



Lasciando perdere crimini veri o presunti, non condivido tutto quello che ha fatto e nemmeno una buona parte del suo pensiero; non era certo un grande stratega e la sua conduzione della guerra non fu certo esaltante. Sta di fatto che per dieci anni ha fatto il bene del popolo tedesco come nessun altro, riscattando una nazione ed un popolo ferito e umiliato; sta di fatto che è stato un gigante della storia, una voce potente contro il bolscevismo, il liberalcapitalismo e il sionismo internazionale. Io mi sento più vicino al fascismo italiano che non al nazionalsocialismo tedesco, tuttavia ho una stima notevole per il Fuhrer.


Non vedo dove sta il problema.
La scienza dice come il mondo é, non come deve essere.
L'essere umano, che ha evoluto la cultura, é stato capace di imporre primo fra tutti gli animali dei principi morali sulla natura e su sé stesso. Questo grazie al tessuto sociale maggiore d'ogni altra specie.
Di sicuro preferirei che le prediche morali le facesse uno che ragiona con razionalità che uno che vede in Hitler dio o un maestro. Un maestro di che?
Di odio razziale? L'amore per questo coglione può essere solo dettato dall'ignoranza, dall'idiozia o da cosa altro non saprei.
un grande uomo e non certo un pazzo per come vorrebbero farlo passare !






Mmm....
1. I Sovietici avrebbero potuto pagare molto di più, se al posto dell'offensiva delle Ardenne, gli ultimi sforzi militari si fossero concentrati in una controffensiva in Polonia
2. I sovietici non si bagnarono sul mare del Nord, perchè a Brema ed Amburgo arrivarono gli Inglesi e perchè gli Americani arrivarono all'Elba ed in Cecoslovacchia...
3. Hitler ebbe il grande merito finale di nominare quel grand'uomo di Doenitz come ReichsPraesident, e non i "traditori" Himmler e Goering. E Doenitz salvò il salvabile...




L'attacco alla Grecia è stata la tomba della "guerra parallela", la pretenziosa intenzione ambigua di Mussolini di voler stare con Hitler, dimostrando di essere forte tanto quanto lui e dimostrando così agli Alleati di poterlo controllare...
Hitler la guerra non l'avrebbe mai potuta vincere se fossero intervenuti gli Americani: d'altra parte, nel 1940 e nel 1941 non riesce a piegare sul cielo e sul mare la sola Inghilterra...quindi figuriamoci l'America.
Napoleone conquistò Mosca e non gli servì nulla.


Primo, occorre capire come mai il popolo di Duerer, di Kant, di Goehte, di Fichte, di Beethoven, di Bach, e di tanti altri, abbia deciso di darsi a quell'uomo...perchè è ora di finirla con i distinguo da "puzza sotto il naso", e liberarsi di Hitler, accettando tutto il resto della cultura di quel Volk che Hitler ha prodotto ed appoggiato e seguito in massima parte.
Secondo, tutti i grandi statisti hanno fatto guerre e massacri. Non esiste scientificamente un massacro più terribile di un altro: possiamo misurare le vittime, questo sì, fare la conta dei becchini come diceva Juenger, ma attenzione: se iniziamo non la finiamo più, si scoprirebbero cose molto gravi anche per illustri "democratici e liberali". Con l'aggravante: Hitler si sapeva chi fosse, non ha mai detto di essere tollerante, liberale o democratico.
Terzo, non dico capire, ma interpretare Hitler è doveroso: ed allora occorre coglierne la mentalità artistica "frustrata" e la natura di un combattente straordinario ed eroico, con le sue 70 battaglie sul fronte occidentale durante la prima guerra mondiale, battaglie che rappresentarono il suo fiore all'occhiello, la sua opera sconosciuta e più vera per la quale decise di diventare quello che è diventato.
Occorre capire ed interpretare.
Sono d'accordo: non adorare.