D’ALEMA CONNECTION - IL NUOVO CORSO DEL LÌDER MAXIMO: FONDAZIONE, CLUB, UNA SAT-TV E UN FOLTO DRAPPELLO DI FEDELISSIMI. COSÌ COSTRUISCE LA SUA RETE DI POTERE. IN VISTA DELLA BATTAGLIA NEL PD…
Marco Damilano per “L’espresso”
Maximo D'Alema
Nell'ingresso in ristrutturazione di piazza Farnese 101, accanto alla chiesa di Santa Brigida, da qualche settimana è un via vai. Salgono i socialisti albanesi, a caccia di consigli utili per il loro programma elettorale. Si affaccia Enrico Morando, il coordinatore del governo-ombra del Pd: sta costituendo la sua fondazione e ha chiesto di poter attingere allo statuto della fondazione cugina-rivale. Entrano ed escono registi, operatori, giornalisti: il cast della futura televisione da far partire in tempi rapidissimi, subito dopo l'estate. E deputati e senatori che vogliono segnalarsi per tempo nelle grazie del leader.
Uno spaccato di vita di Massimo D'Alema tornato alla politica italiana dopo i voli interplanetari. La fondazione Italianieuropei, al solito. E poi un'associazione di parlamentari con una rete di club in tutta Italia, collegata con Italianieuropei. Un network di blogger, una pattuglia di intellettuali e una televisione satellitare: Massimo D'Alema riparte da qui, dal soft power. Pensiero, formazione, comunicazione: un partito fuori dal partito, quasi una rivoluzione per un politico che ha costruito tutta la sua carriera sul controllo dell'organizzazione e sui rapporti di forza interni alle vecchie formazioni. Arrivato alla soglia dei sessant'anni (un mese fa ne ha compiuti 59), l'ex ministro degli Esteri si ritrova per la prima volta in vita sua senza incarichi di partito o di governo.
Era successo solo nel 2000, dopo le dimissioni dalla presidenza del Consiglio, ma la vacanza era durata pochissimo: otto mesi, il tempo di farsi eleggere presidente dei Ds. Ora, invece, bisogna attrezzarsi a una lunga marcia. Nel Pd di Walter Veltroni non c'è spazio di manovra, almeno fino alle elezioni europee dell'anno prossimo. Impossibile dare l'assalto alla leadership dell'ex sindaco di Roma, per mancanza di oggetto del contendere. "Non è un partito tradizionale dove per contare devi essere nella direzione. Il coordinamento, il governo-ombra sono tutte scatole vuote, tanto vale fare altro", ragionano i fedelissimi, lasciati fuori da ogni incarico.
Prodi e Veltroni
© Foto U.Pizzi
Sarà per questo che negli ultimi giorni il deputato Gianni Cuperlo ha perfino smesso di aggiornare il suo blog: "Sento la necessità di una discussione meno legata alla cronaca e più disposta a prendersi il tempo necessario per andare un tantino più a fondo", ha fatto sapere ai frequentatori del suo sito. Il capo dimostra di volerla prendere ancora più alla lontana: nell'ultimo fine settimana si è rifugiato nell'Happy Village di Marina di Camerota per una scuola di formazione di tre giorni dedicata a religione e democrazia, con grandi nomi internazionali (i filosofi Tzvetan Todorov e Charles Larmore) e oltre cento studenti a prendere appunti, "ligi e ordinati nel corso delle lezioni e presenti in massa fino allo spegnersi di vivaci dibattiti, tra una spiaggia incantevole e piante rare", si è entusiasmato l'algido 'Riformista' con una prosa da 'Unità' anni Cinquanta.
Un tranquillo week-end di studio organizzato dal filosofo Massimo Adinolfi, giovane ricercatore dell'Università di Cassino, autore di volumi come 'La deduzione trascendentale e il problema della finitezza in Kant'. Uno dei nomi di punta della seconda generazione dalemiana, accanto allo storico Roberto Gualtieri, vice-direttore dell'Istituto Gramsci, incaricato di preparare un convegno sulle riforme istituzionali per il mese di giugno, e al milanese Carlo Cerami che siede nel consiglio di amministrazione della fondazione Cariplo ed è il direttore della sede di Italianieuropei in Lombardia.
A completare il lavoro della fondazione ci sono i gruppi tematici su sanità, esteri, beni culturali, economia, affidati a Ignazio Marino, Salvatore Biasco, Rita Borioni: quasi un governo-ombra di Massimo, ovviamente in rivalità con quello di Walter. "Vincenzo Cerami in campagna elettorale non ha detto molto, anche dopo la nomina a ministro ombra non ha esternato. Probabilmente ha un piano segreto che preferisce non rivelare...", scrive sul suo blog la Borioni che coordina il gruppo sui beni culturali.
Eppure l'ex premier ce la sta mettendo tutta per rassicurare Veltroni sulle sue intenzioni. È arrivato a informarlo in dettaglio sul suo progetto di televisione satellitare: anche il segretario del Pd vorrebbe costruirne una, l'ultima cosa da fare sarebbe una guerra nell'etere in casa democratica. Ma il progetto di Tele-Massimo è già in fase avanzata: nella sede della fondazione si parla già di format, conduttori, sponsor. Le trasmissioni partiranno dopo l'estate sulle ceneri della vecchia Nessuno Tv, da sempre affidata a Claudio Caprara, vicino a D'Alema fin dai tempi della Fgci, poi suo uomo comunicazione a Palazzo Chigi, con un passaggio alla Seat di Lorenzo Pellicioli.
Giuseppe Pisanu
© Foto U.Pizzi
Ma l'ambizione è fare una cosa completamente diversa: nuovi studi, una nuova programmazione, un nuovo nome. Con un palinsesto tutto da inventare: i numeri zero si fanno in corsa, con la ripresa di un dibattito su Aldo Moro con D'Alema e il forzista Giuseppe Pisanu oppure con le interviste ai filosofi intervenuti alla scuola di Marina di Camerota. Certo, per il nuovo palinsesto si dovrà pensare a qualcosa di più eccitante: per esempio un talk-show da affidare a giornalisti di carta stampata già rodati in video, nomi a sorpresa, assicurano, non i soliti noti. Con Italianieuropei a fare da editore.
Alla battaglia interna al Pd ci penserà l'associazione che prepara la sua prima uscita per giugno, a ridosso dell'Assemblea nazionale del Pd prevista per il 21. Con un comitato promotore formato da un gruppo di parlamentari, almeno 110, dicono, ex Ds e ex Margherita, e collegata per statuto alle attività di Italianieuropei. Presidente sarà l'ex ministro delle politiche agricole, il pugliese Paolo De Castro, per anni uomo di collegamento tra D'Alema e Romano Prodi. Con l'uscita di scena del Professore è passato completamente dalla parte del leader post-comunista. Non sarà una corrente, giurano i dalemiani: sarà una rete di club su modello dei socialisti francesi, con una tessera di ingresso piuttosto salata per scongiurare pacchetti di tessere e sferragliare di truppe.
Intanto però i club hanno fatto il loro esordio nella regione più cara all'ex ministro degli Esteri, la Puglia. Lunedì 26, a Bari si sono riuniti i fedelissimi chiamati a raccolta dal senatore Nicola Latorre: il vice-presidente della Regione Alessandro Frisullo, quattro parlamentari, un europarlamentare, due assessori regionali. Invitato, ma "impossibilitato a intervenire", il sindaco di Bari e segretario del Pd regionale Michele Emiliano. Ma niente paura: "Una delegazione della Fondazione lo incontrerà presto per discutere i temi trattati", garantisce un comunicato. Succederà lo stesso a livello nazionale con Veltroni? E sì: per D'Alema il soft power è una nuova strada, esaltante. Però le vecchie abitudini non si dimenticano mai.
Dagospia 30 Maggio 2008
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