
Originariamente Scritto da
pietro936
Avere il tatuaggio di Che Chevara non significa essere di sinistra per almeno tre motivi:
in primo luogo il tatuaggio può essere stato fatto anni ed anni fa in una fase di militanza o simpatia con la sinistra successivamente abbandonata per altre scelte magari di destra e magari xenofobe:
in secondo luogo Che Chevara ha avuto un grande momento di popolarità mondiale ben più grande dell'ambito dei militanti di sinistra. Non escludo che il tatuaggio, specie se avvenuto in carcere, voleva essere un omaggio ad una persona il cui mito era straordinario senza che questo implicasse una scelta di campo;
in terzo luogo sono le azioni che si qualificano da sole. Devastare la bottega di un extracomunitario non appartiene alla cultura, alle propensioni, al tipo di azioni che persone di sinistra farebbero mai.
Anche se tatuato con Che Chevara chi ha compiuto l'azione è di destra ed è xenofobo fino alla violenza fisica.
Debbo dire che trovo assai corrispondente il personaggio che si è autodescritto a Repubblica ad una linea che la destra ad alto livello vorrebbe accreditare in Italia: la linea per cui la violenza non è di destra ma è naturale manifestazione di insofferenze degli italiani per l'insicurezza che pèrcepiscono per la presenza di stranieri.
Senza fare dietrologia non mi meraviglierebbe se si venisse a scoprire che
la versione fornita dal signore del Pigneto fosse stata suggerita da qualcuno che vuole depurare la violenza dalla sua matrice politica di destra
Vorrei capire dove va a parare Repubblica......