Che io sappia in italiano ci sono soltanto "Stato e Potenza" pubblicato in Italia nel 1999 (traduzione del testo originale "Derzhava" pubblicato in origine nel 1994) e "Geografia della vittoria - elementi di geopolitica russa" del 1998.
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IL 9 MAGGIO DI MOSCA ORGANIZZATO DAL KPRF
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la Federazione Russa e l'Italia sono due situazioni diverse, non ho alcun problema a dire che in Russia voterei il Partito Comunista e qui Sinistra Ecologia e Libertà :giagia:
Per dire perchè ci vorrebbero 10 post lunghi e comunque non ti convincerei :sofico:
Non andiamo fuori tema. Qui si parla soltanto del Partito Comunista della Federazione Russa. Grazie. :giagia:
Lungi da me voler essere convinto.
Ma se in Italia non c'è un partito comunista che ti rappresenta, non sei obbligato a votare storcendo il naso.
Anche perchè se parti da ideali filo-zjuganoviani e poi voti per Vendola, è come essere milanista accanito, ma tifare Inter in Champions League solo perchè è l'unica squadra italiana.
Poi, che in Italia non esisterà mai una compagine speculare a qualunque movimento di sinistra nazionale russo è fuori discussione, se non i gruppuscoli pressochè inutili per le loro percentuali.
Ma credo che comunque in rifondazione forse qualche nazionalcomunista si trova ancora.
Scusate ma perchè dovete ricondurre il KPRF alle categorie politiche italiane o occidentali in generale? "Sinistra nazionale", "nazionalcomunista", inter o milan.. ma che è?
Il Partito Comunista della Federazione Russa è l'unico credibile e potenziale erede storico, politico e - consentitemi - geopolitico del vecchio PcUS, o, per lo meno, della sua componente migliore, cioè dei quadri dirigenti più onesti, del Komsomol, dei quadri militari ecc..
Non c'è bisogno di aggiungere altro. Il patriottismo, la strategia militare, la rettitudine "morale" (prendetelo nel significato popolare nel termine, non filosofico) hanno sempre avuto posizioni di primo piano nei programmi e nel bagaglio politico dei tradizionali Partiti Comunisti del Novecento.
Se poi in Italia, soprattutto grazie ad Ingrao e a Berlinguer, la situazione è degenerata (anche per congiunture più grandi e di vasta incidenza come il '68), questo è un altro discorso.
In Russia queste polemiche e queste questioni non sanno nemmeno cosa siano. La prospettiva è TOTALMENTE diversa, e quelle bandiere, per fortuna, indicano contenuti di lotta completamente diversi da quelli che indicano qui da noi.
Punto.
Russia/ Medvedev critica governo Putin
San Pietroburgo, 17 giu. (TMNews) - Mollare la presa sulle compagnie e lasciare il passo alla privatizzazione, altrimenti si rischia la stagnazione: l'invito del presidente russo Dmitri Medvedev al governo guidato da Vladimir Putin suona come un messaggio politico molto evocativo, a meno di un anno dalle presidenziali che non hanno ancora un candidato ufficiale. In Russia "non stiamo costruendo il capitalismo di stato" aggiunge il capo di stato al Forum economico di San Pietroburgo, rilanciando Mosca tra i leader della ripresa dell'economia globale e invitando gli investitori presenti, da 70 paesi diversi, a credere alla promessa di maggiore apertura.
Troppo stato fa male, dice Medvedev. Prendendo le distanze dalla gestione Putin. Perche' se "a controllo statale c'e' un considerevole numero di industrie russe", "questo non è una mia scelta". Anzi, avverte, e' un "modello economico pericoloso per il futuro del paese". In effetti sotto Putin, durante gli otto anni della sua presidenza dal 2000 al 2008, il governo russo ha acquisito una maggiore partecipazione statale nei settori strategici, tra cui petrolio e gas. Medvedev all'inizio di quest'anno ha ordinato a otto membri del governo, compresi alcuni alleati di Putin, di cedere entro il primo luglio le loro posizioni nei consigli di amministrazione delle aziende statali.
Il capo di stato fa inoltre notare che la svolta verso l'apertura del mercato non e' solo necessaria, in funzione dell'ingresso nel Wto, ma anche storicamente motivata. Di conseguenza, se ne deduce, lui, che nel tandem con Putin ha sempre rappresentato la parte apparentemente piu' propensa al liberalismo, potrebbe avere qualche carta da giocare. "Sì, abbiamo avuto una fase di sviluppo associata a un ruolo maggiore dello stato nell'economia. Era, infatti, inevitabile, e in gran parte in un certo periodo necessario. E' stato importante stabilizzare la situazione dopo il caos degli anni '90. Ma ora tale processo è esaurito", ha detto il capo dello Stato russo.
Medvedev, 45 anni, con un passato da avvocato per le aziende e poi braccio destro di Putin all'amministrazone presidenziale, si è impegnato a lottare contro la corruzione e ridurre il ruolo dello Stato nell'economia per attrarre investimenti stranieri e ridurre la dipendenza della Russia sulle esportazioni di energia. Il governo prevede di raccogliere almeno 1000 miliardi di rubli (36 miliardi di dollari) mettendo all'asta asset dello Stato per i prossimi tre anni.
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Qui si prospetta chiaramente la candidatura autonoma di Medvedev nell'ottica liberal-mercatista, il KPRF si candida autonomo come sempre ?