Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Le bugie (di Ferrero) hanno le gambe corte

    Una moratoria sulle bassezze, per un congresso vero


    Sul sito della mozione Acerbo-Ferrero-Grassi campeggia l’accusa, rivolta a Nichi Vendola, di essersi schierato a favore della Tav. Solo leggendo attentamente l’intervista rilasciata da Vendola all’edizione piemontese della “Stampa” si scopre che non si parla della Val di Susa ma del treno Bari-Napoli, progetto messo a punto con la piena partecipazione delle comunità locali e nell’assoluto rispetto della tutela ambientale.
    Non è il primo episodio del genere. Il congresso si sta trasformando in uno stillicidio di bassezze, in cui il confronto politico è sostituito da una campagna di calunnie e sospetti.
    La levata di scudi contro il “liderismo” di Vendola, già di per sé infondata, è degenerata in una distruttiva campagna personale, con passaggi decisamente inqualificabili, che non esita neppure a prendere di mira la guida della Regione Puglia per aggredire la candidatura del governatore di quella regione alla guida del partito. Fingendo di ignorare che, al contrario di tutte le altre regioni del Sud d’Italia, la Puglia è oggi un modello studiato e seguito con attenzione in tutta Europa.
    Invece di confutare e criticare con le armi della politica il documento congressuale di cui Vendola è primo firmatario, è stata scatenata un’offensiva denigratoria contro il vecchio gruppo dirigente a colpi di accuse infondate e sospetti sparsi a piene mani.
    La cristallina e a tutti nota decisione di stampare tessere della Sinistra Arcobaleno, destinate rigorosamente solo a chi non fosse già iscritto ad alcun partito della sinistra, è stata fatta passare per prova provata di un torbido “complotto” mirante a sciogliere d’autorità Rifondazione. Come se invece che un congresso ci trovassimo alla vigilia di un processo indiziario, con qualcuno in veste d’imputato e qualcun’altro di pubblico accusatore.
    Nelle redazioni dei giornali è stata fatta filtrare l’ “informazione” secondo cui in alcune regioni sarebbe in corso un proditorio e truffaldino rigonfiamento delle tessere, in puro stile mastelliano, e la medesima accusa è stata mossa pubblicamente, tanto da approdare sulle agenzie di stampa e sulle pagine dell’”Unità”.
    Il tutto mentre quotidianamente vengono levati, dalle stesse fonti, accorati appelli all’unità che, in questo quadro, non possono che risuonare come ipocriti e puramente strumentali. In un clima del genere, il rischio che nessuno riesca più a governare il conflitto è purtroppo del tutto realistico. Comunque si concluda il congresso, una campagna allestita con questi metodi non può che avere effetti disastrosi non solo per Rifondazione ma per tutta la sinistra italiana, che non certo di questo ha oggi estremo bisogno.
    E’ il caso di fermarsi. E’ ora di mettere una moratoria sulle bassezze per tornare alla politica. La capacità di gestire con la dovuta maturità uno scontro politico si dimostra non con i vuoti appelli all’unità ma con la messa a confronto limpida di analisi, argomenti, orizzonti strategici.
    Non siamo uguali. Non pensiamo le stesse cose. Non è identica la lista dei compiti urgenti che attendono Rifondazione e la sinistra, e non sono identiche le rispettive proposte concrete. E’ proprio per questo che abbiamo convocato un congresso straordinario.
    Ma uno scontro politico, anche il più aspro, può essere oggi prezioso per noi e per tutta la sinistra, purché si tratti appunto di uno scontro politico, tale cioè da fornire argomenti, suggerimenti critici, elementi d’analisi realmente innovativi e adeguati ai tempi, proposte operative.
    Al contrario, un congresso trasformato in fiera delle meschinità e sagra degli accoltellamenti non potrà che rendere ancora più disastrosa la situazione già ben grave in cui tutti ci troviamo. E di questo sarebbe il caso che d’ora in poi tenessimo tutti conto.




    --------------------------------------------------------------------------------

    La smentita di Nichi Vendola

    ALTA VELOCITA’ - VENDOLA: “TITOLO DELLA ‘STAMPA’ TRAVISA MIE PAROLE E DIFFONDE INFORMAZIONE FALSA”

    “Il titolo dell’articolo pubblicato oggi sull’edizione piemontese del quotidiano “La Stampa” in cui si dà conto della presentazione a Torino della mozione congressuale di cui sono primo firmatario - afferma Nichi Vendola - travisa gravemente il mio pensiero e diffonde un’informazione falsa, secondo cui io sarei diventato favorevole alla Tav.
    Come è evidente dal testo, non mi riferivo affatto alla Val di Susa ma al treno ad alta capacità Bari-Napoli, un tracciato messo a punto secondo modalità diametralmente opposte rispetto a quello adoperate in Val di Susa, procedendo cioè in accordo con le comunità locali e nel pieno rispetto della tutela ambientale”. “Del resto - continua Vendola - la Tav in Val di Susa non è solo sbagliata per le modalità con cui è stata prospettata ma anche inutile, come hanno dimostrato le battaglie no-tav degli utimi anni”.

    http://www.manifestoperlarifondazion...esso-vero.html

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da dadodidi Visualizza Messaggio
    La levata di scudi contro il “liderismo” di Vendola, già di per sé infondata,
    Scusate, ma Vendola non si è candidato come Segretario ad un congresso che non elegge il Segretario?

    Se non è "liderismo" questo, cos'è?

  3. #3
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    IN RISPOSTA ALLE COMPAGNE E AI COMPAGNI DEL SITO DELLA MOZIONE “MANIFESTO PER LA RIFONDAZIONE”

    Published by redazione
    on 26 Maggio 2008
    in Partito
    . Tags: congresso, prc, tav, unità, vendola.

    Sul sito della mozione N° 2 primo firmatario il compagno Nichi Vendola, è apparsa ieri una nota redazionale intitolata “Una moratoria sulle bassezze, per un congresso vero”.
    Come si può ben vedere su questo nostro sito c’è la fotocopia della pagina con l’articolo il cui titolo è: “l’apertura di Vendola “si alla TAV per le merci”, sormontata dal titolo ironico: “complimenti!!!”. Seguono diversi commenti, compresa la smentita di Vendola, e posizioni assortite circa la TAV Bari Napoli e la questione del trasporto veloce di merci su quella tratta.
    Non abbiamo difficoltà a riconoscere le differenze notevoli tra il testo dell’articolo e il titolo (che comunque è bel leggibile sul nostro sito cliccandoci sopra), sebbene nel testo si parli di un incontro
    riservato tra Vendola e Mercedes Bresso e si alluda ad un possibile si alla TAV dell’uomo di governo Vendola. E capiamo la critica che ci viene rivolta, anche se la consideriamo un tantino esagerata. Per il semplice motivo che non è stata lanciata nessuna accusa e che l’articolo de La Stampa è stato pubblicato integralmente in modo che ognuno potesse farsi un’idea personale.
    Ma la nota redazionale del sito “manifesto per la rifondazione” prosegue avventurandosi in considerazioni circa la nostra volontà di non procedere, nella discussione, criticando il testo della mozione Vendola bensì attraverso “un’offensiva denigratoria” per “aggredire la candidatura del governatore della Puglia alla guida del partito” e via di questo passo.
    A parte il fatto che per noi Vendola è un ottimo Presidente (non governatore) e che tutte e tutti abbiamo contribuito al suo successo sia nelle primarie sia nelle elezioni regionali, ci siamo permessi di criticare la sua scelta di candidarsi alla segreteria del partito in una conferenza stampa ed abbiamo denunciato il rischio della personalizzazione del dibattito congressuale. Continuiamo a pensare che questa nostra critica sia politica e sia pertinente perché parla del leaderismo, che consideriamo un male da superare, della riduzione a tifosi plaudenti delle compagne e dei compagni, della stessa concezione del partito e della sinistra.
    Siamo stati accusati, sui maggiori quotidiani e in diverse trasmissioni televisive, di aver ordito un golpe, di fare i furbi, di coltivare la cultura del sospetto, di copiare dal documento Vendola, e di un’infinità di altre bassezze e nefandezze.
    Pazienza. Ci dispiace l’eccessiva asprezza e durezza di un dibattito che vorremmo più pacato e soprattutto chiaro, come chiari sono stati i fatti e le scelte che l’hanno provocato.
    Anche noi pensiamo che si possa dar vita ad un dibattito utile a noi e alla sinistra.
    C’è bisogno di un dibattito serio dopo la catastrofe, senza personalismi e senza che nessuno pretenda di avere l’esclusiva del meglio della nostra storia.
    Il nostro partito è un corpo vivo, colpito da un terremoto anche nella sua dialettica interna.
    Dal congresso di Venezia ad oggi sono successe molte cose. Basti dire che esponenti di primo piano della mozione Bertinotti di allora militano in ben quattro documenti in questo congresso, che esponenti della seconda mozione di allora militano oggi in tre documenti (compresa la mozione Vendola), che due delle cinque mozioni di allora sono uscite dal partito. Anche solo questa constatazione dovrebbe dimostrare che sarebbe stato meglio procedere circoscrivendo le divergenze, che sono e restano importantissime, ma che non possono riguardare tutto lo scibile umano.
    Non è questa la sede per ribadire il senso delle nostre proposte politiche che, è vero, sono ben diverse da quelle del documento Vendola.
    Ribadiamo invece la nostra vocazione unitaria, che è sincera ma anche necessaria per la realizzazione dei nostri obiettivi politici. Primo fra tutti far vivere la rifondazione comunista ed impedire che diverse costituenti finiscano con il dissolvere il nostro progetto e il nostro partito dividendo i movimenti, le associazioni e le tante persone della sinistra di questo paese.
    Non abbiamo una vocazione maggioritaria, siamo impegnati dalla lettera della nostra mozione e dalla nostra volontà a proporre una gestione del partito nella quale tutte e tutti possano riconoscersi. Anche per questo non ci interessa una degenerazione del dibattito. Non è questione di “moratorie” volontaristiche o di galateo.
    E’ questione di capirsi e di rispettarsi.
    Noi lo vogliamo fare.

  4. #4
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    Vendola è un violento!

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    Perchè?

  6. #6
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    Perchè adotta una formula comunicativa introdotta da Berlusconi, per darsi all'aggressione e allo sciacallaggio mediatico. Se non vince un congresso ad insulti, puntando sul fatto che lui si autodefinisce moderno e tutti gli altri son stronzi e non capiscono niente, non vince di certo sui contenuti e sulle prospettive...

    comunque la formula è:

    1) dico una cagata ad effetto ai giornali
    2) attendo la critica dei miei avversari
    3) vittimismo + insulti a chi mi ha risposto

    Cosa ottiene? La possibilità di intervenire il doppio degli altri perchè la questione poi cade lì, l'immagine da vittimista serve molto a consolidare la sua immagine di poeta maledetto, incompreso e con le ali tarpate (una sorta di veltroni di noattri con ian palach).

  7. #7
    Vamos bien!
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    Il vittimismo dei carnefici!
    Mi sa che il regolamento vieti l'esposizione in fila di 40 bestemmie assortite e multireligiose.

 

 

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