
Originariamente Scritto da
Caio Vidacilio
Il vero problema da chiarire, tra coloro che si ispirano alle idee di Mussolini, non è tra il Fascismo ideologia (che poi non fu mai tale, in quanto era esclusivamente metodo di vita e di lavoro, nonché modo volitivo di essere, di esistere e di agire !) ed il Fascismo regime (da non svalutare troppo, poiché come ebbe a confessare un giorno De Felice, fu « La più grande Rivoluzione che la Storia abbia mai ricordato » !), ma tra il Sistema che da più di 60 anni continua a mantenerci schiavi sulla nostra Terra ed a soffocare l’anelito di Libertà, di Indipendenza, di Autodeterminazione e di Sovranità politica, economica, culturale e militare dei nostri Popoli-Nazione europei.
Se vogliamo che il Fascismo abbia una chance di risorgere (non come fatto anacronistico o nostalgico di chi pensa ad un’impossibile e macchiettistica restaurazione reazionaria, conservatrice e folcloristica di un periodo storico in un altro…), è indispensabile tirare un’indelebile ed invalicabile ‘linea di demarcazione’, tra coloro a cui (anche minimamente) sta bene il Sistema così come lo conosciamo e lo subiamo da circa 63 anni e coloro, invece, che lo aborriscono e lo vogliono sicuramente cambiare.
In altre parole, per determinare chi sono i nostri amici e quali sono i nostri nemici (e porre fine, di conseguenza ed una volta per tutte, a più di sessant’anni di inutili e controproducenti dialoghi o malsani equivoci), è sufficiente porre, ai nostri interlocutori, questa semplice alternativa:
- Chi accetta anche minimamente il Sistema in vigore (fosse pure, per banale ignoranza o noncuranza; oppure, in quanto è direttamente o indirettamente portato a perseguire delle particolari ed egoistiche finalità strategiche, politiche o elettorali; ecc.) è, e resta, un nostro nemico (polemon/hostis). E questo, anche se il “chi” in questione, dovesse presentarsi, al nostro cospetto, in classica e regolamentare uniforme della MVSN, con tanto di camicia nera, stivaloni rigidi, berretto con relativa aquila, orbace, sahariana nera, saluto romano, ecc., e cantando gli inni e le canzoni del Fascismo immortale.
- Chi rifiuta, invece, a priori e radicalmente, il suddetto Sistema e lo vuole indubbiamente abbattere, per potere riuscire a liberare la nostra Patria Italia/Europa dalla colonizzazione politica, economica, culturale e militare che ci è stata subdolamente imposta negli ultimi 63 anni (e, quindi, tentare di edificare una nuova società ed un nuovo Stato), è sicuramente un nostro amico (philos/amicus) o un nostro camerata (etairos/sodalis). E questo, anche se colui che dovesse accettare di integrare i ranghi della futura Rivoluzione, decidesse di farlo, vestito da partigiano, con la stella rossa sul berretto ed il quadro di Lenin, di Stalin o di Mao sotto il braccio!
Il giorno che avremo il coraggio politico, civile e morale di porre la suddetta alternativa ai nostri quotidiani interlocutori, avremo risolto il problema degli imbrogli politici che ci portiamo dietro, come una palla al piede, da almeno 63 anni. E soprattutto, avremo posto la prima pietra della futura insorgenza del nuovo Fascismo.
Naturalmente, non del Fascismo che fu. Ma del Fascismo che sarà e che saremo capaci, tutti insieme, di realizzare!