Frequenze tv, battaglia in Aula
Veltroni: «Stanno sbagliando»
Governo battuto su un articolo in materia di caccia. Caso Rete 4, Vito: riformuliamo il testo. Leader Pd: forzatura
ROMA - Non è bastato l'annuncio del ministro per i Rapporti con il parlamento, Elio Vito, («Riformuleremo l'emendamento sul digitale terrestre, il cosiddetto «salva Rete 4») a mettere fine alla battaglia ostruzionistica dell'opposizione alla Camera. L'annuncio di Vito è arrivato al termine di una dura battaglia parlamentare in cui l'opposizione ha tentato di far mancare il numero legale nell'Aula della Camera per rallentare proprio l'esame del decreto legge sull'assolvimento degli obblighi comunitari, che contiene, tra l'altro, anche la norma sulle frquenze tv.
Il sottosegretario alla Comunicazione Paolo Romani (Imagoeconomica) OSTRUZIONISMO - La giornata era iniziata con la protesta dei deputati di Pd e Idv, che hanno lasciato l'emiciclo, mentre quelli dell'Udc sono rimasti al loro posto. Ma il «colpaccio» era andato a vuoto: il quorum, alla prima votazione, c'era. Anche se i lavori in Aula rallentavano moltissimo, tanto da indurre il governo ad optare per la riformulazione. SCIVOLONE - Poi le assenze nelle file del Pdl hanno provocato uno scivolone del governo, che ha visto bocciato un suo emendamento (sulla fauna selvatica e la caccia) al decreto legge in materia di assolvimento di obblighi comunitari, (quello che, come detto prima contiene, fra l'altro, la norma sulle frequenze tv contestata dall'opposizione). L'emendamento non è passato per due voti: 240 no contro 238 sì. Tre deputati si sono astenuti.
«FALLITO IL TENTATIVO DI UN ACCORDO» - Il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani minimizza l'accaduto. «In questo caso la maggioranza non è stata diligente, visto che 102 deputati non erano presenti» ha detto Romani. «Forse per mancata organizzazione o per un minimo di stanchezza, ma non mi sembra che si possa parlare di un problema di carattere politico» ha aggiunto, sottolineando che sull'emendamento «salva-Rete4» il governo ha tentato di arrivare a un'intesa con l'opposizione ma senza riuscirci.
PD - Chi non minimizza è invece il leader del Pd Walter Veltroni, secondo cui la bocciatura dell'emendamento su fauna e caccia «dimostra quello che abbiamo sempre detto, che stanno facendo una cosa sbagliata. Penso ne siano consapevoli - ha aggiunto l'ex sindaco di Roma - . La difficoltà alla prima prova impegnativa testimonia che non basta avere i numeri sulla carta ma che bisogna convincere». Le modifiche apportate all'emendamento non piacciono all'opposizione. «Sono «marginali» a giudizio del Pd, che annuncia l'intenzione di andare avanti in Aula alla Camera con un atteggiamento di «opposizione ferma, netta e dura».
Antonio Di Pietro protesta davanti a Montecitorio contro l'emendamento «salva-Rete4» (foto Ansa) IDV - «Il motivo di questo muro contro muro - ha spiegato il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi - è che ormai siamo all'emergenza democratica. C'è un presidente del Consiglio che per l'ennesima volta fa votare una norma a suo favore e questa volta non contro l'opposizione, ma contro la decisione della Corte europea». E successivamente proprio il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha chiesto al presidente della Repubblica di «non controfirmare il decreto sugli obblighi comunitari almeno nella parte in cui invece di dare esecuzione ad una sentenza della corte di giustizia Europea la raggira». «Il nuovo emendamento presentato dalla maggioranza al decreto sull’emittenza tv è solo una lavata di faccia - ha detto l'ex pm - un’altra presa in giro».
LE MODIFICHE - Due le modifiche apportate dal governo al decreto per l'attuazione di obblighi comunitari definito dall'opposizione come "salva Rete 4" per venire incontro alle richieste proprio dell'opposizione, la quale le ha però ritenute insufficienti annunciando la prosecuzione dell'ostruzionismo parlamentare. I "ritocchi" all'emendamento riguardano il comma due dell'articolo 8-bis e prevedono una che le licenze individuali già rilasciate siano «convertite» (e non più «modificate») su iniziativa del ministero dello Sviluppo economico e l'altra che tale conversione avviene in linea della legge in approvazione e, elemento nuovo, «della normativa comunitaria».
http://www.corriere.it/politica/08_m...4f02aabc.shtml




Il sottosegretario alla Comunicazione Paolo Romani (Imagoeconomica) OSTRUZIONISMO - La giornata era iniziata con la protesta dei deputati di Pd e Idv, che hanno lasciato l'emiciclo, mentre quelli dell'Udc sono rimasti al loro posto. Ma il «colpaccio» era andato a vuoto: il quorum, alla prima votazione, c'era. Anche se i lavori in Aula rallentavano moltissimo, tanto da indurre il governo ad optare per la riformulazione. SCIVOLONE - Poi le assenze nelle file del Pdl hanno provocato uno scivolone del governo, che ha visto bocciato un suo emendamento (sulla fauna selvatica e la caccia) al decreto legge in materia di assolvimento di obblighi comunitari, (quello che, come detto prima contiene, fra l'altro, la norma sulle frequenze tv contestata dall'opposizione). L'emendamento non è passato per due voti: 240 no contro 238 sì. Tre deputati si sono astenuti.
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