...poi abbiamo continuato a primeggiare in molte cose anche dopo l'unità anche se adesso...

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da Sabaudo Visualizza Messaggio
    Questa cartina dice che dalla toscana in su c'è il bilinguismo????

    Ma va a travagià...

    E se te gh'à ancòa de tempo da perdèe, beccia-te 'na bela zuena e no stà a dìe dee belinate.

  8. #68
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    Citazione Originariamente Scritto da Sabaudo Visualizza Messaggio
    Ha perso le pretese di valore mondiale perchè voi siete sempre a boicottarla e soddisfatti ci saranno i comunisti...poi abbiamo continuato a primeggiare in molte cose anche dopo l'unità anche se adesso...
    nel tiro a volo al Turista Tedesco anche lì ci si piazza bene

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
    Forse ho capito il problema: per multietnico intendo costituito da più polazioni storicamente autoctoni. (Svizzera, Belgio, Cecoslovacchia, ..). Per me gli Usa sono e restano una nazione anglosassone. Del colore della pelle me ne frega poco. Le nuove generazioni di immigrati (latini a parte) si formano sulla cultura anglosassone preesistente.

    Proprio non capisco come tu abbia potuto immaginare che io faccia coincidere razza con popolo o etnia.
    condivido questa analisi.
    Se guardiamo i figli di II generazione dei migranti in francia, o financo anche qui in veneto questi si formano in buona parte con la cultura del luogo in cui sono nati e deve essere cosi'. Una scelta che privilegi troppo il mantenimento di culture separate, ad esempio co nquartieri ghetto, è un suicidio.
    L'integrazione passa proprio di qui. Comunità locali fortemente identitarie in cui i migranti si adeguano ad un sistema socio-culturale dominante riuscendo ad imporre parte delle loro culture mescolandosi.
    Locale e globale sono intrinsicamente legati oggi, nella POST-modernità.
    Lo stato nazionale cosi' come l'abbiamo conosciuto è in crisi e non serve nasconderselo Sandokan: lo dicono praticamente tutti i sociologi e politologi non conservatori. La Lega (tralasciando il fatto che sia diventata un movimento razzista e in parte conservatore, e ti prego JuvSP di non rispondermi su questo se no andiamo OT) è solo un frutto di fenomeni sociali che vanno ben oltre essa stessa.
    Ritengo che i fenomeni che evidenzino la necessità di una reazione locale, comunque, siano (non me lo invento io ovviamente):
    1. l'aumento dei fenomeni migratori
    2. l'incapacità per i cittadini di comprendere chi sia veramente a reggere le sorti economiche del proprio paese (vedi il peso degli organismi di finanza itnernazionale)
    3. l'incapacità di capire un sistema istituzionale troppo complesso (vedi UE)
    4. la paura di perdere la propria identità. In termini più vasti una società che si vede minata dei propri valori cerca di fare quello che un individuo fa: reagire.

    Incapacità di comprendere e paura di perdere la propria identità sono di fatto i 2 elementi psicologici percepiti negativamente (a mio parere a ragione) che i cittadini hanno nei confronti della globalizzazione.
    Se la destra il piu delle volte risponde cercando di chiudere, di rallentare i processi integrativi, di non considerare problematiche quali il consumismo e l'indivudalismo ma anzi esaltandole (offrendo come coesione sociale la paura del nemico) la sinistra dovrebbe incentivare, partendo ad esempio da un forte impegno solidarista e ambientalista, le identità locali non creando terrore e paura come la destra.
    In questo la sinistra italiana non solo è VECCHIA ma è anche STUPIDA. Veltroni ha fatto uan campagna elettorale parlando di italia, unità, ecc (forse pensava di essere nell'800) e nessuno si è reso conto che in questo modo nessuno lo può seguire.

    Collegato in parte a questo ragionamento utile leggersi l'articolo di ruffolo su repubblica oggi :"perchè la sinistra dovrebbe vincere?"
    Effettivamente se mezza sinistra parla di unità nazionale e si attacca a valori che non sono percepiti come centrali e l'altra mezza si attacca al precariato... semo mesi ben.
    la vera partita è oggi integrare globale e locale, in ogni senso possibile ed immaginabile. La destra ha una ricetta. La sinistra per ora no.

 

 
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